Posizione del problema Clausole campione

Posizione del problema. La volontà delle parti sociali di regolare, mediante i sistemi di relazioni industriali, non solo lo scambio tra prestazione lavorativa e corrispettivo economico, ma anche le liti che sorgono nel rapporto di lavoro emerge dalla sovente predisposizione di strumenti attraverso cui le parti possano ricorrervi applicando lo stesso contratto collettivo. Si tratta, in sostanza, di metodi alternativi e paralleli rispetto a quelli proposti dalla disciplina dell’ordinamento statuale; tra questi, maggiore rilevanza, per ricorrente utilizzo, la hanno le modalità stragiudiziali di risoluzione delle controversie individuali di lavoro. La dottrina, da tempo, ha evidenziato come questa tendenza sia sicuramente incoraggiata dalla crisi della giustizia del lavoro e più in generale della giustizia civile, la quale ha implementato la diffusione di disposizioni introducenti strumenti deflattivi del contenzioso, nel tentativo di ridurre, per quanto possibile, il sovraccarico giudiziario, perseguendo invece la composizione stragiudiziale delle liti (1). È dalla necessità di garantire una giustizia più veloce ed efficiente che sorgono gli istituti alternativi al processo per la composizione delle controversie, presentati appunto come uno strumento deflattivo, ritenendo più opportuno seguire la via dell’incentivazione della giustizia privata, invece di investire risorse nel potenziamento della giustizia statale (2). (1) X. Xxxx, Le conciliazioni valide, in X. Xxxx, Le rinunce e le transazioni del lavoratore, Xxxxxxx, 1990, pp. 77 – 79 e p. 85. Ma anche X. Xxxxxxx, Giustizia dello Stato, arbitrato e controversie di serie, in DRI, 1992, p. 7. (2) In questo senso si esprime X. Xxxxxxxxxx, Conciliazione e arbitrato: le nuove regole e il regime di inderogabilità dei contratti collettivi, in LD, 2000, 2, pp. 129 – 130. Tuttavia, non è opportuno considerare le tecniche della conciliazione e dell’arbitrato solo come misure di deflazione del carico giudiziario, in quanto non sarebbe possibile cogliere fino in fondo il perché i sistemi di relazioni industriali intervengono su questo profilo. Gli strumenti di risoluzione delle controversie, infatti, vanno inquadrati come istituti di completamento dell’ordinamento intersindacale, al fine di rafforzare l’autonomia collettiva come vero e proprio ordinamento giuridico autonomo, che non detta solo norme per la stipula, ma anche per l’amministrazione e la gestione dei contratti e accordi collettivi e individuali (3). In tale prospettiva, la contr...
Posizione del problema. Nel contesto dei contratti c.d. transnazionali ci si chiede quanto - e in che misura - le tecniche di redazione dei modelli contrattuali in uso siano davvero in grado di proteggere il contenuto del contratto dalle “interferenze” della legge applicabile1. È noto che il contratto che si usa definire “transnazionale” ambisce ad essere senza Stato (o oltre lo Stato): mira a rendersi “apolide”. Non vi è univocità di posizioni sul carattere trans-nazionale (o internazionale) del contratto. Certamente esso riguarda persone fisiche o giuridiche appartenenti a Stati diversi. Ma l’accostamento all’aggettivo “transnazionale” dà comunque luogo ad una formula all’apparenza ambigua: se si guarda alla manualistica si fa tradizionalmente riferimento a quelle fattispecie contrattuali caratterizzate da «elementi di estraneità al diritto locale», dunque non destinate ad esaurirsi nell’ambito di unico ordinamento statale2. Le soluzioni adottate sia dalle legislazioni nazionali che internazionali fanno solitamente riferimento ad altri criteri, quali la residenza (habitual residence) o domicilio (place of business) delle parti; oppure si affidano ad aspetti più generali quali, ad esempio, «significant connections with more than one State»; «involving a choice between the laws of different States»; oppure «affecting the interests of international trade». Va detto, anticipando le conclusioni, che il cosiddetto contratto “senza legge”, ossia quel contratto che nella sostanza ambisce a divenire completamente autosufficiente, risulta essere una chimera, perché in caso di controversia sarà sempre necessario individuare il diritto applicabile (applicable law), sia esso una legge nazionale, internazionale o un diritto a-nazionale. Ma d’altro canto è vero anche che la disciplina dei rapporti del commercio internazionale è regolata attraverso un ampio impiego dell’esercizio dell’autonomia 1 Per maggiori approfondimenti si rinvia a Il contratto “apolide”. La contrattazione transnazionale nel mercato globale (a cura di X. XXXXXX), Edizioni ETS, Pisa, 2019, in part. pp. 39 ss. e 123 ss. 2 Per la manualistica italiana vid., per tutti, TORSELLO, M., XXXXXXXX, A.: “Il contratto internazionale. Diritto comparato e prassi commerciale”, Tratt. dir. comm. e dir. pubbl. economia (diretto da X. XXXXXXX), 2010, II ed., vol. XII, 2010, in part. pp. 103 ss. • Xxxxxxx Xxxxxx Ricercatore di diritto privato Università degli studi di Bergamo – xxxxxxx.xxxxxx@xxxxx.xx privata; e la funzione normativa dell’a...
Posizione del problema. Sommario: 1. Introduzione.
Posizione del problema. Il potere del Giudice delegato ordinare la cancellazione delle ipoteche
Posizione del problema. LA SOMMINISTRAZIONE TRA FLESSIBILITÀ E SICUREZZA
Posizione del problema una diversificazione e progressiva specializzazione delle agenzie, che hanno assunto nel tempo un ruolo sempre più centrale nei mercati del lavoro di molti paesi europei. Alla sua nascita il lavoro tramite agenzia era utilizzato soprattutto per posizioni occupazionali marginali e temporanee ed è solo a partire dalla fine degli anni Sessanta che si diffonde nel segmento del lavoro operaio, rispondendo alle emergenti necessità delle imprese di adattamento congiunturale del volume della manodopera. In questa fase, complice la contemporanea diffusione di altre forme di impiego temporanee, il lavoro tramite agenzia è fortemente stigmatizzato in quanto emblema di strategie di gestione delle risorse umane “difensive” che scaricavano sui lavoratori i costi dell’evoluzione organizzativa dell’impresa fordista all’insegna della flessibilità: la contrapposizione si fa tanto più forte, quanto più le imprese iniziano ad utilizzare il lavoro tramite agenzia non più come espediente temporaneo per reagire a fluttuazioni congiunturali della domanda, ma come pratica ricorsiva di gestione del personale, all’insegna del modello della flessibilità “duale” ovvero un modello misto di flessibilità funzionale ed esterna. A partire dagli anni Settanta, i movimenti sindacali di molti paesi europei imputano l’erosione del lavoro a tempo indeterminato alla diffusione di modalità d’impiego temporaneo e ingaggiano una serrata lotta ideologica contro il lavoro in somministrazione 6 . La necessità di legittimazione7 e la volontà di affermarsi come professionisti ad ampio raggio nella gestione delle risorse umane spingono le agenzie a differenziare le proprie funzioni. Nel corso degli anni Ottanta, infatti, inizia a diffondersi la pratica di utilizzare il lavoro tramite agenzia come fase di preselezione in vista dell’inserimento stabile in impresa e le agenzie
Posizione del problema accrescimento del proprio capitale umano e sociale. Queste trasformazioni hanno spinto i Legislatori di quasi tutti i paesi europei ad allentare i vincoli e le restrizioni all’attività ed all’utilizzo del lavoro tramite agenzia, anche sulla scorta delle indicazioni provenienti dalle istituzioni internazionali ed europee che si sono mosse nella direzione della “normalizzazione” di questa tipologia di impiego. In alcuni paesi, tra cui l’Italia, «si è trattato di accogliere una nuova filosofia – che è poi la filosofia del Legislatore comunitario e di quei Paesi europei che meglio si sono orientati nella modernizzazione del diritto del lavoro – volta ad eliminare gli ostacoli alla competitività delle imprese e all’adeguamento del quadro legale al dato socio-economico, pur nel rispetto di una cornice di diritti sociali fondamentali»10, il tutto nell’ottica dello sviluppo e della valorizzazione del capitale umano e della innovazione organizzativa. A livello internazionale e comunitario, sono da segnalare almeno due importanti interventi, tesi non solo a rafforzare il ricorso al lavoro tramite agenzia, ma soprattutto ad ampliare le tutele dei lavoratori in tale ambito. Un primo intervento di rilievo è stato realizzato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro attraverso la Convenzione 19 giugno 1997, n. 181,11 sulle agenzie private per l’impiego, con cui è stato riconosciuto il loro ruolo nel perseguimento di un miglior funzionamento del mercato del lavoro12.
Posizione del problema dimensioni della flessibilità e della sicurezza e in particolare evidenziare quali sono le previsioni normative che garantiscono tutela e sicurezza ai lavoratori somministrati. Con questo intento, sono nel dettaglio analizzati i profili di flessibilità e i profili della sicurezza della somministrazione di lavoro (capitolo III). Ritenendo che le agenzie per il lavoro, in generale, e le agenzie di somministrazione, in particolare, possano avere una funzione rilevante per il buon funzionamento del mercato del lavoro, si approfondiscono le questioni relative al ruolo delle agenzie di somministrazione nell’implementazione delle politiche attive del lavoro e nell’inserimento dei lavoratori svantaggiati attraverso la somministrazione (capitolo IV). Attenzione particolare è attribuita alla possibilità per la somministrazione e per le agenzie di sostenere l’occupazione giovanile anche tramite la promozione dell’apprendistato. Con questo obiettivo, dopo una panoramica dell’apprendistato in somministrazione in Europa, si analizza il quadro normativo italiano, osservando la costruzione di questo caratteristico “sistema” dell’apprendistato in somministrazione e analizzandone con speciale attenzione ai profili formativi (capitolo V).

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  • METODO DI ATTRIBUZIONE DEL COEFFICIENTE PER IL CALCOLO DEL PUNTEGGIO DELL’OFFERTA ECONOMICA Quanto all’offerta economica, è attribuito all’elemento economico un coefficiente, variabile da zero ad uno, calcolato tramite la seguente formula: Ci = (Ra/Rmax)α Ci = coefficiente attribuito al concorrente i-esimo; Ra = ribasso dell’offerta del concorrente i-esimo; Rmax = ribasso dell’offerta più conveniente.

  • METODO DI ATTRIBUZIONE DEL COEFFICIENTE PER IL CALCOLO DEL PUNTEGGIO DELL’OFFERTA TECNICA L’attribuzione dei punteggi per i criteri di natura qualitativa avverrà, da parte di ciascun commissario di gara, facendo ricorso al sistema del confronto a coppie tra le offerte presentate. Il confronto avviene sulla base delle preferenze accordate da ciascun commissario a ciascuna offerta in confronto con tutti le altre. Ciascun commissario confronta l’offerta di ciascun concorrente indicando quale offerta preferisce e il relativo grado di preferenza, variabile da 1 a 6 e precisamente: 1=nessuna preferenza; 2= preferenza minima; 3=preferenza piccola; 4= preferenza media; 5= preferenza grande; 6= preferenza massima; Viene costruita una matrice con un numero di righe e un numero di colonne pari al numero dei concorrenti meno uno nel quale le lettere individuano i singoli concorrenti: in ciascuna casella viene collocata la lettera corrispondente all’elemento che è stato preferito con il relativo grado di preferenza e, in caso di parità, vengono collocate nella casella le lettere dei due elementi in confronto, assegnando un punto ad entrambe. Al termine del confronto a coppie, per ogni subcriterio, si procederà alla somma dei coefficienti attribuiti dai singoli commissari; tale somma verrà riparametrata, attribuendo uno al concorrente che ha ottenuto il valore più alto e agli altri concorrenti un valore conseguentemente proporzionale al maggiore. Qualora nessuno dei partecipanti ottenga il massimo dei punteggi previsti dai singoli criteri di valutazione (Criterio A max punti 25 – Criterio B max punti 50) saranno riparametrati anche quest’ultimi. Il totale del punteggio afferente l’offerta qualitativa verrà arrotondato alla seconda cifra decimale, seguendo lo schema di arrotondamento per difetto se la terza cifra decimale dopo la virgola è minore o uguale a 4, per eccesso se la terza cifra decimale dopo la virgola è maggiore o uguale a 5. All’interno del portale SATER sarà attribuito solamente il punteggio totale dell’offerta qualitativa. I punteggi relativi ai criteri e subcriteri saranno riportati dettagliatamente nel verbale della commissione giudicatrice. Il metodo del confronto a coppie verrà utilizzato solo in presenza di almeno tre offerte da valutare. Nel caso in cui non si raggiungesse tale numero l’attribuzione dei punteggi per i criteri di natura quantitativa da parte di ogni singolo commissario avverrà attraverso il calcolo della media dei coefficienti variabili tra zero e uno attribuito discrezionalmente dai singoli commissari. Si precisa che i coefficienti attraverso i quali si procederà all’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sono i seguenti: Giudizio sintetico Valutazione coefficiente Descrizione Ottimo 1,00 L'elemento oggetto di valutazione è trattato in misura pienamente esauriente dal punto di vista tecnico e funzionale. La soluzione risponde pienamente a quanto richiesto. Buono 0,75 L'elemento oggetto di valutazione è trattato in misura esauriente dal punto di vista tecnico e funzionale. La soluzione risponde in maniera soddisfacente a quanto richiesto.

  • Procedura per la valutazione del danno L'ammontare del danno è concordato con le seguenti modalità: a) direttamente dalla Società, o da un perito da questa incaricato, con il Contraente o persona da lui designata; oppure, a richiesta da una delle parti : b) fra due periti nominati uno dalla Società ed uno dal Contraente con apposito atto unico. I due periti dovranno nominarne un terzo quando si verifichi disaccordo fra loro ed anche prima su richiesta di uno di essi. Il terzo perito interviene soltanto in caso di disaccordo e le decisioni sui punti controversi sono prese a maggioranza. Ciascun perito ha facoltà di farsi assistere e coadiuvare da altre persone, le quali potranno intervenire nelle operazioni peritali, senza però avere alcun voto deliberativo. Se una delle parti non dovesse provvedere alla nomina del proprio perito o se i periti non si accordassero sulla nomina del terzo, tali nomine, anche su istanza di una sola delle parti, sono demandate al Presidente del Tribunale nella cui giurisdizione il sinistro è avvenuto. Ciascuna della parti sostiene le spese del proprio perito, mentre quelle del terzo sono ripartite a metà.

  • Determinazione dell’ammontare del danno In caso di danno parziale l’ammontare del danno, fermo lo scoperto, è uguale al costo delle riparazioni o sostituzioni necessarie al ripristino del veicolo al netto del degrado per tutti i pezzi di ricambio, escluse le parti di carrozzeria. Il degrado d’uso viene stabilito sulla base della tabella che segue: L’età del veicolo è calcolata dalla data di prima immatricolazione indicata sul libretto. Per gli pneumatici si farà riferimento alle condizioni del battistrada al momento dell’evento. L’ammontare del danno non può superare la differenza tra il valore commerciale del vei- colo prima e dopo il sinistro. Se il valore assicurato è inferiore al valore commerciale del veicolo al momento del sinistro, l’ammontare del danno viene ridotto nella stessa proporzione, come previsto dall’art.1907 del Codice Civile. Nella determinazione dell’ammontare del danno viene riconosciuta l’IVA solo nei casi in cui il danneggiato non possa detrarla e contro presentazione del relativo documento fiscale. La Compagnia non risponde dei danni derivanti da privazione d’uso del veicolo o da suo deprezzamento, qualunque ne sia la causa. Nella determinazione del valore commerciale del veicolo si tiene conto della presenza di eventuali optional documentati e si fa riferimento, ove presente il modello, alle quotazioni pubblicate sulla rivista QUATTRO RUOTE (editoriale Domus) o, qualora non sia presente il modello, alle quotazioni di EUROTAX (quotazione media tra Eurotax giallo ed Eurotax Blu). In caso di perdita totale del veicolo l’ammontare del danno, fermo lo scoperto, è uguale al valore commerciale del mezzo al momento del sinistro e non può essere superiore al valore assicurato. In caso di perdita totale avvenuta entro sei mesi dalla data di prima immatricolazione, la liquidazione del danno è effettuata per intero fermo lo scoperto ed è pari al valore assicurato; tale valore non può però essere superiore al valore commerciale al momento dell’acquisto. Nella determinazione dell’ammontare del danno viene riconosciuta l’IVA solo nei casi in cui il danneggiato non possa detrarla e l’importo di tale imposta sia compreso nel valore assicurato. ❯ COME SI DENUNCIA UN SINISTRO? Nella determinazione del valore commerciale del veicolo si tiene conto della presenza di eventuali optional documentati e si fa riferimento, ove presente il modello, alle quotazioni pubblicate sulla rivista QUATTRO RUOTE (editoriale Domus) o, qualora non sia presente il modello, alle quotazioni di EUROTAX (quotazione media tra Eurotax giallo ed Eurotax Blu).

  • Revisione del prezzo Al verificarsi delle ipotesi di variazione del rischio previsti all’Art. 1 - “Variazioni del rischio successivamente all’aggiudicazione del contratto”, ovvero nel caso in cui l’ammontare dei sinistri pagati dalla Società sommato al computo degli importi posti a riserva dalla Società per i sinistri non ancora pagati, risulti eccedere, alla data della richiesta, l’ammontare del premio, al netto delle imposte, pagato dal Contraente o oggetto di regolazione per il medesimo periodo di oltre il 25%, la Società potrà richiedere, ai sensi dell’art. 106 del D. Lgs. 50/2016 “Codice degli Appalti”, la revisione del prezzo. A tal fine si precisa che, ai soli fini del calcolo revisionale, nel rapporto sinistri a premi di cui al precedente comma, verrà computato solo il 75% degli importi posti a riserva dalla Società per i sinistri riservati e non ancora pagati. Il Contraente, entro 15 giorni, a seguito della relativa istruttoria e tenuto conto delle richieste formulate, decide in ordine alle stesse, formulando la propria controproposta di revisione. In caso di accordo tra le parti, si provvede alla modifica del contratto; qualora sia pattuito un aumento dei premi, il Contraente provvede a corrispondere l’integrazione del premio nei termini di cui all’art. 4 “Pagamento e regolazione del premio e decorrenza della garanzia”.

  • Utilizzo del nome e del logo del Politecnico di Milano Il Politecnico di Milano non potrà essere citato a scopi pubblicitari, promozionali e nella documentazione commerciale né potrà mai essere utilizzato il logo del Politecnico di Milano se non previa autorizzazione da parte del Politecnico stesso. Le richieste di autorizzazione possono essere inviate a xxxxxxxxxxxxx@xxxxxx.xx.

  • Determinazione del danno In seguito alla valutazione della documentazione pervenuta, la Società procede alla liquidazione del danno e del relativo pagamento al netto delle franchigie eventualmente previste. Nel caso di spese sostenute all’estero, il rimborso verrà effettuato in Euro. Le spese sostenute al di fuori dei Paesi aderenti all’Euro sono convertite al cambio ufficiale del giorno in cui sono state sostenute.

  • Risoluzione del rapporto Il Contratto non è soggetto a tacito rinnovo e quindi le garanzie cesseranno di avere efficacia alla scadenza prevista.

  • CRITERI DI VALUTAZIONE DELL’OFFERTA TECNICA Il punteggio dell’offerta tecnica è attribuito sulla base dei criteri di valutazione elencati nella sottostante tabella con la relativa ripartizione dei punteggi. Nella colonna identificata con la lettera D vengono indicati i “Punteggi discrezionali”, vale a dire i punteggi il cui coefficiente è attribuito in ragione dell’esercizio della discrezionalità spettante alla commissione giudicatrice. Nella colonna identificata con la lettera Q vengono indicati i “Punteggi quantitativi”, vale a dire i punteggi il cui coefficiente è attribuito mediante applicazione di una formula matematica. Nella colonna identificata dalla lettera T vengono indicati i “Punteggi tabellari”, vale a dire i punteggi fissi e predefiniti che saranno attribuiti o non attribuiti in ragione dell’offerta o mancata offerta di quanto specificamente richiesto.

  • Anticipazione del prezzo 1. Ai sensi dell’articolo 35, comma 18, del Codice dei contratti, è dovuta all’appaltatore una somma, a titolo di anticipazione, pari al 20% (venti per cento) dell’importo del contratto, da erogare dopo la sottoscrizione del contratto medesimo ed entro 15 (quindici) giorni dalla data di effettivo inizio dei lavori accertato dal RUP. Ove non motivata, la ritardata corresponsione dell’anticipazione obbliga al pagamento degli interessi corrispettivi a norma dell’articolo 1282 codice civile. 2. L’anticipazione è compensata mediante trattenuta sull’importo di ogni certificato di pagamento, di un importo percentuale pari alla percentuale dell’anticipazione a titolo di graduale recupero della medesima; in ogni caso all’ultimazione dei lavori l’importo dell’anticipazione deve essere compensato integralmente. 3. L’anticipazione è revocata se l’esecuzione dei lavori non procede secondo i tempi contrattuali e, in tale caso, spettano alla Stazione appaltante anche gli interessi corrispettivi al tasso legale con decorrenza dalla data di erogazione della anticipazione. 4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 29, l’erogazione dell’anticipazione è subordinata alla prestazione, da parte dell’appaltatore, di apposita garanzia, alle seguenti condizioni: a) importo garantito almeno pari all’anticipazione, maggiorato dell’I.V.A. all’aliquota di legge, maggiorato altresì del tasso legale di interesse applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa in base al cronoprogramma dei lavori; b) la garanzia può essere ridotta gradualmente in corso d’opera, in proporzione alle quote di anticipazione recuperate in occasione del pagamento dei singoli stati di avanzamento, fino all’integrale compensazione; c) la garanzia deve essere prestata mediante presentazione di atto di fideiussione rilasciato da una banca o da un intermediario finanziario autorizzato o polizza fideiussoria rilasciata da impresa di assicurazione, conforme alla scheda tecnica 1.3, allegata al decreto ministeriale 12 marzo 2004, n. 123, in osservanza delle clausole di cui allo schema tipo 1.3 allegato al predetto decreto; d) per quanto non previsto trova applicazione l'articolo 3 del decreto del Ministro del tesoro 10 gennaio 1989. 5. La Stazione procede all’escussione della fideiussione di cui al comma 4 in caso di revoca dell’anticipazione di cui al comma 3, salvo che l’appaltatore provveda direttamente con risorse proprie prima della predetta escussione.