PROTOCOLLO OPERATIVO Clausole campione

PROTOCOLLO OPERATIVO. Nel rispetto della qualità dell’assistenza che deve essere comunque garantita, si concordano le seguenti modalità operative: a) aumento delle prestazioni erogate con ore aggiuntive di attività programmata. Le Aziende Sanitarie possono prevedere un pacchetto aggiuntivo di ore di cui disporre in caso di superamento dei tempi d’attesa, per periodi di norma non superiori a 12 mesi. Tali ore aggiuntive devono essere offerte in via prioritaria, per un periodo a termine, ai medici specialisti titolari di incarico a tempo indeterminato e determinato e, in subordine, assegnate a medici specialisti mediante rapporti convenzionali ai sensi dell’ACN e dell’Accordo regionale. Fra i titolari di incarico, hanno priorità gli specialisti che operano nel presidio individuato come critico nel progetto di contenimento delle liste di attesa. Il compenso delle ore aggiuntive è individuato ai sensi dell’art 50 commi 1, 2 e 3 su cui grava il contributo previdenziale a carico dell’ente. b) interventi finalizzati all’appropriatezza delle prestazioni c) prestazioni in libera professione intramoenia ai sensi dell’art 52.
PROTOCOLLO OPERATIVO. Il PROTOCOLLO OPERATIVO è un documento allegato al presente CONTRATTO DI SERVIZIO, di cui ha la stessa validità, e disciplina nel dettaglio i Servizi e gli interventi erogati dall’AZIENDA al COMUNE. Tali Servizi e Interventi possono essere di carattere generale - erogati indistintamente a tutti i COMUNI SOCI - ovvero erogati su richiesta da parte del singolo COMUNE. L’affidamento di ulteriori servizi o interventi o il subentro in uno o più contratti del singolo COMUNE SOCIO (successivo articolo 7) dovrà essere ricompreso nel PROTOCOLLO OPERATIVO sottoscritto con il comune stesso.
PROTOCOLLO OPERATIVO. Ai fini dell’attuazione delle misure straordinarie definite con il presente protocollo i soggetti firmatari si impegnano a realizzare le seguenti azioni: - svolge una azione di monitoraggio sull’applicazione del protocollo anche attraverso l’istituzione di un specifico osservatorio; - promuove la conoscenza del Protocollo attraverso il sito web istituzionale; - al termine del periodo di applicazione del protocollo renderà disponibili i dati relativi alla sua applicazione; - promuoverà, ove se ne ravvisi l’opportunità, le azioni necessarie volte alla prosecuzione degli interventi per l’anno 2014.
PROTOCOLLO OPERATIVO. Il protocollo operativo che verrà predisposto dall’AUSL, riguarda le modalità di richiesta di intervento fatte alla Centrale Operativa 118 SUEM ed al Centralino denominato " Centrale operativa Trasporti”, dai reparti/servizi/distretti. Le richieste per il trasporto ordinario dovranno essere fatte su appositi prestampati da inviare mediante fax o e-mail o attraverso il sistema di prenotazione secondo le modalità previste dall’AUSL. (Per controllare l’appropriatezza, sono escluse le richieste telefoniche) Le richieste dei Reparti/servizi/distretti per l’effettuazione dei trasporti riguardanti il Lotto 2, dovranno pervenire al Centralino del trasporto sanitario dalle ore 07.00 alle ore 19.00 dal Lunedì al Sabato.
PROTOCOLLO OPERATIVO a) Le modalità organizzative e operative di partecipazione delle farmacie e dei distributori intermedi (vettori incaricati del trasporto del campione) al Programma di screening del carcinoma del colon retto sono definite nell’allegato protocollo operativo, parte integrante e sostanziale del presente Accordo.
PROTOCOLLO OPERATIVO. Le modalità di erogazione degli interventi di soccorso sono stabilite dal protocollo che, sottoscritto dalle parti contrenti, viene allegato al presente atto sub “A” per farne parte integrante e sostanziale. Detto protocollo, composto da cinque pagine, definisce le modalità di intervento del sistema di soccorso dedicato ai cantieri e di raccordo con il sistema 118, nonché le caratteristiche dei locali, degli automezzi e delle attrezzature sanitarie e non, necessari per l'attivazione di tale sistema che saranno messi a disposizione dell'Azienda USL Toscana Centro da parte di Autostrade per l'Italia.
PROTOCOLLO OPERATIVO. Il DSM in ambiente intramurario deve: • assicurare le prestazioni previste nei Livelli Essenziali di Assistenza; • attuare gli interventi di cura e riabilitazione in stretto collegamento con le articolazioni organizzative dei servizi psichiatrici del territorio; • garantire azioni mirate alla prevenzione dei comportamenti disadattativi; • favorire l'integrazione dei malati mentali e dei portatori di disagio sociale nell'ambiente intramurario anche utilizzando psicoterapie di gruppo, gruppi di auto-mutuo-aiuto, nonché il coinvolgimento delle associazioni di volontariato; • svolgere attività mirata alla prevenzione dei comportamenti autolesivi; Le suddette attività saranno svolte attraverso: a. La visita psichiatrica dei nuovi ingressi (che deve essere eseguita dallo psichiatra dopo la visita medica generale svolta dal medico ▇▇▇▇, Servizio Integrativo di Assistenza Sanitaria) che assume un'importanza cruciale nel processo di prevenzione del disagio psichico attraverso l'individuazione di: • soggetti con disturbi psichiatrici in atto o pregressi • soggetti con anamnesi positiva per pregressi tentativi di suicidio • soggetti con elevato rischio di suicidio b. Una specifica e ben articolata programmazione delle visite di controllo c. Il sostegno psicologico assicurato attraverso: d. Il sostegno e richiamo agli affetti familiari attraverso l'intervento del Servizio Sociale Dipartimentale e. L'accesso degli operatori del DSM alle Sezioni e agli ambienti per le attività in comune per garantire contatti diretti con la popolazione detenuta f. Un programma di prevenzione del disagio psichico e quindi anche delle condotte suicidarie con interventi sull'ambiente fisico e sull'ambiente sociale g. La formazione specifica del personale sulla prevenzione delle condotte suicidarie h. La somministrazione di test psicodiagnostici per evidenziare segni prodromici di ideazione suicidaria 1. La prevenzione del suicidio nelle carceri", World Health Organization, 2007 2. Linee di indirizzo sulla gestione di casi a rischio suicidario in carcere", Regione Toscana, Centro Regionale per la salute in carcere, 2009.
PROTOCOLLO OPERATIVO. A cura del Dipartimento Oncologico dell’Azienda è predisposto un apposito protocollo per definire le modalità specifiche di raccordo di tipo organizzativo, gestionale ed assistenziale tra la Struttura e l’Azienda, per la gestione dell’utente che necessita di trattamenti radioterapici. La procedura, parte integrante della presente convenzione, è allegata sotto la lettera A1).
PROTOCOLLO OPERATIVO. Per una efficace e appropriata tutela della salute mentale in carcere bisogna attuare un percorso diagnostico-terapeutico che deve coinvolgere tutti coloro che operano nell'istituto e che inizia nel momento stesso dell'ingresso del detenuto. Infatti, sicuramente cruciale nell'ambito dell'esperienza detentiva risulta essere il momento dell'ingresso in carcere. Particolare attenzione deve essere posta al soggetto che entra in carcere, specie se si tratta di una prima esperienza detentiva.
PROTOCOLLO OPERATIVO. 5- modalità di accesso e erogazione delle prestazioni ART. 6 – obblighi della struttura