PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE
PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE
tra
e
Parco Nazionale del Pollino (di seguito indicato come "Parco" con sede legale in Rotonda, Codice Fiscale C.F. 92001160768, rappresentato da ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, in qualità di Direttore, domiciliato per la carica presso la sede legale
Club Alpino Italiano (di seguito indicato come "CAI"), con sede legale in ▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇, Codice Fiscale 80067550154, P.IVA 036554880156, rappresentato dal Presidente Generale, ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, domiciliato per la carica presso la sede legale
(di seguito indicate congiuntamente "parti")
Premesso
che la fragilità intrinseca delle zone di montagna e la necessità di una loro attenta e consapevole fruizione (vista quale fattore di sviluppo) rendono necessario l'apporto di tutte quelle componenti della società che vivono la montagna nei suoi vari aspetti, ivi compresi lo studio e la conoscenza del territorio e l'educazione permanente dei cittadini, presupposti essenziali per un'adeguata e mirata gestione di questa particolare risorsa naturale;
che in considerazione delle comuni finalità in tema di studio, protezione, salvaguardia, sviluppo e fruizione delle risorse naturali, obiettivi espressi tanto dai Parchi Naturali, quanto dall'art. l dello Statuto e del Regolamento Generale del Club alpino Italiano e delle sue delibere in materia di Tavole di Courmayeur, Bidecalogo, Carta di Verona, riconoscendo l'assistenza volontaria finora data dal CAI al Parco, nonché l'importanza di continuare questo rapporto, si è pervenuti ana comune decisione di stipulare il seguente Protocollo di collaborazione tra il Parco e il CAI, rappresentato dal Presidente Generale che, con la firma del seguente Protocollo delega il coordinamento delle attività in esso regolate al Presidente del Gruppo Regionale Calabria e ai Presidente del Gruppo Regionale Basilicata;
che Parco e CAI, con il presente Protocollo intendono instaurare e formalizzare un rapporto di reciproca collaborazione in ordine ad iniziative e programmi di comune interesse nei campi di attività in seguito individuati ed elencati
si conviene e si stipula quanto segue
Articolo l. Premesse
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo di collaborazione.
Articolo 2. Scopi del Protocollo
Ai fini della presente Convenzione, le parti si impegnano ad attivare rapporti di reciproca collaborazione sulla base dei seguenti scopi:
- Riconoscere il ruolo del CAI quale soggetto che, attraverso le sue strutture, fornisce collaborazione specifica rivolta alla conoscenza e alla protezione delle risorse naturali che
ricadono nel territorio del Parco;
- Mantenere tra le parti un continuo e reciproco aggiornamento relativamente ai problemi più delicati legati alla frequentazione e alla fruizione turistico-sportiva di zone sensibili e di particolare valore biologico-paesaggistico, come quello ricompreso nel Parco;
- Contribuire a far conoscere al Parco le esigenze e le aspettative di un vasto settore di fruitori con un chiaro e inequivocabile scopo di tutela in sintonia con gli obiettivi del Parco.
Articolo 3. Gruppo di lavoro
Ai fini del presente Protocollo verrà costituito un gruppo di lavoro, il quale svolgerà un'azione propositiva nei confronti del Parco a sostegno e sviluppo dei suoi compiti istituzionali e dei programmi di attuazione e contribuirà alla realizzazione in coerenza e in osservanza dei principi fondamentali dell'accordo.
Il gruppo sarà composto da due rappresentanti del CAI nominati dal Presidente del Gruppo Regionale Calabria e dal Presidente del Gruppo Regionale Basilicata e da due rappresentanti del Parco.
I tempi di convocazione saranno determinati di volta in volta dalle parti, secondo le necessità, con un preavviso minimo di 10 giorni.
Il gruppo di lavoro redigerà con cadenza annuale una relazione sullo stato del Protocollo procedendo ad una verifica in ordine alla attività di collaborazione svolte tra Parco e CAI ed ai risultati raggiunti.
Articolo 4. Relazioni
Il CAI si impegna, compatibilmente con le proprie esigenze redazionali, a dare la massima diffusione, anche tramite la stampa sociale, alle attività del Parco e alle iniziative comuni.
Il Parco s’impegna, compatibilmente con i propri programmi ed impegni istituzionali, a consentire al CAI di organizzare, all’interno del Parco, iniziative, manifestazioni e raduni sui temi dell’escursionismo, dell’alpinismo, dell’alpinismo giovanile, della tutela dell’ambiente montano, della ricerca scientifico naturalistica.
Articolo 5. Campi di attività
Per il perseguimento degli scopi suddetti, le parti individuano i principali campi di attività oggetto di collaborazione:
Escursionismo - Sentieri
- Promozione di un moderno escursionismo, rispettoso del territorio attraversato, che interessi i paesi per la scoperta del territorio;
- Definizione della Rete Escursionistica del Parco;
- Predisposizione del Catasto dei Sentieri;
- Attenzione alla riduzione dell'inquinamento da segnaletica con l'adozione delle indicazioni nazionali del CAI, adottate da FederParchi;
- Manutenzione e segnalazione degli itinerari nell’ambito del Parco arricchendo e sviluppando i percorsi che propongono un elevato rapporto tra interesse naturalistico e fruizione, per contro a sentieri o opere che attraversino zone vulnerabili;
- Redazione delle Carte dei Sentieri uso turistico-escursionistico;
- Corsi di Escursionismo quale occasione per un avvicinamento rispettoso e sicuro al territorio.
Rifugi/ricoveri
Monitoraggio dello stato dei ricoveri esistenti nel territorio del Parco, al fine di una loro possibile adeguata frequentazione da parte degli escursionisti con attenzione particolare alla riqualificazione e descrizione dei sentieri di accesso e alla gestione dei ricoveri con la individuazione e adozione di procedure/comportamenti atti a ridurre ogni possibile forma di inquinamento di aria, acqua e suolo.
Alpinismo Giovanile - Servizio Scuola
In considerazione dell’importanza dell’educazione alla cultura ambientale, il Parco informa il CAI sulle iniziative che attua in ambito didattico, volte alla tutela e al rispetto dell’ambiente. II Gruppo Regionale Calabria e il Gruppo Regionale Basilicata, anche per il tramite della Commissione Tutela Ambiente Montano, diffondono tali informazioni, concretizzandole anche con visite, escursioni, soggiorni o con altro strumento che si ritenga utile per la formazione dei giovani. Il CAI formula proposte e progetti da sottoporre al Parco per il recepimento. Si cercherà di organizzare di comune accordo, programmi escursionistici tesi a migliorare le conoscenze naturalistiche e la corretta fruizione dell’area protetta, con la possibile estensione di tali attività agli organi dell’Alpinismo Giovanile dell'U.I.A.A. (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche).
Tutela Ambiente Montano
Collaborazione propositiva in sede di redazione e attuazione del Piano del Parco, del Regolamento e di eventuali modifiche ed integrazioni degli stessi. Collaborazione alla valutazione degli effetti della frequentazione umana sugli habitat del Parco. Il Gruppo Regionale Calabria e il Gruppo Regionale Basilicata, anche per il tramite delle Commissioni Tecniche Operative Territoriali, si faranno promotori delle eventuali esigenze, laddove la necessità di tutela lo imponga, di un uso limitato e coerente con il territorio. Collaborazione al monitoraggio delle specie floristiche e faunistiche. Collaborazione al rilevamento di manomissioni e di impatti ambientali.
Terre Alte
Collaborazione propositiva per la “ricognizione dei segni dell'uomo in ambiente”. Il censimento delle testimonianze dell’insediamento storico aiuta a comprendere lo stretto legame tra presenza dell’uomo e caratteristiche del territorio. Collaborazione all’attività di monitoraggio di: borghi, capanne pastorali, casolari, mulini e altre costruzioni. Insieme a questi anche altri segni dell’opera dell’uomo quali terrazzamenti, sentieri, ponti, fontane, edicole, dipinti, ecc.. Progetti per il recupero funzionale e l’inserimento in circuiti turistico-naturalistici.
Speleologia
II Gruppo Regionale Calabria e il Gruppo Regionale Basilicata, anche per il tramite della Commissione Regionale Speleologia, promuovono l'attività di esplorazione e di ricerca scientifica dei fenomeni carsici (ipogei e epigei) all’interno del Parco e della loro influenza sull’idrografia del territorio, lo sviluppo di tecniche e metodi di esplorazione e di ricerca speleologica a basso impatto, attività di informazione, formazione ed educazione ambientale. Collaborazione con il Parco per il coordinamento di attività speleologica di altri enti interessati.
Corpo Nazionale Soccorso Alpino
Vista l’importanza del ruolo svolto dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sotto il profilo sociale, nonché della particolare posizione del C.N.S.A.S. all'interno delle strutture CAI, in riferimento alla specificità dell’attività che richiede una conoscenza particolare del territorio con proprie modalità operative e all’indispensabile necessità di azioni che prevengano incidenti in ambiente, tra il Parco e il Delegato C.N.S.A.S., d'intesa con i Gruppi Regionali CAI, potrà essere stipulato un accordo operativo di collaborazione specifico con riferimento al presente protocollo.
Arrampicata
Il Parco e iI CAI, anche per il tramite degli Organi Tecnici, concorderanno le zone riservate a palestre di roccia e arrampicata.
Articolo 6. Attuazione del Protocollo di collaborazione
I programmi operativi e gli aspetti gestionali connessi all’attuazione della presente Convenzione, ivi compresi quelli attinenti la sentieristica ed i relativi oneri, saranno oggetto di specifici accordi da
sottoscriversi tra il Parco ed il Presidente del Gruppo Regionale Calabria e il Presidente del Gruppo Regionale Basilicata, nel rispetto del Protocollo di collaborazione.
Articolo 7. Durata
La durata del presente Protocollo di collaborazione, redatto in duplice originale, è stabilita in tre anni a decorrere dalla data di stipula senza tacito rinnovo.
Letto, confermato, sottoscritto.
Il presente disciplinare viene letto, confermato e sottoscritto con firma digitale ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 e del D.lgs. 7 marzo 2005 n. 82 e norme collegate, e sostituisce il testo cartaceo e la firma autografa.
Il Direttore Il Presidente Generale
del Parco Nazionale del Pollino del Club Alpino Italiano
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