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IL RELIGIOSO GUANELLIANO FRATELLO
MESSAGGI DEL SANTO PADRE
COMUNICAZIONI
DECRETI
DOCUMENTI
CONFRATELLI DEFUNTI
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Redazione: Casa Generalizia - ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇ - ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇
Anno LXXXIX - Aprile 2011 - N. 227
RISERVATO AI SERVI DELLA CARITÀ
ANNO LXXXIX - APRILE 2011
*** 1 ***
*** 2 ***
Indice
LETTERA DEL SUPERIORE GENERALE
Il religioso guanelliano fratello 5
MESSAGGI DEL SANTO PADRE
Colloquio del Santo Padre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ con i sacerdoti 12
COMUNICAZIONI
A. Confratelli 21
B. Eventi di consacrazione 24
C. Fatti e avvenimenti importanti 28
DECRETI
1. Decree of erection of a new Religious House 105
2. Reopen the Noviziate Program in the Servants of Charity House - Quezon City 106
3. Decreto di erezione di nuova Casa e Comunità 107
4. Nomine 108
5. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇
▇. ▇▇▇▇▇▇ - ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ - ▇▇▇▇▇▇▇▇ 111
DOCUMENTI
1. Conferenza del ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ della Comunità di ▇. ▇▇▇▇▇▇ 112
2. Cominciando da Como. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e la Famiglia Guanelliana oggi 123
CONFRATELLI DEFUNTI
1. Padre ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 140
2. Padre ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 142
3. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 146
4. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 148
5. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 153
6. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 155
7. Padre ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇ 158
8. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 160
9. ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇ 163
DEL SUPERIORE GENERALE
IL RELIGIOSO GUANELLIANO FRATELLO
Carissimi confratelli,
conosciamo tutti i dati statistici in riferimento alla diminuzione del- le vocazioni religiose di molte Congregazioni e particolarmente delle Congregazioni femminili e delle Congregazioni maschili cosiddette lai- cali. In base a questa constatazione ho voluto cercare dei raffronti nel- la nostra Congregazione e sono andato a confrontare i dati attuali con quelli del 30 giugno 1964, come riportato nella Relazione al X Capito- lo generale.
Approssimativamente possiamo dire di essere oggi nella stessa si- tuazione numerica di 45 anni fa!... Con una rimarcata differenza però a riguardo dell’età media dei confratelli perpetui, che non voglio riporta- re qui, per non scoraggiarci...
Al 30 giugno 1964: Il numero totale dei confratelli professi è di
n. 509, così suddivisi:
Chierici perpetui: 333
Chierici temporanei: 106
Fratelli perpetui: 63
Fratelli temporanei: 7
Oggi (31 dicembre 2010): Il numero totale dei confratelli professi è di n. 498, così suddivisi:
Chierici perpetui: 326
Chierici temporanei: 133
Fratelli perpetui 34
Fratelli temporanei: 4
Nel 1964 la proporzione tra Chierici e ▇▇▇▇▇▇▇▇ era dell’86% e 14% rispettivamente.
Al 31 dicembre 2010 essa è rispettivamente del 92% e dell’8%.
Questa semplice statistica mi offre l’occasione per alcune riflessio- ni che possono illuminarci nel valorizzare la comune nostra identità ca- rismatica.
Parto da alcune costatazioni. La prima è certamente positiva.
A partire dal Concilio Vaticano II con l’affermazione di fondo: «La vita religiosa laicale, tanto maschile quanto femminile, costituisce uno stato in sé completo di professione dei consigli evangelici. Perciò il sa- cro Concilio ha grande stima di questa vita religiosa laicale che arreca tanta utilità pastorale della Chiesa...» (PC 10), la Chiesa sembra supe- rare la mentalità con cui il religioso Fratello (particolarmente negli istituti clericali) era considerato in pratica come un religioso di secon- da categoria.
Eppure c’è ancora tanto cammino da percorrere se si vuole che questa vocazione del religioso ▇▇▇▇▇▇▇▇ abbia la considerazione che me- ▇▇▇▇ e si realizzi effettivamente quanto il Concilio indica in un altro te- sto fondamentale: «Lo stato religioso. non è intermedio tra la condizio-
ne clericale e laicale ma da entrambi le parti alcuni fedeli sono chiamati da Dio a fruire di questo speciale dono nella vita della Chiesa e ad aiu- tare, ciascuno a suo modo, la sua missione salvifica» (LG, 43). La ric- chezza di questo testo sta quindi nell’affermare la vocazione religiosa come “dono speciale” e specifico, unico e completo in se stesso, supe- rando il pericolo che nel religioso sacerdote questo dono venga come oscurato dalla condizione sacerdotale.
Ma allora perché si fa tanta fatica a vedere nel religioso Fratello la pienezza del dono? Forse anche perché è la stessa vita religiosa che sta perdendo stima tra il popolo di Dio e la considerazione della vali- dità di una vocazione viene spostata verso l’importanza del servizio che compie, più che sulla testimonianza della vita. E allora la rivitalizzazio- ne della vocazione del Fratello potrà apportare benefici anche alla comprensione della stessa scelta religiosa nel sacerdote. Infatti la scel-
ta di radicalità evangelica è più evidente e trasparente nel religioso Fratello come scelta di vita e non tanto come mezzo ed esigenza per adempiere ad uno specifico ministero.
Negli ultimi anni la Chiesa ha dato un forte impulso all’approfon- dimento della identità del Sacerdote: l’anno sacerdotale recentemente celebrato è stato una vera effusione di grazia, di cui tutti ne beneficia- mo. Ma appunto per il principio di complementarietà nel Corpo misti- co, è necessario che ognuno rafforzi e viva con entusiasmo la propria identità specifica.
E questo è particolarmente valido nella nostra Congregazione. Ba- sterebbe solamente richiamare qui il pensiero del Fondatore. Ma non so- lo... È la stessa nostra storia che ci dovrebbe spronare a rivalutare anche la vocazione del Fratello. Quante figure di santi ▇▇▇▇▇▇▇▇ hanno appunto arricchito la nostra storia, dai tempi del Fondatore ai nostri giorni!
Nei suoi scritti il Fondatore manifesta il suo apprezzamento per questa vocazione e i benefici che derivano dalla complementarietà del- la vocazione del Fratello per la nostra Congregazione.
«(I sacerdoti) sono vicinissimi ai fratelli laici di ministero e questo è un bene per i sacerdoti, perché a tale confronto avranno maggiore lo zelo per non venire meno anche al minore dei loro doveri, ed è un be- ne per i fratelli laici, perché potranno più facilmente specchiarsi nelle virtù sacerdotali, seguire gli esempi e avvalersi del tesoro dei loro sacri ministeri di santificazione. Bisogna che sentimenti di fede e di carità
animino i cuori dei fratelli maggiori, i sacerdoti, e dei fratelli minori, i laici, perché negli uni e negli altri cresca la forza di virtù e si raddoppi la gioia che è propria di chi serve al Signore. Per questo è necessario che fra i due ordini, sacerdotale e laicale, non vi sia mai spirito di par- ▇▇▇▇, non mai spirito di gelosia, tanto meno spirito di insubordinazione. Il pericolo di tanto male sarà tanto più tenuto lontano, quanto più le due famiglie dei sacerdoti e dei laici saranno congiunte dalla fede, ravviva-
te dalla carità, per formare una famiglia sola ed essere un cuor solo ed un’anima sola»... «Molte piccole forze insieme congiunte fanno una for- za grande; l’unione di più fratelli è capace di costruire una torre insupe- rabile ad ogni invasione nemica».
Rivolgendosi direttamente ai fratelli laici il Fondatore, nei suoi Re- golamenti ne esalta la vocazione e li stimola alla santità.
«I fratelli laici devono comprendere la natura della loro missione che è davvero grande. Il Signore è il padrone dei cuori, padrone di af-
fidare ad ognuno le mansioni che crede nella grande famiglia della sua Chiesa. ▇▇▇▇▇▇ è la missione, perché fanno parte di un corpo che è de- stinato dal Signore a diffondere torrenti di benedizioni sulla terra. Le lo- ro mansioni, propriamente parlando, sono quelle di ▇▇▇▇▇ e di ▇▇▇▇▇, che sono quelle stesse praticate da ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ e dagli apostoli suoi. Niente di più perfetto, niente di più propizio per coltivare con fervore lo spirito religioso».
«I fratelli laici per mezzo di esercizi pii, che devono essere in co- pia e propri di ogni giorno, vengano, crescano alla scuola dei santi e gu- stino la gioia del conversare coi beati. Stando a questa altezza, il Signo- re farà loro la grazia di conoscere il valore e la pratica della umiltà, del sacrificio di ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ e allora non sarà più mansione così dimessa che il buon laico servo della Carità rifugga di esercitare».
«Un servo della Carità naturalmente nelle mansioni di famiglia ascende per grado, benché non debba punto aspirare a ciò pei fini uma- ni, ma solamente per saper compiere più perfettamente le mansioni affi- dategli alla maggior gloria di Dio».
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, riflettendo la mentalità del suo tempo, affida ai Fra- telli le mansioni di carattere più concreto e materiale, ma al tempo stes- so ha una visione amplia a riguardo dell’apostolato che il Fratello può compiere a fianco del sacerdote e per penetrare più direttamente nel cuore delle persone, anche di quelle più lontane.
«I fratelli laici devono specialmente attendere agli uffici esteriori ed alle mansioni di provvidenza economica. Si desidera vivamente che un fratello laico, sotto la guida del proprio superiore disimpegni mansioni economiche importantissime nella congregazione... Non è però men ve- ro che anche ai fratelli laici si estende un largo campo di azione nell’or- dine morale e perciò si fanno voti fervidi perché anche ai fratelli laici si apra il campo, non meno ampio, di azione nell’ordine disciplinare e mo- rale. Un fratello laico fervoroso può compiere atti di zelo con insinuare ai ricoverati la frequenza alle pratiche devote, con coltivare lo spirito di attaccamento e di vocazione alla casa; in questi e simili argomenti possono esercitare atti di zelo meglio che non i medesimi sacerdoti.
Eseguirebbero le stesse mansioni di quei discepoli di ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ che, a due a due, erano inviati a preparare la strada nei cuori della po- polazione per l’arrivo del loro divin Maestro».
Nelle nostre Case la presenza del religioso, a diretto contatto degli ospiti, è stata sempre una caratteristica essenziale della nostra missio- ne tra i poveri: ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ la chiamava “la carità di persona”!
Approfitto qui per esprimere il nostro riconoscimento al Fondatore che, pensando appunto ai Fratelli guanelliani, ha voluto assicurare ai nostri poveri la presenza diretta e vicina di Cristo nella loro vita quo- tidiana, nella loro debolezza, nella fragilità della loro salute, nella loro necessità di affetto e compagnia, nel loro desiderio di appoggiarsi con fiducia in una persona che vuol loro bene, sapendo che questa per- sona (il religioso) ha rinunciato per Cristo e per i poveri ad una sua famiglia.
Il Fondatore ha sempre voluto anche per i sacerdoti questo stile di presenza diretta e familiare nel realizzare il ministero della carità, qua- le nostra caratteristica carismatica. Ma è pur vero che, man mano che i servizi si specializzano e che le vocazioni sacerdotali diminuiscono, viene meno nelle nostre Case questa presenza diretta. Adesso si insiste di più sul ministero dell’animazione della carità, sul coinvolgimento e partecipazione dei laici alla nostra missione... Ma c’è il pericolo che si affievolisca la testimonianza concreta, che è pur sempre il miglior mez- zo di animazione e di esempio per i nostri collaboratori e operatori... La proclamazione diretta della Parola riscuote sempre meno credibili- tà, se non è accompagnata dalla testimonianza della vita. «Il mondo og- gi ha più bisogno di testimoni che di maestri – e questi diventano cre- dibili proprio se testimoni» (▇▇▇▇▇ ▇▇).
E proprio a riguardo della collaborazione con i laici i nostri Fra- telli potrebbero costituire come l’anello di congiunzione che rende più visibile la forma laicale di vivere il carisma.
L’esortazione “Vita consecrata” afferma: «Si può dire che è inizia- to un capitolo nuovo per la Chiesa, ricco di speranze, nella storia delle relazioni tra le persone consacrate e il laicato» ... «i laici, mossi dagli esempi di santità delle persone consacrate, saranno introdotti all’espe- rienza diretta dello spirito dei consigli evangelici, e saranno così inco- raggiati a vivere e a testimoniare lo spirito delle beatitudini, in vista del- la trasformazione del mondo secondo il cuore di Dio».
Certo oggi, in confronto ai tempi del Fondatore molte cose sono cambiate nella società e nella Chiesa. Alcuni di questi cambiamenti pos- sono oscurare maggiormente la figura del religioso laico, specialmente in alcune culture dove il sacerdozio è considerato un privilegio e un gradino più alto nella considerazione della gente:
– la promozione del laicato nella Chiesa, che certamente ha por- tato una opportuna sensibilizzazione di tutto il Popolo di Dio a responsabilizzarsi della comune missione di evangelizzazione;
– l’assunzione da parte dello Stato o da parte della società civile dei servizi sociali verso i cittadini, può rendere più difficile al Fratello il compito di esercitare la propria missione, che pur fa parte della sua identità religiosa.
– la crisi anche delle vocazioni sacerdotali, specialmente nel no- stro mondo occidentale. Gli stessi ▇▇▇▇▇▇▇, quando hanno Par- rocchie senza pastore chiedono spesso ai religiosi di supplire questa scarsità di clero, con il pericolo però di rendere meno vi- sibile il carisma della vita religiosa come scelta di vita...
Sono cambiamenti certamente positivi, ma che richiedono il poten- ziamento di ogni vocazione nella Chiesa, e non la contrapposizione di una parte a scapito di un’altra.
La diversità delle vocazioni nella Chiesa è una ricchezza per la missione e per la spiritualità. E questo è vero anche all’interno di uno stesso carisma. La diversità di prospettiva in cui concretamente vivere la stessa vocazione guanelliana è certamente una ricchezza. È quindi necessario che ognuno, con la sua particolare vocazione, si responsabi- lizzi per il progresso dell’intera Congregazione.
Molti possono essere i benefici che ne derivano, se tutti ci adope- riamo a suscitare questa molteplicità di espressioni del carisma:
– tutti potremmo comprendere meglio il dono speciale di questa scelta di vita, a prescindere dal ministero (sacerdotale o di di- verso tipo) che esercitiamo nella Chiesa;
– eviteremmo il pericolo della clericalizzazione della vita religiosa stessa, come da tante parti si fa osservare;
– lo stesso popolo di Dio valorizzerebbe maggiormente di più la stessa vita religiosa in quanto tale e sentirebbe i religiosi più vi- cini alla propria vita.
Una sfida a cui è chiamata oggi la vita religiosa è appunto quella di essere più vicina alla gente; partecipare attivamente alle speranze, preoccupazioni e ideali delle persone. Andare quindi verso le persone nella concretezza della loro vita e delle loro sofferenze. Il Fratello gua- nelliano ha questa possibilità, proprio a partire dalla sua condizione laicale e dalla semplicità della sua vocazione per poter capire e lenire
le sofferenze spirituali della gente. A diretto contatto con i laici egli può trasmettere motivazioni per dare senso alla vita facendo gustare la con- cretezza del nostro carisma.
Tocca a tutti noi, con la nostra stima e apprezzamento per la vo- cazione religiosa, far sì che il Fratello non sia considerato come un re- ligioso che si è fermato a metà cammino... Per far crescere questa sti- ma è necessario che prima di tutto ci crediamo noi, specialmente recuperando la nostra identità più che sul versante del fare e della mis- sione, sulla valorizzazione del nostro stato di vita e della consacrazione al Signore.
Termino con un augurio diretto in primo luogo ai Fratelli guanel- liani, ma anche a tutti noi religiosi, perché sappiamo conformare la no- stra vita a quella del Signore Gesù, che non è venuto ad essere servito ma a servire e che si è fatto vicino ad ogni uomo chiamandolo fratello:
«Vivendo in modo speciale la loro laicità e la loro consacrazione, i Re- ligiosi Fratelli ricordano efficacemente agli stessi religiosi sacerdoti la fondamentale dimensione della fraternità in Cristo...» (VC, 60).
In quest’anno della canonizzazione del Fondatore, il nostro pensie- ro e il nostro desiderio di imitazione, oltre che a lui, vada anche a tut- ti i nostri ▇▇▇▇▇▇▇▇ che con noi dal Cielo gioiscono per il riconoscimen- to della sua santità. Impariamo e facciamoci aiutare anche da loro a vivere santamente la nostra vocazione al servizio della Carità.
P. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇
Superiore generale
Roma, 2 febbraio 2011, Presentazione al Tempio
DEL SANTO PADRE
COLLOQUIO DEL SANTO PADRE ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ CON I SACERDOTI
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇ giugno 2010
America:
D. - Beatissimo Padre, sono ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇▇▇ e vengo dall’America, precisamente dal Brasile. La maggior parte di noi qui presenti è impegnata nella pastorale diretta, in parrocchia, e non solo con una comu- nità, ma a volte siamo ormai parroci di più parrocchie, o di comunità parti- colarmente estese. Con tutta la buona volontà cerchiamo di sopperire alle ne- cessità di una società molto cambiata, non più interamente cristiana, ma ci accorgiamo che il nostro “fare” non basta. Dove andare, Santità? In quale di- rezione?
▇. - ▇▇▇▇ amici, innanzitutto vorrei esprimere la mia grande gioia perché qui sono riuniti sacerdoti di tutte le parti del mondo, nella gioia della nostra vocazione e nella disponibilità a servire con tutte le nostre forze il Signore, in questo nostro tempo. In merito alla domanda: sono ben consapevole che oggi è molto difficile essere parroco, anche e soprattutto nei Paesi di antica cristia- nità; le parrocchie diventano sempre più estese, unità pastorali... è impossibile conoscere tutti, è impossibile fare tutti i lavori che ci si aspetterebbe da un par- roco. E così, realmente, ci domandiamo dove andare, come lei ha detto. Ma vorrei innanzitutto dire: so che ci sono tanti parroci nel mondo che danno re- almente tutta la loro forza per l’evangelizzazione, per la presenza del Signore
e dei suoi Sacramenti, e a questi fedeli parroci, che operano con tutte le forze della loro vita, del nostro essere appassionati per Cristo, vorrei dire un grande “grazie”, in questo momento. Ho detto che non è possibile fare tutto quello che si desidera, che forse si dovrebbe fare, perché le nostre forze sono limitate e le situazioni sono difficili in una società sempre più diversificata, più compli- cata. Io penso che, soprattutto, sia importante che i fedeli possano vedere che questo sacerdote non fa solo un “job”, ore di lavoro, e poi è libero e vive so- lo per se stesso, ma che è un uomo appassionato di Cristo, che porta in sé il fuoco dell’amore di Cristo. Se i fedeli vedono che è pieno della gioia del Si- gnore, capiscono anche che non può far tutto, accettano i limiti, e aiutano il parroco. Questo mi sembra il punto più importante: che si possa vedere e sen- tire che il parroco realmente si sente un chiamato dal Signore; è pieno di amo- re del Signore e dei suoi. Se questo c’è, si capisce e si può anche vedere l’im- possibilità di fare tutto. Quindi, essere pieni della gioia del Vangelo con tutto il nostro essere è la prima condizione. Poi si devono fare le scelte, avere le priorità, vedere quanto è possibile e quanto è impossibile. Direi che le tre prio- ▇▇▇▇ fondamentali le conosciamo: sono le tre colonne del nostro essere sacerdo- ti. Prima, l’Eucaristia, i Sacramenti: rendere possibile e presente l’Eucaristia, soprattutto domenicale, per quanto possibile, per tutti, e celebrarla in modo che diventi realmente il visibile atto d’amore del Signore per noi. Poi, l’annuncio della Parola in tutte le dimensioni: dal dialogo personale fino all’omelia. Il ter- zo punto è la “caritas”, l’amore di Cristo: essere presenti per i sofferenti, per i piccoli, per i bambini, per le persone in difficoltà, per gli emarginati; rende- re realmente presente l’amore del Buon Pastore. E poi, una priorità molto im- portante è anche la relazione personale con ▇▇▇▇▇▇. Nel Breviario, il 4 novem- bre, leggiamo un bel testo di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, grande pastore, che ha dato veramente tutto se stesso, e che dice a noi, a tutti i sacerdoti: «Non trascurare la tua propria anima: se la tua propria anima è trascurata, anche agli altri non puoi dare quanto dovresti dare. Quindi, anche per te stesso, per la tua anima, devi avere tempo», o, in altre parole, la relazione con Cristo, il colloquio per- sonale con Cristo è una priorità pastorale fondamentale, è condizione per il no- stro lavoro per gli altri! E la preghiera non è una cosa marginale: è proprio “professione” del sacerdote pregare, anche come rappresentante della gente che non sa pregare o non trova il tempo di pregare. La preghiera personale, soprat- tutto la Preghiera delle Ore, è nutrimento fondamentale per la nostra anima, per tutta la nostra azione. E, infine, riconoscere i nostri limiti, aprirci anche a questa umiltà. Ricordiamo una scena di ▇▇▇▇▇, capitolo 6, dove i discepoli so- no “stressati”, vogliono fare tutto, e il Signore dice: «Andiamo via; riposate un po’» (cfr. Mc 6, 31). Anche questo è lavoro – direi – pastorale: trovare e ave- re l’umiltà, il coraggio di riposare. Quindi, penso, che la passione per il Signo- re, l’amore del Signore, ci mostra le priorità, le scelte, ci aiuta a trovare la stra- da. Il Signore ci aiuterà. Grazie a tutti voi!
Africa:
D. - Santità, sono ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ e vengo dall’Africa, precisamente dalla Costa d’Avorio. Lei è un Papa-teologo, mentre noi, quando riuscia- mo, leggiamo appena qualche libro di teologia per la formazione. Ci pare, tuttavia, che si sia creata una frattura tra teologia e dottrina e, ancor più, tra teologia e spiritualità. Si sente la necessità che lo studio non sia tutto accademico ma alimenti la nostra spiritualità. Ne sentiamo il bisogno nello stesso ministero pastorale. Talvolta la teologia non sembra avere Dio al centro e ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ come primo “luogo teologico”, ma abbia invece i gusti e le tendenze diffuse; e la conseguenza è il proliferare di opinioni soggettive che permettono l’introdursi, anche nella Chiesa, di un pensiero non cattolico. Come non disorientarci nella nostra vita e nel nostro ministe- ro, quando è il mondo che giudica la fede e non viceversa? Ci sentiamo “scentrati”!
R. - Grazie. Lei tocca un problema molto difficile e doloroso. C’è real- mente una teologia che vuole soprattutto essere accademica, apparire scientifi- ca e dimentica la realtà vitale, la presenza di Dio, la sua presenza tra di noi, il suo parlare oggi, non solo nel passato. Già ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ha distinto due forme di teologia, nel suo tempo; ha detto: «c’è una teologia che viene dall’ar- roganza della ragione, che vuole dominare tutto, fa passare Dio da soggetto a oggetto che noi studiamo, mentre dovrebbe essere soggetto che ci parla e ci guida». C’è realmente questo abuso della teologia, che è arroganza della ragio- ne e non nutre la fede, ma oscura la presenza di Dio nel mondo. Poi, c’è una teologia che vuole conoscere di più per amore dell’amato, è stimolata dal- l’amore e guidata dall’amore, vuole conoscere di più l’amato. E questa è la ve- ra teologia, che viene dall’amore di Dio, di ▇▇▇▇▇▇ e vuole entrare più profon- damente in comunione con Cristo. In realtà, le tentazioni, oggi, sono grandi; soprattutto, si impone la cosiddetta “visione moderna del mondo” (▇▇▇▇▇▇▇▇, “modernes Weltbild”), che diventa il criterio di quanto sarebbe possibile o im- possibile. E così, proprio con questo criterio che tutto è come sempre, che tut- ti gli avvenimenti storici sono dello stesso genere, si esclude proprio la novità del Vangelo, si esclude l’irruzione di Dio, la vera novità che è la gioia della nostra fede. Che cosa fare? Io direi prima di tutto ai teologi: abbiate coraggio. E vorrei dire un grande grazie anche ai tanti teologi che fanno un buon lavo- ro. Ci sono gli abusi, lo sappiamo, ma in tutte le parti del mondo ci sono tan- ti teologi che vivono veramente della Parola di Dio, si nutrono della medita- zione, vivono la fede della Chiesa e vogliono aiutare affinché la fede sia presente nel nostro oggi. A questi teologi vorrei dire un grande “grazie”. E di- rei ai teologi in generale: «non abbiate paura di questo fantasma della scienti- ficità!». Io seguo la teologia dal ’46; ho incominciato a studiare la teologia nel
gennaio ’46 e quindi ho visto quasi tre generazioni di teologi, e posso dire: le ipotesi che in quel tempo, e poi negli anni Sessanta e ▇▇▇▇▇▇▇ erano le più nuo- ve, assolutamente scientifiche, assolutamente quasi dogmatiche, nel frattempo sono invecchiate e non valgono più! Molte di loro appaiono quasi ridicole. Quindi, avere il coraggio di resistere all’apparente scientificità, di non sotto- mettersi a tutte le ipotesi del momento, ma pensare realmente a partire dalla grande fede della Chiesa, che è presente in tutti i tempi e ci apre l’accesso al- la verità. Soprattutto, anche, non pensare che la ragione positivistica, che esclude il trascendente – che non può essere accessibile – sia la vera ragione! Questa ragione debole, che presenta solo le cose sperimentabili, è realmente una ragione insufficiente. Noi teologi dobbiamo usare la ragione grande, che è aperta alla grandezza di Dio. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre il po- sitivismo alla questione delle radici dell’essere. Questo mi sembra di grande importanza. Quindi, occorre avere il coraggio della grande, ampia ragione, ave- re l’umiltà di non sottomettersi a tutte le ipotesi del momento, vivere della grande fede della Chiesa di tutti i tempi. Non c’è una maggioranza contro la maggioranza dei Santi: la vera maggioranza sono i Santi nella Chiesa e ai San- ti dobbiamo orientarci! Poi, ai seminaristi e ai sacerdoti dico lo stesso: pensa- te che la Sacra Scrittura non è un Libro isolato: è vivente nella comunità vi- vente della Chiesa, che è lo stesso soggetto in tutti i secoli e garantisce la presenza della Parola di Dio. Il Signore ci ha dato la Chiesa come soggetto vi- vo, con la struttura dei Vescovi in comunione con il Papa, e questa grande re- altà dei Vescovi del mondo in comunione con il Papa ci garantisce la testimo- nianza della verità permanente. Abbiamo fiducia in questo Magistero permanente della comunione dei Vescovi con il Papa, che ci rappresenta la presenza della Parola. E poi, abbiamo anche fiducia nella vita della Chiesa e, soprattutto, dobbiamo essere critici. Certamente la formazione teologica – que- sto vorrei dire ai seminaristi – è molto importante. Nel nostro tempo dobbia- mo conoscere bene la Sacra Scrittura, anche proprio contro gli attacchi delle sette; dobbiamo essere realmente amici della Parola. Dobbiamo conoscere an- che le correnti del nostro tempo per poter rispondere ragionevolmente, per po- ter dare – come dice San ▇▇▇▇▇▇ – “ragione della nostra fede”. La formazione è molto importante. Ma dobbiamo essere anche critici: il criterio della fede è il criterio con il quale vedere anche i teologi e le teologie. Papa ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇ ci ha donato un criterio assolutamente sicuro nel Catechismo della Chiesa Cattolica: qui vediamo la sintesi della nostra fede, e questo Catechismo è veramente il criterio per vedere dove va una teologia accettabile o non accettabile. Quindi, raccomando la lettura, lo studio di questo testo, e così possiamo andare avanti con una teologia critica nel senso positivo, cioè criti- ca contro le tendenze della moda e aperta alle vere novità, alla profondità inesauribile della Parola di Dio, che si rivela nuova in tutti i tempi, anche nel nostro tempo.
Europa:
D. - Padre ▇▇▇▇▇, sono ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e vengo dall’Europa, preci- samente dalla Slovacchia, e sono missionario in Russia. Quando celebro la Santa Messa trovo me stesso e capisco che lì incontro la mia identità e la ra- dice e l’energia del mio ministero. Il sacrificio della Croce mi svela il Buon Pastore che dà tutto per il gregge, per ciascuna pecora, e quando dico: «Que- sto è il mio corpo ... questo è il mio sangue» dato e versato in sacrificio per voi, allora capisco la bellezza del celibato e dell’obbedienza, che ho libera- mente promesso al momento dell’ordinazione. Pur con le naturali difficoltà, il celibato mi sembra ovvio, guardando Cristo, ma mi trovo frastornato nel leggere tante critiche mondane a questo dono. Le chiedo umilmente, Padre ▇▇▇▇▇, di illuminarci sulla profondità e sul senso autentico del celibato eccle- siastico.
R. - Grazie per le due parti della sua domanda. La prima, dove mostra il fondamento permanente e vitale del nostro celibato; la seconda che mostra tut- te le difficoltà nelle quali ci troviamo nel nostro tempo. Importante è la prima parte, cioè: centro della nostra vita deve realmente essere la celebrazione quo- tidiana della Santa Eucaristia; e qui sono centrali le parole della consacrazio- ne: «Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue»; cioè: parliamo “in per- sona Christi”. Cristo ci permette di usare il suo “io”, parliamo nell’“io” di Cristo, Cristo ci “tira in sé” e ci permette di unirci, ci unisce con il suo “io”. E così, tramite questa azione, questo fatto che Egli ci “tira” in se stesso, in modo che il nostro “io” diventa unito al suo, realizza la permanenza, l’unicità del suo Sacerdozio; così Lui è realmente sempre l’unico Sacerdote, e tuttavia molto presente nel mondo, perché “tira” noi in se stesso e così rende presente la sua missione sacerdotale. Questo vuol dire che siamo “tirati” nel Dio di Cri- sto: è questa unione con il suo “io” che si realizza nelle parole della consacra- zione. Anche nell’“io ti assolvo” – perché nessuno di noi potrebbe assolvere dai peccati – è l’“io” di Cristo, di Dio, che solo può assolvere. Questa unifi- cazione del suo “io” con il nostro implica che siamo “tirati” anche nella sua realtà di Risorto, andiamo avanti verso la vita piena della risurrezione, della quale ▇▇▇▇ parla ai Sadducei in ▇▇▇▇▇▇, capitolo 22: è una vita “nuova”, nel- la quale già siamo oltre il matrimonio (cfr. Mt 22, 23-32). È importante che ci lasciamo sempre di nuovo penetrare da questa identificazione dell’“io” di Cri- sto con noi, da questo essere “tirati fuori” verso il mondo della risurrezione. In questo senso, il celibato è un’anticipazione. Trascendiamo questo tempo e an- diamo avanti, e così “tiriamo” noi stessi e il nostro tempo verso il mondo del- la risurrezione, verso la novità di Cristo, verso la nuova e vera vita. Quindi, il celibato è un’anticipazione resa possibile dalla grazia del Signore che ci “tira” a sé verso il mondo della risurrezione; ci invita sempre di nuovo a trascende-
re noi stessi, questo presente, verso il vero presente del futuro, che diventa pre- sente oggi. E qui siamo ad un punto molto importante. Un grande problema della cristianità del mondo di oggi è che non si pensa più al futuro di Dio: sembra sufficiente solo il presente di questo mondo. Vogliamo avere solo que- sto mondo, vivere solo in questo mondo. Così chiudiamo le porte alla vera grandezza della nostra esistenza. Il senso del celibato come anticipazione del futuro è proprio aprire queste porte, rendere più grande il mondo, mostrare la realtà del futuro che va vissuto da noi già come presente. Vivere, quindi, così in una testimonianza della fede: crediamo realmente che Dio c’è, che Dio c’en- tra nella mia vita, che posso fondare la mia vita su Cristo, sulla vita futura. E conosciamo adesso le critiche mondane delle quali lei ha parlato. È vero che per il mondo agnostico, il mondo in cui Dio non c’entra, il celibato è un gran- de scandalo, perché mostra proprio che Dio è considerato e vissuto come real- tà. Con la vita escatologica del celibato, il mondo futuro di Dio entra nelle re- altà del nostro tempo. E questo dovrebbe scomparire! In un certo senso, può sorprendere questa critica permanente contro il celibato, in un tempo nel qua- le diventa sempre più di moda non sposarsi. Ma questo non-sposarsi è una co- sa totalmente, fondamentalmente diversa dal celibato, perché il non-sposarsi è basato sulla volontà di vivere solo per se stessi, di non accettare alcun vinco- lo definitivo, di avere la vita in ogni momento in una piena autonomia, deci- dere in ogni momento come fare, cosa prendere dalla vita; e quindi un “no” al vincolo, un “no” alla definitività, un avere la vita solo per se stessi. Mentre il celibato è proprio il contrario: è un “sì” definitivo, è un lasciarsi prendere in mano da Dio, darsi nelle mani del Signore, nel suo “io”, e quindi è un atto di fedeltà e di fiducia, un atto che suppone anche la fedeltà del matrimonio; è proprio il contrario di questo “no”, di questa autonomia che non vuole obbli- garsi, che non vuole entrare in un vincolo; è proprio il “sì” definitivo che suppone, conferma il “sì” definitivo del matrimonio. E questo matrimonio è la forma biblica, la forma naturale dell’essere uomo e donna, fondamento del- la grande cultura cristiana, di grandi culture del mondo. E se scompare questo, andrà distrutta la radice della nostra cultura. Perciò il celibato conferma il “sì” del matrimonio con il suo “sì” al mondo futuro, e così vogliamo andare avanti e rendere presente questo scandalo di una fede che pone tutta l’esisten- za su Dio. Sappiamo che accanto a questo grande scandalo, che il mondo non vuole vedere, ci sono anche gli scandali secondari delle nostre insufficien- ze, dei nostri peccati, che oscurano il vero e grande scandalo, e fanno pensa- re: “Ma, non vivono realmente sul fondamento di Dio!”. Ma c’è tanta fedeltà! Il celibato, proprio le critiche lo mostrano, è un grande segno della fede, del- la presenza di Dio nel mondo. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a ren- derci liberi dagli scandali secondari, perché renda presente il grande scandalo della nostra fede: la fiducia, la forza della nostra vita, che si fonda in Dio e in Cristo Gesù!
Asia:
D. - Santo Padre, sono ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e vengo dall’Asia, preci-
samente dal Giappone. Il modello sacerdotale che Vostra Santità ci ha propo- sto in quest’Anno, il Curato d’Ars, vede al centro dell’esistenza e del ministe- ro l’Eucaristia, la Penitenza sacramentale e personale e l’amore al culto, degnamente celebrato. Ho negli occhi i segni dell’austera povertà di san Gio- ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ed insieme della sua passione per le cose preziose per il culto. Come vivere queste dimensioni fondamentali della nostra esistenza sa- cerdotale, senza cadere nel clericalismo o in un’estraneità alla realtà, che il mondo oggi non ci consente?
R. - Grazie. Quindi, la domanda è come vivere la centralità dell’Eucari- stia senza perdersi in una vita puramente cultuale, estranei alla vita di ogni giorno delle altre persone. Sappiamo che il clericalismo è una tentazione dei sacerdoti in tutti i secoli, anche oggi; tanto più importante è trovare il modo vero di vivere l’Eucaristia, che non è una chiusura al mondo, ma proprio l’apertura ai bisogni del mondo. Dobbiamo tenere presente che nell’Eucaristia si realizza questo grande dramma di Dio che esce da se stesso, lascia – come dice la Lettera ai Filippesi – la sua propria gloria, esce e scende fino ad esse- re uno di noi e scende fino alla morte sulla Croce (cfr. Fil 2).
L’avventura dell’amore di Dio, che lascia, abbandona se stesso per esse- re con noi – e questo diventa presente nell’Eucaristia; il grande atto, la gran- de avventura dell’amore di Dio è l’umiltà di Dio che si dona a noi. In questo senso l’Eucaristia è da considerare come l’entrare in questo cammino di Dio. ▇▇▇▇’▇▇▇▇▇▇▇▇ dice, nel De Civitate Dei, libro X: «Hoc est sacrificium Chri- stianorum: multi unum corpus in Christo», cioè: sacrificio dei cristiani è l’es- sere uniti dall’amore di Cristo nell’unità dell’unico corpo di Cristo. Il sacrifi- cio consiste proprio nell’uscire da noi, nel lasciarsi attirare nella comunione dell’unico pane, dell’unico Corpo, e così entrare nella grande avventura del- l’amore di Dio. Così dobbiamo celebrare, vivere, meditare sempre l’Eucaristia, come questa scuola della liberazione dal mio “io”: entrare nell’unico pane, che è pane di tutti, che ci unisce nell’unico Corpo di Cristo. E quindi, l’Eucaristia è, di per sé, un atto di amore, ci obbliga a questa realtà dell’amore per gli al- tri: che il sacrificio di Cristo è la comunione di tutti nel suo Corpo. E quindi, in questo modo dobbiamo imparare l’Eucaristia, che poi è proprio il contrario del clericalismo, della chiusura in se stessi. Pensiamo anche a Madre ▇▇▇▇▇▇, veramente l’esempio grande in questo secolo, in questo tempo, di un amore che lascia se stesso, che lascia ogni tipo di clericalismo, di estraneità al mon- do, che va ai più emarginati, ai più poveri, alle persone vicine alla morte e si dà totalmente all’amore per i poveri, per gli emarginati. Ma Madre ▇▇▇▇▇▇ che ci ha donato questo esempio, la comunità che segue le sue tracce supponeva
sempre come prima condizione di una sua fondazione la presenza di un ▇▇▇▇▇- nacolo. Senza la presenza dell’amore di Dio che si dà non sarebbe stato pos- sibile realizzare quell’apostolato, non sarebbe stato possibile vivere in quell’ab- bandono di se stessi; solo inserendosi in questo abbandono di sé in Dio, in questa avventura di Dio, in questa umiltà di Dio, potevano e possono compie- re oggi questo grande atto di amore, questa apertura a tutti. In questo senso, direi: vivere l’Eucaristia nel suo senso originario, nella sua vera profondità, è una scuola di vita, è la più sicura protezione contro ogni tentazione di clerica- lismo.
Oceania:
D. - Beatissimo Padre, sono ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ e vengo dall’Oceania, dall’Australia. Questa sera qui siamo in tantissimi sacerdoti. Sappiamo però che i nostri seminari non sono pieni e che, nel futuro, in varie parti del mon- do, ci attende un calo, anche brusco. Cosa fare di davvero efficace per le vo- cazioni? Come proporre la nostra vita, in ciò che di grande e bello c’è in es- sa, ad un giovane del nostro tempo?
R. - Grazie. Realmente lei tocca di nuovo un problema grande e doloro- so del nostro tempo: la mancanza di vocazioni, a causa della quale Chiese lo- cali sono in pericolo di inaridire, perché manca la Parola di vita, manca la pre- senza del sacramento dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti. Cosa fare? La tentazione è grande: di prendere noi stessi in mano la cosa, di trasformare il sacerdozio – il sacramento di Cristo, l’essere eletto da Lui – in una normale professione, in un “job” che ha le sue ore, e per il resto uno appartiene solo a se stesso; e così rendendolo come una qualunque altra vocazione: renderlo ac- cessibile e facile. Ma è una tentazione, questa, che non risolve il problema. Mi fa pensare alla storia di ▇▇▇▇, il re di Israele, che prima della battaglia contro i Filistei aspetta ▇▇▇▇▇▇▇ per il necessario sacrificio a Dio. E quando ▇▇▇▇▇- le, nel momento atteso, non viene, lui stesso compie il sacrificio, pur non es- sendo sacerdote (cfr. 1Sam 13); pensa di risolvere così il problema, che natu- ralmente non risolve, perché se prende in mano lui stesso quanto non può fare, si fa lui stesso ▇▇▇, o quasi, e non può aspettarsi che le cose vadano realmen- te nel modo di Dio. Così, anche noi, se svolgessimo solo una professione co- me altri, rinunciando alla sacralità, alla novità, alla diversità del sacramento che dà solo Dio, che può venire soltanto dalla sua vocazione e non dal nostro “fare”, non risolveremo nulla. Tanto più dobbiamo – come ci invita il Signore
– pregare Dio, bussare alla porta, al cuore di Dio, affinché ci dia le vocazioni; pregare con grande insistenza, con grande determinazione, con grande convin- zione anche, perché Dio non si chiude ad una preghiera insistente, permanen-
te, fiduciosa, anche se lascia fare, aspettare, come ▇▇▇▇, oltre i tempi che noi abbiamo previsto. Questo mi sembra il primo punto: incoraggiare i fedeli ad avere questa umiltà, questa fiducia, questo coraggio di pregare con insistenza per le vocazioni, di bussare al cuore di Dio perché ci dia dei sacerdoti. Oltre a questo direi forse tre punti. Il primo: ognuno di noi dovrebbe fare il possibi- le per vivere il proprio sacerdozio in maniera tale da risultare convincente, in maniera tale che i giovani possano dire: questa è una vera vocazione, così si può vivere, così si fa una cosa essenziale per il mondo. Penso che nessuno di noi sarebbe diventato sacerdote se non avesse conosciuto sacerdoti convincen- ti nei quali ardeva il fuoco dell’amore di Cristo. Quindi, questo è il primo pun- to: cerchiamo di essere noi stessi sacerdoti convincenti. Il secondo punto è che dobbiamo invitare, come ho già detto, all’iniziativa della preghiera, ad avere questa umiltà, questa fiducia di parlare con Dio con forza, con decisione. Il ter- zo punto: avere il coraggio di parlare con i giovani se possono pensare che Dio li chiami, perché spesso una parola umana è necessaria per aprire l’ascolto al- la vocazione divina; parlare con i giovani e soprattutto aiutarli a trovare un contesto vitale in cui possano vivere. Il mondo di oggi è tale che quasi appa- re esclusa la maturazione di una vocazione sacerdotale; i giovani hanno biso- gno di ambienti in cui si vive la fede, in cui appare la bellezza della fede, in cui appare che questo è un modello di vita, “il” modello di vita, e quindi aiu- tarli a trovare movimenti, o la parrocchia – la comunità in parrocchia – o altri contesti dove realmente siano circondati dalla fede, dall’amore di Dio, e pos- sano quindi essere aperti affinché la vocazione di Dio arrivi e li aiuti. Del re- sto, ringraziamo il Signore per tutti i seminaristi del nostro tempo, per i giova- ni sacerdoti, e preghiamo. Il Signore ci aiuterà! Grazie a voi tutti!
A) CONFRATELLI
a) PRESENZE ALLA FINE DI DICEMBRE 2010
Vescovi Sacerdoti Chierici Fratelli Totale
Perpetui 1 318 8 34 361
Temporanei — — 133 4 137
Novizi — — — — 32
Totale 1 318 141 38 530
b) NELLA GEOGRAFIA DELLA CONGREGAZIONE
Nazione | Comunità | vescovi | Professi perpetui sacerdoti chierici | fratelli | Temporanei chierici fratelli | ▇▇▇▇▇▇ | Totali | ||
Argentina | 8 | — | 17 | — | 3 | 6 | — | 6 | 32 |
Brasile | 12 | 1 | 31 | — | 6 | 2 | — | — | 40 |
Cile | 4 | — | 9 | — | 5 | 2 | — | — | 16 |
Colombia | 1 | — | 3 | — | — | 1 | — | — | 4 |
Colombia (C.G.) | 1 | — | 1 | — | — | — | — | — | 1 |
Filippine | 2 | 10 | — | — | — | — | — | 1 | 11 |
Ghana | 1 | — | 3 | — | — | 2 | — | — | 5 |
Guatemala | 1 | — | 3 | — | — | — | — | — | 3 |
India | 7 | — | 30 | 7 | — | 46 | — | 12 | 95 |
Israele | 1 | — | 2 | — | 1 | — | — | — | 3 |
Italia (S. Cuore) | 17 | — | 88 | — | 11 | 6 | 1 | — | 106 |
Italia (Romana) | 16 | — | 59 | — | 1 | 1 | — | 2 | 63 |
Italia (Curia) | 2 | — | 10 | — | — | 21 | — | — | 31 |
Messico | 2 | — | 6 | 1 | 1 | 1 | — | — | 9 |
Nigeria | 2 | — | 7 | — | 2 | 37 | — | 11 | 57 |
Paraguay | 3 | — | 8 | — | 2 | — | — | — | 10 |
Polonia | 1 | — | 2 | — | — | — | — | — | 2 |
R.D. Congo | 2 | — | 5 | — | 1 | 6 | 3 | — | 15 |
Spagna | 2 | — | 6 | — | 1 | 1 | — | — | 8 |
Spagna (C.G.) | 1 | — | 2 | — | — | — | — | — | 2 |
Svizzera | 1 | — | 5 | — | — | — | — | — | 5 |
U.S.A. | 2 | — | 10 | — | — | 1 | — | — | 11 |
Vietnam | 1 | — | 1 | — | — | — | — | — | 1 |
Totale | 90 | 1 | 318 | 8 | 34 | 133 | 4 | 32 | 530 |
c) LIETE RICORRENZE NELL’ANNO 2011
1. Novanta e oltre Anni
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 09-03-1916 95
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 22-08-1917 94
▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 29-06-1920 91
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 16-07-1920 »
2. Ultra-ottantenni
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇ 11-02-1922 89
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 01-12-1922 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 06-12-1922 »
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 11-12-1922 »
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 06-02-1923 88
Di ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ Romano 24-04-1923 »
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 30-03-1924 87
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 05-04-1924 »
Fogliamanzillo Fr. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 05-04-1924 »
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 25-09-1924 »
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 27-12-1924 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 27-12-1924 »
Rizziero ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 29-12-1924 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 23-08-1925 86
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 15-12-1925 »
Maglia don ▇▇▇▇▇ 21-07-1926 85
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 05-09-1926 »
Della Morte ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 26-01-1927 84
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 18-05-1927 »
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 09-10-1927 »
Nastro don ▇▇▇▇▇▇▇ 17-11-1927 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 22-07-1928 83
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 13-12-1928 »
▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 15-06-1929 82
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 23-10-1929 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 31-01-1930 81
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 07-02-1930 »
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 10-02-1930 »
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 11-12-1930 »
3. Ottantesimo compleanno
▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇-▇▇-▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 18-05-1931
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 08-06-1931
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ Settimo 10-06-1931
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 22-09-1931
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 24-09-1931
▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 04-10-1931
4. Cinquantesimo compleanno
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 27-02-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 25-03-1961
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 05-07-1961
De Bonis don ▇▇▇▇▇▇▇ 19-12-1961
5. Cinquantesimo di professione
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 19-03-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 19-03-1961
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 24-09-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 24-09-1961
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 24-09-1961
▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 24-09-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 24-09-1961
6. Venticinquesimo di professione
▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 11-02-1961
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 01-03-1961
De Bonis don ▇▇▇▇▇▇▇ 01-03-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇ Fr. ▇▇▇▇▇▇ 01-03-1961
▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 01-03-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 08-09-1961
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 08-09-1961
7. Cinquantesimo di ordinazione
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ Settimo 18-03-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ 25-06-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 25-06-1961
▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ 25-06-1961
▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 25-06-1961
Tremante don ▇▇▇▇ 13-08-1961
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ 23-12-1961
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 23-12-1961
8. Venticinquesimo di ordinazione
▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 25-05-1986
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 28-06-1986
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 07-12-1986
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ 19-12-1986
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ 20-12-1986
B) EVENTI DI CONSACRAZIONE
a) NOVIZI
1. Bangalore
(Divine Providence Province)
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Pesanaganti ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (Kumar) ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
2. Quezon City (Manila) (Divine Providence Province)
Estiller ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇
3. Bari (Provincia Romana S. ▇▇▇▇▇▇▇▇)
▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇
4. ▇▇▇▇▇ (Provincia ▇▇▇▇ del Sur)
Canete Espindola ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Rudinei
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇
5. Nnebukwu (Delegazione N. S. della Speranza)
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Venite Venite Kabitini Abupa Fabrice Kulonga Kapay ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ Luboma ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇
Ojeka ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ Ayakana Sombu ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
b) PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Vanathaiyan Divine Providence Province ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Samy Divine Providence Province ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province
Badugu Christuraju Divine Providence Province
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ Divine Providence Province
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ Providence Province ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province Pascas ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Divine Providence Province
Peddarappu ▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province
▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province Sammanasu ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Divine Providence Province Vissampalli ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ Yesu Divine Providence Province
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Provincia ▇▇▇▇ del Sur
▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Provincia ▇▇▇▇ del Sur
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ Provincia ▇▇▇▇ del Sur ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Provincia ▇▇▇▇ del Sur ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Divine Providence Province
Apeh Sunday Delegazione N. S. della Speranza
Bampembe Ndomba ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ N. S. della Speranza
Bokafo ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ N. S. della Speranza
Eke ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ Delegazione N. S. della Speranza
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ Delegazione N. S. della Speranza Nwobi ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ Delegazione N. S. della Speranza Lukumu Ladzus Philèmon Delegazione N. S. della Speranza
Mata Mbunga ▇▇▇▇▇▇ Delegazione N. S. della ▇▇▇▇▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇ Mbo Deudonnè Delegazione N. S. della Speranza
Nlemvo Diasolua ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ N. S. della Speranza
Onwukwe Bonaventure D. Delegazione N. S. della Speranza
Sieta Mbalanda ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ N. S. della Speranza
c) PROFESSIONE PERPETUA
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ (Brasile) a Serranopolis do Iguaçu 09-05-2010
d) PROFESSIONE PERPETUA E DIACONATO
Boufleur Tiago (Italia) a Roma Sem. Teol. 10-04-2010 11-04-2010
De ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ (Italia) a Roma Sem. Teol. 10-04-2010 11-04-2010
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (Italia) a Roma Sem. Teol. 10-04-2010 11-04-2010 ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (India) a Vatluru 11-08-2010 12-08-2010 ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010 ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇
Periyanayagasamy (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010 ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇ (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010 ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010 ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010 ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇ ▇. (India) a Poonamallee 08-12-2010 09-12-2010
e) PRESBITERATO
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
Chinnappan Lourduraj (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (India) a ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇-▇▇-▇▇▇▇
▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (▇▇▇▇▇) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (India) a Cuddalore 19-06-2010
▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (R.D. Congo) a Kinshasa 25-07-2010
Boufleur Tiago (Brasile) a ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇-▇▇-▇▇▇▇
▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (▇▇▇▇▇▇) a ▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ 18-09-2010
C) FATTI E AVVENIMENTI IMPORTANTI
1. Premessa
Anno di attesa il 2010. Dopo l’accettazione del miracolo da parte della Consulta medica, il 12 novembre 2009, si è aperta la via che ci porterà al tra- guardo della canonizzazione in tempi brevi. Infatti già il 30 gennaio 2010 ab- biamo potuto leggere e diffondere il parere favorevole della Consulta dei Teo- logi. È superfluo accennare all’entusiasmo che si è rapidamente diffuso: si è aperto un tempo di attesa di gioia e di peghiera per tutti i guanelliani, religio- si, religiose e laici. Le ulteriori tappe si sono susseguite con ordine e precisio- ne. Il Congresso dei Cardinali e Vescovi del 3 maggio 2010 esprime il suo giudizio positivo. Tutto viene sottoposto al Papa che il 1o luglio autorizza la promulgazione del Decrteto che riguarda il riconoscimento del miracolo attri- buito all’intercessione di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Nel Concistoro infine del 21 febbraio 2011 viene definito il giorno della canonizzazione: il 23 ottobre 2011, come da noi optato.
Commozione e gioia in tutti
Il Comitato per la Canonizzazione già da maggio 2010 si era messo al la- voro, con impegno e passione, per dare il giusto decoro e la doverosa risonan- za a questo meraviglioso evento, come potete leggere a pag. 35 di questo Charitas.
Attorno a questo grande fatto della Canonizzazione del Fondatore, gli altri avvenimenti comuni di ogni anno
Nove confratelli ci hanno lasciato per la Patria celeste e tra loro anche qualcuno ancor giovane. Del resto la lista degli ottantenni e degli ultra ottan- tenni si allunga sempre più. Ma ci consola anche il fatto che ben 32 giovani hanno emesso la loro prima professione, facendo lievitare, anche se di poco, il numero totale dei confratelli: al 31 dicembre 2010, novizi compresi (32 in to- tale), eravamo 530.
Le relazioni del Superiore generale, che sta conducendo la visita a tutte le comunità esprimono impegno nella missione un po’ ovunque. Si nota però an- che un certo affaticamento specie in quelle comunità ridotte al minimo e con
confratelli di venerabile età ancora sul campo di lavoro... La vita religiosa e comunitaria non è perfetta, ma in genere, come hanno fatto notare anche i Su- periori di Provincia e Delegazione nel Meeting di gennaio, c’è buona volontà di ripresa. Ovviamente la Canonizzazione del Fondatore offre buone opportu- nità per intraprendere con coraggio e fedeltà vie più rispondenti alla vita che abbiamo scelto.
La Scuola del carisma è partita con semplicità, ma con serietà ad ottobre: sono solo 4 i confratelli che vi prendono parte per quest’anno, due Indiani, un Nigeriano e un Messicano. Le giornate sono ben scandite da un assiduo studio e lavoro di ricerca e i confratelli sono seguiti molto da vicino dal loro Tutor, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
I corsi di formazione al carisma per i nostri operatori hanno visto un buon numero di laici interessati all’approfondimento, per farne metodo di vita e di lavoro. Forse però ci si aspettava qualcuno in più...
Il Movimento Laicale Guanelliano nelle sue varie componenti in tutto il mondo sta procedendo allo studio del Documento di Identità e a quello degli Atti dell’importante riunione nazionale italiana, tenuta a Roma il 23 e 24 gen- naio 2010. Si procede a passi cadenzati che potrebbero sembrare lenti, ma non lo sono.
Un momento forte di vitalità è rappresentato dalle Assemblee di Provin- cia o di Nazione: la partecipazione dei confratelli è quasi totale e i Superiori provinciali si dicono soddisfatti, perché sono risultati incontri di fraternità, di serena discussione e di programmazione, pur senza avere potere deliberativo. Nelle Filippine, negli USA, nella Provincia ▇▇▇▇ del Sur e nella Provincia San- ta ▇▇▇▇ una ventata di aria nuova e fresca è giunta proprio da questi momenti assembleari.
Anche quest’anno la Congregazione, malgrado le difficoltà di personale religioso, ha avuto il coraggio di guardare avanti, al futuro ed ha aperto una nuova “postazione”. Si tratta della “Posada del Buen Samaritano - Casa de acogida vocacional” ad Arca (Spagna) a una ventina di Km. dal celebre San- tuario di ▇▇▇▇▇▇▇▇ di Compostela. I confratelli scelti per questa opera attendo- no alla cura d’anime in tre parrocchie vicine e l’animazione dei pellegrini nel- l’ultimo tratto che li separa dal santuario. Un interessante lavoro non privo di un buon risvolto di promozione vocazionale.
Altra apertura, in programma ormai da diverso tempo, è il seminario teo- logico latino americano di Bogotá (Colombia). Al momento ci sono solamente 4 teologi e due confratelli formatori, ma anno per anno il numero aumenterà e i confratelli dell’America latina potranno terminare la loro preparazione al sa- cerdozio nel loro contesto culturale.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
(15.02.2011)
2. Meeting con i Superiori di Provincia e Delegazione (Roma, 10-15 gennaio 2011)
È stata una settimana di fraternità e di proficuo lavoro. Presenti con il Consiglio generale tutti i Superiori delle 6 Province e il Superiore della Dele- gazione africana.
Abbiamo iniziato con una mattinata di ritiro: P. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ SJ ci ha offerto una profonda meditazione sulla santità. Il mercoledì pomeriggio poi c’è stata un’altra interessantissima conferenza ad opera del prof. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇- ▇▇▇▇▇, fondatore della Comunità laicale di ▇. ▇▇▇▇▇▇, sulla situazione mondiale attuale, sottolineando l’urgenza di risposte profetiche di Carità evangelica in un mondo privo di speranza. L’esortazione di ▇▇▇▇▇▇▇▇ è stata molto forte: con i poveri dobbiamo starci non da assistenti, ma da famigliari!
Durante i sei giorni di lavoro questi sono alcuni dei principali temi trattati:
1. La preparazione alla Canonizzazione del Fondatore
a) Sono state fornite da ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e don ▇▇▇▇▇▇▇ informazioni cir- ca la Canonizzazione del Fondatore, con proposte in merito a corsi di Eserci- zi spirituali per la famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, alla settimana di spiritualità guanellia- na, alle settimane di formazione allo spirito e al carisma guanelliano per gli operatori. Sono state date indicazioni concrete per l’accoglienza dei Pellegrini a Roma e un programma di massima per i giorni prossimi alla canonizzazio- ne. Si è steso anche un primo programma per il Pellegrinaggio a Como dopo la canonizzazione (più avanti ci saranno gli specifici programmi concreti).
b) ▇▇▇ ▇▇▇▇, invitato per l’occasione, ha presentato il documento “RI- TRATTO DI UN SANTO SULLE FRONTIERE DELL’EMARGINAZIONE”, preparato dalla pri- ma commissione del Comitato centrale. Ovviamente non c’è stato il tempo per l’approfondimento, ma si è raccomandato che questo documento venga calato e adattato nelle realtà delle varie Province che operano in culture diverse. Si è inoltre suggerito che venga pubblicato dopo che il Papa indicherà la data del- la canonizzazione, con una diffusione capillare che permetta la conoscenza del nuovo Santo.
Si è colta anche la sollecitazione a pensare ad un buon inserimento di ar- ticoli sul Fondatore su testate di giornali e su riviste cattoliche.
c) Connesso all’argomento Canonizzazione, don ▇▇▇▇▇▇▇ ha illustrato il tema “rivestiamo a festa il Santuario di Como per accogliere il nuovo Santo”.
Vi sono in cantiere, oltre che ad interventi necessari sulla struttura, il rifacimento delle vetrate del Santuario e dei dipinti raffiguranti le Opere di Misericordia corporali e spirituali sulle pareti della navata centrale del Santua- rio. In accordo con le nostre Suore si è pensato di affidare ogni dipinto ad una Provincia dei SdC e delle FSMP: sarà la nostra partecipazione concreta a preparare il Santuario per la canonizzazione. L’ultimo dipinto: la gloria del nuovo santo viene proposta a tutti i Laici guanelliani del mondo. Le vetra- te, invece, vengono offerte da chi vuole partecipare alle spese: amici, benefat- tori... Chi desidera partecipare a questa iniziativa faccia riferimento a don ▇▇▇▇▇▇▇.
d) Collegata al periodo della canonizzazione, per motivi ovvii di viaggi e spese, si è confermata la Settimana di formazione per i superiori di cui già si era parlato nel precedente Meeting del 2010.
2. Promozione Vocazionale, Prima formazione e Formazione permanente
Abbiamo potuto constatare con soddisfazione che ogni Provincia dà valo- re e attenzione prioritari a questo aspetto.
Si è insistito ancora sulla necessità di preparare buoni formatori e di co- stituire delle équipe formative di animazione sia per la prima formazione che per la formazione permanente.
Si è chiesto alla Curia generalizia di promuovere un incontro formativo annuale dei formatori, in modo speciale per i Padri Maestri e per i Rettori dei Seminari teologici. A riguardo di queste tappe formative si è sottolineata la ne- cessità di un maggiore coordinamento tra le nostre Case di formazione.
3. La nostra vita religiosa
Pur non avendo trattato esplicitamente questo tema, in varie occasioni, durante il Meeting, abbiamo avuto l’occasione di condividere le nostre impres- sioni in merito alla qualità della nostra vita religiosa, che consideriamo in ge- nere positiva, pur avendo evidenziato alcune ombre, a causa specialmente del- l’individualismo per il quale si predilige il proprio progetto personale a quello della Congregazione o del debole senso di appartenenza.
Ci siamo anche chiesto nuovamente sulla forma più efficace di interveni- re a sanare gli aspetti negativi che si riscontrano tra noi e abbiamo concluso che dovremmo mettere in atto una maggiore autorevolezza da parte dei supe- riori a tutti i livelli (locali, provinciali, generali), pur equilibrando bene mise- ricordia e giustizia.
4. Preparazione al prossimo Capitolo generale
Solo alcuni accenni in attesa del documento di indizione che invieremo ai primi di maggio 2011.
a) Focalizzeremo il Capitolo generale sul PROGETTO DI PROVINCIA. Per cui, nella nostra preparazione al Capitolo, ogni Provincia si impegnerà a sten- dere il suo progetto con sguardo rivolto alle sfide del futuro, tenendo in conto la cultura dei luoghi dove si opera.
Non si può misconoscere che oggi la nostra stessa vita religiosa e il no- stro impegno di evangelizzazione devono affrontare la realtà della globalizza- zione e di una cultura sempre più materialista e individualista. Al tempo stes- so è necessario prendere coscienza delle reali differenze di ambiente e di mezzi con cui ogni Provincia deve realizzare la sua missione.
b) Il punto centrale del nostro Capitolo sarà quindi la sfida della missio- ne, nel nuovo contesto e nei nuovi areopaghi. Più avanti specificheremo que- sto temi e i temi connessi...
c) A riguardo poi di altri aspetti che riguardano il prossimo Capitolo ab- biamo preso questi orientamenti:
– si resta d’accordo circa il tempo della celebrazione del Capitolo: luglio 2012;
circa il luogo: Barza d’Ispra;
– i Capitoli provinciali dovranno celebrarsi entro la fine di febbraio 2012;
– dovendo il Consiglio generale indicare la forma di elezione e il nume- ro dei Delegati che parteciperanno al Capitolo generale, abbiamo preso queste decisioni:
a) la percentuale di delegati che ogni Provincia eleggerà per il Capi- tolo generale sarà di 1/20 sulla somma dei Professi perpetui più il 50% dei professi temporanei;
b) per la Delegazione Nostra Signora della Speranza, in deroga alle norme attuali, i confratelli Delegati al Capitolo generale verranno eletti nell’Assemblea di Delegazione;
c) per la partecipazione dei confratelli della Delegazione africana al loro Capitolo provinciale si seguiranno le norme che stabilirà la Provincia S. Cuore.
5. Problematiche economiche e amministrative
Con la presenza dell’Economo generale si sono trattati i seguenti argo- menti:
a) Esposizione e riflessioni sui fondi inviati alle Province nel quadrien- nio 2007-2010.
b) Appunti che riguardano la contabilità e l’economia delle Province e delle Case.
c) Presentazione del servizio di Videoconferenza.
d) La presenza degli Economi provinciali alle riunioni di Consiglio e la loro collaborazione nelle case.
e) Appunti su alcuni temi di carattere economico e amministrativo: ma- nuale, economo laico...
Inoltre è stato invitato il Presidente dell’ASCI – Roma, Sig. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇- ▇▇▇▇, a presentare la promozione, la revisione e l’organizzazione di Progetti e Adozioni.
6. Comunicazioni
a. Associati: si approva lo Statuto e si prende atto del medesimo in Lin- gua portoghese. Da quest’ultimo però si recepisce l’opportunità che ogni asso- ciato faccia prima un cammino di qualche anno come cooperatore.
b. Esperienza Scuola del carisma: ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ responsabile di questa scuola riferisce in merito al procedere, esprimendo soddisfazione per l’impe- gno dei 4 Confratelli. Ci aggiorna poi sul prosieguo di questi mesi sino alla fi- ne di luglio. Viene auspicata dai Provinciali la continuazione di questa espe- rienza anche nei prossimi anni.
c. Interscambio di Confratelli: c’è condivisione nel favorirlo secondo le possibilità. Si evidenziano alcune richieste più urgenti e si ribadisce la neces- sità di facilitare l’inserimento dei giovani confratelli in culture nuove.
d. Il Seminario teologico internazionale di Roma: il nostro dovere per ora è continuare sulla linea voluta dal Capitolo, ma tutti sono d’accordo che per il prossimo anno scolastico si dia inizio anche a corsi di licenza. Ossia terminato il corso fondamentale di Teologia alcuni dei teologi dovrebbero essere inviati a Roma per due anni di licenza. Questo però prevede di sposta- re nel quinto anno le tappe della Professione perpetua, del Diaconato e dell’Or- dinazione sacerdotale. Un decreto del Superiore generale stabilirà questi particolari.
e. Centro Studi: si è auspicata ancora una volta la creazione di Centri stu- di là dove non esistono e si è concordato che il Centro Studi di Roma faccia da collegamento e sostegno ai Centri Studi delle varie Province.
f. Case di formazione in comune per l’America Latina. Il nuovo Semina- rio teologico per l’America Latina di Bogotá (Colombia) ha iniziato quest’an- no con 4 chierici.
Mentre si è soddisfatti per l’esperienza del noviziato in comune a Lujan (Argentina), i Provinciali interessatisi sono anche d’accordo di aprire la filoso- fia per tutta l’A.L. in Porto Alegre (Brasile) e vengono prospettate queste nuo- ve date:
– Entrata a Luján per la preparazione al Noviziato: il 24 ottobre.
– Entrata ufficiale nell’anno di noviziato: il 19 dicembre.
– Entrata in filosofia a Porto Alegre: il 1o marzo.
– Entrata in Teologia a Bogotá: il 10 gennaio.
3. Verso la canonizzazione
Riconoscimento del miracolo da parte del Papa
Il 1o luglio 2010, il Santo Padre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ha ricevuto in Udienza privata Sua Eccellenza Reverendissima ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la promulgazione del Decreto che riguarda il ricono- scimento del miracolo attribuito all’intercessione di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Questo significa che l’iter verso la canonizzazione è ormai completato: nel Concistoro di febbraio 2011 il Papa definirà il giorno.
Comunicato stampa - 21 febbraio 2011
«Una grande gioia condivisa per un rinnovato impegno comune» così commenta la notizia ufficiale della canonizzazione del fondatore il Superiore generale P. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, dalle Filippine. «In una stagione di emergenza educativa, povertà diffusa e sempre più marcata globalizzazione il proporre da parte della Chiesa delle figure espressive, che hanno saputo farsi carico delle fragilità delle persone e incarnare delle risposte concrete a tali problematiche è rispondere ad una crisi di fiducia nella stessa vita e anche agli interrogativi che la gente, ancora oggi, pone a ▇▇▇▇. Attraverso dei battezzati, i santi appunto, capaci di essere in sintonia con il respiro di Dio, ▇▇▇▇ risponde agli uomini con la compassione del Padre.
Il santo, non è una statua da collocare in una nicchia, ma è energia divi- na che si diffonde nelle strade degli uomini».
«Il riconoscimento della santità di don ▇▇▇▇▇ – aggiunge suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇- ▇▇▇▇▇▇, madre generale delle Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvidenza – è un dono
di speranza che si offre a tutti i “piccoli” del mondo, perché in lui sanno di poter trovare un intercessore in Cielo per la consolazione e il conforto del lo- ro cuore e spinge ciascuna di noi a camminare più speditamente sui sentieri fioriti della carità guanelliana per non lasciare soli i malati che cercano salute, i cuori affranti che vogliono essere consolati, gli addolorati bisognosi di tene- rezza, i deboli da sostenere nel cammino, chi piange ed ha sete di un sorriso».
«Padre dei poveri, educatore appassionato e cittadino del mondo, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ è stato un campione della fede che ha lasciato in eredità ai suoi imi- tatori, preti, suore e laici il compito di prendersi cura delle persone più fragi- li, accompagnandole nei momenti più delicati della vita, dalla nascita al tran- sito naturale» sottolinea il postulatore generale ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.
«L’evento della canonizzazione del nostro Fondatore imprime, ai nostri stili di vita, un’accelerazione verso la santità come adesione risoluta alla voce di Dio, nascosta nel grido d’invocazione dei poveri. La santità è una mano al- lungata in cerca di altre mani, è un passo spinto a curare le fragilità dai mille volti: dalla povertà del pane alla mancanza di speranze».
Di tappa in tappa verso il più bel giorno
È difficile raccontare, in forma sintetica, quel pezzo di storia tanto impor- tante e in un certo senso unica della nostra Famiglia religiosa, che ho avuto la gioia e la fatica di compiere fin qui, come membro del Comitato per la ▇▇▇▇- nizzazione del Fondatore.
E una tappa straordinaria di questa storia, presagio di ciò che sarà nel giorno della canonizzazione, è stata lunedì 21 febbraio quando una delegazio- ne della Famiglia guanelliana – tra cui alcuni membri del Comitato – ha par- tecipato al Concistoro Ordinario Pubblico in cui il Santo Padre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ha annunciato la data ufficiale della canonizzazione: domenica 23 ottobre 2011.
In una sala splendida dal soffitto dorato, le pareti ricoperte di stupendi af- freschi, alle spalle dei cardinali e dei vescovi e sullo sfondo il Santo Padre c’eravamo noi – una piccola rappresentanza della Famiglia guanelliana – lieti, ma forse anche un poco stupiti ed emozionati di tanta solennità: abbiamo pre- gato e ringraziato il Signore che ci rendeva protagonisti di un evento così ec- cezionale.
Mi sono distratta per un momento... la mia mente è andata a Fraciscio... il pizzo Stella, a valle l’eco inconfondibile del torrente Rabbiosa, laggiù al- l’orizzonte l’altura di Gualdera, alle spalle la piccola chiesa di san ▇▇▇▇▇: che cosa mai avrà pensato dal ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, montanaro schivo e forte, alieno da ogni fasto, abituato a ben altri panorami, a proprio agio tra gli umi-
▇▇ e i diseredati? Che avrà provato nel sentire risuonare il suo nome in una sa- la sontuosa dei Palazzi Vaticani?
Immagino che sul suo volto di padre sia apparso un sorriso pacato e lu- minoso, semplici e audaci parole siano scaturite ancora una volta dalle sue lab- bra: «È Dio che fa! Io non ho fatto niente, ha fatto tutto la Provvidenza».
Mi è sembrato quanto mai vero, attuale, il bel saluto che un giorno lon- tano – nel 1886 – egli rivolse al montanaro. Lunedì 21 febbraio, il montanaro
– uomo di integri costumi, di laboriosità provata e di fede rocciosa – era pro- prio lui ▇▇▇ ▇▇▇▇▇!
Si potevano dunque applicare alla sua vicenda le parole scaturite dal suo stesso cuore: «Montanaro, rallegrati: io scorgo un’aureola di bene intorno ai tuoi occhi, e nel tuo viso un evviva di contento che è tutto di te. Io te ne pre- go: chi dunque t’ha impresso questo carattere di bontà gioconda e chi te la conserva? ... E tu ti colori di vermiglio in volto e taci; ma io amo dirtelo che lo spirito del Signore ha tratto alla solitudine del monte e delle valli in ogni tempo alcuni dei suoi figli diletti, li ha fatti beati!» (Il Montanaro, p. 988).
Mi piace incastonare in questa cornice di Provvidenza le tappe e le deci- sioni più rilevanti che il Comitato ha compiuto in questa prima fase operativa. Preferisco definirli Appunti cioè note che estraggo via via dai Verbali del-
le diverse riunioni che si sono svolte.
La raccolta dei testi integrali è contenuta nella Documentazione presso la Segreteria generale della Congregazione dei Servi della Carità. Si tratta di tre faldoni che contengono: i Verbali del Comitato Centrale per la Canonizzazio- ne (Consiglio di Presidenza e Comitato Allargato), i Verbali della Commissio- ne Interprovinciale Nord Italia e Svizzera (Provincia Sacro Cuore e Provincia Beati ▇▇▇▇▇ e Chiara, Cooperatori, Movimento Laicale Guanelliano e Diocesi di Como), la Rassegna Stampa (articoli scelti).
1ª TAPPA: 24 MAGGIO 2010
Il primo incontro è avvenuto presso la Curia generalizia dei Servi della Carità, in Vicolo Clementi (Roma).
Inizialmente, il Comitato è costituito da membri delle due Congregazioni: suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇- ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Il Presidente è il Postulatore ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.
Si individuano tre attenzioni specifiche che saranno sempre delle “costan- ti” nello sviluppo del cammino.
1. La necessità di una preparazione spirituale all’evento: «vino nuovo in otri nuovi» (Lc 5, 38). Occorre progettare itinerari spirituali da percorrere insie-
me come Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ perché la canonizzazione del Fondatore sia una nuova Pentecoste per tutti: si dovrebbe riuscire a suscitare una nostalgia di santità!
2. È importante dare rilievo all’evento attraverso la comunicazione: usare tutti i mezzi disponibili per far conoscere e condividere la figura e la spiritua- lità del Fondatore.
3. È indispensabile studiare un’organizzazione efficiente per vivere l’e- vento: preparazione del programma-accoglienza dei pellegrini-progettazione delle varie celebrazioni-sussidi e ricordi ecc.
Oltre a questi primi orientamenti, il Presidente del Comitato pone all’at- tenzione anche un sogno: «saremo capaci, in quest’occasione provvidenziale, di realizzare insieme, come Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, l’apertura di un centro di carità? O di condividere qualche altro progetto significativo?».
Questo argomento sarà ripreso più volte anche nei successivi incontri e non è stato ancora definito. Sogno? ▇▇▇▇▇▇ sarebbe forse definirlo: un proget- to in germoglio.
2ª TAPPA: 1 LUGLIO 2010
Il secondo incontro del Comitato avviene sempre presso la Curia genera- lizia dei Servi della Carità.
Si maturano importanti orientamenti che segneranno il prosieguo dei la-
vori.
a) Apertura al mondo laicale: nel Comitato entreranno a far parte un rap- presentante del Consiglio provinciale Nord Italia/Svizzera ed uno del Consiglio provinciale Centro Sud dei Cooperatori; un rappresentante del Consiglio nazionale del Movimento Laicale Guanelliano.
b) Apertura alla Chiesa locale (la diocesi di origine del Fondatore, Co- mo). Il Vescovo mons. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ indicherà un rappresentante del clero che entrerà nel Comitato come membro effettivo. Riflessione e confronto sul tema di formazione da proporre alla Famiglia guanellia- na in preparazione all’evento della canonizzazione. Si concorda che sia il tema della santità.
c) Si danno alcuni consigli per l’impostazione dell’itinerario spirituale: organizzazione di Corsi di Esercizi spirituali per la Famiglia guanel- liana; di incontri di preghiera mensili (possibilmente itineranti nelle diverse Comunità religiose femminili e maschili presenti nel medesi- mo territorio).
d) Si propone di progettare un Pellegrinaggio ▇▇▇▇▇▇▇ ▇ ▇▇▇▇▇▇▇, in rin- graziamento della Canonizzazione del Fondatore, da realizzare in col- laborazione: Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ - UNITALSI (nel 2012). La propo- sta valida per l’Italia sarà in seguito sviluppata perché anche all’estero si preveda un pellegrinaggio di ringraziamento nei Santuari Mariani locali/nazionali più significativi.
e) Si accoglie la presentazione di varie e interessanti pubblicazioni e sus- sidi coordinati dal Centro Studi Guanelliani: biografie, pen driver con gli scritti del Fondatore, l’Epistolario, i Volumi de “La Divina Prov- videnza” ecc.
f) Si prospetta l’indizione dell’Assemblea Mondiale del Movimento Lai- ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, in occasione della canonizzazione, come tappa con- clusiva del cammino di quest’ultimo sessennio. Sempre in campo lai- cale, si annuncia la pubblicazione di un unico testo di formazione per i Cooperatori e i laici sul tema delle Beatitudini.
g) Si illustra il Progetto “Sui passi di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇... il senso di un cam- mino. La nascita di un’idea che si fa progetto” che prevede la valo- rizzazione dei luoghi guanelliani e dei piccoli musei guanelliani della Diocesi di Como attraverso la creazione di percorsi a piedi e in auto. È il risultato di un lungo iter compiuto, con dedizione e impegno, dal Gruppo di Studio costituitosi per l’allestimento del “Nuovo Museo ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇” di Como (febbraio 2006).
Si prendono in esame le prime proposte in merito all’accoglienza dei pel- legrini (italiani/esteri) che si dovrà effettuare al momento della canonizzazione. Si valutano alcune iniziative: veglia/giornata della canonizzazione/giornata del ringraziamento.
Ma è stato necessario aggiungere un’appendice all’incontro.
Terminati i lavori, appena i partecipanti hanno fatto ritorno alle proprie comunità, li ha sorpresi una notizia incredibile... in mattinata, mentre si era riu- niti, mons. Amato è stato ricevuto dal Papa in udienza privata e il Santo Pa- dre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ aveva firmato il Decreto per la Canonizzazione del Fonda- tore. Prima di ogni previsione!
Il cammino diveniva ancora più luminoso ed un incoraggiamento forte raggiungeva i membri del Comitato e l’intera Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
3ª TAPPA: 6 SETTEMBRE 2010
Il terzo incontro ha luogo negli ambienti della suggestiva Basilica di S. ▇▇▇▇▇▇▇▇ al Trionfale. Sono presenti all’incontro, oltre al Vescovo di Como
mons. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, il Presidente ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, i due Superiori generali madre ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e padre ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇; i consiglieri generali suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇- ▇▇ ▇▇▇▇▇▇; i Superiori provinciali suor ▇▇▇▇ Studioso, suor ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, i rappresentanti della diocesi di Como ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇; delle Province religiose suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, suor ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇; del mondo laicale ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇.
La riflessione del Vescovo sul tema “La Chiesa diocesana in sinergia con la Famiglia guanelliana: desideri, indicazioni, proposte” seguita da alcu- ne indicazioni puntuali, ha segnato una svolta importante nel lavoro del Comitato.
Significativo anche l’auspicio con cui mons. ▇▇▇▇▇▇▇ ha concluso l’inter- vento: «Dobbiamo fare in modo che tutto quanto vogliamo pensare insieme per celebrare la canonizzazione di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ non sia il costruire una cat- tedrale nel deserto, ma segni una traccia di conversione e lasci una traccia evidente nelle nostre comunità. Guardando alle iniziative da proporre, sarem- mo molto saggi, se riusciremo a far sì che tutto quello che il Comitato pro- gramma, si inserisca in un percorso di chiesa che continui e non si acconten- ti dell’esteriorità, ma vada in profondità e si trasformi in flussi vitali».
Si concorda definitivamente di muoversi e di operare in tre aree distinte: l’Area della Comunicazione i cui “capicordata” (secondo la simpatica defini- zione che ha voluto dare il Postulatore) sono suor ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, l’Area della Spiritualità con suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, l’Area dell’Organizzazione con suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e don Um- ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
I gruppi di studio, che si riuniscono in quel giorno, mettono a fuoco ini- ziative portanti che condivise poi in Comitato, generano programmi ben deter- minati tuttora validi e alcuni già in fase di attuazione.
I principali orientamenti possono essere così riassunti.
a) All’Area della Spiritualità viene affidata l’elaborazione di un docu- mento (quadro di riferimento), in cui fissare i contenuti da proporre alla Famiglia guanelliana e al popolo di Dio in preparazione alla ca- nonizzazione. Il testo dovrebbe aiutare a riflettere sulla santità di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ in rapporto ai tempi in cui egli è vissuto e all’oggi in cui noi viviamo. Si dovrebbe tracciare, a grandi linee, l’originalità della san- tità del Fondatore.
b) È importante progettare percorsi di animazione ad extra e ad intra.
Ad extra, inteso nel doppio senso di popolo di Dio (al di fuori della Famiglia guanelliana) e di “lontani”:
– mettere in campo iniziative locali, partendo dai contenuti del docu- mento di cui si è parlato in precedenza (quadro di riferimento);
– incontri culturali;
– coinvolgimento delle Università;
– convegno nazionale sull’esigenza educativa (la cui data di celebra- zione dovrebbe andare preferibilmente oltre quella della canonizza- zione. Ipotesi nel 2012).
Ad intra (nella Famiglia guanelliana):
– riorganizzare le Scuole di formazione al carisma guanelliano per i laici/religiosi/e su tematiche comuni tra le quattro Province italiane. Si ribadisce di curare in particolare il coinvolgimento degli Opera- tori delle nostre Case; l’apertura alla partecipazione ad altri Congre- gazioni/Istituti religiosi presenti sul territorio, in Diocesi, impegna- ti in campo educativo/assistenziale ecc.
– Settimane (oppure week end) di conoscenza della figura e del cari- sma di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ sui luoghi della sua infanzia e degli inizi del suo ministero sacerdotale. Queste esperienze dovrebbero avere co- me destinatari gli operatori dei centri educativi, assistenziali e ria- bilitativi in Italia, a cominciare da coloro che occupano “ruoli-chia- ve” (direzione/coordinamento).
– Settimane di spiritualità per le famiglie.
– Corsi di Esercizi Spirituali per la Famiglia guanelliana con alcune tipiche caratterizzazioni. Ad esempio: spiritualità francescana/gua- nelliana (un corso ad Assisi oppure a La Verna); spiritualità teresia- na/guanelliana: un corso a Roma; spiritualità guanelliana sui luoghi del Fondatore: uno/due corsi a Gualdera.
Viene ribadito che il tema/guida per la Famiglia guanelliana sia sulla san- tità ed è sintetizzato nello slogan del Fondatore: “la Santità salverà la so- cietà”.
Altri suggerimenti significativi:
a) cogliere l’occasione della canonizzazione per giungere al riconosci- mento civile ufficiale dell’Associazione dei Cooperatori, ormai da an- ni in cantiere;
b) studiare strumenti, mezzi e tempi per favorire un maggiore coordina- mento dei Cooperatori a livello nazionale, continentale (America La- ▇▇▇▇) e mondiale, in modo da avere una rappresentanza “unica” dei Cooperatori come terzo ramo della Famiglia guanelliana. Questi passi dovrebbero sfociare nella costituzione di un Consiglio mondiale dei Cooperatori.
c) Per il Movimento Laicale Guanelliano si confermano alcuni progetti.
A livello culturale: pubblicazione di tre testi a breve scadenza: gli At- ti dell’Assemblea Nazionale del MLG (Roma, gennaio 2010); il Sus- sidio di formazione per cooperatori e laici sulle beatitudini. (Si propo- ne di prevedere la traduzione nelle varie lingue perché possa essere valorizzato anche all’estero); gli Atti della Scuola al carisma realizza- ta nelle Province Nord Italia nell’anno sociale 2009/2010: il V volu- me della serie “Dinamismi della carità”.
A livello organizzativo: indizione dell’Assemblea Mondiale del Movi- mento Laicale Guanelliano.
In questa riunione, va registrato l’importante apporto dato dai due Supe- riori generali a riguardo della strutturazione e della funzionalità del Comitato. In particolare:
a) Il Comitato è stato voluto dai due Consigli generali quindi gode del- l’autorità da essi delegata.
b) I capicordata delle varie aree con il Presidente ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ for- mano il Comitato centrale che risulta così composto da sette membri.
c) Il Postulatore presiede il Comitato in qualità di Presidente; egli è an- che colui che parla “alla” Chiesa istituzione e “con” lui la Chiesa par- la in materia di canonizzazione.
d) Le iniziative, le scelte che i singoli settori vorrebbero attuare, devono essere condivise e per determinate situazioni o proposte che lo stesso Comitato ritiene di speciale importanza, è necessario che siano sotto- poste al discernimento e all’approvazione dei due Consigli generali.
e) Il Comitato deve promuovere il coordinamento, ma in ciò è consiglia- bile che si limiti a quelle iniziative che i singoli organismi subal- terni non possono organizzare (specialmente nei settori: organizzazio- ne e comunicazione). Il principio della sussidiarietà deve animare l’azione del Comitato. Pur mantenendo la centralità del Comitato, all’interno di ogni gruppo si possono ampliare e suddividere i vari filoni; creare dei sottogruppi garantendo così la specificità di alcune dimensioni importanti (es. cultura/liturgia ecc.). Ciascun sottogruppo dovrebbe poi avere un referente che sarà in costante relazione con il Consiglio di Presidenza e all’occorrenza potrà essere invitato a parte- cipare al Comitato.
f) Ogni Settore ha bisogno sicuramente di altri collaboratori, della con- sulenza di esperti e sarà di sua responsabilità e competenza tale coin- volgimento.
Si concorda di stabilire un Comitato di orientamento che coincida con il Comitato di presidenza e un Comitato allargato a cui partecipano i diversi rap- presentanti delle Province, della Diocesi, dei laici.
Questo organismo dovrebbe fungere da punto di riferimento: sceglie i contenuti, elabora l’orientamento da dare ai temi; progetta la celebrazione del- l’evento, indica linee e piste concrete anche per il suo proseguimento nel do- po-canonizzazione.
In particolare si prende pure atto che, nel Nord Italia, i due Superiori pro- vinciali suor ▇▇▇▇ Studioso e ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, hanno ritenuto opportuno costituire una Commissione interprovinciale mista: FSMP, SdC, Diocesi di Co- mo, Cooperatori e Movimento Laicale Guanelliano con il preciso scopo di concretizzare in loco quanto verrà suggerito dal Comitato centrale e di propor- re altre eventuali iniziative.
4ª TAPPA: 19 OTTOBRE 2010
I membri del Consiglio direttivo del Comitato si riuniscono presso la Curia generalizia delle Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvidenza (Piazza S. Pancra- zio, 9).
Di seguito alcuni argomenti di fondo che sono stati trattati.
Quadro di riferimento. Il Quadro di riferimento dei contenuti da propor- re alle due Congregazioni, ai Cooperatori, ai laici guanelliani e al popolo di Dio, in preparazione alla canonizzazione, si ritiene che dovrebbe essere prepa- rato a breve scadenza quindi inviato ai Superiori e alle Superiore provinciali perché lo diffondano nelle comunità e studino le modalità per attualizzarlo nel- la propria realtà.
Si demanda la stesura a suor ▇▇▇▇▇▇ e a don ▇▇▇▇, i quali potranno farsi aiutare da altri collaboratori.
Si suggerisce che sia un documento sintetico, ma, nel contempo, esausti- vo; che evidenzi come ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ abbia “incarnato” la santità, – “la santi- tà sia narrata” – cioè si ponga l’accento sull’“uomo santo” piuttosto che sul- la santità in astratto.
Carta di comunione. Incoraggiati anche dall’apprezzamento espresso da
S.E. Mons. ▇▇▇▇▇▇▇ che l’ha definita significativa, si prosegue nella riflessione e si condividono alcune linee portanti. La Carta di comunione non avrebbe va- lore normativo, statutario, ma dovrebbe raccogliere e descrivere gli elementi essenziali che esprimono l’unità tra Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvidenza, Ser- vi della Carità, Cooperatori e Laici e che sono fondati nella mente e nel cuo-
re del Fondatore, nei valori del suo spirito; presentare campi apostolici ed esperienze significative di collaborazione nella Famiglia guanelliana (nella sto- ria passata e presente); indicare qualche orientamento concreto e profetico per il cammino futuro, prendendo slancio dalla canonizzazione.
Questo progetto potrebbe essere concretizzato in questo momento storico e rimanere anche come un segno tangibile e permanente della canonizzazione.
Si propone, pertanto, di interpellare i due Consigli generali in merito alla sua fattibilità e, nel caso di una risposta positiva, l’Area dell’Animazione spi- rituale potrebbe collaborare per realizzarla.
Scuola di formazione al carisma guanelliano per i laici/religiosi/e. Per quanto riguarda la scelta delle tematiche si indica di fare un riferimento prefe- renziale al PEG e a qualche argomento specifico desunto dal testo Quadro di riferimento.
Incontri culturali. Il Comitato decide che si organizzino tre incontri cul- turali aperti a tutti (non solo ai religiosi/e e ai laici guanelliani); anche in sedi al di fuori delle nostre case; in Roma. La responsabilità è affidata a ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e a suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Viene ribadito un altro criterio da seguire nell’organizzare questi percorsi formativi/culturali che è quello di coinvolgere il territorio e le diocesi interes- sate. L’Area della Comunicazione assume l’impegno di uno studio preliminare per sensibilizzare le diocesi e, in modo particolare, quelle diocesi con le quali il Fondatore è entrato “di persona” in contatto durante la sua vita e missione.
Settimane (oppure week end) di conoscenza della figura e del carisma di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ sui luoghi della sua infanzia e degli inizi del suo ministero sacerdotale. Esperienze da progettare sia nell’anno di preparazione alla ▇▇▇▇- nizzazione sia nell’anno successivo. Alcune indicazioni: la durata delle espe- rienze non sia inferiore ad una settimana; di preferenza, siano collocate nei mesi di giugno e di settembre, in modo da lasciare i mesi estivi a disposizio- ne dei laici per le loro ferie in famiglia ed avere più possibilità di avere le strutture libere (es. case di Fraciscio/Gualdera ecc.).
Corsi di Esercizi Spirituali per la Famiglia guanelliana sulla spirituali- tà guanelliana. I Corsi già in via di progettazione sono approvati dal Comita- to e l’organizzazione è affidata all’Area dell’Animazione Spirituale.
Incontri di preghiera vocazionali (mensili). È accolto favorevolmente l’itinerario di preghiera programmato dal Seminario Teologico internazionale “Mons. Bacciarini” per l’anno 2010/2011. I vari incontri si terranno, in forma itinerante, nelle diverse Comunità religiose di Roma.
Settimane estive di spiritualità per le famiglie. Si incoraggia il prosieguo del cammino che alcuni Confratelli stanno facendo da diversi anni; si suggeri- sce l’inserimento di qualche Consorella a fianco dei Confratelli così da pro- muovere in équipe tali iniziative. Il coordinamento è lasciato a ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇.
In questa riunione, si fa anche il punto della situazione sulla proposta fat- ta al primo incontro dal Presidente, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, inerente il segno tan- gibile e permanente che si vorrebbe dare, come Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, a ricor- do della Canonizzazione.
Si punta su tre idee che, dopo la discussione e il confronto, vengono con- divise dai membri. Per ognuna di esse verrà predisposta una scheda-progetto.
1) Utilizzo di alcuni ambienti presso la Casa ▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇ (Via ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇) per due finalità: accoglienza dei sacerdoti anziani della dioce- si o accoglienza di consacrati in difficoltà. Lo studio di fattibilità del- le due proposte è affidato a ▇▇▇ ▇▇▇▇ e a don ▇▇▇▇▇▇▇.
2) Accoglienza di neonati disabili rifiutati dai genitori. Il progetto si po- ne il traguardo dell’affido familiare. La proposta è presentata da suor ▇▇▇▇▇▇▇ e suor ▇▇▇▇, che ne studieranno la fattibilità.
3) Progetto in terra di missione. Ipotesi: in Terra Santa (Nazareth); in Africa. La proposta è presentata da suor Franca.
Oltre a queste tre idee-progetto, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ espone altre proposte: in ogni Nazione dove è presente l’Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ sia creata una filiale del- la Pia Unione; sarebbe auspicabile avere la presenza di una suora che prestas- se un servizio di ascolto presso la sede centrale della Pia Unione qui a Roma. Nello svolgimento dell’incontro c’è spazio per argomenti che si riferisco-
no all’Area della Comunicazione. I coordinatori suor ▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇- ro si prenderanno cura di istituire una borsa di studio per tesi di laurea su te- mi di teologia e spiritualità - pedagogia guanelliana - economia e gestione dei servizi - processi organizzativi ecc.; faranno giungere periodicamente, tramite l’Ufficio Comunicazione dei Servi della Carità, a tutte le comunità religiose (maschili e femminili) e ai gruppi della Famiglia guanelliana un Foglio infor- mativo in modo da permettere la conoscenza in tempo reale dello sviluppo del Programma della Canonizzazione.
Ci si sofferma poi ancora a riflettere sulla preparazione dell’evento negli aspetti organizzativi: logistica per l’accoglienza dei pellegrini, preventivi per acquisto di souvenir, inviti ufficiali per le autorità pubbliche, civili ed ecclesia- stiche... Si discute sulle varie esperienze (preghiera - festa - fraternità) da con- cretizzare nei giorni della canonizzazione per favorire il più possibile la parte- cipazione.
Il Presidente presenta la nuova Agenda 2011, realizzata a nome del Comitato Centrale e sostiene che essa «è un accompagnamento negli appun- tamenti giornalieri, con l’aggiunta di un fermento spirituale, con lo scorrere di una semplice biografia del Fondatore e frammenti della sua spiri- tualità».
5ª TAPPA: 17 DICEMBRE 2010
L’incontro del Comitato si svolge negli ambienti della Curia generalizia dei Servi della Carità.
Viene presentata una bozza del Quadro di riferimento, elaborata da un gruppo di lavoro costituito oltre che da suor ▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇, da don Ga- briele ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, il dottor ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
Lo schema iniziale è stato spedito a oltre quaranta persone che hanno da- to consigli e suggerimenti e, dopo opportuna valutazione, si è passati alla ste- sura. Il testo viene letto e approvato dai presenti.
Vengono anche presentate le esperienze formative e spirituali che i coor- dinatori dell’Area della Spiritualità hanno organizzato secondo le indicazioni ricevute; vengono approvate dal Comitato. Si procederà all’elaborazione di un depliant riassuntivo per la loro divulgazione nella Famiglia guanelliana.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, in qualità di presidente della Commissione Inter- provinciale Nord Italia-Svizzera, presenta le principali iniziative che la Com- missione ha in cantiere, tra cui significative sono:
Vestire a festa il Santuario Sacro Cuore di Como; La Scuola di formazione per i laici;
l’Oratorio Sacro commissionato a mons. ▇. ▇▇▇▇▇▇▇.
a) Vestire a festa il Santuario. Si è pensato di arricchire la parte ante- riore del Santuario con affreschi sulle pareti laterali. Gli affreschi il- lustreranno le opere di misericordia corporale e spirituale e sono stati commissionati al pittore ▇▇▇▇▇▇ che ha già realizzato l’affresco sulla parete di fondo dell’altare dei beati. Si è pensato, inoltre, di realizza- re delle vetrate artistiche sempre nella parte anteriore del Santuario; si propone quindi che sia sensibilizzata a contribuire alle spese tutta la Famiglia guanelliana.
Un tale gesto di partecipazione corale al vestire a festa il Santuario è sostenuto anche dal fatto che si tratta della chiesa madre dell’Opera. Si puntualizza che un intervento di tali dimensioni è anche motivato dal fatto che si desidererebbe ottenere per questa nostra chiesa (e già si è avanzata la richiesta) il titolo di Basilica Minore.
b) Scuola di formazione per laici. Ci si propone l’obiettivo di raggiun- ▇▇▇▇ un maggior numero possibile di laici. La scuola non dovrebbe coinvolgere solo i laici che già frequentano i nostri centri, ma dovreb- be essere aperta al territorio: verrà quindi decentrata, non più in un’unica sede, ma in sedi diverse (Como, Milano, Nuova Olonio, Pa- dova ecc.).
c) Oratorio Sacro. È un’idea che parte da lontano (due o tre anni fa). Il filo conduttore della sacra rappresentazione proposto a Mons. ▇▇▇▇▇▇▇, dovrebbe essere la carità e si è scelto di dare all’Oratorio Sacro il ti- tolo “In Charitate Christi”, prendendo spunto dalle ultime parole pro- nunciate dal Fondatore prima di morire.
L’Oratorio vuol avere un carattere “pastorale”, sarà rappresentato dopo la canonizzazione e, si penserebbe, previo consenso, nel Duomo di Como.
6ª TAPPA: 31 GENNAIO 2011
Nella memoria liturgica di ▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, il Comitato si raduna negli ambienti della Curia generalizia delle Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvi- denza.
In apertura, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ riferisce circa l’incontro che ha avuto in data 7 gennaio 2011 con i postulatori dei “Beati” candidati alla canonizzazio- ne insieme al nostro Fondatore, vale a dire mons. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e ma- dre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇.
Sono state concordate insieme interessanti iniziative, con conseguenti im- pegni da portare avanti nelle rispettive Congregazioni. In particolare: la veglia di preghiera e di presentazione dei tre ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, messa in calendario il 22 ottobre nell’Aula ▇▇▇▇▇ ▇▇ (Sala Nervi); la cerimonia della canonizzazione con possibilità di essere seguita tramite skype. A tale proposito, si inoltrerà insie- me anche la richiesta di poter avere il master con cui produrre i DVD con la registrazione di questo grandioso evento.
Viene affidato l’incarico di preparare la Veglia di preghiera ai coordina- tori dell’Area della Spiritualità in collaborazione con gli altri referenti per la canonizzazione di mons. ▇▇▇▇▇▇▇▇ e di madre ▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
A suor ▇▇▇▇▇▇▇ e a ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (Area della Comunicazione) viene as- segnata l’organizzazione della presentazione del nostro Fondatore nel corso dell’incontro nell’Aula ▇▇▇▇▇ ▇▇.
Si propone di proiettare il breve filmato “▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ figlio del- la montagna e padre di carità” e di ottimizzare l’altro spazio di tempo per of- frire il più possibile, in modo esaustivo, il messaggio guanelliano.
Sempre all’Area della Comunicazione è dato il compito di organizzare la serata con i cantautori guanelliani (consorelle/confratelli/laici) in programma venerdì 21 ottobre presso la Basilica San ▇▇▇▇▇▇▇▇ al Trionfale.
▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ presenta, servendosi di fotocopie illustrative, il nuovo sito che ha impostato in collaborazione con i giovani dell’“Oasi ▇▇▇▇▇▇▇▇”, spiegan- do che ciascuna delle tre aree (spiritualità/comunicazione/organizzazione) potrà usufruire di uno specifico spazio ove verranno inseriti programmi e sussidi. Si conferma il logo ufficiale che verrà adottato per la canonizzazione:
“La santità salverà il mondo”. Si sostituisce il termine “mondo” al termine “società” adoperato dal Fondatore al fine di favorire la traduzione nelle diver- se lingue.
Viene presentato l’elenco delle Diocesi in cui l’Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ è sparsa nel mondo e anche quello delle Diocesi in cui non esiste più per mandare ad esecuzione il progetto di coinvolgerle nell’evento della canonizza- zione.
Il Comitato incarica il Presidente del Comitato di indirizzare una lettera ai Vescovi (non appena sarà stabilita la data della canonizzazione) nella quale, oltre a dare la lieta notizia, si chiederanno informazioni: «come Pastore, che cosa intende fare nella porzione di chiesa a lei affidata per far conoscere ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇?». Una lettera di preavviso sarà mandata, precedentemente, al- le Comunità guanelliane maschili/femminili presenti nelle Diocesi interessate. Si sceglie la fotografia ufficiale del Fondatore per il giorno della canoniz-
zazione.
Si discute sull’arazzo da esporre in S. ▇▇▇▇▇▇ e si vagliano diverse ipotesi su cui si lavorerà ancora prima di giungere alla scelta definitiva.
Si ritiene importante prevedere che ci sia un gruppo di persone (confra- telli/consorelle) che, appena sarà ufficiale la notizia della canonizzazione, sia in grado di preparare un profilo sulla figura di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ su temi spe- cifici da pubblicare in riviste di carattere scientifico/pastorale/storico.
Viene consegnata la bozza corretta e aggiornata del Quadro di riferimen- to sui tratti caratteristici della santità del Fondatore, che, tra l’altro, assume un nome nuovo e più completo: “▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Il prete montanaro padre dei poveri. Ritratto di un Santo”.
Il testo – viene detto da ▇▇▇ ▇▇▇▇ – dopo l’approvazione del Comitato nella riunione del 17 dicembre scorso, è stato presentato ai Superiori provin- ciali dei Servi della Carità durante il loro annuale raduno di gennaio 2011.
Nell’elaborazione finale sono state aggiunte alcune parti: la prefazione del Vescovo di Como, mons. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇; la presentazione del postulatore ▇▇▇▇- ▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇. È stato inoltre avviato un progetto grafico che preve- de l’inserimento nel testo di alcune foto con didascalie tratte dagli scritti del Fondatore per completare anche visivamente il Ritratto. Si ipotizza la sua dif-
fusione anche su alcuni periodici o riviste: Il Settimanale della Diocesi di Co- mo, Famiglia Cristiana ecc.
Viene presentato il depliant con le informazioni attinenti le Esperienze spirituali e formative che sono state programmate secondo gli orientamenti condivisi nelle precedenti riunioni.
In particolare per le religiose e i religiosi si interesseranno i due Consigli generali perché sostengano tali iniziative e chiedano una preiscrizione (entro la fine di febbraio) per valutare la loro fattibilità.
Si discute sui Corsi di formazione previsti per gli Operatori delle nostre Case. Dopo aver ascoltato vari pareri, si pensa che sia più opportuno puntare sull’organizzazione di un solo corso (in giugno) senza però cancellare l’ipote- si di un secondo (in settembre), qualora si dovesse percepire che vi sono suf- ficienti richieste.
Incontri culturali. Si decide di programmarne due in Roma:
1) ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇: cittadino del mondo, giovedì 26 maggio 2011. Invitare il ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇ (Comunità ▇. ▇▇▇▇▇▇).
2) ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇: educatore appassionato, giovedì 29 settembre 2011. Invitare mons. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
In entrambi gli incontri, dopo la relazione di fondo, si consiglia di preve- dere delle testimonianze di vita. L’incarico della preparazione è affidato a ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, suor ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Commissione per la liturgia. Si affida a suor Franca e a don ▇▇▇▇ il com- pito di costituire una Commissione per la liturgia da affiancare all’Area della Spiritualità, come già si era ipotizzato nell’incontro di ottobre.
Segno tangibile e permanente che si vuol dare come Famiglia guanellia- na a ricordo della canonizzazione. In riferimento ai tre progetti presentati: una struttura di accoglienza sacerdoti anziani della diocesi o di consacrati in diffi- coltà (in Roma); accoglienza di neonati disabili rifiutati dalla famiglia, proget- ti in terra di missione (Terra Santa, Africa) ci si rende conto che occorre pro- seguire nella riflessione, nello studio, nel dialogo fraterno per poter individuare strumenti e modalità concrete di realizzazione.
I membri del Comitato sono invitati dai capicordata dell’Area della Orga- nizzazione a prendere visione dell’intenso lavoro svolto per definire il materia- le e i preventivi per il kit del pellegrino e soprattutto a riflettere sull’imposta- zione del programma pre e post canonizzazione.
Si demanda ad una successiva pubblicazione il programma specifico del giorno della canonizzazione, della Vigilia e della giornata del ringraziamento (22-23-24 ottobre) perché è ancora in fase di studio e di discernimento.
Prevale un sentimento di gratitudine per quanto si sta producendo, a di- versi livelli, ma con la medesima passione perché il Fondatore sia sempre più conosciuto e amato.
Si tratta l’argomento dei vari lavori di abbellimento del Santuario Sacro Cuore di Como. I membri del Comitato sono d’accordo nel ritenere che que- sto luogo, unico e particolarmente caro alla Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, richieda la collaborazione di tutti e quindi approva i preventivi presentati e si impegnerà a favorirne, per quanto possibile, la realizzazione concreta.
Si apprezza l’itinerario formativo previsto per l’anno 2011 a livello inter- provinciale (Provincia Sacro Cuore e Beati ▇▇▇▇▇ e Chiara).
Si sottolinea la bella sensibilità che si sta creando nella Diocesi di Como nei confronti della testimonianza e del messaggio di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e il deside- rio di collaborazione con i guanelliani.
Sono stati realizzati degli incontri con i Direttori degli Uffici della Curia di Como e soprattutto gli Uffici Scuola, Pastorale Giovanile e Missioni hanno dimostrato grande interesse ad iniziative comuni.
Infine, viene donato ad ogni membro del Comitato, il Compendio sulla fi- gura del Fondatore che è stato consegnato ai Cardinali in vista del Concistoro del 21 febbraio.
Così come ho iniziato, mi piace concludere ricordando alcune semplici, ma suggestive parole di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Egli immagina che il buon montanaro salutava così il giorno festivo:
«Non statemi a dire altrimenti, che per noi montanari il festivo è il più bel giorno. L’aspettiamo con ansia e appena spuntato lo salutiamo il bel dì nostro. Perché in quel giorno ci ritroviamo tutti fratelli più affettuosi, e ▇▇▇ e la Vergine e i santi guardano a noi con occhio più amorevole e noi a loro con sguardo più fiducioso...Oh, giorno bello, oh giorno grande! Il giorno di festa per noi è il più felice dì» (Il montanaro, pp. 1001-1002).
Credo che di tappa in tappa... il Comitato... tutta la Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ sta camminando con gioia e con fede verso “il più bel giorno” di questo anno 2011: il 23 ottobre.
Suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, fsmp
4. Movimento Laicale Guanelliano
a) IN GENERALE
• Colombia: Assemblea nazionale per costituire il gruppo di coordina- mento nazionale MLG (Bogotá 4 luglio 2010)
La domenica 4 di Luglio nella “Casa Santa ▇▇▇▇▇” delle Sorelle Guane- liane di Bogotá, nonostante il giorno un pochino freddo e non molto splenden- te, si è creato subito un ambiente fraterno, ricco di partecipazione, affetto ed allegria. L’ambiente di Famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ si respirava chiaramente in tutte le iniziative che si andavano sviluppando durante la giornata. I saluti molto af- fettuosi e amichevoli, il sorriso si diffondeva contagiosamente sul viso di tutti i partecipanti. La stanchezza dei viaggi e la mancanza del riposo non diminui- vano l’entusiasmo e l’allegria di stare insieme. Dopo una colazione abbondan- te e ricca, ci siamo riuniti nel salone della casa del postulato. Erano presenti tutte le delegazioni del MLG della Colombia: Bogotá, Bucaramanga, Firenze ed ▇▇▇▇▇. La presenza delle sorelle ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, le Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvidenza, era significativamente numerosa: H. ▇▇▇▇▇▇▇, ▇. ▇▇▇▇▇▇▇, ▇. ▇▇▇▇- ▇▇▇▇, ▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇. ▇▇▇▇▇▇ ed il H. Roxana. Per i Servi della Carità era pre- sente solamente il Padre ▇▇▇▇▇, dato che era domenica e gli altri due sacer- doti guanelliani della Colombia erano impegnati con la celebrazione di varie messe. La Sorella ▇▇▇▇▇▇ incominciò l’incontro invitando l’Assemblea a unir- si in preghiera con la parola di Dio ed a condividere la riflessione personale dei presenti. Ha saputo creare un clima molto bello, profondo e partecipativo. Ringraziamo la Sorella per questo servizio tanto prezioso. È stato quindi pre- sentato un’altra volta il Documento “Fare della Carità il cuore del mondo”, consegnando ad ogni Delegazione il Documento completo in lingua ▇▇▇▇▇▇▇▇▇- na. Padre ▇▇▇▇▇ ha sottolineato i passi da approfondire per entrare nella real- tà Colombiana, le indicazioni dello stesso Documento e gli apporti della VI Consulta generale dei Servi della Carità sul Laicato Guanelliano. È seguito poi un dibattito con diverse idee e proposte da parte di tutte le Delegazioni. Que- sto momento si è rivelato molto interessante, perché ha contribuito a chiarire dubbi, a fortificare il senso di appartenenza locale e nazionale al MLG e, so- prattutto, ad impegnarci a rispettare le nuove indicazioni ed a “inculturizzarle” nella nostra realtà colombiana. Dopo una buona merenda, si è proceduto alle votazioni per scegliere i membri del “Gruppo” di Coordinamento Nazionale che è così composto: ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Coordinatrice; ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, Vice Co- ordinatore; ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇; ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, consiglie-
re; ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, Consigliere; Hna ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, Delegata FSMP; ▇. ▇▇▇▇▇ Pedagna ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Delegato SdC.
Tutti ci siamo congratulati con grandi applausi e poi siamo andati a ren- dere grazie a Dio con una bella e sentita celebrazione eucaristica. Il pensiero della prossima canonizzazione del nostro Beato Fondatore ci ha accompagnato tutto il giorno ed è diventato più commovente durante la celebrazione. Siamo poi andati a pranzare pieni di giubilo e speranze per un futuro fedel- mente guanelliano per il Movimento Laicale colombiano. Nel pomeriggio, le Delegazioni hanno tenuto raduno tra loro; Padre ▇▇▇▇▇ invece con le sorel- le per continuare a pensare ad una possibile organizzazione e preparazione comune nazionale per la canonizzazione del Fondatore. Infine si è festeggiato il compleanno delle Sorelle Roxana e ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ in un meraviglioso ambiente familiare.
• Proposta per l’organizzazione del MLG della Colombia
1. Questa Proposta è stata presentata e discussa durante l’Assemblea del 4 di luglio. L’Assemblea si è mostrata molto interessata e disposta a realizzar- la e metterla in pratica nei suoi distinti gruppi di appartenenza. Anche presso le Sorelle guanelliane, la proposta ha avuto un’accoglienza molto entusiasta. Incominciamo a lavorare con senso di appartenenza e di fiducia, la storia poi dirà...
A) A livello di Comunità Locale. Facendo riferimento al Documento del MLG “Fare della Carità il cuore del mondo”, al Documento della VI Consul- ta generale dei Servi della Carità e ad alcune esperienze di vita dei nostri grup- pi della Colombia, presentiamo una proposta affinché si crei, almeno a livello della Colombia, una particolare collaborazione ed organizzazione tra il MLG ed i Cooperatori guaneliani e che rispetti le rispettive identità, le indicazioni della Congregazione e, nello stesso tempo, permetta un lavoro di collaborazio- ne, animazione e formazione che abbia continuità e che generi processi.
a) Ogni Comunità locale faccia chiaramente l’opzione di accettare e con- dividere la visione che presenta il Documento del MLG “Fare della carità il cuore del mondo”, presentato e raccomandato dalle due Con- gregazioni guanelliane.
b) Ogni Comunità locale sia informata di quello che si dice su “Il laica- to guaneliano” nella “Esortazione ai Confratelli, dopo la celebrazione della VI Consulta generale”.
c) Ogni Centro guanelliano locale deve essere una vera calamita che at- tiri molte persone di buona volontà che, attratti dalla spiritualità di
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ prendano a cuore i poveri e desiderino far crescere nel mondo la cultura della solidarietà e dell’amore (Documento MLG).
d) Ogni Centro guanelliano diventi così la casa comune di tutte queste per- sone. In questa maniera riusciremo a fare dei nostri Centri guanelliani “Istituzioni del futuro!”. «Nella complementarietà delle vocazioni, nello scambio reciproco dei differenti doni, riusciremo ad acquistare un’efficace partecipazione ed una condivisione della nostra missione, per arrivare così alla corresponsabilità nelle organizzazioni ed iniziati- ve, per allargare la tenda della carità» (Documento Consulta).
e) Questo presuppone necessariamente che i membri della comunità reli- giosa guanelliana locale, con la leadership del suo superiore/a, siano entusiasti del proprio carisma e spiritualità guanelliana, condividano chiaramente l’idea della Chiesa come “Mistero di comunione”: una chiesa ministeriale; che siano esempio e testimoni di fraternità, di col- laborazione, di spirito di servizio, di vero lavoro in squadra, di rispet- to e stima della vocazione battesimale dei laici e del loro protagoni- smo nell’evangelizzazione e nella promozione umana.
f) Le persone si andranno molto probabilmente, a poco a poco, raggrup- pando in distinte maniere secondo le circostanze. Sono da valorizzare le molte chiamate ed inviti delle religiose, dei religiosi, dei laici pro- fessionisti dello stesso Centro, amiche ed amici che già sono inclusi in alcuni compiti all’interno del Centro o in qualche progetto guanel- liano che si sta sviluppando fuori dallo stesso Centro.
g) La cosa importante è che in ogni gruppo di laici che si va formando ci siano alcune persone che facciano da referenti e che badino all’or- ganizzazione, all’animazione e alla formazione del gruppo stesso.
h) Tra questi referenti proponiamo che ci siano possibilmente uno o due Cooperatori guanelliani e che non manchi mai la presenza significati- va della religiosa o religioso guanelliano. Questo dà a tutti i gruppi garanzia di un vero cammino guanelliano. Benché possano esistere molte differenze (nella missione, nel numero di partecipanti, nei tem- pi di incontro e di formazione, nel grado di vicinanza ad un Centro guanelliano, etc.), tra i distinti gruppi di ogni Centro guanelliano lo- cale, si deve assicurare lo spirito di famiglia, l’autenticità del carisma ed il processo di accompagnamento.
i) In questa maniera «il MLG di ogni Centro avrebbe una rete di refe- renti locali che si assumono l’impegno di garantire la necessaria unio- ne dei laici e dei distinti gruppi presenti nella realtà locale col Grup- po di Coordinamento a livello Nazionale e Provinciale» (Documento MLG).
j) La presenza di uno o due Cooperatori in ogni gruppo faciliterà mol- tissimo la formazione e coordinazione del MLG a livello locale, per- ché i Cooperatori guanelliani hanno un Consiglio locale, ed anche uno a livello nazionale. Gli stessi Cooperatori «devono essere aiutati a prendere coscienza che sono il cuore ed il motore del MLG» (VI Con- sulta generale).
k) Questa proposta e questa funzione dei Cooperatori in relazione al MLG viene raccomandata chiaramente da parte del Documento della VI Consulta generale: «Favorire il rinvigorimento del MLG in- torno ad ognuna delle nostre Comunità incaricando direttamente un confratello, non a titolo personale, bensì come rappresentante della Comunità, e responsabilizzando in questo impegno i Cooperatore af- finché si trasformino in “nucleo animatore” del MLG» (VI Consulta Generale).
l) Il Gruppo di Coordinamento a livello locale dovrà essere formato da tutti i referenti di ogni gruppo del Centro guanelliano. Tra loro stessi sceglieranno chi dovrà svolgere il servizio di Coordinatore, di vice Coordinatore e di Segretario.
B) A livello Nazionale. Il Gruppo di Coordinazione Nazionale, o Provin- ciale, si compone di un numero di membri laici eletti dall’Assemblea Naziona- le che può variare da un minimo di cinque ad un massimo di sette (numeri dispari per le eventuali votazioni). I membri di questo Gruppo sono scelti per un periodo di sei anni. Gli eletti scelgono tra loro chi dovrà svolgere il servi- zio di Coordinatore, di vice Coordinatore e di Segretario. Per garantire la fedeltà al carisma guanelliano, gli Organismi di Governo delle due Congrega- zioni e dei Cooperatori, nominano ognuno un proprio referente. Possono esse- re scelti ad integrare il Gruppo di Coordinazione solamente laici battezzati cat- tolici. La sua elezione viene ratificata dai Consigli provinciali delle due Congregazioni.
Compiti dei Gruppi di Coordinamento. Il Gruppo di Coordinamento è il propulsore della vitalità del Movimento nelle proprie comunità locali, naziona- li o provinciali; elabora e lancia le idee-forza, le proposte, le iniziative per con- solidare in coloro che aderiscono il senso di appartenenza e di identità, in con- formità alle linee-guida del Documento del MLG. Opera in comunione con gli Organismi di governo delle Congregazioni delle Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Prov- videnza, dei Servi della Carità, dei Cooperatori e delle Associazioni guanellia- ne riconosciute. Rappresenta il Movimento Laicale Guanelliano di fronte alle Istituzioni ecclesiali e civili nel proprio territorio.
• Spagna: 4o Incontro del Movimento laicale guanelliano (Madrid, 1o aprile 2010)
Si è tenuto lo scorso 1o aprile presso la parrocchia di S. Gioacchino (Ma- drid), il 4o incontro dei laici guanelliani presenti in Spagna. Al centro dei la- vori il tema “Fare della Carità il cuore del mondo”, titolo del documento di re- cente approvato a livello internazionale per i laici guanelliani.
La riunione ha visto una iniziale presentazione delle realtà esistenti intor- no a Madrid e Palencia. Quindi la parola è passata a ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, nuovo presi- dente del movimento laicale spagnolo.
P. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, consigliere generale, è intervenuto con una riflessio- ne su “Storia, sviluppo e attualità dello Statuto del Movimento laicale guanel- liano: Fare della carità il cuore del mondo”, chiarendo bene identità e finalità del Movimento.
Al termine in gruppi di lavoro si è messo a punto quanto segue: quali sentimenti ha fatto emergere la riflessione proposta e in che rapporto si pone rispetto a quanto realizzato fin ora. Proposte di azione concreta per l’anno in ▇▇▇▇▇ ▇ ▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
L’incontro è stato contraddistinto da un particolare clima familiare, di unità e allegria.
• Provincia Sacro Cuore: Scuola al Carisma
per laici / religiose/i - Programmazione 2010-2011
(Incontro Interprovinciale delle Province SdC, FSMP, Cooperatori, MLG)
Partecipanti: ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ Superiore provinciale; suor ▇▇▇▇ ▇▇▇- dioso, Superiora provinciale; ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, Consigliere generale, de- legato MLG; suor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Consigliera generale, delegata MLG; Sig.ra ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Presidente Cooperatori Nord Italia/Svizzera; Prof. Vitto- re ▇▇▇▇▇▇▇, Presidente MLG.
La riunione ha inizio alle ore 10.00 del 6 luglio 2010.
Dopo avere espresso valutazioni, soprattutto e sostanzialmente positive, in merito alla Scuola al Carisma 2010, tutti concordano di aggregarsi alla propo- sta, emersa a Roma nel Comitato per la Canonizzazione di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, di svolgere, nel periodo da febbraio a maggio 2011, quattro incontri della Scuola al Carisma sia a Roma che a Como sugli stessi temi da concordare.
Dopo approfondimento e tutti d’accordo, si propone al Comitato una im- postazione di mezza giornata (meglio sarebbe il sabato mattina per quanto con- cerne Como, per permettere la massima partecipazione, anche degli operatori) con due relazioni per ogni incontro: una sul carisma, la spiritualità e/o la vita di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, l’altra sul PEG (raccogliendo anche la proposta emersa nel
Coordinamento dei Laici della Provincia Sacro Cuore), anche e soprattutto nei suoi risvolti concretizzabili nei servizi alla persona, nella quotidianità accanto alle persone accolte.
Dopo aver concluso la discussione a riguardo dell’impostazione della Scuola al Carisma per l’anno 2010/2011, ci si intrattiene su alcuni punti trat- tati nella riunione del Comitato di Roma.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ riferisce di aver subito interpellato S.E. ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇ che ha accolto volentieri l’invito a partecipare al prossimo incontro del Comi- tato per la Canonizzazione e ha dato la propria disponibilità per il giorno 6 settembre.
Si cercherà dunque, da parte nostra, di dare quanto prima una risposta al Vescovo, in merito a questa indicazione di data.
I due Superiori provinciali, di comune accordo, hanno ritenuto opportuno iniziare a costituire una “Commissione interprovinciale per la canonizzazione” in cui ci siano i rappresentanti delle Figlie di S. ▇▇▇▇▇ della Provvidenza, dei Servi della Carità, dei Cooperatori e del MLG.
I componenti di questa Commissione sono: ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ (coor- dinatore), ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (Superiore provinciale SdC), suor ▇▇▇▇ ▇▇▇- dioso (Superiora provinciale FSMP), ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ SdC, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ SdC, due consorelle FSMP (ancora da nominare da parte della Supe- riora provinciale), sig. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ (cooperatori), ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (MLG), ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (Diocesi di Como), sig.ra ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (giornali- sta). Ci si è scambiati brevemente qualche parere sulle varie proposte scaturi- te dalla riunione del Comitato in Roma.
In particolare: si è sottolineata la positività di programmare gli Esercizi Spirituali che coinvolgono tutta la Famiglia guanelliana; riguardo all’imposta- zione dell’Agenda guanelliana per il 2011, si riconferma la validità dell’impo- stazione di fondo di temi e di pensieri, ma si suggerisce, se possibile, di sosti- tuire le attuali illustrazioni con delle fotografie che presentano l’Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e il suo sviluppo oggi nel mondo.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ infine, su invito del Comitato Centrale a studiare una diver- sa collocazione del Fondatore, presenta un’ipotesi di una eventuale nuova si- stemazione dell’altare dei Beati nel Santuario del Sacro Cuore che si potrebbe concretizzare in vista della canonizzazione del Fondatore.
Si conviene sulla necessità di approfondire tale riflessione e soprattutto di poter vagliare un progetto in merito.
La riunione termina alle ore 11.30.
b) I COOPERATORI
• Cooperatori Guanelliani Italia
I due Consigli provinciali si sono incontrati due volte, il 7 dicembre 2010 e il 5-6 marzo 2011, presso la Curia generalizia dei SdC sotto la presidenza dell’Assistente generale e aiutati dall’apporto dell’Avv. ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e dell’Economo generale per impostare il cammino verso un riconoscimento ci- vile dell’Associazione dei Cooperatori.
Sintesi Verbale dell’Incontro per Riconoscimento Civile Cooperatori guanelliani (Roma, Curia generalizia SdC, 7 dicembre 2010)
Sono presenti l’Avvocato Quaglietta, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, suor ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇- ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, la signora ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, il signor ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Tema dell’incontro: come rendere possibile il riconoscimento civile del- l’Associazione Cooperatori guanelliani in Italia.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ saluta, invita alla preghiera e ricorda la sua lettera inviata da tempo in preparazione a questo incontro.
L’Avvocato Quaglietta sottolinea che l’associazione ha già un riconosci- mento canonico nella dicitura del Decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e per le Società di vita apostolica, Prot. n. C. 46 - 1/2003, quando afferma che: «L’Associazione Cooperatori Guanelliani è un’Associa- zione di fedeli che…».
Questa dicitura “Associazione di Fedeli” nell’accordo tra Stato e Chiesa, nella Legge 222/85, permette di definire l’Associazione come Ente Ecclesiasti- co e come tale, per i citati accordi, può avere anche il riconoscimento civile dallo Stato italiano. L’Associazione diventerebbe quindi: Ente giuridico eccle- siastico civilmente riconosciuto.
Sostanzialmente, in questo modo, l’Associazione avrà la stessa persona- lità giuridica della Congregazione. Alla nostra Associazione verranno ricono- sciute civilmente tutte le sue caratteristiche e peculiarità di Associazione catto- lica.
Definita questa posizione, si passa a chiarire quali sono i motivi, i van- taggi, la convenienza per procedere a questo riconoscimento. Sembrano emer- ▇▇▇▇ queste motivazioni: avremo un riconoscimento civile nazionale, su tutto il territorio italiano; saremo considerati alla stregua di un Ente non commerciabi- le e come tale può svolgere le attività istituzionali definite dallo statuto pro- prio. Inoltre sarà in grado di svolgere tutti gli Atti e i Riconoscimenti propri di un Ente Civile e avere gli stessi diritti e doveri degli enti civilisticamente rico-
nosciuti: riconoscimento degli Statuti, attribuzione del Codice Fiscale e, in ca- so di necessità, di partita IVA, avere un rappresentante legale, fare attività an- che commerciali senza mai perdere la qualifica di “ente non commerciale”, avere conti bancari e, sostanzialmente, agire in due ambiti: quello istituzionale e quello commerciale, come meglio convenga per realizzare legalmente i pro- pri fini e scopi.
La dinamica interna dell’Associazione sarà regolata dalle norme del Dirit- to Canonico: elezioni, scadenze, costituzioni di gruppo. Il proprio statuto o re- gole canoniche avranno valenza anche civile, senza essere obbligati a sottosta- re alle norme che regolano le Associazioni esclusivamente civili, tipo ONLUS, Fondazioni, ...
Sarà possibile aprirci a tutto il mondo socio-assistenziale e condividere le iniziative con altre Associazioni locali attraverso protocolli d’intesa.
Si sottolineano anche due limiti. In qualità di Enti non commerciali, non essendo perciò ONLUS o similari:
a) non si potrà accedere al 5/1000;
b) quando si riceverà una offerta da un privato, la ricevuta non potrà es- sere utilizzata per la detrazione del reddito IRPEF. Potrà, invece, esse- re utilizzata in caso di reddito di impresa (in presenza di partita IVA). Nel caso di reddito IRPEF si potrà far passare l’offerta attraverso pro- grammi di collaborazione con Associazioni ONLUS, tipo ASCI o al- tri simili.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ offre poi l’opportunità di un dialogo tra i rappresentanti dei due Consigli provinciali sul tema della formazione e della preparazione alla Canonizzazione di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Con la preghiera si chiude l’incontro aggiornandolo ad un secondo mo- mento a Roma nei giorni 5-6 marzo 2011.
Cordialmente!
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇
Roma, 7 dicembre 2010
• Associazione Cooperatori Guanelliani Nord Italia-Svizzera
Il Consiglio provinciale Nord Italia-Svizzera si è riunito il 20 febbra- io 2010 alle ore 15 a Como presso il Centro di Pastorale Giovanile con la partecipazione anche di quasi tutti i Presidenti dei “Gruppi locali”, che aveva- mo espressamente invitato per dare loro modo di esprimersi circa le loro realtà.
È stato certamente un incontro costruttivo in cui è emersa l’importanza data da ciascun Gruppo ai momenti di preghiera comune (indispensabile per poter bene operare) ed alla formazione, pur con le inevitabili “luci ed ombre”. Durante l’incontro è stato consegnato a tutti i Presidenti il documento del MLG “Fare della Carità il cuore del mondo” con la raccomandazione di attivar- si e collaborare con i religiosi riguardo a prossimi incontri di formazione o altro. Domenica 7 marzo si è tenuto il consueto breve ritiro spirituale di Qua-
resima per tutti i Cooperatori del Nord Italia - Svizzera.
È questo un momento di preghiera e meditazione ben accetto e molto fre- quentato che consente anche ai più impegnati (per problemi familiari o altro) di presenziare. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ha invitato tutti alla “conversione”, che deve essere un cammino per incontrare ▇▇▇▇▇▇ nell’altro e poter così dare vera testimonianza cristiana.
Lo spunto è stato preso dall’incontro di ▇▇▇▇ con il cieco dalla nascita che si può considerare modello di incontro cristiano ed annuncio della buona novella.
Nuovo Gruppo
Si è finalmente costituito ufficialmente il Gruppo Cooperatori di Cordigna- no (Casa ▇. ▇▇▇ ▇) seguito spiritualmente dalla Superiora suor ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (al- la quale va un vivo “grazie”) ed ha come Presidente il sig. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇. Il Gruppo conta già numerosi simpatizzanti ed è con vera gioia che diamo questa notizia nel periodo di attesa della canonizzazione del nostro Fondatore.
Incontro con i Presidenti dei vari Gruppi
Il Consiglio ha stabilito per il 2 aprile p.v. l’incontro annuale con i Pre- sidenti dei vari Gruppi. Seguirà formale convocazione.
Notizia dell’ultima ora
Il prossimo Concistoro nel quale sarà annunciata la data della canonizza- zione del nostro Beato è stata fissata da ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ per il 21 febbra- io p.v.
Esercizi spirituali
Gli annuali Esercizi spirituali dei Cooperatori Nord Italia-Svizzera avran- no luogo a Gualdera il 9-10-11 settembre p.v. (a tempo debito le necessarie in- dicazioni).
Comunque in questo periodo di preparazione alla Canonizzazione c’è la possibilità, per chi lo desidera, di unirsi a Sacerdoti e Suore della Congrega- zione per altri Esercizi spirituali:
– 10/16 luglio a ▇▇▇▇▇ ▇’▇▇▇▇▇, Casa ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇,
– 24/30 luglio al Centro TAU di Assisi,
– 4/10 settembre a Casa Santa Rosa di Roma.
Ed inoltre:
– Settimana di spiritualità guanelliana, a Gualdera dal 23 al 30 agosto.
I dettagli li troverete sui “depliants” a disposizione dei Presidenti dei va- ri Gruppi.
A ciascuno la sua scelta!
Gestione casa ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ a Fraciscio
Anche questa estate un gruppo di Cooperatori gestirà la casa natale del nostro Beato dal 24 al 31 luglio p.v. consentendo quindi la visita, la sosta, la condivisione del pasto con chi vorrà recarsi a visitare i luoghi guanelliani.
Formazione Cooperatori
Come già segnalato, non essendo pervenute le schede che ci erano state preannunciate, ribadiamo l’invito ai vari Gruppi ad approfondire la spiritualità guanelliana con l’aiuto dei testi presenti nelle varie case.
• Associazione Cooperatori Guanelliani Centro Sud-Italia
Il 22 febbraio 2010 in Bari, presso il Centro Anziani “Opera Don Guanel- la”, si è riunito il Consiglio provinciale dei Cooperatori del Centro Sud Italia.. Presenti il Delegato provinciale ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ e suor Giulietta Sa- ginario Delegata provinciale FSMP e tutti i Consiglieri provinciali tranne la Consigliera ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ impossibilitata per motivi di salute. Il Presidente ▇▇▇▇- ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, dopo un breve saluto, introduce i lavori ed invita all’esa-
me dei vari punti dell’O.d.G.
Il Consiglio provinciale, dopo un’ampia discussione ed un attento esame dello statuto, condivide la possibilità di poter costituire un nuovo gruppo di Cooperatori in Roma presso la Basilica Parrocchiale “San ▇▇▇▇▇▇▇▇ al Trion- fale”, con un’autonomia propria.
Si decide poi che gli Esercizi Spirituali provinciali si terranno a Roma, dal 24 al 27 Giugno 2010, presso la Casa Domus Urbis in via della Bufalotta; la tematica scelta per quest’anno, sarà “Il sacerdozio battesimale”; il relatore degli Esercizi sarà il Vicario generale e Assistente generale dei Cooperatori guanelliani ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇.
Si stabilisce di promuovere e concordare un incontro con entrambi i Con- sigli provinciali italiani dei Cooperatori, i loro Delegati provinciali SdC e FSMP e dell’Assistente generale dei Cooperatori guanelliani.
Il Consiglio ha ritenuto opportuno indire un’Assemblea dei Cooperatori da tenersi congiuntamente all’incontro di verifica e programmazione già previ- sto per il primo fine settimana di ottobre; presumibilmente il suddetto incontro verrà spostato dal 10 al 12 settembre 2010; riguardo alla preparazione di tale incontro il Consiglio ha deciso di riunirsi il prossimo 21 giugno.
Si è deciso anche di dare inizio a una visita “canonica” presso i Gruppi locali.
E infine si è pensato anche alla necessità di ricostituire l’archivio storico dei Cooperatori (andato smarrito negli anni) e di tenerlo nella sede del Consi- glio di via degli Embrici, in Roma.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, nuovo Delegato provinciale dei Cooperatori per i Servi della Carità, nel periodo di Avvento (novembre-dicembre 2010) ha co- nosciuto i vari gruppi Cooperatori con incontri di formazione durante i quali ha trattato l’argomento “Gesù Maestro”, dal documento dei Vescovi italiani “Educare alla vita buona del Vangelo”. In questo periodo, in preparazione al- la Quaresima e alla Santa Pasqua, è impegnato di nuovo in un giro di incontri formativi e ritiri spirituali. Ha già incontrato i gruppi di Laureana di Borrello e di S. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ il 12 febbraio, quello di Messina il 13 febbraio, quello di Cosenza il 26 febbraio e quello di Dipignano il 27 febbraio.
Sarà a Perugia il 12 marzo per incontrare il gruppo nascente, il 19 marzo a Bari per incontrare i gruppi di Bari, Alberobello e Pozzo Faceto, e con il gruppo di Roma in data ancora da stabilirsi.
▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ci sta presentando il documento “Verbum Domini”, l’esor- tazione apostolica postsinodale di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇. Innanzitutto ci illustra, per linee generali, il senso del Dio che parla (Verbum Dei), il senso della parola di Dio nella Chiesa (Verbum in Ecclesia) e la missione della Chiesa che è quella di annunciare la parola di Dio al mondo (Verbum mundo). Poi don ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ci fa vedere il rapporto che ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ha con la Parola di Dio e lo fa attraverso i suoi scritti.
Significativa questa citazione: «Con mano rispettosa mi accosto ai libri della Scrittura Santa. Entro è la parola di Dio. Qual fortuna per noi! Il Signo- re ne’ suoi Libri sacri ci indirizza sue lettere e ci parla cuore a cuore come padre a figlio» (Opera Omnia, vol. I, pag. 1286).
Infine, riflettiamo tutti insieme, in uno scambio di risonanze, sull’impor- tanza per noi Cooperatori della Parola di Dio nella nostra vita; ci chiediamo se e come la viviamo, se la portiamo nel mondo, se la attualizziamo.
Un grazie di cuore al nostro Delegato per queste opportunità di crescita spirituale, sta a noi farne tesoro con l’aiuto del Signore.
• Colombia: Incontro ed organizzazione nazionale Associazione Cooperatori Guanelliani (Bogotá 7 marzo 2010)
La domenica 7 di marzo ci siamo trovati a Bogotá, nella casa di Nostra Signora di Chiquinquirá dei Padri Guanelliani. Erano presenti alcune laiche guanelliane dei gruppi di Bogotá, Bucaramanga e Firenze.
Questi gli obiettivi di questo incontro:
• Studiare il Documento del MLG ed evidenziare l’impegno dell’Asso- ciazione Cooperatore Guanelliani nel MLG per farlo crescere ed orga- nizzarlo, avendo presente ed appoggiando le priorità del MLG Colom- biano nel 2010.
• Progettare il cammino formativo dell’Associazione Cooperatori Guanel- liani della Colombia e la sua organizzazione, Consiglio locale e Consi- glio nazionale, e studiare lo Statuto dell’Associazione, eseguendo le sue indicazioni.
• Costituire i Consigli locali e quello nazionale.
• Organizzare un corso di Esercizi Spirituali a livello nazionale con la partecipazione di alcuni religiosi e religiose guanelliani.
• Fissare un calendario annuale per il cammino formativo dell’Associa- zione Cooperatori Guanelliani della Colombia.
• Mettersi in comunicazione coi gruppi e Consigli Nazionali di Coopera- ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ di altri paesi sia della stessa Provincia che di altre Pro- vince.
• Assegnare uno spazio formativo ed organizzativo nel Bollettino “Cami- nas de Comunion” che è il Bollettino di tutto il MLG della Colombia.
L’incontro è stato molto positivo e bello. Si è potuto svolgere tutto il pro- gramma in modo attivo e partecipativo. La casa ci ha molto favorito e si è creato un bell’ambiente fraterno. Si sono costituiti, con votazione, i tre Consi- gli locali: a Bogotá: Presidentessa: ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇; Segretaria: ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇; Tesoriera: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇. A Bucaramanga: Presidentessa: ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇- ▇▇▇; Segretaria: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇; ▇▇▇▇▇▇▇▇▇: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇; Con- sigliera: ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇. A Firenze: Presidentessa: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇- ▇▇▇; Segretaria: ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇; Tesoriera: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇. Si è costituito anche il Consiglio Nazionale: si sono riunite le tre presidentesse dei
gruppi locali ed hanno eletto la Presidentessa ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇; Segretaria: Ma- ría ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇; Tesoriera: ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇.
Per la formazione a livello nazionale: fino al 30 maggio 2010 si studia e si approfondisce in ogni gruppo locale lo Statuto. Dal mese di giugno si invie- ranno le schede formative preparate da P. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ per l’Associazio- ne in tutto il mondo guanelliano.
• Brasile: nuovo Consiglio nazionale
Il 4 luglio a San Paolo, durante la S. Messa delle ore 8,00 presso la Par- rocchia Santa Croce, è entrato ufficialmente nel ruolo il nuovo Consiglio na- zionale, eletto al Meeting della Famiglia guanelliana nazionale nel 2009. Il nuovo Consiglio è composto dal sig. ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (Presidente), dalla signora ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (Tesoriera) e dal sig. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ (Segreta- rio). A loro l’augurio e la preghiera per un buon lavoro, nello spirito del Fon- datore.
c) M2G (MOVIMENTO GIOVANILE GUANELLIANO)
• Bogotá (Colombia): Movimento Giovanile Guanelliano al III Congresso Nazionale (15-17 maggio 2010)
Bogotá
Il Gruppo Giovanile Guaneliano Ruah ringrazia padre ▇▇▇▇▇ e le sorelle, ▇▇▇▇▇▇ di Santa ▇▇▇▇▇ della Provvidenza per questo incontro che abbiamo rea- lizzato in ▇▇▇▇▇. Il tema della santità ci ha arricchiti molto perché come gio- vani abbiamo imparato che Dio ci chiama alla santità nella vita quotidiana di ogni giorno. Poiché la nostra missione come gruppo è quello di essere esempi per gli altri giovani, chiediamo al Signore di continuare in questo progetto. Uno dei temi che più ci è piaciuto è stato quella della santità in don Guanel- la. Abbiamo capito che è un impegno molto grande seguire questo esempio; bello è stato anche ammirare i posti dove è stato ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. La rappresen- tazione della vita dei santi ci ha aiutato a scoprire che essi erano persone or- dinarie e questo ci dà la speranza di potere riuscire ad essere anche noi santi
nella nostra realtà. Ci sarebbe piaciuto una maggiore integrazione con gli altri gruppi per potere condividere così delle esperienze come gruppi guanelliani e sapere quello che stanno facendo in ognuno dei posti dove si trovano. Deside- riamo continuare a condividere questi momenti per crescere ogni giorno come persone e come Movimento giovanile guanelliano. Grazie da Bogotá e dal Gruppo Giovanile Guanelliano “Ruah”.
Impegni del Gruppo durante il Congresso
1. Prendereste voi un impegno comune di gruppo per essere santi? Co- me? Sì. Accettandoci come siamo, accettando le nostre limitazioni per potere arrivare così a dimostrare con buone opere, con amore ed es- sendo sempre felici e perseveranti possiamo arrivare alla santità con ▇▇▇▇.
2. Sareste disposti a valutare questo impegno a livello di gruppo? Con quali modalità e momenti? Sì. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e confrontando le opere che realizziamo, per sapere se raggiungiamo gli obiettivi e per assumere nuovi impegni. Lo faremmo nei momenti necessari.
3. Sareste disposti a prendere un impegno comune a livello di tutto il Movimento Giovanile Guanelliano della Colombia? Sì. Ci impegniamo a continuare a servire nello stile guanelliano, favorendo valori di fra- ternità, rispetto, tolleranza, umiltà, fedeltà e amore, fidandosi della Di- ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
Bucaramanga
▇▇▇▇▇: Una Nuova Esperienza di Amore
Il 14 maggio alle 9.00 p.m. i giovani del gruppo Gualdera, partivamo per la bella città di ▇▇▇▇▇, con la valigia piena di energia, entusiasmo, e nuove esperienze; desideravamo arrivare subito. Nella mattinata raggiungiamo il luo- go che già dal primo momento sentiamo come se fosse la nostra seconda ca- sa. Abbiamo subito incominciato le attività che sono state interessanti e ci han- no aiutato a comunicare tra noi giovani ed a conoscersi. Queste attività ci hanno aiutato non solo nell’interazione, ma ci hanno anche aperto le vie della riflessione, della confessione, della riconoscenza a Dio per l’amore che Egli ci offre tutti i giorni: è veramente importante il suo segno nella nostra vita e il metterci lungo il tragitto della santità. Ci siamo identificati con la dinamica del programma che ci ha permesso di superare le nostre difficoltà aiutandoci con i canti, i discorsi, le lodi. Insomma questo incontro è stato una gran bella espe- rienza. Un grazie speciale va alle Sorelle Guanelliane di ▇▇▇▇▇, di Bogotá e di
▇▇▇▇▇▇▇▇▇, al nostro padre ▇▇▇▇▇ ed a ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ per i canti. Un grazie anche a tutte le persone incaricate di fare di questo incontro qualcosa di mera- viglioso, importante, trascendentale nelle nostre vite. La Parrocchia Santa Lucia ed il gruppo Gualdera, oggi hanno un’altra esperienza da raccontare al- la comunità.
Impegni del Gruppo durante il Congresso
1. Prendereste voi un impegno comune di gruppo per essere santi? Come? Sì: a) Incominciando una formazione sistematica per una conoscenza più profonda dell’Eucaristia e in particolare della Santa Messa. Lo faremo tutti i venerdì nella prima mezz’ora dell’incontro settimanale. b) Sviluppando attività solidali per cancellare le spese per la partecipazione al III Congresso del Movimento Giovanile Guanelliano: vendita di impanate tutte le domeniche nella sera. Proiezione di film per bambini, vendita di una colazione il 6 di giu- gno, un Bingo il 18 giugno e le altre attività che si andranno organiz- zando.
2. Sareste disposti a valutare questo impegno a livello di gruppo? Con quali modalità e momenti? Sì: a) ▇▇▇▇▇▇▇▇ l’impegno in gruppo attraverso la partecipazione attiva di tutti i membri alla formazione settimanale e alle distinte attività. b) La valutazione si farà mensil- mente.
3. Sareste disposti a prendere un impegno comune a livello di tutto il Movimento Giovanile Guanelliano della Colombia? Sì, ma proponia- mo di unificare la formazione a livello di tutti i gruppi Giovanili Gua- nelliani della Colombia.
Florentia
Il Gruppo Maranatha ringrazia Dio e la Comunità di ▇▇▇▇▇ per il ricevi- mento e l’accoglienza che ci ha riservato durante il III Congresso Giovanile realizzato. Temi come: “In che cosa consiste la santità” svolto da ▇. ▇▇▇▇▇▇
- “Impedimenti per raggiungere la Santità” tenuto da ▇. ▇▇▇▇▇ - “Se possia- mo essere santi oggi” hanno toccato i nostri cuori e i nostri sentimenti. La Santità non si impone, ma è una risposta libera di ciascuno di noi. Dobbiamo separarci da tutto quello che degrada o danneggia il nostro corpo e la nostra anima. La preghiera e l’amore sono armi che abbiamo per difenderci. Queste belle esortazioni hanno svegliato le nostre menti e i nostri cuori, convinti che se mettiamo in pratica tutti questi insegnamenti nella nostra vita giornaliera, certamente giungeremo alla Santità. Vogliamo far risaltare il lavoro di suor
▇▇▇▇▇▇▇, di suor ▇▇▇▇▇▇▇▇, di suor ▇▇▇▇▇, di suor ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, di padre ▇▇▇▇▇, di ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, di ▇▇▇▇▇▇▇ e di padre ▇▇▇▇▇▇ che hanno messo tutto il loro im- pegno nel preparare le conferenze e i lavori di gruppo che, in qualche momen- to, ci hanno fatto sentire come in una specie di ritiro spirituale. Vogliamo an- che ringraziare la nostra coordinatrice suor ▇▇▇▇▇, per il suo impegno per aver trasformato il nostro sogno in realtà di partecipare al Congresso. Abbracci a tutti i giovani della Colombia.
Impegni del Gruppo durante il Congresso
1. Prendereste voi un impegno comune di gruppo per essere santi? Co- me? Sì. Il nostro impegno è specialmente servire chi è nel bisogno so- prattutto i bambini con capacità differenti. Tenteremo di svolgere i no- stri doveri, come studenti, universitari, con senso di maggiorere sponsabilità.
2. Sareste disposti a valutare questo impegno a livello di gruppo? Con quali modalità e momenti? Sì. Siamo disposti a valutare ogni mese col dialogo, rispetto, integrazione ed in che cosa siamo stati utili ai bam- bini e quello che abbiamo loro insegnato. Lo faremo ogni primo saba- to del mese. La migliore valutazione però è la testimonianza di vita che ognuno dà.
3. Sareste disposti a prendere un impegno comune a livello di tutto il Movimento Giovanile Guanelliano della Colombia? Sì. Siamo disposti: è bene avere un tema in comune e raggiungere una maggiore integra- zione a livello nazionale. Sono da tener presenti le visite agli anziani, all’ospedale, ai carcerati, aiutare i bambini speciali. Crediamo che l’impegno a livello nazionale possa essere il servizio dai differenti campi, in stile guanelliano. La cosa importante è conoscere prima di tutto ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ per potere rendere effettivo il nostro impegno: sem- bra infatti che alcuni giovani non sanno chi sia il nostro fondatore. Non vogliamo scrivere tanti impegni che non potremo dopo compiere, per tale motivo siamo realistici e scriviamo obiettivi puntuali e impe- gni realizzabili.
▇▇▇▇▇
I membri del movimento giovanile “CAVEVI” esprime gratitudine e dispo- nibilità a Dio Padre Previdente che ha reso possibile che si realizzasse questo Congresso. Gratitudine a chi l’ha organizzato, agli espositori che hanno condivi- so con noi gentilmente il loro apporto, alle persone che in un modo o in un al- tro si sono prese cura di noi. Gratitudine a tutti quelli che vi hanno partecipato,
valorizzando con rispetto i differenti momenti. Ci congratuliamo con tutti e con ognuno per gli sforzi realizzati per onorarci con un’ottima accoglienza. Alcuni “grazie” super a tutte le comunità della Colombia per essere state tanto profon- damente segno di provvidenza. Dio ci benedica!!! La tematica ha contribuito molto alla nostra riflessione personale e di gruppo. Suggeriamo, per un prossi- mo congresso, prevedere all’inizio maggior attività di integrazione e favorire la partecipazione dei giovani con l’espressione delle loro doti artistiche.
Compromesso del Gruppo di ▇▇▇▇▇
1. Prendereste voi un impegno comune di gruppo per essere santi? Co- me? Assumiamo l’impegno di approfondire di più la parola di Dio a livello personale e di gruppo e con l’aiuto di Dio Padre buono lasciar- ci guidare dallo Spirito Santo nel seguire ▇▇▇▇ ▇▇▇▇ Pastore e Buon Samaritano, tentando di vivere secondo il suo esempio di generosità, dedizione e servizio con umiltà e semplicità.
2. Sareste disposti a valutare questo impegno a livello di gruppo? Con quali modalità e momenti? Sì. Confrontandoci con la Sua Parola e ri- vedendo periodicamente la strada percorsa, tenendo in conto gli osta- coli superati. Ci fidiamo di Dio che ci aiuterà ad assumere con respon- sabilità quello che significa appartenere al movimento giovanile “CAVEVI”. Promettiamo una vita più improntata ai sacramenti, pre- ghiera, riflessione e servizio, affinché la nostra fede sia sempre di più autentica. E il nostro distintivo più che una maglietta sia il nostro amo- re a Dio e aii nostri fratelli senza distinzione né esclusione. Condivi- dendo sempre ed in ogni posto con allegria e semplicità quello che sia- mo ed abbiamo.
3. Sareste disposti a prendere un impegno comune a livello di tutto il Movimento Giovanile Guanelliano della Colombia? Sì, stando in co- munione coi giovani dei movimenti, ricordandoci a vicenda e pregan- do specialmente gli uni per gli altri nell’Eucaristia settimanale che ce- lebriamo come Movimento Giovanile Guanelliano.
• Como: Meeting dei giovani guanelliani
“Partecipazione, entusiasmo e fraternità”: così racconta il meeting dei gio- vani guanelliani ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, responsabile del centro guanelliano di pastorale giovanile di Como, che ha ospitato e organizzato l’annuale appunta- mento promosso dai guanelliani per i giovani. «Presenza e interesse sono emersi da subito, nelle giornate intense ricche di contenuti centrate sul carisma e la vita di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e sul Vangelo della Carità».
Oltre 100 i giovani presenti tra i 18 e i 30 anni provenienti da Messina, San ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Bari, Ferentino, Roma, Lugano, Saronno, con delegazioni dal- la Svizzera e dalla Polonia.
«Abbiamo iniziato a pensare a questi incontri anche in chiave europea e lavoreremo in questa direzione per facilitare anche la partecipazione dei giova- ni guanelliani presenti in Spagna e Romania» aggiunge.
Mission in progress il tema scelto, «perché è la proposta guanelliana più completa, che ben si lega poi al tema dell’educazione scelto dai Vescovi per il prossimo decennio e impegna giovani, operatori ed educatori, a partire dal meeting, a lanciare con rinnovato slancio missionario nuove proposte anche in vista anche della preparazione alla prossima canonizzazione del fondatore».
E proprio l’approfondimento della figura del fondatore e della sua spiri- tualità, nei suoi luoghi natali, è stata al centro dei 6 laboratori organizzati nel- le giornate del meeting. «I laboratori e gli itinerari guanelliani ci hanno per- messo di scoprire meglio quali siano state le vie della Provvidenza percorse da ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ qui a Como» ha evidenziato ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Su un tracciato di orme ancora cariche di indelebili ricordi e incisivi messaggi si sono articolati i vari percorsi: dal Collegio Gallio con il Work Shop sull’emergenza educati- va, a Sant’Abbondio con il laboratorio Fede e cultura, al Centro Cardinal Fer- rari (ex-seminario maggiore) con il laboratorio sulle scelte vocazionali, alla Casa di Santa ▇▇▇▇▇ di Lora sull’impegno di vita cristiana. Ancora il laborato- rio di spiritualità guanelliana presso il Santuario del Sacro Cuore, e presso Ca- sa Divina Provvidenza (Santa Marcellina) il laboratorio sulla Carità.
«È stato un meeting aperto a tutti che ha saputo sorprendere, prima di tutto noi – sottolinea ancora ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ – ci attendevamo una risposta consistente dei giovani della Diocesi e invece abbiamo sperimentato qualcosa di diverso: una profonda accoglienza della Chiesa locale tutta, dal messaggio del Vescovo Mons. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, alla condivisione della Messa dei popoli in Duomo, percependo proprio quel “tutto il mondo è patria vostra” in Cattedrale, con un forte senso di comunione nella festa della SS. Trinità», per concludere con la partecipata Discoteca del Silenzio, adorazione eucaristica notturna, promossa ogni mese presso il Santuario dal Centro di pastorale giovanile.
Il carisma dei giovani guanelliani è testimoniare il Vangelo della Carità nel quotidiano, accordare la propria vita intorno a questa nota dominante. Con nuovo slancio ora si prosegue il cammino, a partire proprio dall’intenso mes- saggio di sintesi del meeting, elaborato dai giovani partecipanti e rivolto a tut- ti i coetanei, credenti e non.
«L’agitazione che a volte senti è il fermento dello Spirito che ci spinge ad uscire da noi stessi per arrivare cuore a cuore con Dio; ... gustare i suoi Doni, riconoscere la Provvidenza nella vita, per poter allora dire “grazie”
con la nostra vita... e lanciarsi con fiducia nelle mani di Dio, vivere il Vange- lo della Carità... dare a tutti Pane e Paradiso... questa la nostra mission... in progress».
Il testo completo del messaggio dei giovani guanelliani
«La nostra è una missione in corso, la nostra è una missione aperta a
tutti!
Anche a te che a volte ti senti inquieto e hai un cuore tormentato. A te
che hai tanti sogni e altrettante paure, questo è un ottimo segno, la nostra missione parte da lì!
Guarda con coraggio quel vuoto che non riesci a colmare, è lo spazio in- finito dell’Amore di Dio. L’agitazione che a volte senti è il fermento dello Spi- rito che ci spinge ad uscire da noi stessi per arrivare cuore a cuore con Dio Papà, la nostra Unica, Vera Felicità.
Siamo convinti che tutto parta dal saper gustare i doni che Dio ci ha rega- lato, dal saper riconoscere la Provvidenza nel qui ed ora, dal saper scoprire la sua presenza attraverso le esperienze e le persone che Egli ci pone lungo il no- stro cammino. Allora sarà spontaneo dire “grazie” con la nostra vita, donando- si per sempre e senza condizioni, vivendo a pieno la propria vocazione specifica.
Anche tu con noi puoi decidere e lanciarti con fiducia in un volo che non sarà più un salto nel vuoto, ma un salto nelle mani di Dio, per testimoniare la nostra gioia nella vita quotidiana in tutti i suoi ambiti e sfaccettature.
Far parte della nostra mission in progress significa continuare a scrive- re le pagine del quinto Vangelo, quello cioè della vita vissuta in una rete di uomini di buona volontà uniti dal vincolo di Carità. Sogniamo un nuovo so- cial network dove ciò che conta di più non siano la superficialità e l’esterio- ▇▇▇▇ dei rapporti, ma i legami profondi e veri da cuore a cuore, un heartbook!
Anche in campo culturale riteniamo che sia indispensabile impegnarci per costruire il regno della Carità. Siamo convinti che la cultura non escluda la fede, ma ad un tratto si ferma di fronte al mistero e lascia spazio al crede- re in Dio, diventa lo strumento nelle Sue mani, che ci fa porre delle doman- de, così come il pane ad un tratto deve essere affiancato, sostituito dal Para- diso. Per cui Cultura sta a fede come Pane sta a Paradiso.
La Chiesa ci invita a dare priorità all’emergenza educativa, e noi, nella nostra missione la vogliamo affrontare in stile guanelliano percorrendo le vie del cuore. Infatti la benevolenza è, secondo noi, l’atteggiamento cardine per instaurare un vero rapporto di fiducia e crescita reciproca che interessi tutte le dimensioni e i livelli della persona umana. Tenendo conto che l’educazione è relazione, la prima e più importante è quella con Dio, vissuta attraverso la preghiera. È il Signore che ci dà la forza di vivere secondo uno stile cristia-
no e di comunicarlo agli altri. Se l’agire educativo mira ad intervenire sulle famiglie e sulla persona, si può ambire ad un rinnovamento ancora più radi- cale che riguarda la società civile. Per questo vogliamo proporre strade nuo- ve, alternative forse più difficili perché controcorrente, ma animate da un au- tentico e forte spirito di Carità.
Vogliamo dare a tutti “Pane e Paradiso”, questa è la nostra missione! Usiamo la stampa, siti internet, forum, chat, le parole dette e scritte, ma so- prattutto usiamo il dono più grande che abbiamo: le nostre vite.
Puoi essere anche tu, come ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, “SPADA DI FUOCO!”».
• Areguá (Paraguay): I Congresso Iberoamericano dei responsabili della pastorale giovanile guanelliana
Si è svolto ad Areguá dal 17 al 19 settembre presso la Casa Beato ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ il I Congresso Iberoamericano dei responsabili della pastorale giova- nile guanelliana. L’incontro che ha avuto per tema “Con ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ gene- rando Speranza” ha coinvolto circa 40 ragazzi dai 20 ai 40 anni, provenienti da Brasile, Colombia, Cile, Messico, Paraguay, insieme a due delegati della Spagna. Con loro anche 14 religiose e 8 sacerdoti guanelliani.
«Obiettivo principale – spiega P. ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Superiore provinciale – è stato quello di approfondire la nostra identità e responsabilità nell’animazio- ne della proposta guanelliana per i giovani, analizzando le diverse realtà di partenza e il compito dell’animatore della pastorale giovanile, in rapporto an- che alle comunità religiose e parrocchiali in cui i giovani sono inseriti».
Molto apprezzate le relazioni di Fr. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ – una vivace ana- lisi socioculturale del popolo sudamericano, l’importanza del lavoro d’equipe e l’attualità del sogno sui giovani di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ – e del ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, docente presso l’università di ▇▇▇▇▇▇▇▇ del Cile e di suor ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ FSMP, in merito alle capacità e competenze richieste agli animatori della pa- storale giovanile. Ai giovani sono stati proposti laboratori operativi, finalizzati all’eleborazione di un documento conclusivo, che – spiega ▇. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇- nez, responsabile della pastorale giovanile guanelliana per la Provincia Nostra Signora di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ – «insieme alle conclusioni emerse nell’incontro di Ren- cha-Cile (2005) e Canela-Brasile (2008), costituirà la base del progetto per i giovani delle tre Province guanelliane, Santa ▇▇▇▇ (Brasile), ▇▇▇▇ del Sur (Argentina, Cile e Paraguay) e Nostra Signora di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (Colombia, Gua- temala, Messico e Spagna)».
Un clima gioioso e profondamente fraterno ha reso preziosi i diversi mo- menti: dai gruppi di lavoro, che hanno permesso ai giovani di condividere con- tenuti e modalità del loro servizio, dalla preghiera, ai pasti, all’Eucaristia, al lancio della prossima GMG in programma ad agosto a Madrid.
• Tapiales (Argentina): 10o incontro nazionale dei giovani guanelliani argentini
Si è svolto a Tapiales dal 22 al 24 ottobre il 10o incontro nazionale dei giovani guanellian argentinii. Oltre 200 i partecipanti provenienti tra l’al- tro da Santa Fe e Ciudad ▇▇▇▇▇▇, accompagnati da religiosi e religiose gua- nelliani. Ad accoglierli la comunità del Transito di San ▇▇▇▇▇▇▇▇ di Buenos Aires.
Tema dell’incontro, che si organizza ogni 2/3 anni, ed in questo caso ha coinciso con l’apertura dell’anno dedicato alla preparazione per la canonizza- zione del fondatore, “Santi con ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ per costruire speranza”. Ad or- ganizzarlo l’equipe di pastorale giovanile e vocazionale argentina, composta da
▇. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ e p. ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇. Durante l’incontro aperto da ▇. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ e definito negli obiettivi dal Superiore Pro- vinciale p. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, spazio all’esposizione delle tematiche scelte sul tema della santità, curate da p. ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇. Quindi tempo per i lavori di gruppo e per la presentazione delle attività realizzate da ogni realtà. A conclu- sione della prima giornata un momento di adorazione eucaristica. Domenica la presentazione del logo vincitore per l’anno di preparazione alla canonizza- zione e la celebrazione dell’Eucaristia con la partecipazione del Superiore pro- vinciale, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, numerosi amici e ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
d) FAMIGLIE GUANELLIANE
• Settimana di spiritualità familiare a Gualdera
“Il Credo, in famiglia”: è il tema della 18a edizione della “Settimana di spiritualità familiare”, svoltasi a Gualdera dal 15 al 22 agosto presso la “Casa Alpina S. ▇▇▇▇▇”.
12 i nuclei familiari con circa 25 figli da 0 a 18 anni, che vi hanno pre- so parte, per un totale di circa 60 partecipanti, provenienti da Roma, Padova, Milano, Como e Varese.
Insieme per un’esperienza di intensa preghiera, adorazione, meditazione e silenzio, proposta alternativa alle solite vacanze.
Il tema, ricco di spunti attuali e urgenti. «Meditazione giornaliera, lectio divina e poi preghiera e condivisione» spiega ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, respon- sabile della proposta «sono stati i momenti centrali della giornata, per una au- tentica ricarica interiore».
Tre i percorsi articolati in parallelo per bambini dai 0 ai 5 anni, ragazzi dai 6 ai 12 e giovani dai 13 ai 18, che con l’aiuto di animatori hanno condi- viso in modalità diverse la tematica base del campo.
Al centro della riflessione l’uomo, responsabile dinanzi a se stesso ed al mondo del proprio “essere-agire” e del proprio “credere-vivere”. «Mi sono ▇▇▇- ▇▇▇▇ interpellato nel profondo – sottolinea ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ di Padova, con la fa- miglia per l’8o anno all’incontro promosso dai guanelliani – e messo di “fron- te alle mie responsabilità, di credente”».
Forte il messaggio di responsabilità e consapevolezza rispetto alla qualità della propria testimonianza, per una fede vissuta in modo più consapevole, ta- le da poter essere credibilmente annunciata.
In questa prospettiva va vista l’analisi del “Credo”, come preghiera-nu- cleo centrale della fede, affiancata dall’analisi delle beatitudini di ▇▇▇▇▇, og- getto quotidiano di lectio-divina da parte di gruppi di sei persone.
«Momenti assolutamente preziosi, per un lavoro di riflessione e di pre- ghiera personale» aggiunge. Non solo “analisi esegetica” del Credo ma anche un collaudo personale da parte di ciascuno sullo stato di fatto della propria fe- de per comprendere le proprie lacune ed avviare un serio percorso di ricerca.
«Il fedele consapevole e responsabile non può esimersi dall’essere infor- mato a fondo – conclude ▇▇▇▇▇ – e non superficialmente, su questioni su cui troppo spesso i media stessi sono colpevolmente superficiali. L’andare a fondo delle questioni è ben altra cosa, che sicuramente costa fatica. Oggi più che mai urge una scelta di qualità, come ai tempi di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇. Oggi più che mai va- le il motto “Io so / Io voglio sapere”, per non restare alla superficie delle co- se e ostaggio di “comodi” lughi comuni».
• Famiglie e giovani guanelliani del Centro Sud a Napoli
Famiglie e giovani guanelliani del Centro Sud, insieme, domenica 28 no- vembre 2010 per il primo dei due incontri zonali previsti per questo anno, di approfondimento e riflessione, a continuare il cammino intrapreso questa esta- te nelle attività formative proposte dalla Congregazione.
L’appuntamento, già organizzato domenica 21 a Messina, per le famiglie di Calabria e Sicilia, è ora rivolto a quelle provenienti da Puglia, Campania e Lazio a Napoli, presso i locali dell’Istituto ▇▇▇▇▇▇▇▇▇.
Tema scelto per l’occasione l’infanzia e la fanciullezza di don ▇▇▇▇▇ nella famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇, «un’occasione – spiega ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, referen- te provinciale per le famiglie – che ha permesso di verificare ruoli e compiti dei genitori in questa delicata fase di accompagnamento dei figli, che proprio alla scuola della famiglia apprendono la bellezza e grandezza del dono della fede».
Il tema uguale anche per i giovani del movimento guanelliano, convocati per domenica, per i quali è previsto un momento iniziale insieme alle famiglie, per poi procedere in modo diversificato.
A presentare i contenuti formativi è ▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, direttore di attivi- tà della Casa San ▇▇▇▇▇▇▇▇ di Roma. Quindi i giovani proseguono il loro la- voro con gli animatori dell’M2G e i chierici, mentre le famiglie approfondisco- no le tracce proposte con l’aiuto di ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ e ▇▇▇ ▇▇▇▇.
Circa 160 le persone presenti, 50 le famiglie. «La maggior parte ha già frequentato le nostre attività estive, respirando la spiritualità guanel- liana spesso negli stessi luoghi natali del fondatore» aggiunge. In particolare questa estate sono stati due i campi organizzati a Fraciscio per la pastorale fa- miliare: ad uno hanno preso parte circa 50 persone provenienti in gran parte da Roma, all’altro il gruppo famiglie di Messina, guidato dal parroco don Aldo Mosca.
«Ho notato – sottolinea don ▇▇▇▇ – una crescita decisa in termini di spi- ritualità, in particolare espressa nella loro richiesta di avere uno spazio più am- pio per la preghiera e l’adorazione. Un segno di crescita da parte di coppie che ci seguono da circa 6 anni in questa esperienza.
Le famiglie proseguiranno poi il cammino nelle realtà guanelliane a loro vicine. In particolare a Roma sono previsti due momenti di preghiera mensili: uno promosso dai sacerdoti della Parrocchia San ▇▇▇▇▇▇▇▇ al Trionfale ogni terzo venerdì del mese e l’altro organizzato presso il Seminario teologico in- ternazionale ogni secondo venerdì.
«Si tratta in questo caso – sottolinea don Nico – di un itineario sui sa- cramenti, via di santità, che ci porterà a vivere insieme la gioia della canoniz- zazione del fondatore, in programma il prossimo anno».
Tra le iniziative promosse dall’Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ a favore della famiglia, da segnalare anche un cammino di formazione ideato e proposto da don Wla- ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, per la Provincia Sacruo Cuore, fino a questo anno ad un grup- po di famiglie che ruota attorno alla casa guanelliana di Barza d’▇▇▇▇▇ (VA) e il Punto famiglia di Como, iniziativa del Centro di pastorale giovanile dell’Opera ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ (▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇): 4 incontri all’anno (per il 2010/2011 il 12 dicembre, 13 febbraio, 10 aprile, 29 maggio) rivolti a genitori e figli per fare il punto sul percorso formativo e l’irrinunciabile missione educativa, con approfondimenti diversificati e momenti di condivisione e preghiera.
L’incontro di domenica a Napoli si è concluso alle 15 con la celebrazio- ne eucaristica presieduta da ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇. È stato anche lanciato il secondo incontro formativo per le realtà del Centro-Sud, già in programma in quaresima, il 27 marzo 2011 a Ferentino (FR). Tema “il tempo della prova in ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇”, per condividere la durezza e il significato delle tante prove che la vita riserva ad ognuno: ferite, sofferenze, insuccessi, da imparare a leggere con gli occhi della fede e della Provvidenza.
e) A.S.C.I.
• A.S.C.I. ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ Onlus: nuovo Consiglio
L’Associazione, nell’Assemblea annuale tenutasi a Nuova Olonio il 18 aprile 2010 ha eletto il nuovo Consiglio ASCI: ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇- ▇▇ ▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇.
Il Consiglio, riunitosi il 15 maggio a Como, ha quindi assegnato al suo interno le cariche previste dallo Statuto: ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇, Presidente; ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, Vicepresidente; ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, Tesoriere; Rella Sara, Segretaria.
Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da Nava don Mario (Presi- dente), Del Curto Guido e Livraghi Alberto.
Formatori: don Adriano Folonaro, SdC, assistente ecclesiastico del- l’A.S.C.I.; suor Franca Vendramin, FSMP, collaboratrice per la formazione ca- rismatica/spirituale.
Un ringraziamento per la disponibilità e un augurio di buon lavoro al nuo- vo Consiglio e ai Revisori.
Un grazie ai Consiglieri uscenti per il lavoro svolto.
Il saluto del Superiore generale SdC padre Alfonso Crippa
Carissimi partecipanti all’Assemblea ASCI-Don Guanella,
innanzitutto il mio personale ringraziamento e quello di tutta la nostra Congregazione per il vostro impegno nel sostenere i progetti missionari e di volontariato che ci rendono possibile estendere la “tenda della carità” nel mon- do intero.
Giorni fa ritornavo da Kinshasa contento nel vedere i progressi che si stanno realizzando nelle nostre Missioni, con il riconoscimento anche delle autorità locali, della nostra Ambasciata e di altre Organizzazioni interna- zionali e particolarmente con la soddisfazione nel vedere che i contributi che arrivano dall’Italia sono destinati completamente alle persone che stiamo aiutando a uscire dalla povertà e dalle difficoltà. Questo ci fa ben sperare che quanto voi fate possa produrre un effetto moltiplicatore anche nelle realtà in cui stiamo operando, per assicurare continuità ai progetti che abbiamo intrapreso.
Posso dire infatti che le nostre opere di solidarietà che abbiamo iniziato da una quindicina d’anni in Africa si stanno consolidando. Ed è l’augurio che faccio anche all’Associazione, perché si consolidi sempre più e apra con co- raggio i suoi orizzonti al mondo intero. Questo è stato il metodo del nostro
Fondatore, il quale è partito con pochi mezzi materiali a disposizione, ma poi ha saputo farsi riconoscere per la sua grandezza di ideali e ha trovato l’adesio- ne di tante persone di buona volontà che hanno permesso alla Congregazione di realizzare progetti molto più impegnativi.
Credo che anche per voi sia giunto il momento di uno slancio coraggio- so anche nella vostra Organizzazione, fiduciosi che la Provvidenza saprà col- laborare e potenziare i vostri sforzi. Oggi non mi sembra utopistico pensare al- la possibilità che l’Asci-Don Guanella possa diventare un soggetto che sappia dialogare con Entità pubbliche e private affini, in modo da incidere non sola- mente nell’ambito guanelliano ma anche nel campo della cultura solidaristica della società civile. Ce ne dà prova anche l’entusiasmo con cui stanno lavoran- do altre nostre aggregazioni, come per esempio in Spagna e in Germania, che certamente voi conoscete.
Il segreto dell’espansione e consolidamento dell’Associazione sta nel sa- per coinvolgere altre persone che stimolino l’impegno dell’Associazione a ren- dersi sempre più efficace nel proporre e far conoscere le proprie finalità.
La stretta vicinanza che sempre avete dimostrato con l’Opera Don Gua- nella dia a tutti voi la garanzia di essere sostenuti dallo stesso spirito con cui il Fondatore non si fermava mai davanti alle difficoltà, pur di fare un “po’ di bene” alle persone più bisognose.
Un grazie per la vostra presenza oggi a Nuova Olonio, un grazie ai mem- bri della Direzione dell’Associazione per tutto lo slancio e impegno personale svolto finora e una benedizione da parte dello stesso don Guanella che presto desideriamo santo, attorniato da una grande Famiglia che ne segue con entu- siasmo lo spirito e le orme.
f) DALLA PROCURA DELLE MISSIONI IN GERMANIA
Benvenuto in Germania, don Guanella!
La procura missionaria guanelliana in Germania è già al terzo anno di presenza e di lavoro.
In questo periodo abbiamo moltiplicato i nostri contatti con tutte le agen- zie cattoliche di soldarietà ottenendo risultati insperati. Non solo, ma abbiamo fatto conoscere la nostra Opera sia presso le autorità locali ma anche quelle fe- derali.
Durante il nostro cammino abbiamo trovato persone stupende che ci han- no aiutato a trovare la strada da percorrere e la persona giusta da contattare.
I seguenti obiettivi sono stati raggiunti:
• Aiuti per strutture per bambini disabili nelle Filippine ottenendo da Missio Monaco una bella somma che ha permesso di iniziare la costru- zione della nuova casa a QUEZON.
• Aiuti rilevanti per la casa di Legazpi da parte della Stern Singer di Ac- quisgrana.
• Intervento ancora della Stern Singer per un minibus alla casa Domeni- co Frantellizzi di Messico Città accompagnati da una donazione inte- ressante per fisioterapia, alimentazione dei nostri beniamini di questa casa. I fondi dovrebbero essere erogati ai primi di aprile 2011.
• Collaborazione con i Cavalieri di San Lazzaro per la realizzazione del Progetto Asci Como di una scuola professionale di falegna- meria/ panificio in Congo. Gli stessi ci hanno donato una cospicua somma e promesso altri interventi nei prossimi due anni per incre- mentare una sinergia di forze in Congo e più in là anche in Ghana e Nigeria.
Con questa organizzazione abbiamo anche perorato la causa della Casa
S. Giuseppe a Iasi-Romania. Una nostra consorella guanelliana ne aveva chie- sto l’intervento ed ai primi di aprile partirà un camion carico di tanti oggetti e strumenti medici per il ricovero di anziani.
* Assieme al nostro omologo Juan Bautista Aguado stiamo cercando aiu- ti per le nostre strutture in Guatemala. Padre Carlos Blanchoud dalla Colom- bia ci ha chiesto supporto ed aiuti per il seminario teologico di Bogotá e fami- glie bisognose della loro zona. Abbiamo interessato le agenzie di solidarietà Adveniat e Miseor.
* In occasione del terremoto in Chile il nostro Vicario don Brugnoni ci aveva pregato di chiedere aiuti all’organizzazione tedesca preposta, per l’Ame- rica Latina, l’Adveniat. Purtroppo la nostra segnalazione ai confratelli cileni di presentare il loro fabbisogno all’Arcivescovato di Santiago non ha avuto segui- to. Però per noi la partita è ancora aperta.
* Il nostro braccio si è anche teso a delle richieste dalla Tanzania dove un neo sacerdote opera in un centro di disabili nella zona dei grandi laghi. Se- condo il viaggio esplorarativo di don Paolo Oggioni lo stesso sta riflettendo su una sua adesione alla nostra Congregazione di modo che se anche questa ini- ziativa va in porto don Guanella potrà spaziare dal Kilimangiaro in tutta l’Afri- ca australe.
* La nostra procura ha tessuto una fitta tela di rapporti con ex Allievi di Naro in Francia ed in Inghilterra come pure a Caracas e nella Svizzera Tede- sca. La riposta è incoraggiante.
* Altra iniziativa a lungo respiro è l’apertura di una parrocchia guanellia- na a Pforzheim dove risiedono quasi 2.500 Naresi ed una colonia italiana di 7000 fedeli.
Il nostro vescovo ausiliare Mons. Rainer Klug ha chiesto a tal proposito un’incontro con il nostro Superiore generale don Alfonso Crippa il 2 maggio 2011 onde vagliare la concreta possibilità di rilevare l’esistente Cura animarum di Pforzheim nel 2012-2013. È previsto l’invio di un drappello di guanelliani/guanellliane per Pforzheim ed Heidelberg. Anche in questo senso è stata coinvolta la Madre Superiora delle nostre suore, suor Serena Ciserani.
* In fine adesso ci preparariamo per la canonizzazione del nostro don Guanella. Alla data fatidica verremo con un gruppo di circa 50 persone, agi- tando a Papa Ratzinger la bandiera della Sua Germania, a segno che anche qui don Guanella è arrivato alla grande. Anzi nel mese di febbraio scorso assieme ai Cavalieri di San Lazzaro abbiamo presentato i progetti di solidarietà guanel- liana al parlamento federale coinvolgendo il ministero di aiuti ai paesi africani dove siamo presenti. Per tutti questi doni imploriamo ancora l’aiuto della Di- vina Provvidenza e l’intercessione del nostro presto Santo don Guanella.
Gero Lombardo
Procuratore Guanelliani SdC in Germania
5. Centro Studi Guanelliani
Al Rev.do don UMBERTO BRUGNONI Curia Generalizia
Servi della Carità ROMA
Oggetto: Nomina a Direttore del Centro Studi Guanelliani di Roma
La Superiora generale e il Superiore generale, nel rispetto del Regolamen- to del Centro Studi Guanelliani, dovendo provvedere alla sostituzione di suor Michela Carrozzino, che ha concluso il suo triennio di direttrice, uditi i rispet- tivi Consigli,
ti nominano
Direttore del Centro per il triennio 2011-14.
Nel ringraziare suor Michela per il suo qualificato e competente servizio, che ha dato ulteriore vitalità a questo importante Centro Studi, augurano a te un buon lavoro in un momento così importante in vista della canonizzazione del Fondatore.
Non ti mancherà la nostra vicinanza e il nostro ricordo al Signore.
Suor Serena Ciserani P. Alfonso Crippa
Superiora generale Superiore generale
Roma, 4 febbraio 2011
• Pubblicazioni per la Canonizzazione del Fondatore
Programmazione
1. “Don Luigi Guanella. Il prete montanaro padre dei poveri. Ritratto di un santo”. Lavoro della prima Commissione del Comitato centrale. Sarà tradotto in tutte le lingue per favorire la conoscenza e l’approfon- dimento della vita e della spiritualità del Fondatore. È testo di forma- zione permanente per i confratelli dell’America Latina (a spese del Comitato centrale).
2. Biografia sul Fondatore di Carrozzino-Siccardi: “Accordò la terra con il cielo. Luigi Guanella santo” (a spese del Centro Studi).
3. Ristampa in italiano: Le vie della Provvidenza. Memorie autobiografi- che del Fondatore. Versione rivista: con note, presentazione del Prof. Andrea Riccardi, Fondatore Comunità di Sant’Egidio, sovracopertina e foto. (5.000 copie) (a spese del Consiglio SdC).
4. Tascabile Luigi Guanella. Prete samaritano” di Juan Bautista Aguado, Ed. Nuove Frontiere. Abbiamo già l’originale in lingua spagnola e in italiano. Sta per essere ultimata la traduzione in inglese da don Rinal- di. L’autore ha aggiunto un capitolo sulla canonizzazione. Don Folo- naro e la signora Fasana stanno rivedendo tutto il testo italiano, inse- riranno foto nuove. Programmata la stampa di 6.000 copie in italiano e 20.000 in lingua spagnola.
5. Biblioteca guanelliana digitale con la ditta Eulogos. Entrerebbero in una pennetta USB: intratext, LDP, Epistolario (aggiornandolo con le lettere ritrovate in questi ultimi anni) (a spese del Centro Studi).
6. Assemblee
• Divine Providence Province
Filippine: assemblea dei confratelli
Nei giorni 23-25 marzo 2010 si è svolta in Tagaytai l’Assemblea annua- le dei confratelli che vivono e operano nelle Filippine.
Gli otto sacerdoti e due chierici tirocinanti, con la sola eccezione di fr. Robert impegnato per motivi di studio, hanno lasciato per tre giorni la casa e il luogo del loro quotidiano ministero in Quezon City e Legazpi per darsi ap- puntamento nella quiete della Galiliee Retreat House per un momento di pau- sa, di riflessione e di ricarica, condividendo momenti di intensa fraternità di preghiera e di serena e coraggiosa verifica sul loro modo di vivere la vocazio- ne e missione guanelliana in queste isole del Pacifico dove la Provvidenza ci ha condotti 21 anni fa.
A dare respiro più ampio al loro annuale incontro ha contribuito anche la presenza del Superiore provinciale, p. Luigi De Giambattista, che ha portato tra i confratelli in missione nelle Filippine, l’incoraggiamento e la fraterna solida- rietà dei fratelli delle altre nazioni della Divine Providence Province.
La prima giornata è stata dedicata totalmente all’ascolto della Parola, al- l’Adorazione e all’incontro con il Signore presente nel sacramento della Ricon- ciliazione e del Banchetto eucaristico.
L’esperienza del radunarsi in preghiera intorno all’unico Maestro ha ricor- dato ai confratelli il dono della divina convocazione che li abilita a costruire comunione fraterna e li invia ogni giorno nel campo fecondo della missione tra i poveri.
Il secondo giorno, guidati dal Consigliere provinciale p. Battista Omodei, i confratelli hanno dato uno sguardo sereno e aperto sulle situazioni che fan- no parte del loro vissuto quotidiano, individuando luci, ombre e nuovi inviti del Signore a rispondere con creativa fedeltà alle sue continue chiamate co- me missionari guanelliani nella Chiesa locale, al servizio dei beniamini del Vangelo.
Si è parlato a lungo della necessità di proporre con la testimonianza di vi- ta personale e comunitaria la bellezza della nostra vocazione ai giovani che si affacciano alla nostra vita e missione.
Si è lodato il Signore per i frutti incoraggianti della promozione vocazio- nale e dell’impegno di accompagnare chi è già sulla strada del discernimento e della prima formazione. La Ratio formationis è stata indicata con chiarezza come strumento e guida per gli itinerari formativi che anche nelle Filippine de- vono proporre obiettivi e metodi a chi aspira alla vita religiosa guanelliana.
I confratelli hanno d’altra parte preso coscienza che il loro numero è an- cora limitato (Piccolo Gregge) e che gli appelli dei bisognosi aspettano nuove coraggiose risposte.
L’attenzione si è spostata sulle concrete esigenze delle due esistenti co- munità e del desiderio ribadito di spiccare il volo verso una terza base di te- stimonianza della Carità appena suona l’ora della Provvidenza.
L’esperienza dei limiti e delle difficoltà, si sono detti i confratelli, invece di essere un ostacolo devono divenire stimoli e rampe di lanci verso una con- tinua conversione della vita a Gesù Cristo e verso scelte di servizio sempre più sobrie e generose.
L’internazionalità delle due comunità filippine chiede a tutti una continua disponibilità al dialogo e alla ricerca dell’unità carismatica nella diversità cultu- rale. Il Padre provinciale ha portato in assemblea la presenza e la comunione dei confratelli di tutta la Provincia, dando aggiornate informazioni sulle comunità e i progetti in atto nei centri di missione. Particolare attenzione hanno ricevuto le notizie fresche provenienti dal Vietnam che p. Luigi aveva da poco visitato. Il culmine della intensa giornata si è raggiunto intorno alla mensa del- l’Eucarestia dove i confratelli hanno rinnovato il loro “Sì”, nel giorno anniver- sario della professione religiosa del Fondatore e dei suoi primi discepoli. Gli atti del Primo Capitolo Provinciale consegnati ai confratelli sono una bussola sicura per guardare in avanti con fede nella Provvidenza e con rinnovato sen-
so di responsabilità e dedizione.
Il terzo giorno, Solennità dell’Annunciazione, è stato inaugurato dalla concelebrazione presieduta dal novello p. Selvaraj e resa più significativa dal- la presenza di fr. Nevis che celebrava il suo Anniversario di professione reli- giosa. Gli undici apostoli guanelliani hanno ritemprato energie fisiche e spiri- tuali a contatto con la meravigliosa spettacolare natura del lago e del vulcano Taal. L’esperienza della traversata in barca e dell’ascesa sul dorso di coraggio- si cavalli fino all’orlo della montagna infuocata ha coronato l’esperienza del- l’Assemblea, lasciando in tutti il desiderio di “puntare in alto” verso le vette della santità addidataci da don Guanella. Prima di rientrare alle loro basi i con- fratelli si sono dati appuntamento per simili incontri da programmare più di frequente e con simile vivacità.
P. Luigi De Giambattista
• Provincia Cruz del Sur: assemblea provinciale
Si è tenuta nei giorni 8-12 marzo 2010 a Lujan. Presenti quasi tutti i con- fratelli delle 3 Nazioni. Si riferisce in merito nell’Estratto del Verbale n. 63 del Consiglio generale.
Qui vengono fatte conoscere le conclusioni:
Governo
Ogni comunità si impegnerà a realizzare in tempo e in forma programma- ta gli incontri locali con una vera e profonda analisi dei settori di ogni comu- nità riguardanti la propria attività.
Si dovranno stendere i verbali dove devono comparire in forma esplicita gli accordi comunitari e le decisioni adottate, esprimendo chiaramen- te il parere di tutti i membri della comunità, e dando ragione degli stessi. I verbali devono essere inviati al Delegato nazionale ogni volta che si tiene l’in- contro.
Economia e Gestione
Tutte le comunità si devono preparare all’utilizzo del nuovo software di contabilità, cominciando a dare maggiore ordine ai documenti contabili e prov- vedendo all’analisi amministrativa per settore.
Ogni comunità dovrà cercare quei laici competenti, esperti in materia am- ministrativa che potranno aiutare nell’attuazione del nuovo programma di con- tabilità.
Ogni comunità includerà nell’ordine del giorno delle riunioni locali un punto riguardante l’economia, per poter seguire e conoscere lo stato finanzia- rio della comunità.
Alla fine di aprile si dovrà inviare al Delegato nazionale, per essere invia- to all’Economato provinciale, il preventivo di ogni comunità con i suoi diver- si settori, incluse le parrocchie. Ogni Delegato di Nazione prenderà in consi- derazione la situazione in riferimento all’assicurazione, affinché ciascuno goda di questo beneficio.
Inoltre, il Delegato studi la possibilità che i confratelli possano ottenere i loro contributi pensionistici.
Laicato Guanelliano
Ogni comunità avrà il suo referente religioso per il MLG e i Cooperatori Guanelliani.
Nella programmazione di ogni comunità si esprimerà chiaramente l’itine- rario previsto per il sostegno e formazione dei laici per l’anno in corso.
I confratelli collaboreranno nella traduzione delle schede formative, invia- te dal Responsabile di Congregazione (P. Umberto Brugnoni).
Si invierà a tutte le comunità il piano di formazione elaborato per il MLG nel materiale di formazione provinciale che si sta preparando insieme al docu- mento “Fare della Carità il cuore del mondo”.
Consiglio di Casa
Si deve porre alla riflessione la lettera della VI Consulta e, se non si leg- ge in comunità, venga letta almeno individualmente. Oltre alle copie dei ver- bali delle comunità che si devono mandare al Delegato della Nazione, si curi la stesura del Crónicon e del registro delle Messe. In quest’anno si seguirà il piano pastorale dell’anno scorso (ravviva il fuoco della missione) che si dovrà immettere nel POL.
Pastorale Giovanile
Si raccomanda al Consiglio provinciale di promuovere il progetto di ani- mazione della Pastorale giovanile, riunendo gli incaricati di ogni nazione.
La vita nello Spirito
Siamo tutti d’accordo su una riunione di formazione permanente per l’an- no prossimo dal 21 al 25 marzo (comincia con il pranzo e termina con il pran- zo), questo incontro è obbligatorio e si terrà in Argentina.
• Provincia Santa Cruz: la XIII assemblea dei confratelli brasiliani
Si è aperta lunedì 8 novembre 2010 a Canela, presso Casa São José, la XIII assemblea dei confratelli brasiliani: «un momento importante di verifica del la- voro svolto – spiega il Superiore provinciale Pe. Ciro Attanasio – e di nuova pro- grammazione in particolare in riferimento alla Ratio Formationis e alla pastora- le giovanile e vocazionale, alla luce anche della prossima canonizzazione del fondatore». Tema scelto per l’appuntamento «con gli occhi fissi in Gesù e nel carisma della Carità verso la canonizzazione del beato Luigi Guanella».
La settimana di lavoro si è aperta con l’accoglienza dei confratelli prove- nienti da Porto Alegre e Canela e la concelebrazione presieduta dal Superiore provinciale. Martedì e mercoledì spazio ai lavori, con la lettura del messaggio di P. Carlos Blanchoud, in rappresentanza del Consiglio generale e approfon- dimento della Ratio formationis con riflessioni a cura di Pe. Mauro Vogt e
P. Gustavo De Bonis, a cui seguiranno i lavori di gruppo.
Giovedì e venerdì viene affrontato il tema della pastorale giovanile e vo- cazionale contestualizzata alla luce delle problematiche emergenti nel tempo postmoderno. Concludono i lavori alcune comunicazioni e orientamenti in am- bito economico finanziario a cura del dr. Ricardo Selbach, la presentazione del direttorio pastorale della Provincia a cura di Pe. Ciro Attanasio e del sito in- ternet dei guanelliani in Brasile, a cura di Ir. Arilson Bordignon, responsabile del Centro comunicazioni.
7. Nuove aperture
• Spagna: Santiago di Compostela
La Posada del Buen Samaritano - Ospitalità pastorale per i pellegrini sul Cammino di Santiago di Compostela
Proposta e accoglienza vocazionale
Abbiamo sempre parlato in questi 8 mesi con l’Arcivescovo che mai ci ha mandati ad altri, ma ha sempre curato lui personalmente il dialogo con noi. Amabilissimo. Disponibile.
Proposta d’oro: la Città di Arca, a 20 km da Santiago, ultima tappa dei pellegrini che sostano lì il giorno prima di arrivare a Santiago. Ideale per l’Ospedale vicino; ideale per la vicinanza all’aeroporto. E poi: casa già abita- bile; un’unica realtà pastorale da accudire tutta concentrata in 1000 abitanti ad Arca, 250 a O’ Pino e 400 a Bama. Situazione economica di autonomia.
La Città ha 2.000 posti letto per cui ogni sera lì stazionano 2000 pellegri- ni (per la nostra animazione serale: adorazione, confessioni...). Vescovo dispo- nibile ad aiutarci nella eventuale ristrutturazione della Casa (alcune cose si do- vranno fare...).
Il posto ci è sembrato ideale per il nostro progetto:
– offrire presenza e sacramenti ai Pellegrini invitando chiaramente, quel- li che di loro hanno pensato alla possibilità di una esperienza di servi- zio per i poveri, a “tornare” da noi;
– annunciare il carisma della carità, dono particolare dello Spirito Santo alla nostra Congregazione, ma per tutta la Chiesa e il mondo;
– accogliere eventuali giovani disponibili al discernimento e indirizzarli alle nazioni da cui provengono.
Le tre parrocchie
1. La principale è la Parrocchia di Arca che si trova nel comune di O’ Pi- no, provincia di Coruna. È dedicata a Santa Eulalia (Festa il 10 dicembre). Ha di fronte a sé la Casa parrocchiale, il giardino enorme con due o tre cascinali diroccati e riadattabili, un orto molto spazioso con uva e vari alberi da frutto. La Casa è su due piani di circa 250 metri quadrati per piano, già vivibile e ar- redata; al piano inferiore i servizi comuni, al piano superiore le nostre abita- zioni. Vi è anche una bella mansarda spaziosa. Nel giardino vi è il vecchio horreo (fienile). Gli abitanti sono circa 1.000 e la Chiesa è sul Camino de San- tiago (possediamo anche una Cappella dedicata a Santa Irene sul Camino due chilometri prima). Questa Parrocchia sarebbe la nostra BASE operativa.
2. Sempre nel comune di O’ Pino – a due chilometri da Arcala – Parroc- chia di O’ Pino, dedicata a San Vincenzo (22 gennaio). Circa 250 abitanti; Chiesa in ottimo stato; Casa parrocchiale esistente, ma disastrata (il Comune è in trattative con la Diocesi e la Parrocchia per aggiustarla ad ostello per la Gioventù a sue spese e la Parrocchia potrebbe goderne per alcune settimane al- l’anno, mantenedone la proprietà).
3. Nel vicino comune di Touro c’è la terza Parrocchia, di Bama, a un chilometro da Arca, dedicata anche questa a San Vincenzo. La Chiesa è in ot- timo stato; la Casa parrocchiale è bellissima, anche se bisognosa di una qual- che ristrutturazione; molto più grande e più bella anche della nostra di Arca. Se non ho capito male in questa terza parrocchia c’è anche un piccolo Santua- rio dedicato a San Isidro (culto solo locale). Gli abitanti sono 400.
Al presente sono due i confratelli incaricati della nuova missione: P. Fa- bio Pallotta e P. Ezio Canzi.
• Bogotá (Colombia): il nuovo seminario teologico latinoamericano dei guanelliani
È stato inaugurato domenica 19 dicembre, nella ricorrenza della nascita del fondatore, a Bogotá (Colombia) il nuovo seminario teologico latinoameri- cano dei guanelliani. A presiedere la celebrazione eucaristica alle 9.30 l’Arci- vescovo di Bogotá, Mons. Ruben Salazar Gomez, che ha anche benedetto tut- ti i locali del nuovo stabile.
Il complesso, dedicato a Don Luigi Guanella di cui è attesa nel 2011 la cano- nizzazione, accoglierà nel primo anno (2011) due confratelli del Paraguay e due dell’Argentina, che saranno a Bogotá per studiare teologia in una delle Università colombiane: Luis Rivera, 28 anni, di Orán (Argentina). Gerardo Sebastián Aguile- ra, 27 anni, di Río Seco, Tucumán (Argentina). Carlos César Cáceres, 28 anni, di Caaguazú (Paraguay). Pedro Sosa Giménez, 28 anni, di Caazapá (Paraguay).
«In questi giovani chiamati dalla Provvidenza – spiega p. Carlos Blan- choud, consigliere generale e primo rettore – si manifesta allo stesso tempo en- tusiasmo ed insicurezza per un cammino tutto da scoprire, nella certezza che, come ricordava don Luigi, è Dio che fa».
«La casa – aggiunge p. José de Jesus Farina, vice rettore – sarà la sede del teologato per le tre Province latinoamericane (Cruz del Sur, Nostra Signo- ra di Guadalupe, Santa Cruz). Può ospitare al momento fino a 10 persone, poi bisognerà pensare ad un ampliamento dello stabile, già possibile nel confinan- te terreno acquisito».
Un progetto desiderato a lungo dalla Congregazione, che prende forma, andando incontro al desiderio di formazione che da più parti in Sud America andava emergendo.
I guanelliani in Sud America sono presenti in Colombia, Brasile, Argen- tina, Cile, Messico, Paraguay e Guatemala, organizzati in tre Province, di cui fa parte anche la Spagna. Circa 120 i religiosi su un totale di 530.
• Quezon City (Filippine): la Guanella Home for special children
Una casa semplice pensata per accogliere in un ambiente di famiglia una ventina di ragazzi con disabilità mentale e fisica: è la Guanella Home for Spe- cial Children, inaugurata il 12 dicembre scorso nella zona di Tandanga Sora, Quezon City.
«È la realizzazione di un sogno – scrive in una nota P. Luigi De Giambat- tista, Superiore di Delegazione – e di un progetto che la comunità ha coltivato da lungo tempo, ma che solo ora la Provvidenza ha trasformato in realtà».
Fin dal 1996 un piccolo gruppo di ragazzi “speciali” hanno trovato acco- glienza e cura in alcuni locali adiacenti alla cappella e inseriti nella casa di for- mazione. «La nuova casa può rispondere più adeguatamente e con nuovi spa- zi e servizi ai loro bisogni aprendo le porte, nei prossimi mesi ad altri tesori della provvidenza – aggiunge – che come loro non hanno nessuno e hanno ur- gente bisogno di una casa, una famiglia e di attenzione per camminare con se- renità e dignità lungo la strada della vita, portando la croce della disabilità con l’aiuto dei nuovi samaritani che qui come altrove rispondono alla chiamata del Signore e trovano gioia nel seguire le orme di don Guanella».
La nuova struttura è situata all’interno della stessa area di circa due etta- ri dove dal 1993 sorgono la Casa Madre dei guanelliani nelle Filippine, il Cen- tro di Formazione e il Guanella Center, il tutto pensato come Tenda aperta del- la Carità dove i tanti poveri del vicinato trovano attenzione, ascolto, servizi quotidiani di assistenza educativa, cura medica, riabilitazione, sostegno nutriti- vo, assistenza sociale, formazione ai valori cristiani, coinvolgimento nella rete di solidarietà ed in una serie di attività di promozione umana integrale, tesa a ridare speranza a chi è nel bisogno, riscoprendo e valorizzando le capacità e le risorse di ognuno.
Una costruzione luminosa e funzionale, ad un piano totalmente accessibi- le, composta da un ampia area per l’accoglienza, ufficio per il coordinatore, in- fermeria e spazio per riabilitazione fisica, cucina, refettorio, salone multiuso per attività ludiche, sociali e religiose, due dormitori con adeguato numero di bagni e servizi igienici, una camera per il coordinatore e una camera per la staff notturna, lavanderia, ampio locale per attività lavorative e terapia occupa- zionale. I ragazzi sono divisi in due gruppi: dodici hanno tra i 5 e i 15 anni, mentre 8 sono più grandi.
La gestione e animazione della casa è affidata a un team educativo dove la presenza dei religiosi guanelliani fa da perno inspiratore e promotore dei va-
lori del carisma di Don Luigi. Insieme ai religiosi collaborano due educatori, l’assistente sociale, il personale di cucina e lavanderia e un gruppo di volonta- ri. «I residenti della casa inoltre – aggiunge P. Luigi – riceveranno regolare aiuto da un gruppo di studenti della vicina Scuola di Infermieri che, in due tur- ni, collaboreranno nelle attività della casa, offrendo e praticando le loro com- petenze e capacità».
Il progetto si è gradualmente sviluppato con la visibile collaborazione del- la Divina Provvidenza che si è manifestata tramite un crescente numero di be- nefattori sia locali che internazionali. Le fondamenta sono state gettate con l’aiuto di benefattori di Monaco, in Germania, dove da un anno è operativa una Procura missionaria guanelliana. La Provincia Religiosa ha collaborato in- serendo proprie risorse. Un buon numero di collaboratori locali hanno contri- buito durante la costruzione a donare materiale e provvedere a macchinari che hanno sostanzialmente ridotto i costi. «Come sorpresa finale – sottolinea
P. Luigi – una grande ditta Filippina ha offerto gratuitamente di costruire stra- da di accesso, canalizzazione dell’acqua e muro di cinta della nuova casa, mentre altri benefattori, venuti a conoscenza del progetto, hanno offerto mobi- li, accessori, elettrodomestici, letti, lenzuola, vestiario. Un membro della nostra staff ha sorpreso tutti preparando in sordina un bellissimo ritratto di don Gua- nella dipinto da lui a mano e che ritrae il Fondatore attorniato da un gruppo di bambini speciali filippini che da tempo vivono realmente e ricevono cura nel nostro Guanella Center».
L’inaugurazione, avvenuta nel 17o Anniversario dell’apertura della prima casa guanelliana, è stata presieduta dal Vescovo ausiliare di Antipolo, mons. Francisco de Leon, che nel febbraio 1989 aveva accolto i guanelliani nel semi- nario di San Carlos, Manila, durante la loro prima visita esplorativa.
Alla celebrazione eucaristica, officiata nel Centro, è seguita una proces- sione festosa verso la vicina nuova residenza dove il Vescovo ha benedetto i locali, dando il via ufficiale alle attività. A seguire un’agape fraterna con nu- merosi ragazzi speciali, staff, religiose, benefattori e amici della missione gua- nelliana.
A conclusione Fr. Charlton, Superiore della Casa, ha presentato a tutti i presenti i benefattori, in segno di gratitudine e di stima. Il Superiore provincia- le ha espresso quindi a nome di tutti i Servi della Carità e della famiglia gua- nelliana, la gioia di vedere un nuovo ramo fiorire sul tronco della carità pian- tato dal Signore nelle Filippine nel 1989, all’arrivo dei primi guanelliani nelle Isole e nel 1993, anno che segna l’inizio della loro missione caritativa con l’apertura della prima struttura di servizi e di formazione. «Rinnovare l’impe- gno della comunità a continuare a camminare, in comunione con la Chiesa lo- cale, coi poveri e con gli ultimi», l’auspicio espresso da P. Luigi, «celebrando quotidianamente la sacralità della vita e allargando il cerchio di solidarietà in- torno a chi fa fatica a camminare da solo».
• A Kinshasa (R.D. Congo): Nuovo progetto a favore delle ragazze di strada
Kinshasa: ha preso il via da qualche mese un nuovo progetto di Carità, scaturito dall’incontro e dall’approfondimento delle cause che portano miglia- ia di ragazze, spesso giovanissime, sulla strada.
«Durerà tre anni e si svillupperà nel distretto di Tshangu, provincia di Kinshasa, precisamente nella zona situata in direzione dell’aereoporto» spiega fr. Mauro Cecchinato, direttore delle attività di città e dell’Equipe mobile del- l’Opera Don Guanella. «Prevederà l’intervento su 1000 ragazze che vivono in strada, di età compresa tra i 6 e i 18 anni, con relativa presa in carico di ra- gazze madri e loro bambini, ovvero una risposta ai bisogni primari, salute, al- fabetizzazione e scolarizzazione».
Un centinaio i reinserimenti nei nuclei familiari di origine, previsti nei tre anni, con in parallelo una forte sensibilizzazione delle autorità locali e delle forze militari, nonché della popolazione. «L’obiettivo è quello di creare una sensibilità e donare risposte concrete ad un fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio» sottolinea fr. Mauro.
A gestire completamente il progetto, soprattutto il suo indirizzo educativo sarà l’Opera Don Guanella. Comic Relife donerà i fondi necessari e War Child lavorerà in parternariato con Oseper - Don Guanella (l’Equipe mobile), in par- ticolare per la sensibilizzazione.
Noi guanelliani siamo presenti nella R.D.del Congo dal 1980. Tra i prin- cipali centri avviati una comunità formativa, tre comunità educative residen- ziali per 20 bambini di strada dai 6 ai 12 anni, 25 adolescenti tra i 13 e i 18 anni, 15 ragazze tra i 6 e i 18 anni. Obiettivo offrire ai ragazzi ospitalità stabile, vitto, percorsi educativi, attenzione alla dimensione spirituale, cure mediche per un percorso di crescita e reinserimento nel proprio nucleo fami- liare, parentale o nella società, attraverso progetti di autonomia; un centro di accoglienza diurno “le point d’eau” che accoglie circa 180 ragazzi di stra- da durante il giorno, offrendo ascolto, pasti, vestiti, cure mediche, igiene personale, possibilità di lavare i propri vestiti e seguire corsi di alfabetizzazio- ne. Durante la notte il centro si trasforma in dormitorio per oltre 100 bambini e ragazzi; servizi sanitari grazie ad una equipe mobile, un servizio notturno itinerante nei quartieri di Kinshasa, per la prevenzione e la cura sanitaria, in particolare attraverso ascolto e primo soccorso a feriti, violentati e ragazze madri con i loro bimbi; un dispensario per attività medico infermieristica ai ragazzi di strada e alle persone povere del quartiere; una comunità agricola residenziale a 120 Km da Kinshasa che offre un apprendistato in campo agricolo e zootecnico a 20 giovani, di cui 6 disabili psichici: una scuola primaria per 220 bambini che nel pomeriggio svolge corsi di alfabetizzazione per adulti.
• Saigon (Vietnam): per la prima volta il 24 ottobre don Guanella è stato ricordato e festeggiato
Per la prima volta il 24 ottobre don Guanella è stato ricordato e festeg- giato quest’anno anche in Vietnam. A sottolinearlo in una nota è Fr. Felix Ki- rupanithi, nostro confratello, della Provincia Divine Providence, a Saigon dal- l’agosto del 2009.
«Il giorno precedente all’anniversario della nascita al cielo, abbiamo invi- tato i religiosi che abitano nelle vicinanze e condiviso con loro una cena sem- plice. Un’occasione, la prima per molti di loro, per venire a conoscenza della figura di don Luigi e del suo carisma». A loro è stato mostrato un video sul fondatore e la missione dei guanelliani nel mondo.
«Leggo come un evento decisamente provvidenziale – aggiunge – che do- po 100 anni, don Guanella venga presentato poi in una parrocchia Vietnami- ta». Durante le celebrazioni di domenica 24 al mattino e alla sera infatti, nel- la parrocchia Nostra Signora dell’Assunzione, che ospita il religioso guanelliano, è stato possibile proiettare la vita del fondatore dell’Opera, con audio predisposto in vietnamita per l’occasione. L’iniziativa è stata ampiamen- te apprezzata dai numerosi fedeli presenti. In serata a concludere i festeggia- menti una cena semplice condivisa con alcuni ragazzi di strada che vivono nel quartiere.
A Saigon siamo presenti dal 21 agosto 2009. Abbiamo una casa in affit- to, nella quale ospitiamo alcuni studenti che mostrano buona inclinazione per la vita sacerdotale e religiosa. Come confratelli per ora è presente Fr. Felicks (Indiano), ma presto sarà raggiunto da un altro confratello indiano, Fr. Jerin Prasenna che si sta preparando a Manila.
8. Scuola sul carisma
È iniziato in questo anno sociale 2010-2011 il primo corso della scuola sul carisma. La VI Consulta generale aveva chiesto al Consiglio generale di mettere in cantiere una esperienza di studio serio sul nostro carisma a favore dei giovani confratelli delle Province che non hanno avuto la possibilità di ap- profondire questo aspetto.
Gli iscritti a questo corso nel primo anno sono quattro: fr. Leonard Eme- ka Owuamanam, dalla Delegazione Africana N.S. della Speranza; p. Arturo Cano Gonzales, dalla Provincia N.S. de Guadalupe; fr. Kasparraj Maria Paul- Raj e fr. John Paul Mathew, dalla Divine Providence Province.
Si è affidato il compito di organizzare questa esperienza al Vicario gene- rale che ne ha tratto uno schema semplice, ma esauriente.
– Si è incominciato con un corso intensivo di tre settimane di studio del- la lingua italiana presso la nostra comunità di Alberobello, dove i nostri Coo- peratori e Amici si sono presi l’incarico di accompagnare i nostri quattro con- fratelli in questa avventura di studio della lingua italiana. Il clima di famigliarità con loro ha reso meno difficili e pesanti queste giornate di appli- cazione nello studio.
– Seconda tappa: iscrizione presso il Claretianum ad alcuni corsi che ogni anno vengono offerti alle Congregazioni come approfondimento del proprio ca- risma. I nostri confratelli si sono davvero impegnati a preparare le lezioni e il seminario di ricerca sul discernimento del nostro Beato Fondatore nel suo se- guire Cristo; hanno superato già tutti gli esami del primo quadrimestre con ot- timi risultati. Ora è in corso il secondo quadrimestre.
– Terza tappa: con don Umberto si è incominciato ad affrontare lo studio delle nostre Costituzioni, articolo per articolo, seguendo l’itinerario molto ric- co di riferimenti al Fondatore, ai suoi scritti e al Magistero della Chiesa con- tenuti nel Commento alle nostre Costituzioni che presto vedrà la pubblicazio- ne ufficiale.
– Una quarta tappa del corso: studio e lavoro presso il Centro Studi di Roma. Con la supervisione dei nostri esperti del settore, dottor Fabrizio e ▇▇▇▇.▇▇ Francesca, si è voluto immettere i nostri confratelli nella ricerca diretta sui testi del Fondatore dopo aver appreso la adeguata tecnica. In più vengono loro trasmesse le modalità dell’archiviazione di documenti, di testi, di materia- le appartenuto ai confratelli che il Buon Dio ha chiamato al premio eterno.
– La quinta tappa è costituita da appuntamenti settimanali di approfondi- mento di alcuni aspetti generali dell’antropologia e della pedagogia guanellia- na. Fanno da guide: don Alessandro Allegra, suor Michela Carrozzino e don Pino Venerito.
– Sesta tappa distribuita in tre momenti distinti: esperienze di approfon- dimento di alcuni aspetti del carisma.
• Primo momento: il carisma come dono dello Spirito Santo nella Sacra Scrittura (A.T. e N.T.) e nel Magistero della Chiesa. Esperienza che avremmo dovuto fare in Terra Santa per 15 giorni, ma che purtroppo per alcune situazioni burocratiche non ci è stato consentito. L’abbiamo vissuta nella solitudine della casa natale di Mons. Aurelio Bacciarini a Lavertezzo in Svizzera accompagnati da don Tommaso Gigliola e don Umberto.
• Secondo momento: la mediazione carismatica dell’ambiente geografico, famigliare, religioso e sociale. Questa tappa ci vedrà sui luoghi del Fondatore in giugno, accompagnati da don Domenico Scibetta. Quanto queste mediazioni hanno influito in Luigi Guanella nel prepararlo agli eventi che lo attendevano?
• Terzo momento: l’originalità e l’attualità del nostro carisma oggi, nel contesto nel quale viviamo e operiamo. Questa tappa la vivremo ad Ar- ca nella nostra ultima comunità guanelliana aperta nel settembre del 2010 sul cammino di Santiago con l’ausilio di don Fabio Pallotta. Do- po aver percorso parte del cammino di Santiago come pellegrini, tra- scorreremo 15 giorni nello studio al mattino di questo tema e al pome- riggio sul cammino di Santiago vicini ai pellegrini annunciando il nostro carisma e la prossima canonizzazione del Fondatore.
I quattro confratelli sono inseriti nella nuova comunità della Provincia Romana San Giuseppe.
Inoltre nelle vacanze di Natale e di Pasqua sono stati disponibili a presta- re servizio nelle nostre comunità come tempo di prova concreta di vita comu- nitaria e come dedizione ai nostri destinatari.
Nell’incontro dei Padri provinciali nel gennaio scorso è piaciuta questa programmazione ed è nata la volontà di continuarla nel tempo per altri confra- telli che grazie anche a questo itinerario si appassionino sempre di più al cari- sma di Carità che ci ha tratti e invia agli ultimi portatori della ricchezza del- l’amore misericordioso e paterno di Dio stesso.
9. Roma: Incontro InterConsigli generali
Figlie di S. Maria della Provvidenza - Servi della Carità
Venerdì 4 febbraio, con inizio alle ore 9.30, si è svolto, presso la Curia generalizia dei Servi della Carità, l’incontro dei due Consigli generali guanel- liani.
Sono presenti per i Servi della Carità: padre Alfonso Crippa, Superiore generale; don Umberto Brugnoni, Vicario; don Wladimiro Bogoni e don Piero Lippoli.
Per le Figlie di S. Maria della Provvidenza sono presenti le neo-elette per il sessennio 2010-2016: Madre Elisabetta Serena Ciserani, Superiora generale; suor Giustina Valicenti, Vicaria; suor Carla Folini e suor Maria Antonietta Ripamonti.
Sono assenti suor Neli Bordignon e don Carlos Blanchoud.
Dopo la celebrazione dell’Ora Terza e una preghiera a don Guanella, mo- dificata in vista della sua canonizzazione, la riunione si apre con il saluto dei Superiori generali.
Padre Alfonso saluta il nuovo Consiglio generale delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, augurando un sessennio di fecondità spirituale, illuminato dalla grazia della canonizzazione del Fondatore. Egli auspica che questo even- to aiuti le due Congregazioni a continuare nel cammino di collaborazione in- trapreso da tempo, superando le inevitabili fatiche a trovare strade comuni per condividere con i laici e testimoniare nelle diverse culture il carisma a noi af- fidato.
Madre Serena ringrazia il Superiore generale, sentendosi fortunata di in- serirsi in una tradizione di comunione. Ricordando la frase scelta per la cano- nizzazione, “La santità salverà il mondo”, l’interpreta come un augurio reci- proco, che i due Consigli generali possono farsi. Consapevole che non è possibile eliminare la fatica del lavoro insieme, se si vuole farlo nel rispetto re- ciproco di persone e di istituzioni, auspica per tutti un cammino di santità, nel- la perseverante disponibilità ad accogliere e donare misericordia, mettendo al primo posto Dio Padre.
Prima di prendere in considerazione l’ordine del giorno, ci si accorda di concludere i lavori nella mattinata, soffermandosi sugli argomenti più urgenti e fissando un incontro successivo in tempi ravvicinati. Il compito di stesura del verbale odierno è affidato a suor Maria Antonietta Ripamonti.
1) Canonizzazione del Fondatore
Su invito di padre Alfonso, don Umberto introduce il primo argomento dando alcune indicazioni in merito alla costituzione del Comitato di canoniz- zazione e alla responsabilità ad esso affidata dai due Consigli generali.
Don Umberto, sintetizzando, ricorda che:
• Il Comitato ha iniziato a costituirsi nel maggio 2010, su sollecitazione del postulatore don Mario Carrera.
• Il 6 settembre si è riunito il Comitato allargato, presenti il Vescovo di Como, i Consigli generali, i Provinciali e rappresentanti di Como, per impostare il lavoro.
• Su proposta dei Superiori generali si è costituto un comitato ristretto, composto dal Postulatore, da due “capi-cordata” per ognuna delle 3 aree e da don Domenico Scibetta, in rappresentanza del Comitato per il Nord Italia. Non è stata prevista la presenza di alcun laico e questa è stata una lacuna.
• È stato bandito un concorso per il logo e scelto lo slogan: “La santità salverà il mondo” (il termine società utilizzato da don Guanella è sta- to sostituito per facilitare le traduzioni).
• L’ultimo incontro del Comitato si è svolto il 31 gennaio. Si è previsto che la prossima riunione sia estesa al Comitato allargato, con la presen- za dei Superiori generali.
Facendo riferimento all’ultimo verbale del Comitato (n. 6), don Umberto riporta 3 punti particolari che richiedono la valutazione dei Consigli generali:
A) Carta di comunione
Nell’incontro del 6 settembre è stata ripresa la proposta, presente nelle de- libere dell’ultimo Capitolo generale dei SdC, di elaborare una “Carta di comu- nione” che accomuni la Famiglia Guanelliana (SdC, FSMP e laici). Il Comita- to chiede ai Consigli generali di assumersi questo compito.
Alla richiesta di maggiori spiegazioni da parte della Superiora generale, don Umberto, don Wladimiro e padre Alfonso esprimono il loro parere sul senso e i contenuti della Carta di comunione:
• Dovrebbe contenere valori che unificano (senso dell’unità della Fami- glia sognato dal Fondatore) e mete da raggiungere insieme, che si pos- sano declinare in obiettivi concreti per ogni sessennio.
• È importante che non resti “carta”, ma diventi “carne di comunione”, calandosi in cose concrete e progetti operativi, realmente condivisi, tra religiosi e laici, come, ad esempio, sta avvenendo per la preparazione alla canonizzazione.
• Deve raccogliere i valori comuni, individuare l’identità propria della Famiglia e i criteri che si vogliono vivere insieme, per poi essere fon- te di stimoli per le Congregazioni.
Madre Serena, sottolineando la presenza di un aspetto teorico di base e poi la formulazione di obiettivi, si domanda se obiettivi comuni, indivi- duati in un certo momento, diventino vincolanti anche per il Consiglio suc- cessivo.
Don Wladimiro pensa sia possibile definire obiettivi a breve e lungo ter- mine e don Umberto ritiene che, se sono obiettivi validi per la Famiglia, pos- sono essere una specie di “testimone” da trasmettere al Consiglio che subentra (come avrebbe potuto essere il “segno tangibile di carità” per la canonizzazio- ne, ipotizzato dal Comitato, che avrebbe potuto diventare un obiettivo legato alla Carta di comunione).
Essendo una “propositio” del Capitolo generale dei Servi della Carità, pa- dre Alfonso desidera iniziare almeno un percorso di riflessione, elaborando al-
cuni punti comuni, senza obiettivi concreti, se non la canonizzazione, per po- terli portare al prossimo Capitolo generale.
Suor Maria Antonietta esprime dubbi sulla necessità di un ulteriore docu- mento condiviso, a fronte di quelli già elaborati (in particolare Documento Ba- se per Progetti Educativi Guanelliani) con il rischio di impegnare energie a ri- badire ancora una volta principi teorici e ideali, invece che a costruire fattivamente comunione.
Don Umberto concorda che il Documento Base contiene già i principi condivisi, la Carta di comunione ne è come una sintesi, che può essere rivista negli obiettivi.
Don Wladimiro e padre Alfonso ribadiscono che il Documento Base è stato fatto insieme, ma non è la Carta di comunione e ritengono necessario riappropriarsi dei fondamenti del Fondatore per intraprendere nuovi sentieri do- ve coniugare il carisma, preti, suore e laici insieme, uniti nell’affrontare le sfi- de del mondo di oggi.
In sintesi sembra di cogliere che la Carta di comunione debba esprimere un “sentire comune” che deve portare a un “acconsentire condiviso” di obiet- tivi e progetti.
Padre Alfonso sente necessario giungere ad una decisione per poter defi- nire se inserire la Carta di comunione nell’Agenda del prossimo Capitolo ge- nerale dei Servi della Carità, che avrà come obiettivo rafforzare l’identità del- le Province, perché rispondano alle culture di inserimento a fronte delle marcate differenze.
Don Umberto propone di lasciare al nuovo Consiglio delle FSMP uno spazio di tempo per riflettere insieme, prima di comunicare la propria posizio- ne. La proposta è accolta.
B) Spese previste per il Santuario del Sacro Cuore
Don Umberto affronta il secondo punto sottolineato nel verbale del Comi- tato, riguardante le Opere previste per il Santuario a Como e illustra la suddi- visione prevista per le spese (vedi Preventivo), che dovrebbero coinvolgere, ol- tre ai Consigli generali, Province, Laici e Benefattori.
In sintesi, con gli interventi di don Umberto e di suor Giustina, si riper- corrono le tappe di elaborazione del progetto, nato per iniziativa della Direzio- ne del Santuario e della Provincia Sacro Cuore e che ha via via richiesto mag- giori fonti di finanziamento.
I lavori sono ormai stati commissionati e i preventivi di spesa sono stati concordati da don Remigio Oprandi, Superiore provinciale e da don Domeni- co Scibetta.
Pur essendo disponibili a sostenere la propria parte, la Superiora generale sottolinea che, in un’ottica di comunione, sarebbe stata auspicabile la parteci- pazione alla fase progettuale almeno della Superiora provinciale di Como, per- ché è piuttosto limitativo coinvolgere le Consorelle solo per contribuire alle spese.
C) Proposte spirituali per la Famiglia Guanelliana
Don Umberto illustra le iniziative progettate (vedi depliant) esprimendo la preoccupazione da parte del Comitato che possa esserci una scarsa partecipa- zione.
Per gli Esercizi Spirituali per preti, suore e laici guanelliani, si ritiene necessario sollecitare i Provinciali perché raccolgano una pre-iscrizione orientativa entro il 28 febbraio, come già si sta compiendo nelle due Province femminili.
Per i corsi formativi per gli operatori laici, ci si orienta per la settimana prevista nel mese di giugno, invitando in particolari le figure di responsabilità. Si precisa che agli operatori dovranno essere pagate le giornate lavorative e an- che i viaggi.
Ci si confronta sulla necessità e le difficoltà legate alla formazione per gli operatori laici delle Case e, in linea di massima, si concorda su alcuni punti:
• Il rapporto con i laici che operano per e con noi è un aspetto priorita- rio della nostra missione oggi, soprattutto per salvaguardare i principi guanelliani delle nostre Opere.
• Le iniziative speciali (come il Corso previsto per la canonizzazione e la Scuola di formazione al carisma) devono essere precedute e accompa- gnate da una seria e perseverante formazione a livello locale.
• È importante curare in particolare la formazione degli operatori che svolgono funzioni di responsabilità nelle Opere.
Si conclude il discorso sulle iniziative del Comitato di canonizzazione riassumendo alcune direttive date per l’organizzazione:
• La Diocesi di Como ha dato un sacerdote di riferimento per i pellegri- naggi.
• Per l’estero sono state scelte agenzie di riferimento, per aiutare sia nel viaggio sia nel collocamento e si segnalano gli indirizzi da fornire a tutte le comunità.
• Per il Sud è previsto un momento di spiegazione durante l’incontro dei Superiori della Provincia San Giuseppe (8 e 9 marzo), sarebbe bene fosse presente la Provinciale o una sua delegata.
• Entro il 31 maggio devono pervenire le prenotazioni esatte al Comita- to (don Umberto e suor Rosa). Il postulatore farà richiesta dei biglietti per la cerimonia e solo lui potrà ritirarli.
• L’accoglienza dei pellegrini sarà effettuata grazie ai giovani volontari.
• Si è definita una ipotesi di pellegrinaggio sui luoghi del Fondatore.
• È prevista una Veglia di preghiera comune, con presentazione dei tre santi. Il momento di preghiera è affidato alla Commissione spiritualità (don Pino Venerito e suor Franca Vendramin); la presentazione della figura di don Guanella alla Commissione Comunicazione (don Wladi- miro Bogoni e suor Michela Carrozzino).
2) Centro Studi guanelliani
I Superiori generali, Madre Serena e Padre Alfonso, firmano la nomina a Direttore del Comitato Direttivo del Centro Studi per il prossimo triennio di don Umberto Brugnoni, che subentra a suor Michela Carrozzino, come previ- sto dal Regolamento.
La scelta della vice-direttrice spetta al Consiglio generale delle FSMP, che comunicherà a breve il nominativo della consorella incaricata.
Don Umberto illustra alcuni appunti per una lettura della situazione, con- segnati per iscritto, che riassumono la natura del Centro Studi, i problemi ri- masti aperti e le prospettive. Prevede per fine febbraio una riunione degli uscenti e dei nuovi membri del Comitato Direttivo.
Si evidenziano poi alcune difficoltà sorte durante il triennio precedente.
3) Comunicazioni
Don Umberto Brugnoni, Vicario generale, è confermato referente del Consiglio generale dei SdC per le FSMP. La Superiora generale comunicherà il nominativo della Consigliera incaricata.
Don Wladimiro ricorda l’importanza dell’Assemblea internazionale del Laicato guanelliano, prevista in occasione della canonizzazione. Dovrebbe es- sere l’occasione per mettere le basi per la nascita di un Comitato di coordina- mento internazionale, appoggiandosi all’esperienza del Consiglio Nazionale italiano MLG.
Si evidenzia:
• La necessità di definire alcuni “criteri di rappresentatività” sulla base dei quali i Superiori provinciali possano invitare i laici più significativi.
• Il ruolo di “trascinatori” che dovrebbero assumere sempre più i Coope- ratori Guanelliani nella crescita del Movimento Laicale Guanelliano.
• La carenza che c’è stata nel formare gruppi guanelliani (di giovani, fa- miglie, ecc.) senza poi orientarli verso i Cooperatori Guanelliani.
• La consistenza del cammino formativo fatto (si ricordano il documento “Fare della carità il Cuore del mondo”; gli Atti dell’Assemblea Nazio- nale; la Scuola di formazione al carisma; il sussidio di prossima pub- blicazione in vista della canonizzazione, ispirato all’operetta del Fonda- tore “Andiamo al monte della felicità”).
Infine don Wladimiro conferma l’impegno a riunire al più presto il Con- siglio italiano del MLG per organizzare l’Assemblea Internazionale.
Verrà comunicato il nominativo della nuova referente del MLG per il Consiglio Generale delle FSMP.
4) Incontri futuri
InterConsiglio: valutati i diversi impegni e la necessità di avere uno spazio di tempo più ampio e tranquillo, si prevede di dedicare alla riunione dei due Consigli generali un’intera giornata, in data da stabilire nel mese di giugno. Comitato per la canonizzazione: era richiesta la presenza dei Superiori ge- nerali, Padre Alfonso non ritiene questo essenziale, si conferma pertanto la proposta del 12 e 13 marzo, anche se lui sarà assente per impegni dal 6 mar-
zo al 7 aprile.
10. IL XVII Capitolo generale delle FSMP
Si è concluso il 12 dicembre 2010 il XVII Capitolo generale delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, ramo femminile dell’Opera Don Guanella.
23 le religiose che hanno preso parte ai lavori, aperti il 12 novembre, nel- la solennità della Madre della Divina Provvidenza. Oltre alla Superiora gene- rale suor Giustina Valicenti e al suo Consiglio, presenti le Superiori e le con- sigliere delle cinque Province, una delegata dall’India ed una dalla Romania, l’economa generale, le superiore con delega e la superiora generale emerita suor Elena Salarici.
L’incontro si è aperto con la S. Messa presieduta da don Alfonso Crippa, Superiore generale dei SdC. Al centro dell’omelia il rapporto tra il Fondatore e Maria, alla cui scuola egli si mise, dalla vocazione alla realizzazione della sua missione.
Suggestiva la rappresentazione del logo scelto per il Capitolo: tre colon- ne luminose poste accanto all’altare, simboli della Parola, della Preghiera e della Carità.
Due i giorni riservati alla formazione e due alla lettura degli avvenimen- ti del sessennio trascorso con uno sguardo di fede e di speranza nel futuro, fo- calizzando la situazione della Congregazione nel mondo e riflettendo in parti- colare sulla vita consacrata guanelliana, grazie al contributo nella prima settimana di don Ercole Cinelli, salesiano, che ha offerto diversi spunti di ri- flessione: dal vigore della fede, alla condivisione dei carismi, dallo zelo arden- te alla gioia/amarezza dell’evangelizzazione, dallo spazio desiderato della pre- ghiera all’amore costante per la Parola.
La seconda settimana di lavori si è aperta con il contributo di don Gian- ni Colzani sacerdote diocesano che ha seguito la commissione per la redazio- ne del PROGETTO DI PASTORALE, come esperto in temi relativi alla vita religiosa e la missione. Dopo la S. Messa in cui ha evidenziato il valore della consacra- zione religiosa e la responsabilità personale nel mantenere accesa la lampada della Carità, nell’aula assembleare ha preso in considerazione la sintesi delle risposte delle Comunità. Dalla loro lettura ha focalizzato quindi il tema COMU- NIONE FRATERNA E COMUNITÀ e sottolineato l’importanza di rafforzare la “sonorità”.
Dalle sue parole è emerso il volto della Figlia di S. Maria della Prov- videnza così come voluto dal Fondatore, e l’indicazione, come fondanti, di tre aspetti della vita comunitaria, preziosi per vivere la fraternità: il coraggio della sincerità, il dono della comunione, il passaggio dalla comunione alla Comunità.
Nei giorni successivi sono proseguiti i lavori sul nuovo testo costituziona- le, relativi al capitolo Vita Consacrata, vita fraterna in comunità e servizio del- l’autorità, prima in gruppi di lavoro quindi in assemblea.
Festeggiato il 25 novembre, con le Sorelle della Provincia Immacolata Concezione (America del Nord) il GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO, con una Cele- brazione Eucaristica, accompagnata da canti in lingua inglese, che hanno sot- tolineato la bellezza e la gioia di appartenere al Dio della storia e della vita. Venerdì 26 l’intervento del prof. Pessina, che ha presentato il CODICE ETI-
CO, curato dalla Congregazione ed elaborato da suor Michela Carrozzino e dal prof. Alessio Musio, introduttivo al capitolo sulla missione.
Tra gli spunti di riflessione sul tema dell’AMORE, l’accento al servizio all’uomo più bisognoso o a qualsiasi altra persona, come l’atto più grande della propria libertà. Quindi la riflessione su alcuni punti in particolare del codice: la consapevolezza etica, le cure palliative, la proporzionalità dei trat- tamenti.
Spazio quindi al lavoro di approvazione degli articoli delle Costituzioni e domenica 28, silenzio e meditazione per l’inizio dell’Avvento.
Una chiara e ampia lettura relativa al sessennio è stata offerta dalla Ma- dre generale sul tema della MISSIONE, relazione accompagnata da grafici che hanno permesso una comprensione approfondita del tema.
Mercoledì 1o dicembre, l’udienza dal Santo Padre in Aula Nervi, dalla cui Enciclica è stato tratto il tema del Capitolo: “Rendere l’amore di Cristo piena- mente (anno IV, n. 24, pag. 5) visibile all’uomo contemporaneo”. Il Santo Pa- dre, tramite la Madre generale, ha espresso parole di incoraggiamento, stima e vicinanza alla Congregazione tutta.
Il giorno 8 dicembre 2010, solennità dell’Immacolata Concezione di Ma- ria, le suore Delegate per il XVII Capitolo generale hanno eletto come nuova Superiora generale Madre Elisabetta Serena Ciserani per il sessennio 2010- 2016. Dopo la professione di fede e il giuramento di fedeltà della nuova Su- periora generale seguito dall’abbraccio delle consorelle, il card. Angelo Ama- to, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto la concelebrazione eucaristica di ringraziamento.
Il 9 dicembre le Delegate hanno proceduto alla nomina del nuovo Con- siglio generale, che risulta così composto: suor Serena Elisabetta Ciserani Superiora generale, suor Giustina Valicenti Vicaria generale, e come consi- gliere suor Carla Folini, suor Neli Bordignon, suor Maria Antonietta Ripa- monti.
Il Capitolo si è concluso domenica 12 dicembre.
11. Brasile: a Porto Alegre l’incontro dei cinque Consigli guanelliani
Ha avuto luogo a Porto Alegre nella Casa provinciale dei Servi della Ca- rità il 17 aprile l’incontro dei cinque Consigli delle realtà guanelliane: Servi della Carità, Figlie di Santa Maria della Providenza, i due Consigli provincia- li delle due Provincie dei Cooperatori guanelliani e il Consiglio nazionale. Presenti i rappresentanti dei rispettivi Consigli.
L’incontro, iniziato alle 8,30 del mattino con la preghiera delle Lodi, è stato introdotto da Pe. Ciro Attanasio, Superiore provinciale, che ha accolto i presenti convenuti da Rio de Janeiro, Sâo Paulo, Santa Terezinha de Itaipu. Quindi la parola è passata al Presidente nazionale dei Cooperatori guanelliani, Paulo Sivieri, che ha presentato gli argomenti del giorno.
In particolare dopo una serie di interventi è stato scelto il tema del- l’Assemblea annuale delle due Provincie dei Cooperatori Guanelliani: “Essere san- ti oggi seguendo le orme di don Guanella: Parola - Preghiera - Carità”.
Approntato il sussidio annale per la formazione dei 32 gruppi di Copera- tori e Aspiranti delle due Provincie, che per l’anno 2011 avrà per tema “Il Vangelo della Carità secondo don Guanella”, testo scritto da don Tito Credaro, tradotto in portoghese. Una apposita commissione si riunirà per organizzare – a partire dal testo – l’itinerario, in 8 incontri di riflessione e di preghiera.
Terminata la revisione del Direttorio dei Cooperatori Guanelliani che regolamenta lo Statuto. Il testo sarà presentato e consegnato alla prossima As- semblea delle due Provincie dell’Associazione Cooperatori Guanelliani.
Nel primo pomeriggio p. Ciro ha presentato il documento del MLG “Fa- re della Carità il cuore del mondo” e il Direttorio dell’associato, leggendone e commentandone alcune delle parti più significative.
Infine sono state messe in cantiere una serie di iniziative: il 2o Pellegri- naggio ai luoghi guanelliani in programma nel 2011; la Giornata nazionale del- la Famiglia Guanelliana, fissata il 12 novembre, festa della Madonna della Di- vina Provvidenza, che sarà preceduta da un messaggio del presidente nazionale e celebrata a livello locale. Dal 17 al 19 settembre ad Aregua-Para- guay, in programma il convegno dei giovani guanelliani dell’America latina. Per l’anno giubilare delle FSMP – 60 anni di presenza in Brasile – ribadite le date dei festeggiamenti: il pellegrinaggio della Famiglia Guanelliana al Santua- rio nazionale di Nostra Senhora Aparecida è stato anticipato al 23 di ottobre alle nove del mattino. La Santa Messa sarà presieduta dal Vescono di Itaguai
- RS, Mons. José Ubiratan Lopes.
Ribadita l’importanza degli Esercizi Spirituali, soprattutto quelli annuali di Canela.
Rispetto al Centro Studi si è comunicato poi che è allo studio un testo sulla beata Chiara come educatrice. Infine intensificata la campagna di abbo- namenti alla rivista la Santa Crociata, della Pia Unione del Transito di San Giuseppe, per favorire un completo autofinanziamento.
12. Anniversari
• Compie 10 anni la comunità guanelliana di Legazpi
«Un’occasione preziosa per rileggere questo primo tratto di storia e ritro- varvi l’evidente presenza di Dio che ha guidato e dato corpo ai nostri passi» sottolinea Fr. Paolo Oggioni, fondatore e direttore del Centro Sagrata Familia, ora in USA.
