Total Return Equity Swap Clausole campione
Total Return Equity Swap. Un total return equity swap (in breve: “equity swap”) è un contratto con il quale due controparti si impegnano a scambiarsi pagamenti periodici, dei quali uno può essere fisso (ad es. 4%) oppure, più spesso, indicizzato a un parametro di mercato quale il tasso interbancario (per esempio tasso Euribor a 6 mesi3) e l’altro è basato sui flussi di cassa (dividendi e capital gain o perdite) generati da un titolo o un portafoglio azionario. In questo modo viene trasferito sia il rendimento, sia il rischio del portafoglio azionario. Quest’ultimo rappresenta l’attività di riferimento, o reference asset (RA), del contratto. Si supponga ad esempio che la banca A abbia un portafoglio azionario del quale non intende sopportare il rischio. Si supponga poi che il gestore di portafogli B desideri fare un investimento temporaneo in quelle azioni senza sopportare i costi connessi con l’acquisto e la rivendita successiva dei titoli. Negoziando un equity swap la banca A si accorda per versare al gestore B dei pagamenti pari ai flussi di cassa generati dal portafoglio azionario. In pratica, la banca A versa al gestore B l’intero rendimento (total rate of return) del portafoglio, ossia i dividendi e l’eventuale differenza fra prezzo finale e prezzo iniziale del portafoglio. Contemporaneamente, il gestore B si impegna a corrispondere alla banca A, alle stesse date, dei pagamenti a tasso fisso o indicizzati a un parametro di mercato – per esempio l’Euribor - maggiorato di un certo spread che dipende tra l’altro dalla rischiosità del portafoglio azionario oggetto del contratto. Giunti a scadenza dello swap la banca A paga al gestore B il flusso di cassa connesso al valore effettivo di mercato del portafoglio e riceve da quest’ultima un pagamento pari al valore nominale (“nozionale”) del portafoglio inizialmente concordato. Flussi di cassa del reference asset, più suo eventuale apprezzamento Banca A (total return payer)
