Gestione del rischio Clausole campione
Gestione del rischio. L'esposizione globale sarà calcolata in funzione dell’approccio del VaR assoluto (come descritto al capitolo Gestione del rischio). Il rischio globale non può superare un VaR assoluto del 20%. Tale VaR prende in considerazione un intervallo di confidenza del 99% e un orizzonte temporale di 20 giorni. A titolo indicativo, la leva di questo comparto sarà al massimo del 350%. Questa leva sarà calcolata per ogni prodotto derivato in base al metodo dei nozionali e andrà ad aggiungersi al portafoglio titoli del comparto. È probabile però che il comparto sia esposto anche a leve superiori.
Gestione del rischio. L’esposizione globale sui derivati sarà calcolata in funzione dell’approccio dell’impegno conformemente alla circolare CSSF 11/512.
Gestione del rischio. Come anticipato, la mancata o irregolare registrazione sul “Mod. A4” di tutte le merci sequestrate, confiscate e abbandonate può facilitare la distrazione di beni dal circuito di gestione degli stessi. Al fine di contenere il suddetto rischio, gli uffici interessati sono stati richiamati al corretto utilizzo del citato Registro e le direzioni territoriali sono state invitate a verificarne periodicamente la corretta tenuta e compilazione. In funzione di tali verifiche, a livello centrale sono in corso di predisposizione apposite check list .[22] È inoltre attualmente allo studio la realizzazione di un sistema informatico di registrazione dei beni, in sostituzione del Registro cartaceo “Mod. A4”, integrato nel sistema informativo AIDA. L’istituzione di un registro informatizzato del Mod. A4, rappresenta una misura utile anche al contrasto del rischio corruttivo, garantendo la tracciabilità di tutte le fasi della procedura. L’applicativo informatico potrebbe consentire anche l’inserimento di immagini dei beni sequestrati e di copia dei relativi verbali di sequestro. Quest’ultima misura [22] Una prima check-list, già adottata, riguarda i controlli da svolgere sulla corretta tenuta e compilazione del Registro Mod. A 3. bis nel quale sono annotate le merci lasciate in temporanea custodia alla dogana. sarebbe utile per prevenire, ad esempio, la sottrazione dei beni sequestrati o la loro sostituzione con altri di minor valore. Inoltre, l’informatizzazione del registro garantirebbe la disponibilità in tempo reale di tutta la documentazione prodotta nelle varie fasi istruttorie, nonché l’individuazione dei dipendenti responsabili delle fasi stesse. È allo studio anche una razionalizzazione della rete dei depositi disponibili, valutando l’opportunità di organizzarne uno per area geografica o per direzione territoriale. Ciò consentirebbe di contenere il rischio grazie alla realizzazione di strutture idonee sia dal punto di vista logistico, sia sotto l’aspetto delle misure di sicurezza.[23] Per quanto riguarda l’ulteriore fattore di rischio, dato dai lunghi periodi di tempo di giacenza delle merci sequestrate, confiscate e abbandonate, sono allo studio soluzioni finalizzate a rendere maggiormente celeri e snelle le procedure per la definizione dei procedimenti attraverso proposte di semplificazioni normative (sul modello di altri Stati membri dell’UE) o attraverso accordi con l’Amministrazione della Giustizia per disciplinare tempi e modalità di gestione dei sequestri,...
Gestione del rischio. Attività coordinate per dirigere e controllare una organizzazione in merito al rischio o ai rischi esistenti.
Gestione del rischio. Le informazioni acquisite dalle strutture territoriali in merito alle caratteristiche del contesto in corrispondenza di ciascuno dei “punti di uscita” dai confini nazionali di viaggiatori di paesi terzi che richiedono il rimborso dell’IVA hanno messo in luce una situazione molto eterogenea, sia a causa dei diversi volumi di operatività che insistono presso gli uffici interessati, sia a causa delle differenti condizioni operative. Tale eterogeneità ha comportato l’adozione di misure di contenimento del rischio, di carattere organizzativo e gestionale, spesso differenti da ufficio a ufficio. Prima dell’obbligo di utilizzo della fatturazione elettronica e dell’introduzione del sistema informatizzato OTELLO 2.0 quale unico strumento di apposizione del visto, tra le misure specifiche adottate da alcuni uffici rientravano: - l’utilizzo di timbri dedicati esclusivamente alle operazioni in argomento (timbro numeratore progressivo non alterabile); - apposizione del timbro personale del funzionario in aggiunta al timbro “Conalbi”; - annotazione delle operazioni su apposito registro; - collaborazione con la G.d.F. per assicurare l’imbarco delle merci; - fotocopie dei documenti fiscali relativi all’esportazione di beni di valore superiore a un determinato importo; - accordi con società di “tax refund” finalizzati a ricevere segnalazioni di eventuali operazioni sospette. Con particolare riferimento alle aree aeroportuali, pur nella consapevolezza dell’estrema variabilità dei contesti, si raccomandano le seguenti misure: - incentivare, anche con apposite campagne di sensibilizzazione, l’utilizzo del bagaglio a mano per il trasporto di beni di alto valore e di dimensioni contenute soggetti al “tax refund” al fine di effettuare le operazioni relative a tali beni all’interno dell’area sterile; - rimodulare, ove possibile, la logistica dell’area “tax free” ubicata nella zona “non sterile” in modo da realizzare percorsi obbligati nei quali incanalare i passeggeri che si sono presentati ai desk degli operatori delle società di “tax refund” (diversificati tra quelli esitati con canale verde e quelli esitati con canale rosso), ovvero istituire servizi di vigilanza dinamica in collaborazione con la GDF; - ricorrere alla procedura manuale (timbro Conalbi) solo ai casi di indisponibilità del sistema O.T.E.L.L.O.; (il sistema, che consente la tracciabilità delle operazioni, può essere utilizzato anche nella fascia serale e notturna); - contenere l’arco orario previsto per le operaz...
Gestione del rischio. Identificata la fase istruttoria quale segmento del procedimento più esposto al rischio, debbono essere approntate misure idonee a contenere le criticità individuate per tale fase del procedimento amministrativo.
Gestione del rischio. Come già rappresentato, per ciò che riguarda le strutture territoriali dell’Agenzia, le aree ‘core’ dei controlli e delle verifiche esprimono il più alto valore di rischio. In ragione delle considerazioni espresse, e in conformità alle prescrizioni contenute nel PNA, tutti i processi contemplati in tali aree devono pertanto essere considerati a elevato rischio ai fini e per gli effetti previsti dalla normativa e dagli atti di indirizzo. Nei confronti dei processi ricondotti in tali aree saranno pertanto adottate tutte le misure di seguito descritte, nonché quelle indicate nelle tabelle che seguono. Tali misure, in quanto compatibili, devono essere estese anche alle verifiche di cassa. Di particolare importanza risulta il ruolo di coordinamento che sono chiamate a svolgere le direzioni centrali al fine di uniformare le prassi operative sul territorio. Oltre al richiamo espresso al contenuto delle prescrizioni, tuttora in vigore, impartite dall’ex Direzione centrale accertamenti e controlli nelle già citate linee guida di cui al prot. n. 50325/RU del 24 aprile 2013 (cfr. paragrafo precedente) e alla già citata circolare n. 74D/2003, anche in tale ambito si ritiene opportuno estendere il controllo (mediante verifiche a campione effettuate attraverso controlli incrociati con le banche dati disponibili) sugli eventuali rapporti tra funzionari incaricati delle verifiche e i soggetti controllati. Considerato che l’attività di controllo è spesso connessa a rilevanti vantaggi economici, si ritiene opportuno estendere l’incompatibilità prevista
Gestione del rischio. Richiamate tutte le disposizioni e le istruzioni già impartite dalla competente Direzione centrale di cui si è detto al precedente paragrafo, è stata ravvisata l’utilità di recepire alcuni indicatori e possibili misure contenuti nell’Aggiornamento 2015 al PNA. Gli stessi sono di seguito descritti mantenendo la distinzione per fasi del processo operata in sede di analisi del rischio, in conformità alla metodologia proposta dall’ANAC(6). In conformità alle indicazioni del PNA 2016(7), si precisa che il soggetto preposto all’iscrizione e all’aggiornamento dei dati nell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti[8] (AUSA), è il ▇▇▇▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ in servizio presso la DAMMF (9).
Gestione del rischio. Si segnalano nuovamente le linee guida della Direzione antifrode e controlli, laddove viene disposto che le strutture interessate vigilino e intervengano per garantire il corretto comportamento del personale addetto ai controlli in relazione ai profili deontologici ed etici richiesti, provvedendo alla costante verifica della permanenza di tali requisiti. Inoltre, con specifico riferimento ai rimborsi e sgravi concessi ex articoli 119 e 120 del CDU, particolare attenzione dovrà essere riservata all’attività di valutazione (connotata da elevati elementi di discrezionalità) della buona fede e diligenza dell’operatore, la cui constatazione, in concomitanza con altre circostanze, comporta la decadenza della pretesa daziaria. A tal proposito, si rappresenta tuttavia che, tali ultimi procedimenti, oggetto di interventi mirati di audit di processo da parte della Direzione Internal Audit, risultano adeguatamente presidiati, anche in considerazione del limitato numero di richieste pervenute.
Gestione del rischio. Il processo di gestione del rischio è supportato da una struttura organizzativa comprendente organi di controllo a tutti i tre livelli previsti dal Sistema dei Controlli Interni (“SCI”). I controlli di linea, o di primo livello, vengono effettuati all’interno delle singole unità produttive e distributive (dipendenze, direzioni territoriali, uffici centrali appartenenti alle direzioni direttamente coinvolte nella gestione e nel controllo di specifiche aree di rischio). L’attività di tali organi è disciplinata da un’articolata normativa interna, costantemente aggiornata ed allineata alla normativa esterna. L’attività di risk management (controlli di secondo livello) si fonda su alcuni principi sintetizzabili come segue: • attribuzione all’Asset and Liability Committee (ALCO) della responsabilità della gestione di tutti i rischi insiti nell’attività bancaria e assicurativa (rischi finanziari, tra cui tasso, prezzo e cambio, liquidità; rischi operativi; rischi di credito), con l’obiettivo di mantenere l’operatività della Banca e del Gruppo in linea con la propensione al rischio degli azionisti e con le strategie aziendali, sia di medio/lungo periodo, sia di breve periodo; • sviluppo di metodologie di misurazione dei rischi coerenti con la regolamentazione di vigilanza vigente e prospettica (Nuovo Accordo sul Capitale definito dal Comitato di Basilea) e in linea con l’evoluzione della dottrina e con le best practices nazionali ed internazionali; • individuazione delle funzioni coinvolte, ai tre livelli, nel sistema dei controlli interni, al fine di garantire la separatezza fra l’attività operativa e l’attività di riscontro. Il Risk management, deputato al controllo sulla gestione dei rischi del Gruppo e delle società che lo compongono, assicura l’individuazione, la rilevazione, la misurazione e il controllo del rischio nei suoi essenziali aspetti quantitativi e di confronto con le indicazioni aziendali, di vigilanza e con altri eventuali benchmark esterni ritenuti opportuni. Essa è collocata all’interno della ViceDirezione Generale Governo e Controllo, con l’obiettivo di assicurare una visione unitaria del rischio insito nelll’attività d’impresa e un presidio costante delle diverse componenti del processo di pianificazione. L’Internal Auditing, operante all’interno della Direzione Controlli Interni, svolge i controlli di terzo livello, volti a valutare la funzionalità del Sistema dei Controlli Interni nel suo complesso. Obiettivo di questa unità, in staff con l...
