Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte di indirizzo del Vertice aziendale, è predisposta la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Società, che deve essere attuato a livello aziendale per garantire l’efficacia del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio di commissione dei reati costituisce, inoltre, parte integrante del più ampio sistema di controlli interni e di gestione dei rischi della Società. Il Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative di commissione del reato; i Principi del Sistema di Controllo interno, predisposti dalla Società anche al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generale: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001, che fornisce una breve panoramica dei reati e degli illeciti amministrativi la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e per gli effetti della citata normativa; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, che riporta in sintesi le informazioni che, ad evento o con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse all’Organismo di Vigilanza. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato secondo le esigenze di monitoraggio dell’OdV.
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Sources: Modello Di Organizzazione, Gestione E Controllo Ex d.lgs. N. 231/01
Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte Come responsabilità precipua del Consiglio di indirizzo del Vertice aziendaleAmministrazione della Società, l’attività di aggiornamento, intesa sia come integrazione che come modifica, è predisposta volta a garantire, nel tempo, la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Societàperdurante attualità, che deve essere attuato a livello aziendale per garantire l’efficacia l’adeguatezza e l’idoneità del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati valutate rispetto alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio funzione preventiva di commissione dei reati costituisce, inoltre, parte integrante del più ampio sistema di controlli interni e di gestione dei rischi della Società. Il Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative di commissione del reato; i Principi del Sistema di Controllo interno, predisposti dalla Società anche al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generale: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001. Le modifiche e integrazioni di carattere sostanziale del Modello stesso sono rimesse alla competenza del Consiglio di Amministrazione di MAG JLT. Le modifiche meramente formali del Modello ed i suoi allegati vengono apportate dal Presidente del Consiglio. In entrambe le ipotesi, le suddette modifiche potranno essere apportate anche a seguito delle valutazioni e delle conseguenti segnalazioni da parte dell’Organismo di Vigilanza; infatti, nello svolgimento del proprio ruolo di natura propulsiva e propositiva, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala - ove necessario - al Consiglio di Amministrazione gli eventuali aggiornamenti da introdurre in conseguenza di: • novità normative o giurisprudenziali che abbiano rilevanza in materia di responsabilità amministrativa degli Enti; • significative modifiche che siano intervenute nel perimetro e/o articolazione dei business della Società, nella struttura organizzativa, nel sistema dei poteri e nelle modalità operative di svolgimento delle attività a rischio e dei controlli a presidio delle stesse; • significative violazioni o elusioni delle prescrizioni contenute nel Modello adottato, che fornisce una breve panoramica ne abbiano dimostrato la non efficacia o l’incoerenza ai fini della prevenzione dei reati e degli illeciti amministrativi la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e per gli effetti della citata normativareati; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo verifiche sull’efficacia del Modello, evoluzione delle best practice di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, che riporta settore; • in sintesi le informazioni che, ad evento tutti gli altri casi in cui si renda necessaria o con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse utile la modifica del Modello sulla base delle segnalazioni pervenute all’Organismo di VigilanzaVigilanza o di altre Unità / Strutture aziendali. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato In particolare, ai fini di procedere all’aggiornamento del Modello, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala al Presidente l’opportunità di effettuare una revisione del risk assessment (secondo le esigenze di monitoraggio dell’OdV.modalità descritte nel par. 1.2.1).
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Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte Come responsabilità precipua del Consiglio di indirizzo del Vertice aziendaleAmministrazione della Società, l’attività di aggiornamento, intesa sia come integrazione che come modifica, è predisposta volta a garantire, nel tempo, la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Societàperdurante attualità, che deve essere attuato a livello aziendale per garantire l’efficacia l’adeguatezza e l’idoneità del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati valutate rispetto alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio funzione preventiva di commissione dei reati costituisce, inoltre, parte integrante del più ampio sistema di controlli interni e di gestione dei rischi della Società. Il Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative di commissione del reato; i Principi del Sistema di Controllo interno, predisposti dalla Società anche al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generale: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001. Le modifiche e integrazioni di carattere sostanziale del Modello stesso sono rimesse alla competenza del Consiglio di Amministrazione di ADR Mobility. Le modifiche meramente formali del Modello ed i suoi allegati vengono apportate dal Consigliere Delegato e/o dal Direttore Generale. In entrambe le ipotesi, le suddette modifiche potranno essere apportate anche a seguito delle valutazioni e delle conseguenti segnalazioni da parte dell’Organismo di Vigilanza; infatti, nello svolgimento del proprio ruolo di natura propulsiva e propositiva, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala - ove necessario - al Consiglio di Amministrazione gli eventuali aggiornamenti da introdurre in conseguenza di: • novità normative o giurisprudenziali che abbiano rilevanza in materia di responsabilità amministrativa degli Enti; • significative modifiche che siano intervenute nel perimetro e/o articolazione dei business della Società, nella struttura organizzativa, nel sistema dei poteri e nelle modalità operative di svolgimento delle attività a rischio e dei controlli a presidio delle stesse; • significative violazioni o elusioni delle prescrizioni contenute nel Modello adottato, che fornisce una breve panoramica ne abbiano dimostrato la non efficacia o l’incoerenza ai fini della prevenzione dei reati e degli illeciti amministrativi la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e per gli effetti della citata normativareati; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo verifiche sull’efficacia del Modello, evoluzione delle best practice di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, che riporta settore; • in sintesi le informazioni che, ad evento tutti gli altri casi in cui si renda necessaria o con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse utile la modifica del Modello sulla base delle segnalazioni pervenute all’Organismo di VigilanzaVigilanza o di altre Unità / Strutture aziendali. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato In particolare, ai fini di procedere all’aggiornamento del Modello, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala al Consigliere Delegato e/o al Direttore Generale l’opportunità di effettuare una revisione del risk assessment (secondo le esigenze di monitoraggio dell’OdV.modalità descritte nel par. 1.2.1).
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Sources: Organizational Model
Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte Come responsabilità precipua del Consiglio di indirizzo del Vertice aziendaleAmministrazione della Società, l’attività di aggiornamento, intesa sia come integrazione che come modifica, è predisposta volta a garantire, nel tempo, la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Societàperdurante attualità, che deve essere attuato a livello aziendale per garantire l’efficacia l’adeguatezza e l’idoneità del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati valutate rispetto alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio funzione preventiva di commissione dei reati costituisce, inoltre, parte integrante del più ampio sistema di controlli interni e di gestione dei rischi della Società. Il Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative di commissione del reato; i Principi del Sistema di Controllo interno, predisposti dalla Società anche al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generale: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001. Le modifiche e integrazioni di carattere sostanziale del Modello stesso sono rimesse alla competenza del Consiglio di Amministrazione di ADR Assistance. Le modifiche meramente formali del Modello e dei suoi allegati vengono apportate dal Presidente e/o dal Consigliere Delegato. In entrambe le ipotesi, le suddette modifiche potranno essere apportate anche a seguito delle valutazioni e delle conseguenti segnalazioni da parte dell’Organismo di Vigilanza; infatti, nello svolgimento del proprio ruolo di natura propulsiva e propositiva, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala - ove necessario - al Consiglio di Amministrazione gli eventuali aggiornamenti da introdurre in conseguenza di: novità normative o giurisprudenziali che abbiano rilevanza in materia di responsabilità amministrativa degli Enti; significative modifiche che siano intervenute nel perimetro e/o articolazione dei business della Società, nella struttura organizzativa, nel sistema dei poteri e nelle modalità operative di svolgimento delle attività a rischio e dei controlli a presidio delle stesse; significative violazioni o elusioni delle prescrizioni contenute nel Modello adottato, che fornisce una breve panoramica ne abbiano dimostrato la non efficacia o l’incoerenza ai fini della prevenzione dei reati e degli illeciti amministrativi reati; verifiche sull’efficacia del Modello, evoluzione delle best practice di settore; in tutti gli altri casi in cui si renda necessaria o utile la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e per gli effetti della citata normativa; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, che riporta in sintesi le informazioni che, ad evento o con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse modifica del Modello sulla base delle segnalazioni pervenute all’Organismo di VigilanzaVigilanza o di altre Unità / Strutture aziendali. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato In particolare, ai fini di procedere all’aggiornamento del Modello, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala al Presidente e/o al Consigliere Delegato l’opportunità di effettuare una revisione del risk assessment (secondo le esigenze di monitoraggio dell’OdV.modalità descritte nel par. 1.2.1).
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Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte L’attività di indirizzo del Vertice aziendaleaggiornamento, intesa sia come integrazione sia come modifica, è predisposta la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Società, che deve essere attuato volta a livello aziendale per garantire l’efficacia l’adeguatezza e l’idoneità del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati valutate rispetto alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio funzione preventiva di commissione dei reati costituisceReati indicati dal D.Lgs. 231/2001. L’adozione e la efficace attuazione del Modello costituiscono per espressa previsione legislativa una responsabilità del Consiglio di Amministrazione. Pertanto, inoltre, parte integrante del più ampio sistema il potere di controlli interni e aggiornare il Modello – espressione di gestione dei rischi della Società. Il una efficace attuazione dello stesso – compete al Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica lo esercita direttamente mediante delibera oppure tramite delega ad uno dei suoi membri e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative previste per l’adozione del Modello. Nel dettaglio il Consiglio di commissione del reato; i Principi del Sistema Amministrazione ha il potere di Controllo internoadottare, predisposti dalla Società sulla base anche di indicazioni e proposte provenienti dall’OdV, modifiche e/o integrazioni al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello ed ai suoi allegati che si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generaledovessero rendere necessarie in conseguenza di: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001, significative violazioni delle prescrizioni del Modello adottato; • modifiche normative che fornisce una breve panoramica dei reati e degli illeciti amministrativi la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza comportano l’estensione della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e degli enti ad altre tipologie di Reato per gli effetti le quali si reputi sussistente un rischio di commissione nell’interesse o a vantaggio della citata normativaSocietà; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo significative modifiche intervenute nella struttura organizzativa, nel sistema dei poteri e nelle modalità operative di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇svolgimento delle attività a rischio e dei controlli a presidio delle stesse. Al fine di apportare al Modello tutte quelle modifiche formali e non sostanziali che possano rendersi necessarie nel tempo, che riporta in sintesi è facoltà del Consiglio di Amministrazione della Società, nella sua autonomia decisionale, conferire ad uno dei suoi membri delega ad apportare le informazioni che, ad evento o citate modifiche con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse all’Organismo obbligo di Vigilanza. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato secondo le esigenze rendiconto al Consiglio di monitoraggio dell’OdV.Amministrazione delle modifiche apportate.
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Aggiornamento del Modello. Sulla base delle risultanze delle fasi precedenti nonché delle scelte Come responsabilità precipua dei singoli Consigli di indirizzo del Vertice aziendaleAmministrazione della Società aderenti al Gruppo, l’attività di aggiornamento, intesa sia come integrazione che come modifica, è predisposta volta a garantire, nel tempo, la versione aggiornata del Modello di CDP Reti. Il sistema dei controlli preventivi definito dalla Societàperdurante attualità, che deve essere attuato a livello aziendale per garantire l’efficacia l’adeguatezza e l’idoneità del Modello, è strutturato come segue: • sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro; • sistema autorizzativo che si articola mediante poteri autorizzativi e di firma coerenti con le responsabilità organizzative e gestionali definite; • sistema di controlli interni; • sistema di principi etici e regole di comportamento finalizzati valutate rispetto alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; • sistema di controllo di gestione in grado di fornire tempestiva segnalazione dell’esistenza e dell’insorgere di situazioni di criticità, attraverso presidi manuali e automatici idonei a prevenire la commissione dei reati o a rilevare ex-post eventuali irregolarità che potrebbero contrastare con le finalità del Modello; • sistema di gestione della documentazione; • sistema di comunicazione e formazione, avente ad oggetto tutti gli elementi del Modello; • sistema disciplinare adeguato a sanzionare la violazione delle norme del Codice Etico e delle altre indicazioni del Modello. Tali componenti costituiscono presidi validi per tutte le fattispecie di reato previste dal Decreto. Per quanto riguarda i presidi di controllo specifici si rinvia alla Parte Speciale. Il sistema di controllo preventivo per la riduzione del rischio funzione preventiva di commissione dei reati costituisce, inoltre, parte integrante del più ampio sistema di controlli interni e di gestione dei rischi della Società. Il Consiglio di Amministrazione, che ha la responsabilità ultima di tale sistema, ne assicura la costante completezza, funzionalità ed efficacia, promuovendo un alto livello di integrità etica e una cultura del controllo tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza dell’attività di monitoraggio. Il Modello di CDP Reti è dunque costituito, come detto, oltreché dalle componenti dell’assetto organizzativo, dalla presente Parte Generale e dalla Parte Speciale, che tutti i Destinatari, in relazione al tipo di rapporto in essere con la Società, sono tenuti a conoscere e rispettare. La Parte Speciale riporta in forma organizzata: le cc.dd. Attività rilevanti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, ossia gli ambiti entro i quali potrebbero commettersi reati previsti dal Decreto; i Key Officer, owner o contributori dell’Attività rilevante; i reati, ossia le fattispecie di illecito ritenuti rilevanti per CDP Reti astrattamente integrabili nell’esecuzione dell’Attività rilevante; le modalità esemplificative di commissione del reato; i Principi del Sistema di Controllo interno, predisposti dalla Società anche al fine di mitigare il rischio di condotte illecite. Il Modello si compone, altresì, dell’Allegato alla presente Parte Generale: • Elenco dei reati e degli illeciti amministrativi previsti dal D.Lgs. n. 231/2001. Le modifiche e integrazioni di carattere sostanziale del Modello stesso sono rimesse alla competenza dei singoli Consigli di Amministrazione delle Società. Le modifiche meramente formali del Modello ed i suoi allegati vengono apportate dai Presidenti del Consiglio di Amministrazione. In entrambe le ipotesi, le suddette modifiche potranno essere apportate anche a seguito delle valutazioni e delle conseguenti segnalazioni da parte dei rispettivi Organismi di Vigilanza; infatti, nello svolgimento del proprio ruolo di natura propulsiva e propositiva, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala - ove necessario - al Consiglio di Amministrazione gli eventuali aggiornamenti da introdurre in conseguenza di: • novità normative o giurisprudenziali che abbiano rilevanza in materia di responsabilità amministrativa degli Enti; • significative modifiche che siano intervenute nel perimetro e/o articolazione dei business della Società, nella struttura organizzativa, nel sistema dei poteri e nelle modalità operative di svolgimento delle attività a rischio e dei controlli a presidio delle stesse; • significative violazioni o elusioni delle prescrizioni contenute nel Modello adottato, che fornisce una breve panoramica ne abbiano dimostrato la non efficacia o l’incoerenza ai fini della prevenzione dei reati e degli illeciti amministrativi la cui commissione determina, al ricorrere dei presupposti previsti dal Decreto, l’insorgenza della responsabilità amministrativa dell’Ente ai sensi e per gli effetti della citata normativareati; • Flussi informativi nei confronti dell’Organismo verifiche sull’efficacia del Modello, in base all’evoluzione delle best practice di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, che riporta settore; • in sintesi le informazioni che, ad evento tutti gli altri casi in cui si renda necessaria o con una periodicità prestabilita, devono essere trasmesse utile la modifica del Modello sulla base delle segnalazioni pervenute all’Organismo di VigilanzaVigilanza o di altre Unità / Strutture aziendali. Tale allegato verrà regolarmente aggiornato In particolare, ai fini di procedere all’aggiornamento del Modello, l’Organismo di Vigilanza valuta e segnala al Presidente l’opportunità di effettuare una revisione del risk assessment (secondo le esigenze di monitoraggio dell’OdV.modalità descritte nel par. 1.2.1).
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Sources: Organizational Model for Management and Control of Subsidiaries