Imposte dirette Clausole campione

Imposte dirette. Adempimenti dichiarativi
Imposte dirette. Ai fini delle imposte dirette, l'operazione di Fusione è fiscalmente neutrale e comporta la successione a titolo universale della Società Incorporante nella posizione fiscale della Società Incorporata (art. 172 del D.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917, il “TUIR”). La Fusione, infatti, non genera l'emersione di componenti positive o negative di reddito imponibile in capo ai soggetti partecipanti (Società Incorporante, Società Incorporanda e anche azionisti). In particolare, il trasferimento del patrimonio della Società Incorporanda nella Società Incorporante non dà luogo al realizzo di plusvalenze, minusvalenze, comprese quelle relative alle rimanenze e il valore dell'avviamento (art. 172, comma 1, del TUIR). Inoltre, nella determinazione del reddito della Società Incorporante non si tiene conto dell'avanzo o disavanzo iscritto in bilancio, nel caso di specie, per effetto del rapporto di cambio (art. 172 del TUIR). Con specifico riferimento ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (c.d. IAS adopter), l'art. 4, comma 2, lett. (a), del D.M. 10 aprile 2009 prevede che per "disavanzo da fusione" si abbia riguardo alla differenza positiva tra il valore complessivo del patrimonio aziendale acquisito, come iscritto nel bilancio della società acquirente, e il patrimonio netto dell'entità acquisita. Di conseguenza, i maggiori valori iscritti sulle attività e passività della società "acquisita" (incluso l'avviamento) non saranno fiscalmente riconosciuti. Le perdite fiscali generate dalle Società che Partecipano alla Fusione (inclusa la Società Incorporante) e gli interessi passivi indeducibili oggetto di riporto in avanti ai sensi dell'art. 96, comma 4 del TUIR, generati nei periodi di imposta anteriori alla Fusione nonché (in caso di retrodatazione) nel periodo intercorrente tra l'inizio del periodo di imposta in cui avviene la Fusione e la data di efficacia dell'operazione, possono essere portati in diminuzione del reddito della Società Incorporante laddove ricorrano i requisiti richiesti dall'articolo 172, comma 7, del TUIR e nei limiti ivi previsti. Per quanto riguarda gli azionisti della Società Incorporanda, ai sensi dell'art. 172, comma 3, del TUIR, il concambio delle azioni di CLF con azioni di CLT non costituisce né realizzo né distribuzione di plusvalenze o di minusvalenze né conseguimento di ricavi.
Imposte dirette. Il locatore NON mantiene la qualifica di imprenditore Articolo 67 c. 1 lett. h) Tuir – prevede due ipotesi
Imposte dirette. Le imposte sono rilevate secondo il principio di competenza; rappresentano pertanto: • le imposte liquidate o da liquidare per l'esercizio sono determinate secondo le aliquote e le norme vigenti;
Imposte dirette. Passando al versante fiscale, il primo aspetto che occorre analizzare è certamente il trattamento ai fini delle imposte dirette, tanto in capo al cedente quanto in capo al cessionario, del corrispettivo di cessione.
Imposte dirette. ➢ Locazione fabbricato • Reddito fondiario (art. 37, c. 4 bis, TUIR) = reddito imponibile è il maggiore tra canone locazione (-5%) e rendita catastale - Venezia centro, Giudecca, Murano, Burano (-25%) - Immobili interesse storico artistico (-35%) • Cedolare secca (at. 3, D.Lgs 14/03/11 n. 23) - Persone fisiche - Immobili abitativi - 21% canone libero - 15% canone concordato comuni alta tensione abitativa - Esenzione da registro e Bollo - Nessun adeguamento Istat del canone
Imposte dirette. Vengono definite dirette, le imposte che colpiscono manifestazioni immediate della capacità contributiva e che hanno come presupposto: ▪ il reddito (flusso di ricchezza acquisito dal contribuente in un determinato periodo di tempo); ▪ il patrimonio. Le imposte dirette sono distinte in: ▪ generali, che colpiscono la generalità dei redditi o dei patrimoni; ▪ speciali, che colpiscono determinate forme di redditi o dei patrimoni; e inoltre in: ▪ personali, per le quali assumono rilievo elementi che concernono la situazione personale o familiare del contribuente; ▪ reali, che si commisurano ad un dato reddito od elemento patrimoniale oggettivamente considerato. La disciplina giuridica delle imposte dirette è contenuta principalmente nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) approvato con DPR 22.12.1986 n.917; l’assetto normativo operato dal TUIR è tutt’altro che definitivo essendo intervenute nel tempo numerosissime modifiche che riguardano non soltanto parametri quantitativi (aliquote, detrazioni, etc.), ma anche aspetti sostanziali delle singole imposte. Le principali imposte dirette sono rappresentate dalle imposte sul reddito, costituito da: ▪ reddito fondiario; ▪ reddito di capitale; ▪ reddito di lavoro dipendente; ▪ reddito di lavoro autonomo; ▪ reddito di impresa; ▪ redditi diversi; ▪ redditi di fonte estera.
Imposte dirette. Il ricavo di vendita ed il costo per il compenso costituiscono, rispettivamente, un componente positivo e uno negativo di reddito. Il ricavo per il compenso costituisce un componente positivo di reddito. Iva Emette fattura di vendita intestata al terzo acquirente (cliente) con Iva al 10% se il mandante proprietario è soggetto passivo Iva; in esenzione se è persona fisica. Riceve fattura per il compenso del mandatario agente. Emette fattura con ▇▇▇ ad aliquota ordinaria per il compenso.
Imposte dirette. Il corrispettivo della vendita configura un reddito diverso rientrante nell’articolo 67 comma 1 lettera b) del t.u.i.r. che assoggetta a tassazione le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni. Le quote del canone imputate ad acconto prezzo, costituendo parte del corrispettivo del trasferimento, devono essere assoggettate a imposizione in base alla citata disciplina dei redditi diversi. Tali quote saranno tassate nel momento in cui avviene la cessione dell’immobile, ossia quando il conduttore esercita il diritto di riscatto e sempre se l’immobile è ceduto entro i 5 anni dall’acquisto o dalla costruzione poiché in caso contrario, vale a dire quando lo stesso è ceduto dopo i cinque anni non è rilevante ai fini fiscali. La plusvalenza sarà determinata come differenza positiva tra il corrispettivo percepito dal conduttore/acquirente, comprensivo delle quote del canone imputate come acconto prezzo ed il costo di acquisto dell’immobile.
Imposte dirette. In caso di risoluzione per inadempimento del concedente, il trasferimento della proprietà del bene non si perfeziona e per lo stesso non emerge alcun ricavo o plusvalenza rilevante nella determinazione del reddito d’impresa. Per il concedente assumono rilevanza nella determinazione del reddito d’impresa, come interessi passivi, i soli interessi legali che lo stesso è tenuto a corrispondere al conduttore.