Valori di riferimento Clausole campione

Valori di riferimento. Il materiale compattato in sito dovrà avere le seguenti caratteristiche: − densità: maggiore/uguale 90% della densità ottimale del ▇▇▇▇▇▇▇ Standard; − modulo di deformabilità: ME maggiore/uguale 250 kg/cm2 valutato tra 0,5 e 1,5 kg/cm2 (ottenuto tramite prove di carico su piastra).
Valori di riferimento. 1. Lo Statuto dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Pio Istituto Campana” ne definisce gli scopi e le finalità. 2. Gli scopi istituzionali indicati all’art. 3 del suddetto Statuto sono i seguenti: “Provvedere all’accoglienza, anche temporanea, di anziani non autosufficienti, adulti inabili ed anziani autosufficienti o che presentino un modesto grado di dipendenza psicologica o fisica di ambo i sessi, sia in regime residenziale che diurno, offrendo loro prestazioni di assistenza sociale e sanitaria, capaci di rispondere al modificarsi dei bisogni di vita e di salute, nell’ ottica del mantenimento della massima autonomia psicologica e funzionale del soggetto assistito”. 3. L’Azienda si ispira a valori come: l’assistenza qualificata e personalizzata, la qualità della vita, il diritto di partecipazione, la dignità della persona e la trasparenza. 4. La Residenza Socio – Sanitaria “Pio Istituto Campana”, in applicazione della L.R. Toscana n.82/2009 “Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato” e successive modifiche e del relativo Regolamento di attuazione n.29/R del 3 marzo 2010 ha presentato la dichiarazione di accreditamento il 29 giugno 2011.
Valori di riferimento. Il Sistema integrato dei Servizi riconosce come proprio fondamento i seguenti valori: la lotta allo stigma, la partecipazione, la prevenzione e promozione della salute mentale, l'integrazione, la continuità assistenziale, l’innovazione, la verificabilità. La lotta allo stigma e al pregiudizio nei confronti del malato e del suo contesto previene e contrasta l’esclusione e l’emarginazione. I Servizi, pertanto, perseguendo l'obiettivo dell'integrazione dell'individuo con disagio psichico e della sua famiglia, si impegnano a promuovere una diversa visione della persona valorizzandone le conoscenze, abilità e capacità. In tal modo anche all'interno dei Servizi viene promossa una cultura orientata ad una diversa concezione dell'utenza: è così che il cittadino da “assistito” diviene “protagonista” ed inizia a conseguire un senso di padronanza e di controllo su di sé e sul proprio ambiente partecipando alla definizione del proprio processo di cura e di vita. Pertanto la partecipazione diventa una restituzione di responsabilità in quanto la centralità dell'utente e della sua famiglia per il minore, assume una connotazione sempre più rilevante in tutte le fasi del processo metodologico e l'individuo può partecipare attivamente alla definizione della situazione problematica su cui si basa la progettazione integrata. Ragionare in termini di sanità pubblica, di promozione e tutela della salute mentale, garantisce alla Comunità equità e contrasto delle disuguaglianze, ponendo le popolazioni e gli individui al centro degli interventi al fine di ottenere il più alto livello di salute possibile, in quel contesto, e in quella fase storica. La salute mentale, infatti, deve essere promossa come elemento a valenza eziologica rispetto ai rischi per la salute bio-psico-sociale individuale e collettiva poiché “senza salute mentale non c’è salute”. Attraverso l'integrazione degli interventi gli operatori dei Servizi delle Politiche Sociali, insieme con quelli dei Servizi sanitari, vengono a costituire un’equipe inter-servizi che, insieme alla persona e al suo contesto familiare, analizza e valuta la situazione di bisogno utilizzando i contributi, le conoscenze e le risorse propri di ogni professionalità ed ambito. La continuità assistenziale garantisce la continuità della relazione di cura nei diversi contesti di vita, la tempestività, la specificità ed l'appropriatezza degli interventi, la disponibilità a renderli in forma coordinata ed integrata, ma soprattutto si sostanzia nell...
Valori di riferimento. Lo Statuto dell’Azienda ne definisce gli scopi e le finalità che sono riportati dettagliatamente all’art. 3. L’Azienda si ispira a valori come: l’assistenza qualificata e personalizzata, la qualità della vita, il diritto di partecipazione, la dignità della persona e la trasparenza, come si evince dalla propria Carta dei Servizi. La Residenza è una struttura socio-assistenziale, aperta e flessibile ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini e del territorio. L’Azienda ha attivo il Centro Diurno che offre un servizio semiresidenziale per rispondere ai bisogni assistenziali di persone anziane prevalentemente non autosufficienti di età di regola superiore 65 anni aperto tutto l’anno dalle 8,00 alle 19,30. Il Centro Diurno è definito dalle normative regionali (L.R. 72/97, art. 52; Delib. C.R.T. n.228/98; delib. C.R.T. n.214/91; Delib. C.R.T. n. 311/98).
Valori di riferimento. I valori di riferimento vengono determinati da Allianz Leben-AG nel rispetto dei principi attuariali e dipendono principalmente dall’età dell’Assicurato, dalla data di inizio
Valori di riferimento. I "valori di riferimento", minimo e massimo, dei canoni di locazione per le aree omogenee - come individuate nell'Allegato A - in cui è diviso il territorio amministrativo del Comune di Mondragone (CE), sono definiti nelle misure riportate nell'Allegato A, ed espressi in €/mq. annui.
Valori di riferimento. L'Associazione degli Enti Previdenziali ▇▇▇▇▇▇▇ e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro riconoscono che esistono valori comuni di riferimento - ovviamente nella diversità della loro rispettiva natura e dei ruoli istituzionali - che esse intendono rispettare e valorizzare. Tra questi valori alcuni acquisiscono - in questa fase - un particolare significato che le Parti intendono sottolineare: