Suolo e sottosuolo Clausole campione

Suolo e sottosuolo. L’area in esame è ubicata al passaggio tra i comuni di Rho e di Pero, posti immediatamente a Nord- Ovest dell’hinterland milanese. Da un punto di vista morfologico quest’area, inserita in un contesto fortemente urbanizzato, presenta i caratteri di una pianura che si insinua a Nord tra i lembi morfologici dei depositi più antichi, mantenendosi ad una quota sensibilmente inferiore rispetto a questi ed interrompendosi soltanto in corrispondenza degli alvei dei corsi d’acqua attuali (Ticino, Olona, Lambro e Adda). La pianura risulta uniformemente caratterizzata da un assetto tabulare con profilo topografico pianeggiante o sub-pianeggiante costituito per gran parte dalla pianura alluvionale (Livello Fondamentale della Pianura). L’area si sviluppa nell’Alta Pianura Lombarda, un settore della Pianura Padana modellato nelle forme attuali, nell’ultimo milione d’anni, da depositi fluvioglaciali e alluvionali; i primi connessi alle grandi espansioni glaciali pleistoceniche, gli altri all’attività postglaciale, olocenica degli affluenti del Po. Tali depositi sono soprattutto rappresentati da ghiaie, sabbie e argille costituenti una coltre, di spessore fino a diverse centinaia di metri. La distribuzione schematica dei depositi continentali quaternari attraverso l’intera Pianura Padana è suggerita nella Figura sottostante (Ori, 1993); con depositi da ghiaiosi a sabbiosi di delta conoide a ridosso dei rilievi alpini ed appenninici e materiali più fini verso l’asse padano, dovuti più propriamente all’attività del Po. Fiume Po; 5) Sedimenti argillosi-limosi In un esteso intorno dell’area del Sito sono cartografate le seguenti unità:
Suolo e sottosuolo. Sarà fatta un’analisi della litologia delle aree interessate dagli interventi con particolare attenzione alle classi di fattibilità geologica. Saranno inoltre approfondite le tematiche relative allo stato di qualità dei suoli in corrispondenza degli interventi di trasformazione: occorrerà, infatti, valutare la necessità di dover effettuare delle indagini integrative, in funzione delle nuove destinazioni d’uso.
Suolo e sottosuolo. L'area si estende nel settore meridionale della città di Roma, dove affiorano diffusamente i prodotti piroclastici albani riferibili alla Formazione di Villa Senni ed alle Pozzolane Rosse e Nere, mentre i depositi alluvionali recenti affiorano lungo la valle del Fosso di Vigna Murata, ad oggi intubato in corrispondenza della strada omonima. Nell'area le formazioni piroclastiche sono state intensamente cavate in passato, sia in sotterraneo, che a cielo aperto e ad oggi sono evidenti in sito alcune scarpate antropiche rappresentative presumibilmente di fronti di cava. L'area risulta inoltre perimetrata come Zone nelle quali è probabile l'esistenza di cavità sotterranee nelle rocce vulcaniche nella cartografia. L'area si può definire idonea alla realizzazione degli interventi previsti, ad eccezione di alcuni tratti di scarpata, rappresentative presumibilmente di fronti di cava, che ricadono in corrispondenza ed in prossimità dell'edificio in progetto e vengono perimetrate come aree idonee con prescrizioni. […] Il sito d'intervento è descrivibile come un'area distinta in parte a verde pubblico, in parte occupata da edifici industriali e in parte incolta. Le essenze arboree presenti (in prevalenza di origine alloctona come Ailantus e Robinia pseudoacacia) si distribuiscono, insieme a delle formazioni cespugliate (prevalenza di Rubus ulmifolius, circa l'80 %; scarsa presenza di Spartium junceum, circa 5% e per la restante parte Crataegus manogyna e Rhamnus alaternus), nelle aree marginali del sito. La scheda di rilevamento redatta ai sensi della D.G.R. n.2649/1999 considera l'intera area (escludendo le porzioni edificate e destinate a verde pubblico) come incolto. […] In dettaglio i nuovi impianti previsti sono: n. 8 lecci (Quercus ilex), n. 17 alberi di Giuda (Cercis siliquastrum), n. 18 aceri campestri (Acer campestre), n. 7 meli selvatici (Malus sylvestris), n. 2 ornielli (Fraxinus ornus), n. 13 biancospini ad albero (Crataegus monogyna “Stricta”), n. 7 cipressi (Cupressus sempervirens “Pyramidalis”) e n. 9 carpini piramidali (Carpinus betulus “pyramidalis”). Le specie di arbusti che verranno utilizzate sono: pittosporo (Pittosporum tobira) oleandro (Nerium oleander) in varie colorazioni di fioritura, ginepro (Juniperus sabina), lavanda (Lavandula angustifolia var. Hidcote, Edelweiss e Rosea), lauroceraso (Prunus laurocerasus “▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇), rose, pachisandra (Pachysandra terminalis); quest’ultima verrà utilizzata come coprisuolo. Si tiene a precisare che l’ol...
Suolo e sottosuolo. L’area nella quale sarà prevista l’installazione in oggetto non ricade in aree dichiarate a rischio e/o pericolosità, così come verificato attraverso le carte della pericolosità e del rischio geomorfologico ed idraulico. L’installazione in esame non apporterà nuovi rischi per la stabilità del suolo, dato che gli impianti fotovoltaici saranno realizzati assemblando componenti prefabbricati e non necessiteranno di opere di fondazione. Durante la fase di cantiere non saranno effettuati movimenti terra significativi né sbancamenti e livellamenti eccezion fatta per i piccoli moduli prefabbricati che saranno posti in opera e per le strade di accesso ed interne. La posa in opera delle strutture portanti dei pannelli solari prevederà una movimentazione di terreno molto superficiale per estensione e profondità ed il suolo non verrà né asportato né modificato artificialmente. Del tutto trascurabile sarà anche la modifica del suolo dovuta alla realizzazione della conduttura elettrica interrata. La presenza dei pannelli, una volta installati, produrrà una modesta riduzione dell’irraggiamento solare del suolo sottostante ad essi. Infatti, grazie all’altezza del punto più basso del pannello e alla distanza tra ogni serie di pannelli, nei periodi autunnale, invernale e primaverile nei quali sarà più importante la presenza di un “cotico” di vegetazione erbacea atto a mantenere un suolo superficiale strutturato e stabile, l’inclinazione dei raggi solari alla nostra latitudine consentirà l’irraggiamento su tutto il suolo coperto nella maggior parte del periodo di illuminazione diurno. Per i motivi anzidetti, anche lo scorrimento superficiale delle acque meteoriche ed il loro percolamento non sarà sostanzialmente modificato. Il sito inoltre non manifesterà alterazioni che possano indirizzare il chimismo verso reazioni estranee ai normali processi pedologici.
Suolo e sottosuolo. Impatti attesi nella fase di cantiere Impatti attesi nella fase di esercizio Impatti attesi nella fase di dismissione
Suolo e sottosuolo. Aree a rischio erosione
Suolo e sottosuolo. Le successive fasi di progettazione esecutiva saranno accompagnate da approfondimenti delle condizioni idrogeologiche, litologiche e geotecniche per mezzo di ulteriori prove geognostiche in sito e di laboratorio. Le nuove opere dovranno essere progettate e realizzate in conformità con quanto previsto dal Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018 “▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ per le Costruzioni” entrato in vigore dal 22 marzo 2018. La progettazione esecutiva sarà assoggettata ad autorizzazione relativamente al vincolo idrogeologico, ai sensi dell'art. 7 del RDL 3267 del 30/12/1923 e successivo Regolamento di applicazione ed esecuzione R.D. n. 1126 del 16 maggio 1926. In fase di progettazione esecutiva saranno prese in esame le criticità riscontrate, intervenendo con opere di regimazione delle acque superficiali e sotterranee ed eventualmente di bonifica delle aree potenzialmente instabili, al fine di migliorare il grado di stabilità del versante. In fase di progettazione esecutiva dovranno essere inseriti più compiutamente gli interventi di sbancamento, le opere di drenaggio e le opere di sostegno del versante da realizzarsi in merito all’intervento in oggetto, al fine di risolvere le criticità del versante dovute all’assetto geomorfologico e alla presenza di acqua di infiltrazione.
Suolo e sottosuolo. La città di Padova si sviluppa nel settore orientale della Pianura Padana, immediatamente a nord-est dei colli Euganei, e rientra nella “Bassa pianura veneta”, caratterizzata da un territorio ad andamento pianeggiante. L’ambito di Via Giustiniani è situato nel centro storico della città e sede dell’ospedale esistente, è interamente interessato da superfici artificiali. L’area di Padova Est – ▇. ▇▇▇▇▇▇▇ è costituita per la maggior parte da superfici agricole incolte e residuali intercluse dal sistema infrastrutturale e dalle aree urbane circostanti. Agenti fisici Relativamente alla realtà del Comune di Padova, nel 2018 è stato adottato il Piano di Azione dell’agglomerato di Padova con l’obiettivo di valutare e migliorare il clima acustico del territorio.
Suolo e sottosuolo. Fase di cantiere
Suolo e sottosuolo. Paesaggio, natura, habitat