Conclusioni e raccomandazioni Clausole campione
Conclusioni e raccomandazioni. 1. La valorizzazione trova il suo proprium negli interventi volti a promuovere la conoscenza dei beni culturali e ad assicurarne l’utilizzazione e la fruizione pubblica. Il tema della sostenibilità economico-finanziaria di tali interventi costituisce, da sempre, un nodo critico per la salvaguardia del patrimonio culturale. A causa della limitatezza delle risorse finanziarie di cui dispone l’amministrazione, si rivela sempre più importante l’apporto dei privati al finanziamento delle iniziative pubbliche di valorizzazione. L’introduzione di forme di partenariato pubblico-privato può effettivamente aumentare l’efficienza e consentire di realizzare investimenti di manutenzione e valorizzazione che il settore pubblico non sempre è in grado di svolgere. Peraltro, le imprese saranno propense ad investire nel settore culturale solo in presenza di reali possibilità di rendimento (project financing) oppure di un effettivo ritorno di immagine (sponsorizzazione), avendo trovato poco fortuna, sinora, in Italia il fenomeno del mecenatismo.
2. La disciplina speciale delle sponsorizzazioni dei beni culturali è il frutto di una serie di interventi normativi, che si sono succeduti nell’ultimo quindicennio. I casi presi in considerazione sono emblematici, in quanto fanno emergere, in maniera piuttosto evidente, da un lato, gli aspetti potenzialmente positivi dell’utilizzo della sponsorizzazione nel settore del patrimonio storico-artistico, e, dall’altro lato, anche i limiti e le problematiche dell’applicazione dell’istituto. Le sponsorizzazioni nel settore dei beni culturali evidenziano, anzitutto, la carenza dei contenuti contrattuali, in particolare sotto il profilo della valutazione economica della controprestazione offerta dall’amministrazione, che rappresenta elemento fondamentale ai fini della determinazione della prestazione dello sponsor, sia essa pecuniaria ovvero di dare o di facere; in secondo luogo, una posizione di debolezza a contrattare dell’amministrazione, che non è dotata degli strumenti per verificare e ottimizzare il valore derivante dall’abbinamento del nome, del marchio, dell’immagine o del prodotto di un’impresa a un bene o a un’iniziativa culturale, siccome dimostra l’esperienza della sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo, esperienza nella quale sollevano perplessità la quantità e la durata dei diritti (in prevalenza diritti d’uso di immagini, spazi e informazioni) concessi allo sponsor e alla istituenda associazione “Amici del Colosse...
Conclusioni e raccomandazioni. Il problema degli alloggi di servizio per il personale delle Forze armate, come emerge dalla abbondante legislazione che è stata prodotta sull’argomento e dalla difficoltà di af- frontare alcune questioni che negli anni si sono aggravate (valga per tutte il fenomeno dei “sine titulo”) presenta una serie di complessità dovute al suo intrecciarsi con aspetti di or- dine sociale ed economico, ma resta di grande rilevanza per l’organizzazione ed il personale militare, specie dopo la trasformazione dello strumento militare da esercito di leva in eser- cito composto da volontari di carriera o a lunga ferma. L’analisi della situazione attuale che vede oltre la metà degli alloggi esistenti (50,2 per cento, pari al numero di 8.453) indisponibili per il loro naturale impiego, sia perché occu- pati “sine titulo”, sia perché in attesa di lavori di ripristino, delinea una situazione decisamente grave che necessita di interventi chiari e precisi. Ciò, in particolare, ove si consideri che gli alloggi occupati “sine titulo” sottraggono preziose risorse al personale che in questo momento è in servizio ed affronta le difficoltà connesse allo svolgimento dei compiti operativi. Gli alloggi liberi ed in attesa di ripristino rappresentano, inoltre, anche una perdita economica per l’amministrazione connessa al mancato introito del canone ed alla necessità di versare le imposte sugli immobili dovute dai proprietari. La l. n. 244/2007, espressione della volontà di risolvere il problema, e le norme ad essa conseguenti, avevano tracciato un percorso che, partendo da una precisa individuazione delle esigenze e meglio disciplinando le categorie degli alloggi di servizio, aveva avviato un circolo virtuoso che, attraverso: - lo sblocco delle azioni di recupero coattivo degli alloggi indebitamente occupati; - l’individuazione delle fonti di finanziamento, sia per la realizzazione di nuovi alloggi (vendita di almeno tremila unità immobiliari non più funzionali alle esigenze istituzio- nali, quota parte dei canoni dovuti dagli assegnatari), sia per la manutenzione e la messa in esercizio di quelli in attesa di lavori, ha consentito la predisposizione di un programma pluriennale idoneo a soddisfare le esi- genze individuate. In effetti, alle previsioni di legge sono seguiti alcuni concreti esiti. In primo luogo, l’Autorità politica ha manifestato l’intenzione di recuperare gli alloggi detenuti da utenti “sine titulo”, pur con una calibrata prudenza connessa alla opportunità di non liberare ...
Conclusioni e raccomandazioni. I risultati esposti circa il grado di raggiungimento degli obiettivi di dismissione, i relativi tempi d’attuazione e le connesse modalità gestionali consentono le seguenti conclusioni: - la notevole frequenza degli interventi legislativi, alcuni anche con decretazione d’urgenza, in più circostanze ha finito con il produrre ritardi e disfunzioni nei procedimenti di dismissione già in corso; - la successione di alcune modifiche legislative, fra loro particolarmente ravvicinate, come nel caso dei ripetuti trasferimenti di compiti e facoltà dalla Difesa-Direzione generale del Genio all’Agenzia del demanio e viceversa, ha inciso negativamente sull’azione di ambedue le articolazioni; - l’obiettivo della razionalizzazione e riduzione del patrimonio immobiliare della Difesa può considerarsi conseguito in parte, poiché sono stati conclusi, ovvero sono in corso procedimenti di dismissione, valorizzazione, alienazione che investono oltre un quarto del patrimonio stesso, a fronte di una situazione in cui le Forze armate sono destinate a diminuire, entro il 2024, nel personale e nelle strutture, di circa il 30 per cento in attuazione della l. n. 244/2012; - gli obiettivi finanziari connessi alle medesime dismissioni, consistenti nella prevista capitalizzazione di un quantum delle stesse, inizialmente da riversare alla Difesa e successivamente da destinare al miglioramento dei saldi di finanza pubblica, anche attraverso l’azione dell’Agenzia del demanio, non sono stati raggiunti se non in misura molto limitata anche per la difficoltà intrinseca dei procedimenti di valorizzazione, e ciò, negli ultimi anni, ha comportato un “taglio” ai capitoli della Difesa, per assicurare comunque il gettito stabilito; - gli altri, diversificati obiettivi indicati dalle leggi susseguitesi nel tempo ma tutti convergenti su di un uso degli immobili maggiormente orientato alla soddisfazione dei bisogni sociali, sono stati conseguiti o positivamente avviati principalmente grazie all’attività, orientata, specializzata e puntuale, della Task force istituita nel 2014 su indicazione politica del Ministro della difesa; - il monitoraggio strategico effettuato dalla Difesa sulle relative attività, nel suo insieme pur presente e costante, ha evidenziato aspetti migliorabili, per quanto attiene alle metodologie, specie con riferimento a quanto praticato negli anni dal 2009 al 2014; - una possibile concausa della modestia dei risultati finanziari raggiunti, e dunque dell’eccessivo scostamento fra la f...
Conclusioni e raccomandazioni. Alla luce dei rilievi mossi al contenuto della proposta di Contratto nelle pagine precedenti, l’Agenzia raccomanda che nel nuovo Contratto di servizio vengano definiti i seguenti elementi:
a) livelli qualitativi del servizio e obiettivi annuali di miglioramento espressi in termini incrementali;
b) introduzione di un adeguato sistema di penali solo per quanto riguarda il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti;
c) sanzioni e penalità rispetto alla mancata pubblicazione della Carta dei Servizi;
d) garanzie che devono essere prestate dall’erogatore;
e) meccanismi di conciliazione e arbitrato per la risoluzione delle controversie;
f) modalità di modificazione del contratto nel corso della sua esecuzione.
Tav. 1 I contenuti minimi del Contratto di servizio fra Comune di Roma e Zetema s.r.l. - Attività per la gestione integrata di spazi culturali e per la realizzazione di eventi culturali complessi (anno 2006). Contenuti minimi previsti dall’Agenzia Contratto di servizio 2006
Conclusioni e raccomandazioni. 35. L'EDPB apprezza gli sforzi compiuti per l'accordo amministrativo in questione, che prevede una serie di importanti garanzie di protezione dei dati in linea con il GDPR e anche con le garanzie stabilite nelle linee-guida 2/2020 dell'EDPB. Affinché tali garanzie continuino ad assicurare un livello adeguato di protezione dei dati in caso di trasferimento di dati al PCAOB, tenuto conto della natura specialissima di tali accordi non vincolanti, l'EDPB sottolinea quanto segue: • l'autorità di controllo francese vigilerà sull'accordo amministrativo e la sua applicazione pratica, in particolare per quanto riguarda gli articoli III.7, 8 e 9 relativi ai trasferimenti successivi e ai meccanismi di ricorso e di controllo, al fine di garantire che gli interessati dispongano di diritti effettivi e azionabili e di adeguati mezzi di ricorso e che sia effettivamente verificata la conformità all'accordo amministrativo; • l'autorità di controllo francese autorizza l'accordo amministrativo solo come garanzia adeguata per la protezione dei dati in vista del loro trasferimento transfrontaliero, a condizione che i firmatari ne rispettino pienamente tutte le clausole; • l'autorità di controllo francese sospenderà i flussi di dati effettuati dall'H3C conformemente all'autorizzazione ove l'accordo amministrativo non preveda più garanzie adeguate ai sensi del GDPR.
Conclusioni e raccomandazioni. 1.1 Il CESE ritiene che le imprese e i lavoratori debbano disporre di canali adeguati per partecipare agli sforzi tesi a sostenere la protezione dell'ambiente e a contrastare i cambiamenti climatici. Fermo restando il rispetto del ruolo dei sistemi nazionali di relazioni industriali e dell'autonomia delle parti sociali, il CESE ritiene che le questioni relative alla transizione verde possano essere oggetto di una maggiore attenzione da parte della contrattazione collettiva ai livelli appropriati. Il CESE giudica che una via in tal senso consista nel promuovere la contrattazione collettiva verde a tutti i livelli.
1.2 Il CESE ritiene che la discussione delle questioni verdi nel quadro della contrattazione collettiva riguardi clausole negoziabili (come gli esempi di cui all'allegato) tra le parti sociali nell'ambito di contratti collettivi che hanno effetti diretti e indiretti sull'ambiente. Tali clausole possono riguardare, tra gli altri aspetti:
a) l'impatto dell'attività delle imprese sull'ambiente;
b) la protezione dei lavoratori dagli effetti dell'ambiente e dei cambiamenti climatici;
c) l'impatto della trasformazione verde sull'attività di un'impresa per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, l'evoluzione dei profili professionali e le competenze dei dipendenti;
d) il monitoraggio interno dell'attuazione dei punti di cui alle lettere a), b) e c). Il CESE intende porre l'accento sulla contrattazione collettiva quale strumento fondamentale in grado di aiutare le imprese e i lavoratori ad affrontare le sfide della crisi climatica, compresi i costi che ne derivano per le imprese.
1.3 Il CESE sottolinea che tutte le questioni trattate nel presente parere sono sollevate riconoscendo e rispettando pienamente l'autonomia della volontà delle parti sociali, che è indipendente e sovrana. Il Comitato afferma pertanto che, in relazione ai negoziatori di contratti collettivi, in nessun caso si deve intendere da quanto esposto nel presente parere che essi debbano essere soggetti a imposizioni o condizioni esterne di alcun tipo nella loro funzione di autoregolamentazione contrattuale.
1.4 Il CESE ritiene che la società civile, non direttamente interessata dalla contrattazione collettiva (ossia alla negoziazione dei contratti collettivi, che avviene a livello di parti sociali), possa non solo aiutare a trovare soluzioni democratiche alle sfide e ai problemi legati alla transizione verde, ma anche contribuirvi partecipando all'elaborazione e all'attuazione di misu...
Conclusioni e raccomandazioni. 8.1 L'assicurazione costituisce oggi un servizio essenziale nei rapporti commerciali tra operatori del settore, da un lato, e tra essi e i consumatori, dall'altro.
Conclusioni e raccomandazioni. A seguito dell’attività di analisi documentale svolta si è potuto constatare che il programma, con la pubblicazione del relativo bando e la relativa aggiudicazione, è stato opportunamente implementato e ha rispettato finora le scadenze previste.
Conclusioni e raccomandazioni. Come recentemente ricordato anche dal Presidente ▇▇▇▇▇▇ le nuove forme di competizione strategica che caratterizzano lo scenario geopolitico impongono all’Italia, in aderenza agli impegni assunti nell’ambito delle organizzazioni internazionali cui essa aderisce, di proseguire e, ove possibile, incrementare le
Conclusioni e raccomandazioni. La coltivazione delle differenti risorse geotermiche (sistemi idrotermali, HDR) viene realizzata con metodologie differenti che hanno delle specifiche implicazioni sul sottosuolo, di cui nell’ambito dell’ACS, viene esaminata esclusivamente la parte della sismicità locale. Specie le operazioni di re-iniezione di fluidi all’interno del reservoir geotermico, implicano delle variazioni di pressione e/o temperature capaci di indurre eventi sismici. Nel caso dello sfruttamento di geotermia ad alta-entalpia, come praticato da decenni a Larderello e Monte Amiata, la re-iniezione non necessita di alcuna sovrappressione, mentre esperienze dal campo geotermico The Geysers (California/US) indicano che la causa primaria della sismicità indotta sembra essere la differenza di temperatura tra il fluido re-iniettato e quella del reservoir geotermico, provocando una contrazione delle rocce, che porta al rilascio di stress locali manifestandosi poi in sismicità indotta.
