Reati tributari Clausole campione

Reati tributari. Il D. L. 26 ottobre 2019, n. 124 (recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”), convertito con modificazioni dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157, e il D. Lgs. 14 luglio 2020, n. 75, recante "Attuazione della direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale” hanno introdotto tra i reati presupposto rilevanti ai sensi del D. Lgs. 231/01 alcuni illeciti tributari previsti dal D. Lgs. 74/2000, accogliendo, pertanto, le istanze sollevate dalla giurisprudenza di colmare un vuoto di tutela relativamente agli interessi dell’erario. Sulla scia di tale assunto e nel recepimento (e attuazione) della Direttiva UE n. 2017/1371, si è quindi ampliato il catalogo dei reati 231 con l’introduzione dell’art. 25- • al comma 1, la punibilità per illeciti che, ratione personae, possono essere commessi da chiunque sia tenuto al versamento di imposte sul reddito o sul valore aggiunto • al comma 1-bis, per reati tributari concernenti l’evasione dell'IVA per importo complessivo non inferiore ai 10 milioni di Euro, ove il reato medesimo abbia i caratteri della transnazionalità. Quale pena principale, obbligatoria e autonoma, oltre a quelle già previste in relazione alla commissione delle singole fattispecie di reato, viene altresì applicata all’ente o alla società condannata la confisca (diretta o per equivalente) del prezzo o del profitto della condotta illecita. A ciò si aggiunga che, ai sensi dell’art. 12-bis del D. Lgs. 74/2000 (che trova applicazione unitamente all’art. 19 del D. Lgs. 231/2001), in ipotesi di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., può essere altresì applicata la confisca per “sproporzione”, con ciò intendendo tutti quei beni di cui il condannato risulta essere titolare (anche in via indiretta) e di cui non sia in grado di giustificare la legittima provenienza, fatti salvi gli eventuali diritti esistenti in capo a persone estranee al reato.
Reati tributari. La Legge 19 dicembre 2019, n. 157 di conversione con modificazioni del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, recante "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili” ha introdotto nel corpo del Decreto, all’art. 25- quinquiesdecies le seguenti fattispecie di reato: • dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, D.lgs. 74/2000): costituisce reato, la condotta di chi al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell'amministrazione finanziaria. • dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3, D.lgs. 74/2000): è penalmente rilevante, la condotta di chi al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente: a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a € 30.000,00; b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, è superiore a € 1.500.000,00, ovvero qualora l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta, è superiore al cinque per cento dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a € 30.000,00. Il fatto si considera commesso avvalendosi di documenti falsi quando tali documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie o sono detenuti a fini di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria. • dichiarazione infedele in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere (art. 4, D.lgs. 74/2000): è penalmente rilevante, la condotta di chi, al fine di evadere l’imposta...
Reati tributari. (art. 25-quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001) Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio (art. 25-octies D.Lgs. 231/2001)
Reati tributari. Sulla scorta dell’analisi effettuata all’interno di Mip, il rischio di commissione di reati tributari è connesso alle attività propedeutiche e di esecuzione degli adempimenti tributari; in dettaglio le principali Attività Sensibili sono le seguenti: • Predisposizione delle dichiarazioni fiscali e relativi adempimenti • Rilevazione, contabilizzazione e registrazione di operazioni passive • Rilevazione, contabilizzazione e registrazione di operazioni attive • Processo di gestione ed archiviazione della documentazione contabile • Gestione delle operazioni societarie • CHAIRMAN • ADMINISTRATION & FINANCE • STAFF & ORGANIZATION (Executive Assistant, Human Resources Management) • TUTTE LE FUNZIONI COINVOLTE NEL CICLO ATTIVO E PASSIVO • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, D.lgs. 74/2000) • Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3, D.lgs. 74/2000) • Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8, D.lgs. 74/2000) • Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11, D.lgs. 74/2000) • Occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10, D.lgs. 74/2000)
Reati tributari. (art. 25-quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001) Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter D.Lgs. 231/2001)
Reati tributari. La presente Sezione è suddivisa nelle seguenti parti:
Reati tributari. (si veda art. 25-quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001)
Reati tributari. Per ciascuna Parte Speciale, sono indicati: ✓ le principali “aree a rischio reato”; ✓ i reati rilevanti che possono essere astrattamente commessi; ✓ i principi di comportamento da rispettare al fine di ridurre il rischio di commissione dei reati; ✓ i principali controlli in essere sulle singole aree a rischio; ✓ gli obblighi spettanti all’Organismo di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ in relazione allo svolgimento dei propri compiti. Rispetto alle categorie di reato ritenute rilevanti e per le quali sono state predisposte le parti speciali innanzi elencate, è stato condotto uno specifico Risk Assessment, volto alla individuazione dei reati rilevanti per la Società, poiché astrattamente realizzabili nell’interesse o a vantaggio di quest’ultima (All.n.2). I risultati del Risk Assessment, condotto, tra l’altro, sulla base dell’esame della struttura organizzativa, dello specifico settore di appartenenza e del sistema di controllo interno, sono stati riassunti nelle tabelle che seguono. In particolare, all’esito del Risk Assessment (cfr. All.n.2) sono risultate rilevanti per la Società le seguenti fattispecie di reato: Rif. Articolo DLgs 231/01 Categoria di reato Reato Presupposto Rubrica Art. 24 Reati contro la Pubblica Amministrazione art. 316-bis c.p Malversazione a danno dello Stato art. 316-ter c.p. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato art. 356 cod. pen Frode nelle pubbliche forniture art. 640, comma 2, n. 1 c.p. Truffa ai danni dello Stato o di altro ente pubblico art. 640-bis c.p. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche art. 640-ter c.p. Frode informatica Art. 323 c.p. Abuso di ufficio
Reati tributari. (art. 25-quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001)

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