Common use of PREMESSA Clause in Contracts

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:

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Sources: Collaboration Agreement

PREMESSA. Si ricorda che Il progetto qui descritto interessa un ambito interregionale, compreso tra il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia coinvolgendo il Comune di Gruaro (Veneto), Sesto al Reghena e Cordovado (Friuli Venezia Giulia). Il progetto riguarda la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo riqualificazione fisica e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che valorizzazione ai fini dell’obiettivo culturali di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digaspazi aperti nel territorio compreso tra il centro di Cordovado, il Documento quello di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso Sesto al Reghena e la portata massima transitabile zona dei mulini di Stalis. L’elemento tematico conduttore è il fiume Lemene che attraverso il percorso del "Giralemene" relaziona questo territorio, da una parte con la Venezia orientale e dall’altro con il pordenonese. Questo ambito territoriale racchiude all’interno importanti valenze paesaggistiche come i Prati stabili e zone agricole di antica formazione. Rilevante è la presenza di edifici e complessi storico testimoniali: i Mulini antichi di Stalis (in alveo Comune di Gruaro), già restaurati e adibiti a valle dello sbarramento contenuta nella fascia visite didattiche e attività cultural; il Borgo antico di pertinenza idraulica Stalis, la Fontana di Venchiaredo con il suo boschetto planiziale; il Borgo castellano di Cordovado (denominata QAmax) annoverato tra i borghi più belli d’Italia); l’abbazia longobarda di cui Sesto al punto B) della circolare della ▇▇▇▇Reghena; la Chiesetta campestre di San ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995(in comune di Sesto al Reghena) recentemente restaurata; i pozzi artesiani dell’acquedotto di Gruaro. Sono presenti anche valenze ambientali: le aree umide in fregio al Lemene, n. DSTN/2/22806; - i valori della/le polle di risorgiva e portata/un fitto sistema arboreo costituito da siepi e filari. Tutti questi elementi spaziali e puntuali si inseriscono di «attenzione scarico diga» Qmin un crocevia di itinerari culturali, turistici e delle soglie incrementali ΔQ religiosi come l’itinerario di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi pellegrinaggio di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016Romea Strata, la Giunta regionale della RASvia dei tabernacoli e il sistema dei percorsi ciclopedonali del “Giralemene. In particolare, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento i Mulini di Protezione CivileStalis, previsto nella sopra citata Direttivae il borgo presente in prossimità, per sono il fulcro di questo sistema storico paesaggistico. Questi si collegano ad est con il centro di Sesto al Reghena attraverso piste ciclopedonali già esistenti. Da qui staccano altri itinerari verso i laghi di Cinto e verso l’abazia di Sesto al Reghena. Ad ovest l’ambito abbraccia i prati stabili in fregio al corso di risorgiva e verso sud si giunge alla fontana di Venchiaredo. Anche con i borghi di Cordovado e tra Cordovado e Sesto al Reghena si possono rafforzare le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:relazioni ciclo pedonali.

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Sources: Partnership Agreements

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività PromoTurismoFVG (di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 seguito anche l’Ente) è ente pubblico economico funzionale della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Regione Autonoma Friuli Venezia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ , costituito in attuazione alla L.R. n. 50 dd. 25.06.1993. L'Ente ha personalità giuridica, autonomia gestionale, patrimoniale, contabile e tecnica ed è sottoposto alla vigilanza della Regione; gestisce direttamente sei stazioni montane all’interno del territorio regionale: Piancavallo, in provincia di Pordenone; Forni di Sopra/Sauris, Sella Nevea, Tarvisio, Ravascletto/Zoncolan e Sappada in provincia di Udine; attraverso partecipazioni in diverse società è presente nella gestione di stabilimenti balneari di Grado e Lignano Sabbiadoro e di stabilimenti termali di Arta Terme, Grado e Monfalcone. In data 10 novembre 2018 la Regione Friuli Venezia Giulia, con l’assistenza del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), ha proposto all’ 47^Assemblea Generale dei Comitati Olimpici Europei (COE) - European Olympic Committees, la propria candidatura per l’organizzazione della 16° edizione invernale dello European Youth Olympic Festival (EYOF) - Festival Olimpico della Gioventù Europea. L’EYOF è un evento multisportivo con caratteristiche analoghe ai Giochi Olimpici che consente ai giovani atleti dei Comitati Olimpici Nazionali Europei di vivere un’esperienza sportiva e culturale unica e alla regione ospitante l’opportunità di presentarsi e promuoversi ai massimi livelli dello sport europeo. L’Assemblea Generale COE ha approvato il progetto di candidatura e assegnato alla Regione Friuli Venezia Giulia e ai suoi Comuni montani l’organizzazione della 16° edizione del Festival Olimpico della Gioventù Europea – EYOF Invernale 2023 e che il contratto di assegnazione dell’evento prevede la costituzione di un Comitato organizzatore. La Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 29, all’art. 13 comma 25 quater prevede, tra l’altro, che “Il Comitato organizzatore, per le attività da questo specificatamente richieste, può avvalersi delle strutture di PromoTurismoFVG”. Tenuto conto delle competenze sviluppate nell'attività già svolta da PromoTurismoFVG a supporto della Regione nella realizzazione di eventi quali EYOF2005 e EMG2011 e dei positivi risultati raggiunti, si ritiene che PromoTurismoFVG provveda alla gestione del personale necessario alla organizzazione e realizzazione dell’evento attraverso la messa a disposizione di personale a vario titolo in carico a PTFVG. Tra il Comitato e PromoTurismoFVG sussiste il comune interesse a sviluppare comuni progettualità volte da un lato a sfruttare la qualificata esperienza professionale di PromoTurismoFVG e, dall'altro, a valorizzare l'esperienza e la professionalità delle risorse umane interessate mediante l'accrescimento delle competenze lavorative sotto i profili tecnici, organizzativi e di sinergia tra i soggetti coinvolti. Per far fronte alle necessità di cui sopra PromoTurismoFVG provvederà, tra l’altro, ad assumere con contratto di lavoro a tempo determinato - con inquadramento CCNL per addetti impianti a fune - un contingente di personale dedicato esclusivamente alle necessità di EYOF2023 il quale, terminata la manifestazione e le relative procedure di chiusura, cesserà il proprio incarico. Per la figura professionale oggetto del presente ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato stante la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civilefar proseguire la prestazione lavorativa oltre il limite dei 24 mesi previsti dalle norme attualmente vigenti in tema di lavoro a tempo determinato, previsto nella sopra citata Direttivain quanto dovrà essere assunta a partire dal mese di giugno 2020 e terminerà la propria prestazione lavorativa, per le c.dconsentire la chiusura delle attività del Comitato organizzatore, presumibilmente entro il 31.12.2023, PromoTurismoFVG sta perfezionando apposito accordo in sede sindacale che permetterà la stipula dei contratti di lavoro relativi alla realizzazione di EYOF2023 in deroga ai limiti temporali previsti dalla disciplina in materia di lavoro a tempo determinato, fino a un massimo di 44 mesi, senza che questo comporti il diritto alla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro stipulato. “grandi dighe" ricadenti nella fascia La decorrenza e la durata del rapporto di priorità 1 lavoro che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:sarà perfezionato in base alla presente selezione, dipenderà dalle necessità contingenti del Comitato Organizzatore EYOF2023, presso il quale il personale selezionato sarà distaccato.

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Sources: Employment Agreement

PREMESSA. Si ricorda Considerato che la Direttiva P.C.M. Struttura MTL s.a.s. - Ambulatorio Odontoiatrico di Mesola (FÉ) - opera in regime di accreditamento istituzionale ottenuto con DGR n. 6007 del 20/5/2012, e che in data 25/7/18 con prot. PG/2018/0513923 è stata trasmessa ai competenti Uffici Regionali una domanda di rinnovo dell’accreditamento, che con Nota RER prot. PG/2018/521250 è stata giudicata formalmente valida, si formalizza il presente accordo, in conformità alle indicazioni di cui: 1. all'art. 8 Luglio 2014quinquies - comma 2° del Decreto Legislativo n. 229/99 "NORME PER LA RAZIONALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, “Indirizzi operativi inerenti all’attività A NORMA DELL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 30 NOVEMBRE 1988, N° 419" e successive modifiche ed integrazioni, ai sensi del quale la Regione e le Aziende Unità Sanitarie Locali, anche attraverso valutazioni comparative della qualità e dei costi, definiscono accordi con le strutture pubbliche ed equiparate e stipulano contratti con quelle private ed i professionisti accreditati finalizzati all'erogazione di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto prestazioni assistenziali; 2. alla delibera di indirizzo e coordinamento per Giunta Regionale n. 426 del 1° Marzo 2000 ad oggetto "LINEE GUIDA E CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEGLI ACCORDI E LA STIPULA DEI CONTRATTI"; 3. all'Accordo Quadro tra la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Regione ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ -Romagna e l'Associazione delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private (ANISAP) in materia di Assistenza Specialistica Ambulatoriale - Quadriennio 2018- 2021 recepito con DGR n. 167 del 4/2/2019; 4. alla Delibera di Giunta Regionale n. 977 del 18 giugno 2019 “LINEE DI PROGRAMMAZIONE E DI FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE E DEGLI ENTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE PER L'ANNO 2019”; 5. alla DGR N. 2678 del 20/12/2004 di approvazione del programma "'ASSITENZA ODONTOIATRICA NELLA REGIONE ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995-ROMAGNA: PROGRAMMA REGIONALE PER L'ATTUAZIONE DEI LEA E LA DEFINIZIONE DI LIVELLI " e successiva DGR n. 374 del 27/03/2008 volta a garantire uniformità ed omogeneità nell'offerta dei servizi odontoiatrici su tutto il territorio regionale, definendo la tipologia delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti ai suoi cittadini, nonché le forme e le modalità di partecipazione alla spesa da parte degli utenti. Le parti firmatarie del presente Accordo condividono i seguenti obiettivi: • sviluppo della collaborazione pubblico-privato nell'ambito della pianificazione sanitaria territoriale, per favorire un rapporto sinergico volto a garantire equità dell'offerta distrettuale ai propri assistiti; • rispetto dei limiti di spesa programmati dalla Regione; • garanzia dei livelli essenziali di assistenza (DPCM 29 Novembre 2011); • salvaguardia del principio di libera scelta del luogo di cura; • appropriatezza e razionalizzazione dell’uso delle risorse disponibili. La definizione del presente accordo si rende necessaria in considerazione della necessità di governo della domanda di prestazioni specialistiche, nel caso specifico di odontostomatologia, cosi come dettato nelle DGR N.1035 del 20/07/2009 "Strategia regionale per il miglioramento dell'accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale in applicazione della DGR n. DSTN/2/22806; - i valori della/1532/2006" e portata/e n. 167 del 4/2/19 "Accordo quadro Regione- ANISAP", con particolare riferimento all'appropriatezza di «attenzione scarico diga» Qmin e erogazione delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestorestesse. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 ritiene pertanto di definire la committenza oggetto del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguentipresente Accordo così come indicato nei seguenti articoli:

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Sources: Fornitura Di Prestazioni Di Odontostomatologia

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheCon ▇.▇. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇ ▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995ha acquisito la totale partecipazione azionaria nella società Sviluppo Italia Toscana s.c.p.a., successivamente trasformata in Sviluppo Toscana spa. Dal 2019 la Regione Toscana e la società risultano iscritte nell’Elenco ANAC delle Amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti (Delibera ANAC numero 368 del 17 aprile 2019), adempimento di cui all’art.192 del D.Lgs. n.50/2016 “Regime speciale degli affidamenti in house”. Nel presente documento si forniscono le motivazioni rafforzate del ricorso, da parte dell’amministrazione regionale, all’affidamento del Piano delle Attività annuale, alla società in house Sviluppo Toscana spa (d’ora in avanti, per brevità “S.T.”) anche ai fini dell’assolvimento degli obblighi imposti dall’art. 192, comma 2, del d.lgs. n. DSTN/2/22806; - i valori della/50/2016, il quale espressamente dispone che: ai fini dell'affidamento in house di un contratto, le amministrazioni “… effettuano preventivamente la valutazione sulla congruità economica dell'offerta dei soggetti in house, avuto riguardo all'oggetto e portata/al valore della prestazione, dando conto nella motivazione del provvedimento di affidamento delle ragioni del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di efficienza, di economicità e di «attenzione scarico diga» Qmin e qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:risorse pubbliche”.

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Sources: Affidamenti Diretti

PREMESSA. Il Masterplan per il Mezzogiorno costituisce il quadro di riferimento entro cui si collocano le scelte operative, definite nel corso di un'intensa interlocuzione del Governo con le amministrazioni regionali e le città metropolitane del Mezzogiorno, a fini della predisposizione di specifici Piani strategici e operativi mediante appositi accordi interistituzionali. I c.d. Patti per il Sud declinano concretamente gli interventi che costituiscono l’asse portante del Masterplan. Le risorse finanziarie destinate ai Patti per il Suda valere sul Fondo Sviluppo e Coesione della programmazione 2014-2020 sono state assegnate dal CIPE con la delibera n. 26 del 10 agosto 2016, per un totale di 13,412 miliardi di euro. Si ricorda che tratta di 15 Patti per il Sud, uno per ognuna delle 8 Regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) e uno per ognuna delle 7 Città Metropolitane (Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari e Messina), finalizzati a definire per ognuna di esse gli interventi prioritari e trainanti, le azioni da intraprendere per attuarli e gli ostacoli da rimuovere, la Direttiva P.C.M. 8 Luglio tempistica, le reciproche responsabilità. Con la sottoscrizione di ciascun Patto, viene definito l’ammontare delle risorse a disposizione della Regione o Città metropolitana, evidenziandone la quota-parte di risorse già assegnate nell’ambito di precedenti atti di programmazione (accordi di programma quadro, contratti istituzionali di sviluppo, singoli provvedimenti legislativi), la quota di nuove risorse del ciclo 2014-2020 provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e le ulteriori risorse disponibili considerate a vario titolo (in particolare, quelle dei Fondi strutturali, programmate attraverso i Programmi Operativi Nazionali, Programmi Operativi Regionali, programmazione complementare, ecc).Con riferimento specifico alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione2014-2020, in ciascun Patto è indicato l’ammontare complessivo delle risorse del Fondo ad esso destinate, nonché la quota di risorse considerata fino al 2017. Il Indirizzi operativi inerenti all’attività Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi digheMessina”, costituisce atto sottoscritto il 22 ottobre 2016 fra il Governo Nazionale e la Città Metropolitana, assegna al territorio complessivamente 778 milioni di indirizzo euro di cui 332 milioni con risorse del Fondo per lo Sviluppo e coordinamento la Coesione 2014-2020. Gli interventi finanziati, inseriti nell’ALLEGATO A, sono attinenti ai settori strategici infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, turismo e cultura, sicurezza e cultura della legalità, edilizia scolastica e sportiva, infrastrutture e servizi per la definizione l’inclusione sociale nelle periferie. Il 28 Ottobre 2019 è stato sottoscritto l’Atto modificativo del “Documento Patto per lo Sviluppo della Città di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheMessina. La Direttiva individuaCittà Metropolitana di Messina è soggetto attuatore del Patto, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento nonché beneficiario di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni una serie di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:interventi.

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Sources: Patto Per Lo Sviluppo Della Città Metropolitana Di Messina

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014L’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore) e s.m.i. ha istituito un nuovo strumento finanziario individuando un Indirizzi operativi inerenti all’attività Fondo per il finanziamento di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto progetti e attività di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della interesse generale nel ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995”. Il Fondo è destinato a sostenere lo svolgimento di attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del Codice stesso, n. DSTN/2/22806; - i valori della/oggetto di iniziative e portata/progetti promossi da Organizzazioni di volontariato (di seguito denominate ODV), e di «attenzione scarico diga» Qmin Associazioni di promozione sociale (di seguito denominate APS), iscritte nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.1 Con Atto di indirizzo a firma del Ministro del Lavoro e delle soglie incrementali ΔQ Politiche sociali, adottato in data 26 ottobre 2018 (di seguito “Atto di indirizzo”), sono stati individuati gli obiettivi generali, le aree prioritarie di intervento e le linee di attività finanziabili attraverso il citato fondo di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaall’art. 72 del Codice del Terzo Settore, funzionali agli ulteriori obblighi assegnando alle Regioni tramite Accordi di comunicazione programma, un importo di euro 28.000.000,00 (ventotto milioni/00) destinato a iniziative e progetti di rilievo locale, oggetto di riparto tra le Regioni. Alla Regione Friuli Venezia Giulia è stata assegnata la somma di € 938.160,00. Con DGR n. 2426 del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, 21.12.2018 la Giunta regionale ha aderito all’Accordo proposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, approvato con Decreto Direttoriale n. 461 del 28.12.2018, comunicandone in data 07.03.2019 l’avvenuta registrazione della RASCorte dei Conti (20.01.2019 n. 114). Con DGR n. 593 del 12.04.2019 la Giunta regionale ha approvato il Piano Operativo in attuazione dell’Accordo, ha evidenziato la necessità trasmesso al Ministero in data 15.04.2019. Il presente Avviso, redatto tenendo conto dei contenuti dell’Atto di indirizzo ministeriale, dell’Accordo di Programma siglato e approvato dal Ministero, delle Linee guida predisposte dalla Direzione Generale del Terzo Settore e della approvazione DGR n. 593/2019, sulla base degli obiettivi generali, delle aree prioritarie di intervento e delle linee di attività contenute nel citato indirizzo ministeriale, disciplina criteri e modalità per l’assegnazione delle risorse ai soggetti del Documento di Protezione CivileTerzo Settore (esclusivamente ODV e APS iscritte nei rispettivi Registri della Regione Friuli Venezia Giulia) da individuare con il presente Avviso. 1 art. 101, c. 3 del D.Lgs. 117/2017: “Il requisito dell’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore, previsto nella sopra citata Direttivadal presente decreto, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia nelle more dell’istituzione del Registro medesimo, si intende soddisfatto da parte delle reti associative e degli Enti del Terzo Settore attraverso la loro iscrizione ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:settore.”

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Sources: Financing Agreement

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014COUP srl è Società in house della Regione Autonoma Valle d'Aosta in gestione speciale per il tramite di Finaosta S.p.a. con l'obiettivo di “realizzare l’unificazione delle tre sedi ospedaliere regionali al fine di organizzare l’assistenza per acuti in base al miglior rapporto tra tipologie di prestazioni e risorse impiegate”. Con apposita Convenzione tra Regione Autonoma Valle d’Aosta (Regione), “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”Finanziaria regionale Valle d’Aosta spa (Finaosta), costituisce atto di indirizzo Azienda Unità sanitaria locale della Valle d’Aosta (Ausl) e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇Complesso ospedaliero ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995srl (Coup), sottoscritta in data 2 marzo 2010, sono disciplinati i “circuiti” decisionale e finanziario per la realizzazione del presidio unico ospedaliero per acuti di viale Ginevra in Aosta e le infrastrutture ad esso collegate. Il presente piano: ▪ riporta, per il triennio 2017-2019, i principali obiettivi, iniziative, interventi e tempi; ▪ è redatto in applicazione dell’art. 3, comma 1, lett. a), della Convenzione e del comma 1.1 del deliberato della DGR n. 364 del 13 marzo 2015; ▪ quantizza gli impegni contrattuali di spesa ed i corrispondenti pagamenti - per servizi, forniture e lavori relativi alla gestione Societaria ed agli investimenti infrastrutturali - assunti e sostenuti nel 2010/15 e da assumere e sostenere nel triennio 2017-19 e periodo successivo; ▪ fa riferimento alle n. 5 tabelle di costi e programmazione. L’intervento ed il relativo investimento: ▪ sono inclusi nel programma delle opere di rilevante interesse regionale, approvato nell’aprile 2008 e disciplinato dalla legge regionale 17 agosto 2004, n. DSTN/2/2280621; ▪ formano oggetto di specifico “accordo di programma” Regione - Comune di Aosta, stipulato nel gennaio ed aggiornato nel maggio 2010, finalizzato a condividere gli sviluppi progettuali ed attuativi dell’opera, ad assicurarne la coerenza con lo strumento urbanistico comunale, a definire i valori della/rispettivi ruoli nella progettazione ed attuazione del relativo investimento; ▪ sono finanziati ai sensi delle leggi regionali: 11 dicembre 2009, n. 47 (legge finanziaria), art. 25 e portata/n. 48 (legge di bilancio) applicate con deliberazione della Giunta regionale n. 453 del 4 marzo 2011; 10 dicembre 2010, n. 40 (legge finanziaria), art. 35 e n. 41 (legge di «attenzione scarico diga» Qmin bilancio), applicate con deliberazione della Giunta regionale n. 82 del 31 gennaio 2014; 11 dicembre 2015, n. 19 (legge finanziaria), art. 17 e delle soglie incrementali ΔQ n. 20 (legge di bilancio); I principali riferimenti, oltre alla Convenzione sopra richiamata, sono rappresentati da: ▪ Statuto sociale e Atto costitutivo di Coup in data 12 novembre 2009; ▪ deliberazioni della Giunta regionale n. 1350 del 26 settembre 2014, n. 1495 del 24 ottobre 2014, n. 364 del 13 marzo 2015, n. 428 del 27 marzo 2015, n. 985 del 26 giugno 2015 e n. 1044 del 10 luglio 2015; ▪ Documento di Economia e Finanza Regionale DEFR 2017-2019; ▪ Accordo di programma Regione-Comune di Aosta di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivadecreto del Presidente della Regione 12 febbraio 2010, funzionali agli ulteriori obblighi n. 47 (in BU n. 9 del 2 marzo 2010) – aggiornato in data 21 maggio 20101 - e “Studio di comunicazione fattibilità” (SDF)2 e “Studio urbanistico” allegati allo stesso accordo; ▪ Documento preliminare di progettazione (DPP), datato gennaio 2011 ed approvato nell’assemblea del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la socio in data 14 marzo 2011; ▪ Progetto preliminare dell’intero intervento d’investimento approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1512 del 20 luglio 2012 ed oggetto d’intesa Regione-Comune di Aosta sottoscritta in data 1 ottobre 2012; ▪ attività della RASSocietà nel 2010/15; ▪ relazione finale del Comitato scientifico, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento datata 26 luglio 2016, sulle modalità di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttivaintervento e valorizzazione dei reperti archeologici; L’allegata tabella n. 4 sintetizza, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia ciascuna categoria di priorità investimento, gli impegni contrattuali di spesa3 (assunti nel 2010/15 e da assumere nel 2016 e nel rimanente periodo di piano) ed i pagamenti/oneri4 (sostenuti nel 2010/15 e da sostenere in ciascuno degli anni 2016/17/18/19 e nel rimanente periodo di piano), al lordo di IVA e oneri previdenziali. 1 che In attuazione di deliberazioni del Consiglio comunale di Aosta e della Giunta regionale (n. 1325) rispettivamente in date 13 e 14 maggio 2010. 2 Elaborato nel 2004, aggiornato/integrato nel 2007, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 3445 del 7 aprile 2008. 3 Si considera convenzionalmente assunto l’impegno contrattuale di spesa al momento dell’adozione, da parte dell’organo societario competente (amministratore unico o socio unico), della formale decisione di destinare una determinata somma, da erogare per lo più ad un creditore determinato o determinabile (attraverso un gara) alla realizzazione di un investimento (servizi tecnici, lavori, forniture) di norma pluriennale e, se del caso il successivo implicito adeguamento di tale somma in applicazione di vincoli contrattuali legati al variare di una variabile indipendente (es., per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:remunerazione dei servizi tecnici, l’applicazione di una percentuale dell'investimento). 4 Si considera convenzionalmente “pagamento” l’emissione del relativo bonifico o altro mezzo di pagamento in favore del creditore e ”onere” il controvalore finanziario della quantità di prestazione eseguita. La distinzione comporta quantità differenti determinabili in sede di bilancio consuntivo ma per nulla significative in sede di programmazione della spesa.

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Sources: Programma Operativo Strategico Triennale

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, Il progetto GRRinPORT Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito Gestione sostenibile dei bacini in cui siano presenti grandi digheRifiuti e dei Reflui nei PORTi”, costituisce atto finanziato nell’ambito del Programma di indirizzo Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo” 2014-2020, ha come capofila l’Università degli studi di Cagliari - Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e coordinamento per Architettura (DICAAR) e Dipartimento di Scienze Biomediche (DISB) e coinvolge 6 partner quali la definizione Regione Autonoma della Sardegna-Direzione Generale Agenzia Regionale del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuaDistretto Idrografico della Sardegna (RAS-ARDIS), pertantoMEDSEA - Mediterranean Sea And Coast Foundation, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇Université de Corse ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇- UMR CNRS 6240 ▇▇▇▇ (Francia, Corsica), Office des Transports de la Corse-OTC -Service Europe (Francia), Università di Pisa - UNIPI Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (DESTEC), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - I.S.P.R.A. - Struttura Tecnico Scientifica di Livorno. L’Obiettivo generale del progetto è quello di migliorare la qualità delle acque marine nei porti limitando l’impatto dell’attività portuale e del traffico marittimo sull’ambiente con la definizione di un set di buone pratiche. L’attuazione del progetto prevede quattro linee d’azione tra cui “Monitoraggio della qualità delle acque portuali dell’area transfrontaliera” (T4) il cui obiettivo è la definizione e implementazione di una strategia comune per il campionamento e la caratterizzazione chimico/fisica/biologica delle acque dei porti di Cagliari, Livorno e Ajaccio, al fine di definire la qualità iniziale delle acque e di individuare eventuali condizioni di criticità sulla base della ricognizione dei dati pregressi disponibili. Nello specifico la suddetta line d’azione prevede l’attività T4.2 Ricognizione delle caratteristiche idrodinamiche e della qualità delle acque dei bacini portuali, nello specifico per il porto di Cagliari. L’analisi delle caratteristiche idrodinamiche delle acque portuali è necessaria al fine di valutare lo stato/potenziale ecologico di corpi idrici che hanno subito delle alterazioni fisiche dovute ad attività antropiche ad elevata rilevanza economica e sociale, e per una loro eventuale designazione come corpi idrici fortemente modificati (CIFM) ai sensi della Direttiva 2000/60/CE (DQA). La DQA, benché riconosca che le caratteristiche ecologiche di un corpo idrico superficiale variano in funzione del regime fisico, tuttavia non fornisce degli specifici descrittori fisici per i CIFM, la cui caratterizzazione deve essere fatta in accordo con i descrittori utilizzati per la categoria di corpi idrici superficiali naturali maggiormente simili. In particolare i corpi idrici superficiali che sono designati come CIFM perché soggetti ad attività quali la navigazione e/o portuali in senso lato, subiscono alterazioni di tipo idromorfologico (dighe foranee, moli, banchine, dragaggi etc.) che ne potrebbero modificare significativamente le condizioni idrodinamiche causando variazioni nel ricambio idrico. I descrittori individuati dalla DQA correlati a tali variazioni per i corpi idrici naturali, oltre alla velocità delle correnti, il range di marea e le caratteristiche di mescolamento, sono i tempi di trasporto, quali i tempi di residenza per laghi e acque di transizione e i tempi di ritenzione per le acque costiere (es. nelle insenature chiuse). Tuttavia la stessa DQA non indica delle metodologie per il calcolo dei suddetti descrittori. Nella letteratura scientifica sono indicati diversi metodi per la stima dei tempi di trasporto, tra i quali i più utilizzati comunemente sono il tempo di residenza (Residence Time) e il tempo di rinnovamento (Flushing time), la cui determinazione permetterebbe di valutare il ricambio idrico. Tale metodologia applicata al caso studio relativo al porto di Cagliari potrebbe essere adottata per la futura designazione e caratterizzazione dei CIFM portuali della Sardegna. Per quanto sopra con determinazione prot. n. 4393 rep. n. 76 del 20.05.2019 della Direzione Generale Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna, Servizio tutela e gestione delle risorse idriche, vigilanza sui servizi idrici e gestione della siccità, è stato disposto l’espletamento della procedura di affidamento, ai sensi dell’art. 36, comma 2, del D.Lgs. 18.04.2016, n. 50, del “Servizio di consulenza specialistica per la valutazione delle caratteristiche fisiche, idromorfologiche e idrodinamiche del bacino portuale del Porto di Cagliari”. Non sono presenti rischi da interferenze, per cui i relativi oneri sono stimati pari a zero euro. L’operatore economico è pertanto invitato a formulare e presentare la propria offerta secondo le modalità, i termini e le condizioni specificate nel presente documento. La procedura di aggiudicazione per l’affidamento del servizio è regolamentata dal presente disciplinare di gara e dalla documentazione in esso richiamata. La presente procedura richiesta d'offerta (RDO) si svolgerà sul mercato elettronico ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇della Centrale regionale di Committenza della Regione Sardegna. Il Responsabile del procedimento è l’▇▇▇. ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/Direttore del Servizio Tutela e portata/Gestione delle Risorse Idriche, Vigilanza sui Servizi Idrici e Gestione delle Siccità, della Presidenza, Direzione Generale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna. Per chiarimenti relativi alle modalità tecnico operative di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ presentazione dell’offerta sul portale è possibile scrivere alla casella di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con posta elettronica ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇@▇▇▇▇▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇.▇N. 33/31 del 10/06/2016o alla casella ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇@▇▇▇▇▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇. Eventuali chiarimenti e/o ulteriori informazioni legati alla procedura, la Giunta regionale relativi ad elementi amministrativi e tecnici possono essere richiesti per posta elettronica all’indirizzo ▇▇▇▇.▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇@▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇, facendo esplicito riferimento all’oggetto della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento procedura. Le risposte e tutte le comunicazioni si intenderanno validamente effettuate all’indirizzo di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:posta elettronica indicato dall’operatore economico al momento dell’iscrizione nell’Elenco degli operatori economici.

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Sources: Consultancy Agreement

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014La ASL Roma 6 ha una popolazione di circa 600.000 abitanti, 5 presidi ospedalieri a gestione diretta ai sensi del DCA 368/2013, 2 presidi ospedalieri sono sede di DEA di I livello: Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheOspedale Civile ▇. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇” di ▇▇▇▇▇▇▇▇ e “Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno” di Anzio. Ad oggi sono sede di Pronto Soccorso 2 presidi ospedalieri: “Ospedale San ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇” di Frascati e “Ospedale dei Castelli” di Ariccia. Inoltre è attivo in H12 l’Ospedale “S. ▇▇▇▇▇▇▇▇” di Marino. I presidi sono collocati in ambiti territoriali differenti, hanno bacini di affluenza diversi e afferiscono per le Reti “tempo dipendenti” ad Aziende diverse: A.O. San ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇, A.O.U Policlinico Tor Vergata, A.O.U Policlinico ▇▇▇▇▇▇▇ ▇, A.O. San ▇▇▇▇▇▇▇▇ Addolorata, Policlinico Casilino, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Ospedale di Latina. Sono afferenti alla ASL Roma 6, la Casa della Salute in Rocca Priora “Cartoni” e la Casa della Salute sita ad Anzio ‘Villa Albani’ (di prossima inaugurazione) e la struttura sita ad Ariccia ‘Spolverini’. Inoltre l’ASL Roma 6 garantisce una struttura di Medicina Penitenziaria presso la Casa circondariale di Velletri, dove i detenuti vengono gestiti da un punto di vista clinico- assistenziale con necessità di effettuare attività diagnostiche e terapeutiche presso presidi ospedalieri sia dell’Azienda che di altre aziende. La rete di laboratorio e dei punti prelievo abbraccia attualmente l’intero territorio della ASL Roma 6. Facendo riferimento alla riorganizzazione iniziata nel 2014, il trasporto sangue dovrà avvenire dai centri prelievo verso il Sant’▇▇▇▇▇▇▇ (HUB2 ex DCA U00219 del 02/04/2014). Oltre a quanto previsto per il trasporto sangue, è da intendersi incluso nelle attività il trasporto di materiale biologico in genere. L’assetto laboratoristico “in senso lato” della ASL Roma 6 presenta elementi di complessità derivanti anche dalla rete tossicologica di 1 e 2 livello, dalla presenza di un laboratorio mono specialistico di Microbiologia Virologia e Biologia Molecolare, dai laboratori di Patologia Clinica e dai laboratori di emergenza stante la previsione del trasferimento delle attività svolte presso il Laboratorio di Genzano presso l’Ospedale dei Castelli. Volendo restringere il focus a ciò che viene tradizionalmente definito come “laboratorio analisi”, questo nella ASL Roma 6 risulta costituito da due settori – la Patologia Clinica (articolata su due sedi, rispettivamente presso il Distretto di Frascati ed il P.O “Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno” di Anzio) e l’unità di Microbiologia Virologia, che coopera con la Patologia Clinica nell’ambito del cosiddetto Laboratorio Logico Unico. La maggiore sede di produzione è localizzata presso il P.O di Genzano in previsto trasferimento presso l’Ospedale dei Castelli. Il carico di lavoro coincide, al momento, con la totalità delle strutture a gestione diretta. In merito alle attività legate alla gestione farmaceutica, l’ASL Roma 6, eroga farmaci presso il domicilio degli utenti, consegna vaccini alle strutture erogatrici ed alle strutture territoriali accreditate. Per le predette attività oltre al trasporto necessità dello stoccaggio degli stessi al fine di garantire la filiera del mantenimento della temperatura. Lo svolgimento del servizio per il lotto 1 è regolato inoltre dalle seguenti leggi, regolamenti e norme, che si intendono qui integralmente richiamate ed accettate: a) ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 19951987, n. DSTN/2/22806; - i valori della/553 “Normativa tecnica e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con amministrativa relativa alle ambulanze”; b) ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ novembre 1997, la Giunta regionale della RASn. 487 “Regolamento recante le normative tecnica ed amministrativa relativa alle autoambulanze di soccorso per emergenze speciali”; c) D.P.R. 27 marzo 1992, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento “Atto di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che indirizzo e coordinamento alle Regioni per la Regione Sardegna sono determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”; d) Atto di intesa Stato-Regioni dell7 maggio 1996 “Linee Guida sul sistema di emergenza sanitaria in applicazione del D.P.R. 27 marzo 1992”; e) Comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri 30 maggio 1992, Documento sul Sistema delle emergenze sanitarie approvato il 2/12/1991 dal gruppo di lavoro Stato Regioni; f) Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione 5 novembre 1996 “Normativa tecnica ed amministrativa relativa agli autoveicoli di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo”; g) ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇ settembre 2009, n. 137 “Regolamento immatricolazione e uso delle ambulanze”; h) ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ottobre 2010 “Disposizioni concernenti le tredici seguenti:procedure per il riconoscimento dei requisiti previsti dall'allegato C alla norma UNI EN 1789, relativa ai veicoli medici e loro attrezzature-autoambulanze”; i) Decreto Commissario ad Acta Lazio n. 8 del 3 febbraio 2011 “Modifica dell’Allegato l al decreto del Commissario ad Acta 90/2020 per: a) attività di riabilitazione (cod. 56), b) attività di lungodegenza (cod. 60); c) attività erogate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per i livelli prestazionali: ▇▇, ▇▇, ▇▇▇ e R3. Approvazione Testo Integrato e Coordinato denominato «Requisiti minimi autorizzativi per l'esercizio delle attività sanitarie e socio sanitari»”; j) Legge ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇. ▇▇ dell7 luglio 1989 “Disciplina del servizio di trasporto infermi da parte di istituti, organizzazioni ed associazioni private”.

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Sources: Capitolato Tecnico Per Servizi Di Trasporto Sanitario E Non Sanitario

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio L’Accordo di Partenariato 2014-2020, “Indirizzi adottato dalla Commissione Europea con Decisione C(2014)8021 del 29.10.2014 – in attuazione dell’art. 7.1 del Regolamento U.E. n. 1301/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio – ha definito obiettivi, priorità ed ambiti tematici di intervento dell’Agenda Urbana Nazionale, da realizzare con il contributo dei fondi SIE 2014- 2020. L’Accordo contempla – in aggiunta ai programmi operativi inerenti all’attività regionali – un Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON Metro). In conformità alle previsioni dell’Accordo di protezione civile nell’ambito dei bacini Partenariato e del Programma Operativo in cui siano presenti grandi dighe”menzione, costituisce atto Roma Capitale, in quanto Comune capoluogo, è stata individuata quale Autorità Urbana, con funzioni di indirizzo Organismo Intermedio del Programma (in relazione agli interventi di specifico interesse) ed ha partecipato con tali attribuzioni ai gruppi di lavoro e coordinamento ai tavoli trilaterali (Autorità di Gestione nazionale, Regione, Comune capoluogo), promossi dall’Autorità di Gestione del Programma per la definizione del delle principali scelte progettuali, funzionali all’identificazione di un numero limitato e motivato di Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheAzioni integrate”. La Direttiva individuaDeliberazione della Giunta Capitolina n. 350 del 28.10.2015, pertantoha confermato la partecipazione di Roma Capitale al Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON Metro) ed ha approvato le schede progettuali che individuano gli ambiti tematici delle Azioni integrate da realizzare. Il medesimo Atto giuntale ha, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere altresì, attribuito per stabilire le condizioni di attivazione competenza al Dipartimento Mobilità e Trasporti la responsabilità delle fasi progettuale ed attuativa dell’Azione integrata denominata “Roma in Movimento”, rispondente all’Obiettivo Tematico (OT) 4 – Energia Sostenibile e Qualità della Vita – nella quale sono state individuate e finanziate tre linee di allerta per intervento nei seguenti ambiti tematici: HUB MULTIMODALI; PIANO CICLABILITA’ ED ESTENSIONE RETE CICLABILE ROMANA; SISTEMI ITS. Gli interventi previsti dal PON Metro e, nella specie, dall’Azione integrata “Roma in Movimento”, sono interamente finanziati con le finalità di sicurezza degli sbarramenti risorse assicurate dai contributi comunitari (Fondi Strutturali e di gestione Investimento Europei, nell’ambito del rischio idraulico nei territori a valleProgramma Operativo Città Metropolitane 2014 – 2020) e nazionali (fondo di rotazione ex artt. In particolare, al punto 2 5 e ss. della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, Legge n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:183/1987);

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Sources: Fornitura Di Un Sistema Di Videosorveglianza E Analisi Video

PREMESSA. Si ricorda Con l’Accordo intergovernativo del 29 gennaio 2001 (ratificato con legge 27 settembre 2002, n. 228), stipulato tra i Governi della Repubblica italiana e della Repubblica francese, è stato formalizzato l’impegno a costruire, o a far costruire, le opere della parte comune italo-francese del nuovo collegamento ferroviario misto merci/ passeggeri Torino-Lione. Lo stesso Accordo stabiliva che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014il promotore - cui erano affidati gli studi, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini le ricognizioni e i lavori preliminari - fosse costituito in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo parti uguali tra i due gestori delle infrastrutture delle reti ferroviarie nazionali italiana e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighefrancese. La Direttiva individuaSono stati, pertanto, affidati alla Lyon Turin Ferroviaire S.a.s. - LTF - Società partecipata in quote paritarie da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (RFI) e Réseau Ferré de France (RFF), la conduzione degli studi, ricognizioni e lavori preliminari della parte comune italo-francese della sezione internazionale della nuova linea. Successivamente a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Accordo Italo-Francese del 30 gennaio 2012 (ratificato in Italia con legge 23 aprile 2014, n. 71), RFF ha ceduto le sue partecipazioni in LTF allo Stato Francese attraverso il ministero delle Finanze e dei Conti Pubblici e il Ministero dell’Economia, dell’Industria e del Digitale, mentre RFI ha ceduto le sue partecipazioni in LTF a favore di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. (FS) A completamento delle prescrizioni concordate fra gli indirizzi operativi Stati (l’articolo 13 dell’Accordo del 2012, prevede che il Documento Promotore pubblico TELT si sostituisce a LTF nell’esercizio delle missioni che corrispondono ai diritti e agli obblighi precedentemente attribuiti a LTF) LTF ha modificato la propria denominazione sociale in TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin) contestualmente all’approvazione della modifica del nuovo statuto societario in data 23 febbraio 2015. L’art. 2 dell’Accordo Italo-Francese del 2012 stabilisce che il promotore pubblico (TELT) è responsabile della conclusione e del monitoraggio dell’esecuzione dei contratti richiesti dalla progettazione, dalla realizzazione e dall’esercizio della sezione transfrontaliera dell’opera, assicurando, altresì, la direzione strategica e operativa del progetto. Il promotore ha la qualifica di Protezione Civile deve contenere gestore dell’infrastruttura della sezione transfrontaliera. Dal 2001 e fino al 23 febbraio 2015 data di approvazione del nuovo statuto societario di TELT, i rapporti per stabilire le condizioni la gestione degli investimenti e delle relative risorse finanziarie del progetto Torino-Lione erano inseriti nel Contratto di attivazione Programma –parte Investimenti stipulato fra RFI (gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale nonché azionista unico di LTF) e Ministero delle fasi Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). A seguito delle novità derivanti dall’applicazione degli accordi intergovernativi sopra richiamati e vista la necessità di allerta per le finalità definire compiutamente il sistema giuridico/amministrativo dei ruoli, delle responsabilità e degli impegni degli enti coinvolti nel progetto, in accordo a quanto già previsto dalla Legge di sicurezza degli sbarramenti Stabilità 2016 (v. paragrafo 2), occorre procedere alla stipula del Contratto di Programma fra il MIT, FS e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolareTELT, al punto 2 fine di disciplinare gli obblighi intercorrenti tra le Parti in relazione agli investimenti e alle relative risorse finanziarie, nonché a quelli inerenti la realizzazione dell’Opera. L’iter approvativo del Contratto è disciplinato dall'articolo 1, comma 1, della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995legge 14 luglio 1993, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di 238, secondo cui “1. Il Ministro dei trasporti trasmette al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata DirettivaParlamento, per l'espressione del parere da parte delle commissioni permanenti competenti per materia, prima della stipulazione con le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia Ferrovie dello Stato S.p.a., i contratti di priorità 1 che programma ((...)), corredati dal parere, ove previsto, del Comitato interministeriale per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:programmazione economica nel trasporto (CIPET), ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera m), della legge 4 giugno 1991, n. 186.”.

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Sources: Contratto Di Programma

PREMESSA. Si ricorda Il mandorlo è un fruttifero da clima temperato afferente al comparto della frutta in guscio, che in passato ha rivestito un ruolo primario in Italia, soprattutto in ambiente meridionale. Attualmente la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014mandorlicoltura del bacino Mediterraneo è trainata dalle produzioni spagnole che negli ultimi decenni hanno acquisito il primato produttivo in area Mediterranea, “Indirizzi operativi inerenti all’attività e che nel passato era detenuto dall'Italia. Ciò si è verificato per varie concause, non ultima lo scarso interesse a sperimentare l'adattamento varietale della specie sia in aree vocate sia in nuove aree di protezione civile nell’ambito introduzione del mandorlo, limitando l'espansione della mandorlicoltura in ambiente meridionale, spesso in aree agricole a limitata fertilità dei bacini suoli, e incentrando la piattaforma varietale sull'impiego di pochissime cultivar di provenienza nazionale, su tutti la cultivar autofertile "Tuono". Attualmente il mandorlo, cosi come le altre specie da frutta in cui siano presenti grandi dighe”guscio da clima temperato, costituisce atto fa registrare un trend di indirizzo richiesta delle produzioni in esponenziale crescita, inducendo alla realizzazione di nuovi mandorleti in aree potenzialmente vocate che a livello nazionale interessano anche il Lazio, in particolare nel versante del litorale tirrenico a clima mite, e coordinamento per in virtù degli attuali cambiamenti climatici che manifestano effetti anche nel bacino Mediterraneo. E' testimonianza del particolare interesse verso la definizione mandorlicoltura da parte degli agricoltori laziali la recente realizzazione di mandorleti in aree del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individualitorale centro- settentrionale del Lazio (Civitavecchia, pertantoTarquinia, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolareMontalto, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digaTuscania, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso Maccarese) e la portata massima transitabile massiccia partecipazione degli stessi ad alcuni incontri tecnico-divulgativi sulla coltura del mandorlo tenutisi a partire dal 2016 in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia provincia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) Viterbo, culminati con un evento "apicale"organizzato da ARSIAL presso la sede di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e Tarquinia il 5 Ottobre del 2018 dal titolo "Giornata divulgativa sul mandorlo: prime esperienze di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltreintroduzione nel litorale laziale", che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, ha visto la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento partecipazione di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia oltre 200 stakeholders e interventi ad invito da parte di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:ricercatori spagnoli esperti di mandorlicoltura.

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Sources: Accordo Ex Art. 15 Della Legge 7 Agosto 1990 N. 241

PREMESSA. Si ricorda che L’Accordo di Programma “Interventi per lo sviluppo economico, la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo coesione sociale e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 territoriale della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della regione ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ -Romagna”, sottoscritto il 16 settembre 2017 tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ -Romagna e la Città metropolitana di Bologna, prevede le realizzazione di un programma di interventi finalizzato per lo sviluppo socio- economico della Regione e della Città metropolitana. Con la sottoscrizione di un Accordo unico si persegue l’integrazione e il coordinamento nell’azione attuativa dei due enti responsabili, pur mantenendo due distinti Piani operativi a cui sono destinate le risorse FSC 2014-2020 complessive di 162 milioni di euro, di cui 107 milioni di euro per la Città metropolitana di Bologna e 55 milioni di euro per la Regione ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995-Romagna (rispettivamente assegnati con le Delibere CIPE nn. 75 e 76 del 7 agosto 2017). Nella seduta ex art.35 dello Statuto del 20 settembre 2017 i Consiglieri delegati della Città metropolitana di Bologna hanno preso atto dei contenuti dell’Accordo di Programma sottoscritto, confermandone il perseguimento. La dotazione finanziaria della programmazione 2014-2020 dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e le regole che ne stabiliscono il funzionamento e l’utilizzo sono definiti nella Delibera CIPE 25/2016 del 10 agosto 2016 “Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Aree tematiche nazionali e obiettivi strategici - Ripartizione ai sensi dell'art. 1, comma 703, lettere b) e c) della legge n. DSTN/2/22806; - i valori della190/2014” (pubblicata in G.U. n. 266 del 14/11/2016). Con Circolare 1/2017 del 13 maggio 2017, in adempimento alla Delibera CIPE 25/2016, il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno ha indicato alcune ulteriori precisazioni in tema di governance, modifiche e riprogrammazioni di risorse, revoche, disposizioni finanziarie dei Piani operativi/Piani stralcio e portata/Patti per lo sviluppo FSC. Infine la Delibera CIPE 26/2018 del 28 febbraio 2018 “Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2014-2020. Ridefinizione del quadro finanziario e programmatorio complessivo” ha posticipato il limite temporale dell’articolazione finanziaria delle programmazioni del FSC 2014-2020 all’anno 2025, fissando altresì il termine per l’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti (OGV) al 31/12/2021. Nel presente documento si restituisce lo stato di «attenzione scarico diga» Qmin attuazione del Piano al 31 agosto 2019 attraverso la descrizione dettagliata dei dati aggiornati sul Sistema di Gestione e Controllo (SGP) per il monitoraggio bimestrale nella validazione del 23 settembre 2019. In particolare il documento presenta nella prima parte una descrizione sintetica delle tappe e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione attività principali del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che processo per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:gestione e l’attuazione dell’Accordo da parte della Città metropolitana, quale responsabile dello stesso; nella seconda, riporta lo stato di avanzamento fisico-procedurale e finanziario dei singoli interventi.

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Sources: Accordo Di Programma

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Il Comune di Arezzo, “Indirizzi operativi inerenti all’attività Ente Capofila dell'Ambito Territoriale Sociale della Zona Aretina (d'ora in poi ATS Zona Aretina) - comprendente i Comuni di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”Arezzo, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuaCapolona, pertantoCastiglion Fibocchi, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolareCivitella della Chiana, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Monte San ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ , Subbiano - intende procedere alla costituzione di un Elenco Fornitori Accreditati qualificati ed idonei a fornire servizi a supporto dei progetti personalizzati attivati a favore dei cittadini beneficiari della misura nazionale di sostegno per l'inclusione sociale – denominata Reddito di Cittadinanza – residenti nell'ATS Zona Aretina, fatta salva la facoltà di attivare i sostegni anche a favore di soggetti i quali, ancorché in situazioni di disagio, non siano beneficiari della misura di sostegno all'inclusione sociale. La normativa di riferimento è la seguente: -Legge 8 novembre 2000 n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” -Legge Regionale Toscana 28 dicembre 19952009 n. 82 “Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato” -Decreto del Presidente della Giunta Regionale 11 agosto 2020, n. DSTN/2/2280686/R Regolamento di attuazione della LRT 28 dicembre 2009, n. 82; - i valori della/e portata/-Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 147 “Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà” -Decreto Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di «attenzione scarico diga» Qmin pensioni.” -“Piano triennale per gli interventi ed i servizi sociali di contrasto alla povertà (2018-2020)” approvato il 10 maggio 2018 dalla Conferenza Unificata. -Legge 30 dicembre 2020 n. 178 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023” -Linee Guida ANAC Delibera 20 gennaio 2016 n. 32 “Linee Guida per l'affidamento dei servizi a enti del terzo settore ed alle cooperative sociali” -Decreto Legislativo 18 aprile 2016 n. 50 “Codice dei Contratti Pubblici” (d'ora in poi “Codice”) -Decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 117 “Codice del Terzo Settore” (d'ora in poi CTS) L'affidamento della gestione dei servizi richiesti dal presente Capitolato è ispirato ai principi di: • qualità, continuità, accessibilità, disponibilità e completezza dei servizi, tenendo conto delle soglie incrementali ΔQ esigenze specifiche delle diverse categorie di utenti, compresi i gruppi svantaggiati e promuovendo il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli utenti, in analogia all'art. 142 comma 5-ter del Codice; • qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli artt. 2,3, e 38 Costituzione, ai sensi della Legge 8 novembre 2000 n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e della Legge Regionale Toscana 28 dicembre 2009 n. 82 “Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato Gli interventi si collocano nell'ambito del catalogo delle prestazioni contenente gli interventi di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaall'art. 7 D.Lgs. 147/2017, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione nel prosieguo meglio descritti ed eccettuati quelli già gestiti in forma diretta nell'ambito territoriale. Detti interventi s'inseriscono nell'ambito della valutazione multidimensionale e costituiscono applicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia Patto per l'Inclusione Sociale (d'ora in poi PaIS), progetto personalizzato che individua: • gli obiettivi generali e i risultati specifici che s'intendono raggiungere in un percorso volto al superamento della condizione di priorità 1 povertà, all'inserimento o reinserimento lavorativo e all'inclusione sociale; • i sostegni, in termini specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita; • gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare; Gli obiettivi e i risultati per l'inclusione sociale devono: • esprimere in maniera specifica e concreta i cambiamenti che per s'intendono perseguire come come effetto dei sostegni attivati; • costituire l'esito di un processo di negoziazione con i beneficiari, di cui si favorisce la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:piena condivisione evitando espressioni tecniche, generiche e astratte; • essere individuati coerentemente con quanto emerso in sede di valutazione, con l'indicazione dei tempi di attesa e realizzazione.

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Sources: Capitolato Prestazionale

PREMESSA. Si ricorda La Regione Marche, PF Tutela delle acque e difesa del suolo e della costa, partecipa, con il ruolo di partner, al progetto “WATERCARE: Water management solution for reducing microbial environment impact in coastal areas” - finanziato a valere sull’ Asse prioritario 3 "Ambiente e beni culturali" - Obiettivo Specifico 3.3 del Programma di Cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Croazia. La Regione Veneto è stata designata Autorità di gestione Italia-Croazia, mentre il partenariato è composto, oltre che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014dalla Regione Marche, da altri nove soggetti di cui quattro Italiani (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine Indirizzi operativi inerenti all’attività CNR-IRBIM” (capofila), ASET S.p.A., Regione Abruzzo: Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Reti e Logistica, Università di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”Urbino: Dipartimento di Scienze Biomolecolari - DISB e cinque croati (Contea di Spalato-Dalmazia, costituisce atto Regione di indirizzo Dubrovnik-Neretva, Università di Spalato – Dip. Studi Marini, Centro di ricerca METRIS e coordinamento Agenzia Nazionale croata per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle gestione delle grandi digheacque). La Direttiva individuaproposta progettuale WATERCARE ha come obiettivo di: 1) ridurre l'impatto della contaminazione ambientale microbiologica nelle acque balneari derivante dalla immissione di acque reflue urbane e di acque meteoriche trasportate dalle reti fognarie delle aree urbane, pertantoa seguito di eventi meteorici significativi e consistenti, gli indirizzi operativi determinati anche dai cambiamenti climatici che stanno producendo fenomeni meteorici di breve durata, ma molto intensi (quantità di acque elevate) e più frequenti. 2) migliorare la qualità dell'acqua reflue ottenute dal dilavamento delle aree urbane, favorendo lo scolmo delle sole "acque di seconda pioggia" con carichi inquinanti molto ridotti e supportarne la governance, attraverso un processo di gestione in un'area pilota, per garantire la fruizione delle acque balneari. Saranno previste in aggiunta altre aree di controllo al fine di utilizzare il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi Sistema di allerta in luoghi con problematiche simili. Il progetto implementerà una strategia di intervento integrata fra un'infrastruttura di stoccaggio per le finalità acque fognarie e/o una rete di sicurezza degli sbarramenti scarico e un Water Quality Integrated System (WQIS, composto da un network per il monitoraggio in tempo reale e da modelli numerici) per la gestione delle acque balneari. Il progetto - pilota intende adottare un approccio nuovo sulla gestione delle acque costiere, di supporto alle Autorità locali e ripetibile in aree, aventi simili problemi ambientali. Il progetto ha una durata prevista in 30 mesi, da gennaio 2019 al 30 giugno 2021 (salvo proroga che potrà essere concessa dall’Autorità di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolareProgramma – Regione Veneto) ed è articolato in 5 Work-Packages, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenerecome da Project WorkPlane: WP (N/Title) Activity (N/Title) Activity start date Activity end date Involved partners (EN Name) WP 1 - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇Project management and coordination of activities Act 1.1 Start-up activities 01/01/2019 31/01/2019 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NATIONAL RE- SEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF UR- BINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 1.2 Day to day project management, coordination and internal communication 01/01/2019 30/06/2021 Act 1.3 Steering and monitoring of the project implementation 01/01/2019 30/06/2021 Act 1.4 Financial management 01/01/2019 30/06/2021 WP 2 - Communication activities Act 2.1 Start-up activities 01/01/2019 28/02/2019 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NATIONAL RE- SEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF URBINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 2.2 Media relation and publications 01/01/2019 30/06/2021 Act 2.3 Digital activities 01/01/2019 30/06/2021 Act 2.4 Public Events 01/01/2019 30/06/2021 WP 3 – Implementation and Monitoring of the WATERCARE Water Quality Integrated System (WQIS) Act 3.1 Preparation of the WQIS 01/03/2019 31/10/2019 ABRUZZO REGION; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROVNIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NA- TIONAL RESEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF URBINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 3.2 Sampling of WATERCARE sites 01/07/2019 31/12/2020 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NATIONAL RE- SEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF URBINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 3.3 Implementation of WATERCARE WQIS 01/10/2019 31/01/2021 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NATIONAL RE- SEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF UR- BINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" WP 4 – WATERCARE Pilot realization Act 4.1 Implementation of THE WQIS IN THE PILOT SITE TO IMPROVE THE Water Quality Monitoring 01/03/2019 31/01/2021 ASET SPA; MARCHE REGION; METRIS RESEARCH CENTRE; NATIONAL RESEARCH COUN- CIL - NRC Act 4.2 Monitoring of the efficiency of the pi- lot site to improve wa- ter quality 01/07/2019 30/04/2021 ASET SPA; MARCHE REGION; NATIONAL RESEARCH COUN- CIL - NRC; UNIVERSITY OF URBINO "▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 4.3 Feasibility studies to implement innova- tive solutions in the WA- TERCARE sites 01/02/2019 31/05/2021 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RE- SEARCH CENTRE; NATIONAL RESEARCH COUNCIL - NRC WP 5 - Smart system to support governance decision pro- cesses in Water Management of Adriatic basin Act 5.1 Realization of the Alert Tool for the Bath- ing Water Management 01/01/2020 30/04/2021 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; METRIS RE- SEARCH CENTRE; NATIONAL RESEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF UR- BINO “▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 5.2 Validation of the Alert Tool for the Bath- ing Water Management 01/07/2020 31/05/2021 ABRUZZO REGION; ASET SPA; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROV- NIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION; NATIONAL RESEARCH COUNCIL - NRC; UNIVERSITY OF SPLIT; UNIVERSITY OF URBINO “▇▇▇▇▇ ▇▇" Act 5.3 Policy actions on coastal waters man- agement to respect WFD and MSFD 01/01/2021 30/06/2021 ABRUZZO REGION; COUNTY OF SPLIT-DALMATIA; CROATIAN WATERS; DUBROVNIK AND NERETVA REGION; MARCHE REGION Alla regione Marche in qualità di partner del progetto in questione, spetta l'implementazione delle attività di progetto così come previste da AF e secondo il Partnership Agreement come siglato tra il capofila e il resto dei partners a seguito della firma del Subsidy Contract tra l'AdG di Programma e il Capofila CI\JR-IRBIM. Il ruolo della Regione Marche - P.F. Tutela delle acque e difesa del suolo e della costa, in qualità di Partner nel progetto, attiene a profili di responsabilità di natura amministrativa e tecnico-operativa. Il Programma Italia-Croazia prevede che, ai fini del rimborso della spesa da parte dell’Autorità di Gestione (AdG), le spese sostenute da ciascun partner siano validate da un Certificatore di primo livello (First Level Controller FLC) prima della presentazione delle stesse al fine del rimborso. Il Certificatore di ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995è responsabile della verifica della legittimità della documentazione amministrativa e della regolarità delle spese dichiarate e sostenute dalla struttura regionale benefi- ciaria del progetto, n. DSTN/2/22806; - i valori della/così come normato dal Manuale del Programma. L’esecuzione delle verifiche dovrà essere affidata a certificatori designati tra soggetti particolarmente qualificati, in possesso dei necessari requisiti di professionalità, onorabilità e portata/e indipendenza. La fun- zione di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ certificatore di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi primo livello deve essere totalmente indipendente dalla funzione di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:controllore legale dei conti o da qualsiasi altro ruolo ricoperto presso il beneficiario.

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Sources: Technical Specifications for Services

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇L’UTI ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇ha siglato con Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la Sovvenzione di convenzione in dd. 30/11/2017, controfirmata dalla Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in dd. 20/12/2017, per lo svolgimento delle funzioni di Beneficiario e di partner di progetto nella gestione di attività del Programma Operativo Nazionale “Inclusione” FSE 2014-2020, CCI n. 2014IT05SFOP001. Gli Assi 1 e 2 del PON “Inclusione” prevedono la realizzazione di azioni finalizzate a supportare la sperimentazione della misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta (Sostegno per l’inclusione attiva-SIA e successive modifiche), basata sull’integrazione di un sostegno economico (sostenuto con fondi nazionali) con servizi di accompagnamento e misure di attivazione di tipo condizionale, rivolti ai soggetti che percepiscono il trattamento finanziario. Le risorse relative agli assi 1 e 2 del PON “Inclusione” sono state assegnate tramite avvisi “non competitivi” per la presentazione di proposte progettuali di interventi rivolti ai beneficiari del SIA (e successivamente REI) e al rafforzamento dei servizi loro dedicati, in modo coerente con gli indirizzi nazionali. Gli avvisi “non competitivi” sono stati definiti dalla Autorità di Gestione in collaborazione con le Amministrazioni regionali ed erano rivolti alle Amministrazioni territoriali di Ambito. L'UTI ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995ha partecipato, presentando uno specifico progetto, all'avviso pubblico n. DSTN/2/22806; - i valori della/3/2016, adottato dalla Direzione Generale per l’inclusione e portata/e le politiche sociali con Decreto Direttoriale del 03 agosto 2016, per la presentazione di «attenzione scarico diga» Qmin e progetti da finanziare a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, Programma Operativo Nazionale (PON) “Inclusione”. Gli elenchi delle soglie incrementali ΔQ proposte progettuali di attuazione del SIA ammissibili a finanziamento ai sensi dell’Avviso n. 3/2016, tra cui al successivo punto 2.4 nella Direttivarientra anche la proposta progettuale presentata dall'Ambito 1.2 Trieste, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione sono stati approvati con il Decreto Direttoriale n. 64 del Gestore13 marzo 2017. Si ricordaprecisa, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 Decreto Direttoriale n. 217/2016 del 10/06/20166 giugno 2017, la Giunta regionale Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha effettuato una nuova ripartizione delle risorse economiche per i territori della RASRegione Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento attribuendo queste ultime alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI). Tra le diverse azioni previste dalla proposta progettuale dell’UTI Giuliana-Comune di Protezione CivileTrieste vi sono il “potenziamento dei servizi di segretariato sociale, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che dei servizi per la Regione Sardegna presa in carico e degli interventi sociali” rivolti in particolare e prioritariamente alle famiglie beneficiarie delle misure di sostegno al reddito REI attraverso l’implementazione di: A)Servizio di mediazione linguistica-culturale; B)Servizio di servizio sociale professionale; C)Servizio socio-educativo, finalizzato a favorire l'inclusione sociale di giovani e adulti. Le suddette attività sono le tredici seguenti:oggetto di separati lotti funzionali.

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Sources: Capitolato Speciale d'Appalto

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014L’art. 40 del D.Lgs. 30.03.2011, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolaren. 165, al punto 2 della Direttiva è detto c. 3 sexies, prevede che ai fini dell’obiettivo a corredo di riduzione ogni contratto integrativo le pubbliche amministrazioni redigono una relazione illustrativa e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento tecnico finanziaria da sottoporre alla certificazione da parte degli Organi di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) controllo di cui al punto B) della circolare della all’art. ▇▇-▇▇▇, ▇. ▇, ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, utilizzando gli schemi appositamente predisposti e resi disponibili dal Ministero dell’Economia e delle Finanze d’intesa con il dipartimento della funzione pubblica. In data 19 luglio 2012, con Circolare n. DSTN/2/2280625 Mef, il dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha predisposto e resi noti gli schemi di relazione illustrativa e tecnico-finanziaria, evidenziando che per le seguenti fattispecie di contrattazione integrativa valgono le vigenti procedure di certificazione dell’organo interno, ai sensi dell’art. 40-bis, comma 1, del D.Lgs. 165/2011 e s.m.i.: - contratti integrativi normativi (c.d. articolato), che definiscono la cornice di regole generali concordate in sede integrativa e sono riferiti ad un arco temporale quadriennale stabilito dal CCNL (Contratto Collettivo Decentrato Integrativo); - i valori dellacontratti integrativi economici, che compiutamente e periodicamente rendono conto della programmazione contrattata delle risorse in sede locale e sono riferiti, su indicazione del CCNL, ad uno specifico anno (Contrattazione Decentrata Integrativa annuale); - contratti stralcio su specifiche materie (normativi o economici), che possono essere siglati dalle delegazioni trattanti purché nel rispetto delle cornici di regole disciplinate dalla legge e del CCNL/CCDI. Con determinazione n. 333 del 4 ottobre 2018 si è costituito il Fondo risorse decentrate anno 2018 in applicazione del C.C.N.L. 21/05/2018. Con successiva determinazione n. 387 del 20 novembre 2018 si è modificato il Fondo risorse decentrate anno 2018. Sulla base di quanto previsto e portata/chiarito nella citata Circolare RGS n. 25 del 19.7.2012 e, viste le note applicative nella versione aggiornata al 28/02/2013 relativamente al Modulo IV, seguendo gli schemi ad essa allegati pertanto, è redatta la presente relazione illustrativa e tecnico-finanziaria a corredo dell’accordo relativo alla Contrattazione Decentrata Integrativa siglato dalla delegazione trattante con verbale del 20 novembre 2018, parte economica 2018. Inoltre, ai fini di «attenzione scarico diga» Qmin redazione della presente relazione, è stata letta la circolare della RGS nr. 12 del 23 marzo 2016, recante ulteriori indicazioni al bilancio di previsione 2016 e specificamente la scheda tematica I.3 – contrattazione integrativa. Le delegazioni trattanti, si incontrano annualmente per determinare la ripartizione e la destinazione delle soglie incrementali ΔQ risorse finanziarie del fondo risorse decentrate, nel rispetto dei vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali e dagli strumenti di programmazione economico e finanziaria dell’Amministrazione. In data 20 novembre 2018 è stata stipulata con le organizzazioni sindacali legittimate e con la RSU l’ipotesi di contratto integrativo del Comune di Rosate relativo ai criteri di utilizzazione del fondo risorse decentrate per l’anno 2018. La preintesa di accordo sottoscritta è finalizzata a dare attuazione all’art. 8 del CCNL 21/05/2018 il quale prevede che il contratto integrativo: - ha durata triennale; - si riferisce a tutte le materie di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaall’art. 7, funzionali agli ulteriori obblighi comma 4 del CCNL 21/05/2018; - definiscei criteri di comunicazione ripartizione delle risorse tra le diverse modalità di utilizzo di cui alla lett. a) del Gestore. Si ricorda, inoltrecitato comma 4, che possono essere negoziati con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 cadenza annuale. Per l’anno 2018 l’accordo sottoscritto concerne solo la parte economica. Dal mese di gennaio 2019 si terranno gli incontri per l’integrativo 2019-2021 (parte giuridica ed economica). La presente relazione tecnico finanziaria è finalizzata all’analisi delle fasi della costituzione del 10/06/2016Fondo, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che alla quantificazione e definizione delle risorse disponibili per la Regione Sardegna sono contrattazione integrativa, nonché al raffronto con le tredici seguenti:relative fonti di copertura a carico del bilancio dell’ente.

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Sources: Contratto Collettivo Integrativo

PREMESSA. La normativa e le disposizioni contenute nelle presenti Condizioni di Assicurazione costituiscono parte integrante della polizza Globale Fabbricati - Mod. 2313 sottoscritta dal Contraente. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014conviene pertanto quanto segue: - si intendono richiamate, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”a tutti gli effetti, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione le dichiarazioni del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta Contraente riportate sulla polizza; - l'assicurazione è prestata per le finalità somme o i massimali indicati per le singole garanzie, sulla polizza, fatti salvi i limiti di sicurezza degli sbarramenti indennizzo/risarcimento, franchigie e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva scoperti eventualmente previsti sulla polizza stessa o nel presente fascicolo; - l'assicurazione è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione operante esclusivamente per le garanzie per le quali è stata indicata la somma assicurata o precisato il massimale assicurato e gestione del rischio idraulico a valle della diga, corrisposto il Documento di Protezione civile deve contenere: relativo premio; - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso definizioni del Glossario hanno valore convenzionale e quindi integrano a tutti gli effetti la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806normativa contrattuale; - i valori della/le clausole che indicano decadenze, nullità o limitazione delle garanzie ovvero oneri a carico del Contraente o dell’Assicurato sono riportate mediante caratteri di particolare evidenza, come previsto dall’art. 166 del D.lgs. n. 209/2005 (più precisamente sono evidenziate con sfondo retino). - si possono acquistare le seguenti garanzie: ∙ Incendio e portata/Responsabilità Civile (R.C.T./R.C.O.); ∙ Eventi Atmosferici; ∙ Acqua Piovana; ∙ Fenomeno Elettrico; ∙ Atti Vandalici, di Terrorismo e Sabotaggio; ∙ Spese demolizione e sgombero-in aumento; ∙ Rottura lastre-in aumento; ∙ Pannelli Solari; ∙ Contenuto delle abitazioni; ∙ Differenziale Storico Artistico; ∙ Estensioni Varie; ∙ Terremoto; ∙ Inondazioni, Alluvioni; ∙ RC Conduzioni Locali; ∙ Danni da acqua; ∙ Eccessivo consumo di «attenzione scarico diga» Qmin acqua; ∙ Ricerca e delle soglie incrementali ΔQ Riparazione guasti; ∙ Guasti agli impianti al servizio del Fabbricato; ∙ R.C. Amministratore di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Condominio; ∙ Tutela Legale.

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Sources: Contratto Di Assicurazione Per I Proprietari Di Fabbricati Civili E Amministratori Di Stabili

PREMESSA. Si ricorda L’organizzazione generale del 56° Festival della Canzone Italiana di Sanremo (di seguito indicato anche come Festival o Festival di Sanremo o Sanremo 2006) è stata affidata dal Comune di Sanremo alla Rai-Radiotelevisione italiana Spa. L’incarico di realizzare Sanremo 2006 è attribuito a ▇▇▇▇▇▇ che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014si avvale della collaborazione di ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”Direttore artistico dello spettacolo, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇Direttore artistico-musicale ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇che, insieme al Direttore artistico, provvedera’ alla composizione del cast, alla cura dei rapporti con le case-etichette discografiche ed alle altre funzioni, così come stabilito dal presente regolamento. La Direzione di Rete nomina l’Organizzazione del Festival che è l’ufficio di RAIUNO delegato a produrre l’intero progetto. Per la suddetta manifestazione la RAI, a sua discrezione, potrà perfezionare accordi di sponsorizzazione, telepromozioni e/o altre iniziative promozionali. Sanremo 2006 prevede una competizione tra canzoni inedite interpretate da artisti appartenenti a tre categorie, ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/Uomini, Gruppi, ciascuna delle quali formata da 6 (sei) artisti per un totale di 18 (diciotto) e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e ad una quarta categoria, Giovani, composta da 12 (dodici) artisti. L’assegnazione delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016canzoni-artisti nelle categorie, la Giunta regionale suddivisione nelle serate e l’ordine di esecuzione in ciascuna delle serate sono determinati dall’Organizzazione. Le cinque serate saranno così strutturate: Interpretazione-esecuzione delle 18 (diciotto) canzoni-artisti appartenenti alle categorie Donne, Uomini e Gruppi, con votazione della RASgiuria demoscopica. Per ogni categoria, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per verranno stilate le c.dgraduatorie e rese note al pubblico. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Presentazione dei 12 (dodici) artisti appartenenti alla categoria Giovani.

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Sources: Festival Organization Agreement

PREMESSA. Si ricorda Il Polo Estrattivo n. 8 nelle aree adiacenti all’espansione qui trattata è dichiarato dagli studi settoriali vigenti (PAE e PPIP) idoneo all’insediamento di nuovi impianti per la trasformazione degli inerti. I proponenti si conformano a tali indicazioni/prescrizioni oltre ad impegnarsi a recepire, in ambito di progettazione dell’impianto, le norme vigenti in materia. Ovviamente l’impegno per lo spostamento e/o chiusura dell’ impianto esistente in Via Corticella, con demolizione della struttura e ripristino dell’ area dell’attuale sedime, è oggetto specifico di Accordo ex art. 24 LR 7/2004 al quale è allegata la presente “Proposta preliminare coordinata, di escavazione, risistemazione e recupero”. In ottemperanza al documento degli indirizzi tecnici per la formazione della “Proposta preliminare coordinata unitaria di escavazione, risistemazione e recupero” nonché all’art. 16 punto 6 del PAE vigente, che ritiene opportuno mantenere il frantoio nella sua attuale collocazione per la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, lavorazione del materiale estratto nel AEC Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi digheAmbito Estrattivo Comunale Ponte Guerro”, costituisce atto il proponente Frantoio Fondovalle s.r.l. si impegna alla delocalizzazione dell’impianto di indirizzo lavorazione inerti, denominato “Frantoio Vezzali”, dall’attuale sito in località Ponte Guerro all’area destinata ad ospitare gli impianti inserita nel Polo 8 del PAE e coordinamento PPIP vigente, come graficamente indicato nella Tavola Relativamente alla tempistica per la definizione delocalizzazione dell’impianto stesso, stante l’attuale crisi che investe il settore edilizio e infrastrutture, occorrerà prevedere realisticamente, oltre ai tempi i modi e le fasi esecutive per la realizzazione dell’impianto, la fase di smantellamento dell’esistente con la sistemazione dell’area dell’attuale sedime. In sintesi la tempistica per la delocalizzazione può essere così esposta: - delocalizzazione impianto di lavorazione entro 5 anni dalla stipula dell’accordo in oggetto; - progetto di spostamento dell’impianto nel PPIP del Polo 8 da presentare dopo il rilascio dell’autorizzazione estrattiva collegata a recupero ambientale dell’AEC; - predisposizione dell’area atta a ricevere l’impianto di lavorazione nel PPIP del Polo 8 (area impiantistica) inizio dei lavori contestualmente alle opere di sistemazione morfologica definite nel Piano di Coltivazione e Sistemazione relativo all’area contigua Documento A1”; - spostamento delle lavorazioni dall’area Tecnologica di Protezione civile” via Corticella, con cessazione dell’attività dell’esistente, a quella di via Macchioni entro un periodo di cinque anni dalla stipula dell’accordo in oggetto; - sistemazione dell’area di sedime entro 2 anni dal completamento dell’attività estrattiva relativa all’AEC Ponte Guerro prevista nella 1a fase estrattiva. Eventuali proroghe, richieste e per i provvedimenti che autorizzate faranno slittare le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi dello stesso periodo. A. 15 Principali opere e fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti risistemazione finale e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:recupero

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Sources: Accordo Ai Sensi Dell'art. 24 l.r. 7/2004

PREMESSA. Si ricorda Il Contratto di Ricerca fra il Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Ferrara e la Società Gambale Immobiliare Srl ha per oggetto uno studio volto a individuare le soluzioni energetico-impiantistiche più adatte alla realizzazione di un insediamento eco- sostenibile in località Fondo Golena di Cocomaro di Cona (FE), grazie alle quali sia possibile raggiungere gli obiettivi di eco-sostenibilità dell'intervento concordate fra Società e Comune di Ferrara, e in accordo con la normativa vigente. La relazione di valutazione energetica è destinata a essere allegata agli elaborati da presentare per l’approvazione del piano particolareggiato di iniziativa privata in conformità all’Art.106 del Regolamento Edilizio vigente del Comune di Ferrara e alla pratiche di rilascio delle autorizzazioni edilizie necesarie alla realizzazione dell'intervento. Il Contratto di Ricerca, sottoscritto in data 18/01/2012 e con scadenza al 30 giugno 2012, è stato organizzato in più fasi, strettamente legate alle prescrizioni ulteriori fissate dal Comune di Ferrara e sottoscritte dalla Società Gambale Immobiliare Srl. Infatti proceduralmente il lavoro è stato suddiviso in tre fasi, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Scheda di progetto urbanistico 2b/88 -Cocomaro di Cona-, ovvero tenendo conto che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014le verifiche di tipo energetico cui sono assoggetti gli immobili sono molteplici: - una verifica "stile Casa Clima", “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”viene fissato un limite alle dispersioni del solo involucro in assenza di impianti e ignorando il sistema edificio-impianti; - una verifica "stile D.lgs. 192/2006 e smi", costituisce atto in ottemperanza alla legislazione di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento RER; - una verifica "stile D.lgs. 28/2011" della copertura di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleenergia da fonti rinnovabili (FER). In particolarequesta Parte Prima della Relazione Finale sono contenute sia le risultanze della verifica "stile Casa Clima", sia quelle della verifica "stile D.lgs. 192/2006 e smi" eseguita con riferimento a una soluzione MTD (Migliore Tecnica a Disposizione) per l'impianto, ovvero un generatore di calore a condensazione di ottime prestazioni, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo fine di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, stabilire il Documento riferimento nella determinazione delle quote di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi FER (Fonti di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmaxEnergia Rinnovabile) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:da utilizzare.

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Sources: Research Contract

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Il presente documento disciplina le modalità di svolgimento della Richiesta di offerta (d’ora in poi anche RDO), ai sensi dell’art. 36 comma 2 lettera b del D.Lgs. 50/2016, indetto dall’Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (DISPAA) (di seguito, per brevità, anche Stazione appaltante) per l’affidamento della fornitura, installazione, collaudo, formazione del personale e assistenza tecnica di uno spettrofotometro al plasma ad emissione ottica (Induced Coupled Plasma Optical Emission Spectrometer, ICP OES) completo di autocampionatore. La documentazione di gara comprende: − La presente lettera d'invito integrata del presente disciplinare e i suoi allegati; − Capitolato di appalto (normativo e prestazionale) − Modello Patto di integrità Sono parte integrante della lettera d'invito integrata del presente disciplinare: − Allegato Indirizzi operativi inerenti all’attività A” - Domanda di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo partecipazione e coordinamento per la definizione del dichiarazioni integrative al DGUE − Allegato B” - DGUE (Documento di Protezione civileGara Unico Europeo) − Allegato “C”- Scheda avvalimento soggetto ausiliario ex art. 89 D.lgs 50/2016 − Allegato “De per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe- Scheda di avvalimento ex art. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:110 comma 5 D.lgs 50/2016

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Sources: Determina a Contrarre

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014La definizione del presente Accordo è finalizzata al miglioramento del governo della domanda di prestazioni specialistiche, in relazione a quanto previsto dalle DD.GG.RR. n. 1035/2009 Indirizzi operativi inerenti all’attività Strategia regionale per il miglioramento dell'accesso ai servizi di protezione civile nell’ambito dei bacini specialistica ambulatoriale in cui siano presenti grandi digheapplicazione della DGR 1532/2006“, n. 167/2019 “Accordo quadro Regione-ANISAP”, costituisce atto n. 1056/2015 “Riduzione delle liste di indirizzo e coordinamento attesa per la definizione del “Documento di Protezione civilel’accesso alle prestazioni sanitarie” e n. 603/2019 “Piano regionale di governo delle liste di attesa (PRGLA) per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheil triennio 2019-2021”. La Direttiva individuaLe strutture Ciemme operano in regime di accreditamento istituzionale sulla base dei seguenti documenti: • Vitalis: Determina RER n. 13019 del 7/12/2009, pertantodetermina RER n. 14159 del 23/10/2015 e determina RER n. 17647 del 30/09/19 di rinnovo; • Mesola: Determina RER n. 5529 del 20/05/2013 (accreditamento provvisorio), gli indirizzi operativi che il Documento conferma accreditamento provvisorio con nota RER 64878 del 3/11/15 e determina RER n. 17647 del 30/09/19 di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della rinnovo; • Sant'▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, : Determina n. DSTN/2/22806; - i valori della/16655 del 23/10/17. Per quanto riguarda il miglioramento dell'appropriatezza di erogazione delle prestazioni specialistiche nella disciplina di Riabilitazione e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltreRieducazione Funzionale, che costituisce l’attività prevalente della Società Ciemme, è opportuno prendere in considerazione i seguenti aspetti: • è necessario consolidare il consumo di prestazioni di Riabilitazione e Rieducazione Funzionale (d'ora in poi RRF) da parte di residenti nella provincia di Ferrara presso le strutture provinciali, con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 particolare attenzione al regime ambulatoriale; • la Società CIEMME s.r.l. è soggetto istituzionalmente accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale all'esercizio delle funzioni relative alla branca di Fisiochinesiterapia e Rieducazione Funzionale, possiede professionalità e strutture adeguate, idonee attrezzature ed i margini operativi necessari per garantire la messa in atto di progetti speciali mirati al recupero/contenimento della mobilità passiva, anche in considerazione dell’ubicazione delle strutture; • la Società CIEMME s.r.l. garantisce il perseguimento degli obiettivi di appropriatezza clinico assistenziale previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (d'ora in poi LEA) e dalle linee guida proposte dalle principali Società Scientifiche nazionali nell’ambito delle discipline trattate, con particolare riferimento al concetto assolutamente centrale della "presa in carico del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione paziente" e del Documento conseguente adeguamento del piano terapeutico. Il presente Accordo è redatto in conformità alle indicazioni di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenticui:

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Sources: Fornitura Di Prestazioni Specialistiche

PREMESSA. Si ricorda Dando seguito al disposto dal Consiglio comunale di Palermo, di cui a Deliberazione n. 83 del 31/07/2015, in data 13/10/2015 è stato sottoscritto l’addendum al Contratto di servizio stipulato in data 06/08/2015 tra l’Amministrazione comunale e la RAP SpA. In particolare, da tale atto è derivata la modifica dell’art. 19 “Corrispettivo” che, nella versione così novellata recita “a) Il corrispettivo per il servizio di raccolta ed igiene ambientale ex art. 3 lettera a) è annualmente definito in sede di approvazione delle tariffe Tari, sulla base della normativa vigente in materia di determinazione dei costi effettivi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, indicati nel PEF e rideterminati applicando i parametri riferiti al tasso di inflazione recupero di produttività, da coprire con gettito del tributo (DPR 158/1999)” In esito a tale modifica, con nota prot. 943826 dello 07/12/2015, l’Ufficio Ambiente del Comune di Palermo ha chiarito che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014l’importo dovuto per il Servizio di igiene ambientale per l’annualità 2015 è pari ad € 102.022.193, “Indirizzi operativi inerenti all’attività 12 oltre IVA al 10%. Conseguentemente, con nota prot. n.16368 del 12/01/2016, assunta in pari data al prot. societario n. 987, il Servizio Programmazione e Controllo Organismi Partecipati del Comune di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuaPalermo ha, pertanto, gli indirizzi operativi che invitato la scrivente Società, sulla base dei sopra richiamanti atti, a rimodulare le poste del Budget economico 2016 – già dalla stessa trasmesso con nota assunta al protocollo societario n. 46544 del 12/10/2015 – in coerenza con il Documento deliberato di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti Consiglio Comunale e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In con quanto determinato dall’Ufficio Ambiente sopra citati e, in particolare, con la corretta indicazione dei ricavi derivanti del servizio di igiene ambientale. Nel dare riscontro, quindi, alla richiesta in argomento, questa Società ha provveduto a formulare la revise del budget economico 2016, che qui si allega, documento previsionale che, in ossequio al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) disposto di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ all’art. 5 del Regolamento di cui in oggetto, è stato regolarmente approvato dal Consiglio di Amministrazione di questa Società nella seduta del 18 febbraio 2016, ed a cui vengono allegate la prescritte Relazioni di asseverazione rese, rispettivamente, dal Collegio Sindacale e dal Soggetto deputato al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del GestoreControllo contabile. Si ricorda, inoltre, ritiene opportuno precisare che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto revise in parola tiene conto anche dei riflessi economici scaturenti dai fatti gestionali effettivamente occorsi e già consolidatisi nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:parte finale dell’esercizio 2015.

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Sources: Budget Forecast Costs/Revenue 2016

PREMESSA. Si ricorda Con l'approvazione della Legge 7 aprile 2014 n. 56 “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e sulle fusioni di Comuni” è stata costituita la Città metropolitana di Bologna che è subentrata alla Provincia di Bologna con decorrenza dal 1° gennaio 2015. Tale processo ha comportato un radicale riordino delle funzioni di area vasta, con conseguente mobilità del personale coinvolto, e si è completato con la l'approvazione il 28/7/2015 della L.R. n. 13/2015 “riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su città metropolitana di Bologna, province, comuni e loro unioni” e con la sottoscrizione dell'Intesa generale quadro tra Regione e Città metropolitana siglata il 13/1/2016. In particolare la L. 56/2014 ha stabilito che a capo della Città metropolitana sia il Sindaco Metropolitano, che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014presiede e la rappresenta, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione individuato nella figura del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheSindaco del Comune capoluogo. La Direttiva individuasuddetta legge ha previsto, pertantoaltresì, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere l'elezione e l'insediamento, con funzioni costituenti, del Consiglio metropolitano, da eleggersi tra i Sindaci e Consiglieri comunali, per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione l'approvazione dello Statuto metropolitano del rischio idraulico nei territori a vallenuovo ente. In particolare, seguito all'istituzione del nuovo ente ed al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione suo subentro alla Città metropolitana e gestione del rischio idraulico a valle della digadopo un primo mandato amministrativo giugno 2014 – giugno 2016, il Documento 9 ottobre 2016 è stato eletto il nuovo Consiglio metropolitano. In attuazione art. 18, comma 1, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio metropolitano sono confermate due Commissioni consiliari permanenti: 1^ "Affari generali e istituzionali, pianificazione economica, controllo e garanzia" 2^ "Istruttoria atti". In base alla citata Legge n. 56/2014 lo Statuto ha previsto e disciplinato la Conferenza metropolitana che rappresenta l’organo collegiale composto da tutti i sindaci dei Comuni compresi nel territorio della Città metropolitana di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico Bologna; ha poteri propositivi, consultivi nonché deliberativi in relazione alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle approvazione dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin Statuto e delle soglie incrementali ΔQ modifiche statutarie oltre ad esprimere pareri obbligatori e vincolanti sui bilanci. Su richiesta del Sindaco o del Consiglio metropolitano svolge altresì funzioni consultive in relazione ad ogni oggetto di cui interesse dell'Ente su richiesta del Sindaco o del Consiglio metropolitano. Esprime, infine, parere non vincolante in merito al successivo punto 2.4 nella DirettivaPiano strategico metropolitano e al Piano territoriale generale di governo. La conferenza ha approvato il regolamento per disciplinare il proprio funzionamento, funzionali agli ulteriori obblighi Infine, in base all'articolo 32 dello Statuto è stato previsto un Ufficio di comunicazione del GestorePresidenza con compiti istruttori e preparatori ai lavori della Conferenza metropolitana. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Esso è composto dai Presidenti delle Unioni ed è presieduto dal Sindaco metropolitano o suo delegato.

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Sources: Relazione Sulla Gestione

PREMESSA. Si ricorda Per meglio dettagliare le Macrofasi si è proceduto ad una suddivisione ulteriore che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014consente di individuare, “Indirizzi operativi inerenti all’attività anche attraverso gli elaborati grafici relativi alle Macrofasi (parte integrante del progetto). Ogni Macrofase è stata suddivisa in tre sottofasi (per un totale di protezione civile nell’ambito dei bacini 9 fasi esecutive). Nei paragrafi successivi si dettaglia solo le lavorazioni contemplate nella sottofase di volta in cui siano presenti grandi dighe”volta considerata, costituisce atto per le considerazioni di indirizzo ordine generale sulla gestione delle terre, approvvigionamenti etc si rimanda ai paragrafi dedicati. Macrofase A1-a (fino all'allestimento del piano di carico provvisorio) primo trimestre ( a. Perimetrazione cantiere ed allacci (fornitura elettrica , TLC, allacci idraulici e coordinamento fognari) b. Approntamento Area Logistica (basamenti, prime baracche) ed installazione barriere (antirumore mobile e antipolvere)-Allestimento impianti per la definizione del “Documento di Protezione civile” Cantiere Diaframmi e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighefuturi getti ed iniezioni c. Opere di Sede (Zona Sud- Paraurti e Parcheggi) ▇. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento ▇▇▇▇▇ frese (cordoli di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni guida,Diaframmi di attivazione delle fasi testata,inizio scavo primo livello di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della tiranti) e. Deviazione fognaria "▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ " (realizzazione del pozzo di spinta) f. Opere provvisionali (pali plastici in testata) secondo e terzo trimestre a. Prosecuzione dello scavo e completamento dei diaframmi sulla GA02 A tergo dello scavo incominciano le lavorazioni di consolidamento (sezP1). Inizio lavorazioni di sistemazione gradoni per stoccaggio conci. b. Galleria Artificiale- ultimazione dei diaframmi e realizzazione copertura c. Opere di Sede (Zona Sud- Paraurti e Parcheggi) d. Trincea a cielo aperto. Scavi e Diaframmi sulla sezione T1 e. Deviazione fognaria "▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; " - i valori della/completamento dei lavori f. Opere provvisorie - realizzazione area di carico temporanea per carico treni di smarino quarto trimestre a. Terminano le lavorazioni di consolidamento (sezP1) e portata/le lavorazioni di sistemazione gradoni per stoccaggio conci.Termina il solettone e si prepara l'allestimento del Pozzo di «attenzione scarico diga» Qmin lancio. b. Galleria Artificiale- termine copertura e delle soglie incrementali ΔQ scavo c. Opere di cui consolidamento edifici 165 - 166 e Ponte al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi Pino d. Trincea a cielo aperto. Scavi e Diaframmi sulla sezione T2-T3-T4 e. Impianti meccanici - Safety ed antincendio f. Opere provvisorie - realizzazione area di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale carico definitiva per carico treni di smarino (binari- carriponte e posizionamento nastri) g. Allestimento della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Fresa

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Sources: Relazione Tecnica Illustrativa

PREMESSA. Si ricorda Oggetto della procedura è la gestione del patrimonio immobiliare dell’INPS di seguito specificato. I servizi che l’Appaltatore dovrà erogare rientrano nelle seguenti macro-attività: Gestione amministrativa (Property management) – gestione dei rapporti contrattuali con gli attuali locatari, recupero delle morosità pregresse, gestione dei rapporti condominiali, gestione assicurativa dei fabbricati, supporto per gli adempimenti fiscali e nella tutela del patrimonio, costituzione e gestione di un archivio unico (elettronico e cartaceo) di atti e documenti relativi agli immobili affidati in gestione, monitoraggio degli immobili liberi; Servizi di gestione e conduzione tecnica (Facility management) – gestione dei servizi tecnici mediante la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014fornitura di beni, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo servizi e coordinamento lavori necessari per la definizione del “Documento conduzione degli immobili, predisposizione di Protezione civile” piani di manutenzione ordinaria e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuastraordinaria, pertantogestione utenze, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleetc. In particolare, il Patrimonio Immobiliare è costituito dai seguenti cespiti, in ragione della diversificazione tipologica delle singole Unità Immobiliari: − circa n. 13.000 Unità Immobiliari, delle quali circa l’80% del totale ad Uso Residenziale ed il residuo 20% circa ad Uso Ufficio e Commerciale. Tali Unità Immobiliari sono localizzate per il 70% circa nelle regioni del Centro Italia (principalmente Lazio e Toscana), e per la residua parte al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo Nord (24% circa) e al Sud e Isole (6% circa); − circa n. 1.200 Particelle Immobiliari di riduzione Terreni (comprensive di particelle costituenti aziende e gestione del rischio idraulico a valle della digatenute agricole), il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇localizzate principalmente nelle ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇ ▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995. Attualmente, la gestione tecnico-amministrativa del Patrimonio Immobiliare è svolta da società esterne, ed in particolare: − il patrimonio nell’originaria titolarità dell’INPS è gestito dalla INPS Gestione Immobiliare - I.GE.I. S.p.A., società di capitali partecipata al 51% dall’Istituto, e posta in liquidazione ex lege ai sensi per gli effetti dell’art. 14 del D.Lgs. 104/96; − il patrimonio acquisito dall’INPS ex lege dal soppresso INPDAI è suddiviso in tre lotti territoriali, affidati in gestione ad altrettanti operatori economici privati, incaricati anche delle attività di supporto alla vendita; − i servizi di supporto alla vendita delle Unità Immobiliari già cartolarizzate gestite dall’I.GE.I. S.p.A. sono affidati ad un operatore terzo. Tutte le attività di gestione delle Unità Immobiliari, che l’Appaltatore si impegna a svolgere, hanno l’obiettivo di conseguire la più razionale utilizzazione dei beni stessi, attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del Patrimonio nel suo complesso che, si precisa, è destinato alla vendita secondo le modalità definite dalla normativa di riferimento, ed in particolare dalla l. 410/01 e successive modificazioni, integrazioni e disposizioni attuative, come richiamato dell’art. 43-bis del d.l. n. 207/2008, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. DSTN/2/22806; - 14. Ai fini della valorizzazione del Patrimonio Immobiliare, l’Istituto intende avviare un percorso volto alla costituzione di un Fondo Immobiliare ad apporto privato ed il successivo conferimento del Patrimonio in tale Fondo, anche in via graduale e per l’effetto di plurimi apporti. Entro 10 giorni dalla stipula del Contratto, l’Appaltatore dovrà avviare un’adeguata campagna informativa in favore degli Inquilini in merito al proprio avvicendamento rispetto al Gestore Uscente, conducendola sia con strumenti di notificazione di massa che con mezzi di informativa individuale, secondo quanto previsto nella propria Offerta Tecnica. Al fine di organizzare compiutamente le prestazioni necessarie all’espletamento a regime del Servizio, l’Appaltatore disporrà di un periodo di avvio non superiore a 3 (tre) mesi, nel corso del quale acquisirà presso l’Istituto o presso i valori dellaGestori Uscenti tutte le informazioni di dettaglio necessarie all’espletamento del Servizio, e sarà tenuto ad effettuare tutte le operazioni preliminari all’attivazione del medesimo. Il periodo di avvio potrà essere prorogato di 1 (un) mese, su richiesta dell’Appaltatore e previa autorizzazione dell’Istituto, in ragione di gravi e giustificati motivi non imputabili all’Appaltatore. Con anticipo di 20 (venti) giorni solari rispetto alla scadenza del periodo di avvio, l’Appaltatore dovrà comunicare all’Istituto, mediante raccomandata a/r, che le proprie strutture organizzative sono pronte per l’immediato avvio a regime del Servizio. Entro 10 (dieci) giorni solari successivi rispetto alla scadenza del periodo di avvio, l’Istituto e portata/l’Appaltatore sottoscriveranno un apposito verbale di immissione nel Servizio e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ consegna del Patrimonio Immobiliare, nel quale saranno esplicitate, anche attraverso l’allegazione di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016tutti gli atti più opportuni, la Giunta regionale della RASconsistenza quantitativa e qualitativa delle Unità Immobiliari, ha evidenziato la necessità della approvazione ed ogni altra circostanza utile o necessaria a qualificarne lo stato di fatto o di diritto. Nel corso del Documento periodo di Protezione Civileavvio l’Appaltatore non sarà remunerato, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che fatta eccezione per la Regione Sardegna sono “bollettazione” (salvo conguaglio) e i servizi di emergenza che l’Appaltatore stesso si sia impegnato a prestare con la propria Offerta Tecnica, secondo le tredici seguenti:modalità e tempistiche ivi previste.

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Sources: Capitolato Tecnico

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014A decorrere dall’anno 2012, le Società del Gruppo Equitalia hanno aderito alla Convenzione Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi digheTelefonia fissa e connettivita' IP 4”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleattiva su Consip dal 15/09/2011 al 15/09/2015. In particolare, a seguito dell’adesione alla suddetta Convenzione sono stati stipulati con gli aggiudicatari Telecom Italia S.p.A. e Fastweb S.p.A. i seguenti contratti esecutivi: − Contratto “TF4” (CIG 43632446D9) – linee analogiche “RTG” e linee ISDN utilizzate per il funzionamento di alcuni sistemi di sicurezza e/o allarme interfacciati alla rete fissa (es. combinatori telefonici per sistemi antintrusione, sistemi di allarme per ascensori), ubicati nel perimetro di riferimento dell’ex Equitalia Sud S.p.A. - stipulato con Telecom Italia S.p.A. dall’ex Equitalia Sud S.p.A. (oggi Equitalia Servizi di riscossione S.p.A.) – con scadenza al punto 2 15/09/2015; − Contratto “TF4” (CIG 593580908C) – funzionamento del numero verde di Gruppo utilizzato nell’ambito del servizio di Contact Center dedicato agli Enti e delle linee analogiche “RTG” e linee ISDN utilizzate per il funzionamento di alcuni sistemi di sicurezza e/o Capitale Sociale € 150.000.000, interamente versato. Iscrizione al registro delle imprese di Roma, C.F. e P. IVA 08704541005 allarme interfacciati alla rete fissa (es. combinatori telefonici per sistemi antintrusione, sistemi di allarme per ascensori), ubicati presso le restanti sedi del Gruppo Equitalia - stipulato con Telecom Italia S.p.A. da Equitalia S.p.A., con scadenza al 15/09/2015; − Contratto “TF4” (CIG 6383967838) - funzionamento del numero verde utilizzato nell’ambito del servizio di Contact Center dedicato ai contribuenti, numero verde per il servizio “RID” dedicato all’ordine dei giornalisti della Direttiva è detto che regione Lombardia, numero verde ex “Taxtel” dedicato ai fini dell’obiettivo servizi di riduzione pagamento “on line” (ed in precedenza al pagamento del canone RAI), infrastrutture “comuni” per la gestione centralizzata del traffico verso la Rete telefonica Pubblica (linee primarie e gestione del rischio idraulico secondarie di backup, dimensionate opportunamente per garantire il servizio a valle della digatutti i dipendenti Equitalia) - stipulato con Fastweb S.P.A. da Equitalia S.p.A., con scadenza al 15/09/2015. Attesa la necessità di garantire la continuità dei servizi, il Documento Consiglio di Protezione civile deve contenereAmministrazione di Equitalia S.p.A., con delibera del 22/07/2015, nelle more dell’attivazione dell’Accordo Quadro “Telefonia Fissa 5” – iniziativa pubblicata da Consip in data 02/02/2015 - ha autorizzato i seguenti interventi: − proroga temporale della durata di 12 mesi (ovvero fino al 15/09/2016) del Contratto “TF4” - le portate massime scaricabili dagli organi CIG 43632446D9 e del Contratto “TF4” - CIG 593580908C, entrambi stipulati con Telecom Italia S.p.A., in ragione del residuo di scarico spesa disponibile; − emissione, in adesione alla quota Convenzione Consip “Telefonia fissa e connettivita' IP 4”, di massimo invaso un nuovo Ordine di Acquisto con massimale di spesa pari ad euro 295.395,30 oltre IVA, a copertura del fabbisogno relativo al periodo 16/09/2015 – 15/09/2016, per i servizi erogati da Fastweb S.p.A.. Attesa la perdurante indisponibilità dell’Accordo Quadro Consip “Telefonia Fissa 5” – la cui previsione di stipula e la portata massima transitabile in alveo conseguente attivazione era stata spostata a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica Dicembre 2016 (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della informazione tratta dal sito ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇, nonché comunicata alla Direzione Approvvigionamenti e Logistica di Equitalia S.p.A. a mezzo posta elettronica in data 3 agosto 2016), il Consiglio di Amministrazione di Equitalia S.p.A., con delibera del 26 luglio 2016 ha autorizzato la sottoscrizione di un’ulteriore proroga: − dei Contratti “TF4” stipulati con Telecom Italia S.p.A. dall’ex Equitalia Sud S.p.A. – oggi Equitalia Servizi di riscossione (CIG 43632446D9) e da Equitalia S.p.A. (CIG 593580908C), sino al 15/03/2017; − del Contratto “TF4” (CIG 6383967838) stipulato con Fastweb S.p.A. da Equitalia S.p.A. sino al 15/03/2017. Con le RDA 2017/▇▇▇▇-▇▇▇▇-▇▇▇▇ trasmesse dalla Funzione Esercizio Sistemi ICT di Equitalia S.p.A., è stato evidenziato il fabbisogno dei servizi in oggetto per un ulteriore periodo di 6 mesi, attesa l’indisponibilità dell’Accordo Quadro Consip “Telefonia Fissa 5” – la cui stipula e conseguente attivazione si prevede possano avvenire, salvo eventuali ricorsi, entro il primo trimestre 2017 (informazione tratta dal sito ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.▇). Come descritto dettagliatamente nel progetto redatto ai sensi dell’art. 23, comma 14, del D.L.gs.50/2016, prot. n. 20483 del 13/02/2017, trasmesso dalla Funzione richiedente: − per i Contratti “TF4” - CIG 43632446D9 e “TF4” - CIG 593580908C, entrambi stipulati con Telecom Italia S.p.A., non sussistendo ulteriori fabbisogni economici, l’operazione si sostanzia in una mera proroga temporale, dal 16/03/2017 al 15/09/2017, con facoltà di recesso unilaterale anticipato da attivare eventualmente in occasione dell’attivazione del nuovo Accordo Quadro Consip “TF5”. Sulla scorta della spesa media mensile (euro 1.300,00 oltre IVA) sostenuta nel corso del quadrimestre settembre-dicembre 19952016, n. DSTN/2/22806sono stati, infatti, calcolati i seguenti residui di spesa al 15/03/2017: • Contratto esecutivo “TF4” (CIG 43632446D9) stipulato dall’ex Equitalia Sud S.p.A. – oggi Equitalia Servizi di riscossione S.p.A.: circa euro 341.490,00 oltre IVA; • Contratto esecutivo “TF4” (CIG 593580908C), stipulato da Equitalia S.p.A.: circa euro 92.338,00, oltre IVA; il consumo di tali residui non è vincolante nei confronti del Fornitore Telecom Italia S.p.A., al quale, al momento della chiusura del contratto, spetterebbe il pagamento dei soli servizi effettivamente erogati; − per il contratto esecutivo “TF4” - i valori della/e portata/e CIG 6383967838 stipulato con Fastweb S.p.A., la previsione di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ residuo contrattuale al 15/03/2017, sulla scorta della spesa media mensile (euro 15.974,00 oltre IVA) sostenuta nel corso del quadrimestre settembre-dicembre 2016, è pari ad euro 34.035,05, oltre IVA. Per la proroga di 6 mesi è, dunque, necessario un ulteriore impegno di spesa pari ad euro 61.809,00, oltre IVA, di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaeuro 0,00 per oneri della sicurezza da rischi interferenti. Con delibera del 22/02/2017, funzionali agli ulteriori obblighi il Consiglio di comunicazione del Gestore. Si ricordaAmministrazione di Equitalia S.p.A., inoltre“ferma restando la facoltà di recesso unilaterale anticipato senza oneri per il Gruppo Equitalia, che da attivare con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016un preavviso minimo di 30 giorni, per consentire, in caso di preventiva disponibilità della nuova Convenzione Consip “Telefonia Fissa 5”, la Giunta regionale della RASmigrazione dei servizi al nuovo fornitore”, ha evidenziato autorizzato, : • per i contratti “TF4” stipulati con Telecom Italia S.p.A. da Equitalia Sud S.p.A., ora Equitalia Servizi di riscossione S.p.A. (CIG 43632446D9) e da Equitalia S.p.A. (CIG 593580908C), la necessità proroga della approvazione del Documento durata contrattuale di Protezione Civile6 mesi, previsto nella sopra citata Direttivacon nuova scadenza al 15 settembre 2017, senza ulteriori impegni di spesa a carico della Società; • per le c.dil contratto stipulato da Equitalia S.p.A. con Fastweb S.P.A. (CIG 6383967838), la proroga della durata contrattuale di 6 mesi, con nuova scadenza al 15 settembre 2017 e un ulteriore impegno massimo di spesa pari a € 61.809,00 oltre IVA, di cui euro 0,00 per oneri della sicurezza da rischi interferenti; L’iniziativa risulta pianificata con c.p.i. “grandi dighe" ricadenti nella fascia 13.1.P. La spesa indicata è completamente imputabile al budget dell’anno in corso e il Responsabile di priorità 1 che per budget ne ha verificata la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:disponibilità.

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Sources: Proroga Dei Contratti

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇L’UTI ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇ha siglato con Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la Sovvenzione di convenzione in dd. 30/11/2017, controfirmata dalla Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in dd. 20/12/2017, per lo svolgimento delle funzioni di Beneficiario e di partner di progetto nella gestione di attività del Programma Operativo Nazionale “Inclusione” FSE 2014-2020, CCI n. 2014IT05SFOP001. Gli Assi 1 e 2 del PON “Inclusione” prevedono la realizzazione di azioni finalizzate a supportare la sperimentazione della misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta (Sostegno per l’inclusione attiva-SIA e successive modifiche), basata sull’integrazione di un sostegno economico (sostenuto con fondi nazionali) con servizi di accompagnamento e misure di attivazione di tipo condizionale, rivolti ai soggetti che percepiscono il trattamento finanziario. Le risorse relative agli assi 1 e 2 del PON “Inclusione” sono state assegnate tramite avvisi “non competitivi” per la presentazione di proposte progettuali di interventi rivolti ai beneficiari del SIA (e successivamente REI) e al rafforzamento dei servizi loro dedicati, in modo coerente con gli indirizzi nazionali. Gli avvisi “non competitivi” sono stati definiti dalla Autorità di Gestione in collaborazione con le Amministrazioni regionali ed erano rivolti alle Amministrazioni territoriali di Ambito. L'UTI ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995ha partecipato, presentando uno specifico progetto, all'avviso pubblico n. DSTN/2/22806; - i valori della/3/2016, adottato dalla Direzione Generale per l’inclusione e portata/e le politiche sociali con Decreto Direttoriale del 03 agosto 2016, per la presentazione di «attenzione scarico diga» Qmin e progetti da finanziare a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, Programma Operativo Nazionale (PON) “Inclusione”. Gli elenchi delle soglie incrementali ΔQ proposte progettuali di attuazione del SIA ammissibili a finanziamento ai sensi dell’Avviso n. 3/2016, tra cui al successivo punto 2.4 nella Direttivarientra anche la proposta progettuale presentata dall'Ambito 1.2 Trieste, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione sono stati approvati con il Decreto Direttoriale n. 64 del Gestore13 marzo 2017. Si ricordaprecisa, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 Decreto Direttoriale n. 217/2016 del 10/06/20166 giugno 2017, la Giunta regionale Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha effettuato una nuova ripartizione delle risorse economiche per i territori della RASRegione Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento attribuendo queste ultime alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI). Tra le diverse azioni previste dalla proposta progettuale dell’UTI Giuliana-Comune di Protezione CivileTrieste vi sono il “potenziamento dei servizi di segretariato sociale, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che dei servizi per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:presa in carico e degli interventi sociali” rivolti in particolare e prioritariamente alle famiglie beneficiarie delle misure di sostegno al reddito REI attraverso l’implementazione di: A)Servizio di mediazione linguistica-culturale; B)Servizio di servizio sociale professionale;

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Sources: Capitolato Speciale d'Appalto

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Il presente Documento Informativo è redatto ai sensi dell’art. 5 e in conformità all’Allegato 4 del Regolamento OPC in relazione all’emissione, “Indirizzi operativi inerenti all’attività da parte di protezione civile nell’ambito dei bacini Banco Desio, del Prestito Obbligazionario Subordinato, di valore nominale complessivo pari a Euro 60.000.000,00, integralmente sottoscritto da Brianza Unione, contestuale all’emissione, da parte di quest’ultima, del Prestito Obbligazionario Brianza Unione, di pari importo e con le medesime caratteristiche, riservato alla esclusiva sottoscrizione di investitori qualificati. Le suddette emissioni si inseriscono nel più ampio contesto di un’operazione finalizzata a determinare, ai fini di vigilanza prudenziale, l’apposizione in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto capo alla Banca e su base consolidata a livello di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento Gruppo di Protezione civile” una passività c.d. Tier 2 ai sensi e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle gli effetti delle grandi dighe. La Direttiva individuadisposizioni contenute nella Parte Due (Fondi Propri e Passività Ammissibili), Titolo I (Elementi dei Fondi Propri), Capo 4 (Capitale di Classe 2), articoli 62, 63 e 71 del CRR e della Circolare 285, Parte Seconda (Applicazione in Italia del CRR), Capitolo 1 (Fondi Propri) e, pertanto, gli indirizzi operativi che nel contesto della disciplina prudenziale applicabile individualmente alla Banca e al Gruppo ai sensi dell’articolo 92 del CRR. Nello specifico, il Documento Prestito Obbligazionario Subordinato sarà computato tra i requisiti di Protezione Civile deve contenere per stabilire capitale individuali della Banca, mentre il Prestito Obbligazionario Brianza Unione tra quelli del Gruppo a livello consolidato. In data 3 luglio 2023, Banco Desio e Brianza Unione hanno stipulato il Contratto di Sottoscrizione al fine di disciplinare i termini e le condizioni di attivazione delle fasi sottoscrizione del Prestito Obbligazionario Subordinato da parte di allerta Brianza Unione. Entrambi i prestiti obbligazionari sono stati emessi in data 6 luglio 2023 e ammessi alla negoziazione sul Segmento ExtraMOT PRO del Mercato ExtraMOT organizzato e gestito da Borsa Italiana. L’Operazione si qualifica per le finalità Banco Desio come operazione di sicurezza degli sbarramenti “maggiore rilevanza” ai sensi del Regolamento OPC e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleRegolamento Interno (per maggiori dettagli circa tale qualificazione si rinvia al successivo Paragrafo 2.2). In aggiunta, l’Operazione è soggetta all’applicazione degli adempimenti procedurali e informativi di cui all’art. 136 TUB, in materia di operazioni con esponenti bancari, come recepiti dal Regolamento Interno. Pertanto, l’Operazione – e, in particolare, al punto 2 la presentazione a Brianza Unione della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo proposta di riduzione e gestione sottoscrizione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso Prestito Obbligazionario Subordinato e la portata massima transitabile in alveo conseguente stipula del Contratto di Sottoscrizione nonché le previste modalità di ripartizione dei costi dell’Operazione stessa - è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Banco Desio all’unanimità, con esclusione dal voto dei Consiglieri coinvolti nell’Operazione, e con il voto favorevole di tutti i componenti del Collegio Sindacale (per maggiori dettagli circa la procedura di approvazione dell’Operazione si rinvia al successivo Paragrafo 2.8). Il presente Documento informativo - redatto da Banco Desio ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 e dell’Allegato 4 del Regolamento OPC, nonché del Regolamento Interno - è messo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia disposizione del pubblico presso la sede sociale di pertinenza idraulica Banco Desio, sul meccanismo di stoccaggio autorizzato 1Info (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇://▇▇▇.▇▇▇▇▇.▇▇/▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇), nonché sul sito internet di Banco Desio (▇▇▇▇▇://▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇▇▇▇▇/▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori dellaSezione “La Banca/e portataGovernance/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Documenti Societari/Soggetti Collegati”).

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Sources: Informative Document on Related Party Transactions

PREMESSA. Si ricorda che Nel 1989 la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Regione Marche, “Indirizzi operativi inerenti all’attività al fine di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo disciplinare e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” uniformare gli interventi edilizi e per i provvedimenti che le regioni devono adottare urbanistici nei territori a valle delle grandi dighecomunali, ha adottato il Regolamento Edilizio Tipo Regionale il n.23 del 14 settembre 1989 (B.U. 14 settembre 1989, n.100 – bis-errata corrige B.U. n.108 del 5/10/1989). La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per Tale regolamento attua le finalità di sicurezza degli sbarramenti cui all’articolo 25, comma 1, lettera b), della Legge 28 febbraio 1985 n.47, e dell’articolo 10 della Legge regionale 18 giungo 1986 n.14 “Norme regionali in materia di gestione del rischio idraulico nei territori a vallecontrollo e snellimento di procedure urbanistico-edilizie ed in materia di sanzioni e sanatoria delle opere abusive”. In particolarePertanto, avendo la Regione Marche un precedente Regolamento Edilizio tipo, al punto 2 fine di recepire lo schema di regolamento edilizio tipo (RET) in attuazione dell’lntesa del 20 ottobre 2016, di cui all’art.4, comma 1-sexies, del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ha dovuto apportare modifiche legislative al proprio quadro normativo e ha emanato la Legge Regionale del 3 maggio 2018 n.8. La Legge Regionale del 3 maggio 2018 n.8 all’art.9 comma 1 ha modificato il comma 4 dell’art.19 della Direttiva Legge Regionale n.17 del 20 aprile 2015 stabilendo che “Le disposizioni del Regolamento Regionale n.23 del 14 settembre 1989, abrogato dalla lettera d) del comma 3 dall’articolo 20 della Legge 17/2015, continuano ad applicarsi, ad eccezione dell'art.13, in quanto compatibili sino all'adeguamento da parte dei Comuni dei propri regolamenti edilizi allo schema di RET e relativi allegati previsti nell'Intesa del 20 ottobre 2016 …..”. La Legge Regionale del 3 maggio 2018 n.8 all’art.3 ha stabilito che i comuni adeguino i propri regolamenti edilizi allo schema di RET e relativi allegati entro il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa e che nei comuni di cui al comma 1 dell’art.1 del Decreto-Legge 17 ottobre 2016, n. 189 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016) convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 dicembre 2016, n.229, tale termine è detto di cinque anni. Inoltre stabilisce che decorsi inutilmente entrambi i termini, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovano diretta applicazione, prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili. Il presente Schema di RET (Regolamento Edilizio Tipo) comunale (d’ora in poi, Schema di RET) è proposto dalla Regione Marche come strumento operativo nell’ambito delle attività di collaborazione con gli Enti, a seguito di specifica richiesta in tal senso da parte dell’ANCI Marche (nota prot.55/018 del 31/07/2018, ns prot.0887650 del 02/08/2018 ; risposta dell’ Assessore nota prot.0899335 del 06/08/2018) nell'intento di fornire un quadro di riferimento unitario e sistematico di indirizzi e criteri metodologici per la redazione di tale importante atto regolamentare e al fine di semplificare le attività delle amministrazioni comunali in attuazione dell’Intesa, ai fini dell’obiettivo di riduzione sensi dell’art.8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131 tra il Governo, le regioni e gestione i comuni del rischio idraulico a valle della diga20 ottobre 2016, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica recante l’approvazione del Regolamento Edilizio Tipo (denominata QAmaxRET) di cui al punto B) all’art. 4, comma 1-sexies, del D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 e della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995Legge Regionale del 3 maggio 2018, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e n.8. Tale Schema di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella DirettivaRET si articola in due parti, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, così come previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguentidall’Intesa:

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Sources: Regolamento Edilizio

PREMESSA. Si ricorda La presente iniziativa si inserisce nell’ambito del Piano delle Gare Strategiche ICT, concordato tra Consip e AgID, che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014ha l’obiettivo, “Indirizzi operativi inerenti all’attività tra le altre cose, di protezione civile mettere a disposizione delle PP.AA. delle specifiche iniziative finalizzate all’acquisizione di prodotti e di servizi nell’ambito dei bacini della sicurezza informatica, facilitando l’attuazione del Piano Triennale e degli obiettivi del PNRR in cui siano presenti grandi dighe”ambito, costituisce atto restando in linea con le disposizioni normative relative al settore della cybersicurezza. In particolare il presente documento ha l’obiettivo di indirizzo illustrare l’iniziativa Cybersecurity – prodotti e coordinamento servizi connessi – Accordo Quadro per la definizione fornitura di prodotti per la gestione degli eventi di sicurezza e degli accessi, la protezione dei canali email, web e dati ed erogazione di servizi connessi per le pubbliche amministrazioni (di seguito, per brevità, anche AQ), stipulata, ai sensi dell’art 54 comma 4 lett. c) del “Documento D.Lgs. 50/2016, con: • RTI FASTWEB S.p.A. – FINCANTIERI NEXTECH S.p.A. - N&C S.r.l. – BUSINESS – INTEGRATION PARTNERS S.p.A. - CONSORZIO REPLY PUBLIC SECTOR (nel seguito anche RTI FASTWEB) • RTI TELECOM ITALIA S.p.A. – LEONARDO S.p.A. – DGS S.p.A. – ENGINEERING INGEGNERIA INFORMATICA S.p.A. (nel seguito anche RTI TELECOM) • RTI VODAFONE ITALIA S.p.A. – EUROLINK S.p.A. – ALMAVIVA - THE ITALIAN INNOVATION COMPANY S.p.A. (nel seguito anche RTI VODAFONE) Si precisa che il presente AQ prevede obbligatoriamente la realizzazione di Protezione civile” una seconda fase di rilancio. Le Amministrazioni Contraenti dovranno quindi realizzare un proprio Appalto Specifico indicando i beni e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori servizi di loro interesse nel rispetto di quanto previsto nella documentazione di gara e nella documentazione a valle delle grandi dighesupporto (si faccia riferimento al successivo paragrafo 7). La Direttiva individuapresente guida, pertantounitamente a tutta la documentazione relativa all’AQ e alla documentazione di ausilio per la realizzazione degli AS, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della disponibile sul sito internet ▇▇▇▇▇://▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇, nella sezione Acquista > Accordi quadro > Cybersecurity – prodotti e servizi connessi. Per qualsiasi informazione sull’AQ (condizioni previste, modalità di adesione, etc.) e per il supporto alla navigazione del sito ▇▇▇▇▇://▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e è attivo il servizio di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui Call Center degli Acquisti in Rete della P.A. al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:numero verde 800 753 783.

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Sources: Accordo Quadro Per La Fornitura Di Prodotti E Servizi Di Cybersecurity

PREMESSA. Si ricorda che Alla fase di esecuzione dei contratti pubblici è stata riservata, da parte della letteratura scientifica, un’attenzione piuttosto sporadica. Il tendenziale disinteresse della dottrina pubblicistica1 si spiega alla luce di due orientamenti critici antitetici. Il primo attrae all’area del diritto civile tutta la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014fase dell’adempimento delle obbligazioni, “Indirizzi operativi inerenti all’attività ritenuta scevra di protezione civile nell’ambito dei bacini implicazioni pubblicistiche2, anche per quanto concerne il tema specifico dello ius variandi. Il secondo considera, invece, l’intera fase dell’esecuzione come una mera appendice 1 L’analisi della fase di esecuzione del contratto pubblico è spesso assente anche in cui siano presenti grandi dighe”studi di ampio respiro, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuacome, pertantoad esempio, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In in: ROEHRSSEN DI CAMMERATA, I contratti della pubblica amministrazione, Bologna, 1971, essendo invece più dettagliatamente trattata nella letteratura contabilistica (si veda, in particolare, al punto BUSCEMA, Trattato di contabilità pubblica, Milano, 1981, 965 ss; BENTIVENGA, Elementi di contabilità di Stato, Milano, 1960, 119). Quali eccezioni allo scenario di disinteresse appena descritto, si veda invece: CAVALLO PERIN - RACCA, La concorrenza nell’esecuzione dei contratti pubblici, in Dir. amm., 2010, 325; COMBA, L’esecuzione di opere pubbliche. Con cenni di diritto comparato, Torino, 2012; nonché BENEDETTI, I contratti della pubblica amministrazione tra specialità e diritto comune, Torino, 1999; MASSERA, Lo Stato che contratta e che si accorda, Pisa, 2011, 22. 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Cfr. ▇▇▇▇▇▇▇, Principii di diritto amministrativo, Firenze, 1891; 359; il quale afferma che «nei rapporti giuridici patrimoniali, il diritto moderno, non che ammettere che alcuno sia superiore al diritto, non ammette neanche alcun regime di privilegio (…) Il patrimonio dello Stato, cioè l’insieme dei mezzi economici con cui esso sopperisce ai suoi bisogni, è sottoposto, come tutti i patrimoni privati, al diritto comune, salvo deroghe che naturalmente discendono dalla intima varietà dei rapporti, e che quindi, per ciò stesso, non vanno considerati come privilegi». .Di questo avviso anche ▇. ▇▇▇▇▇▇, Corso di diritto amministrativo. Principi generali, Padova, 1937, 14, ove si argomenta l’estraneità della fase dell’esecuzione al diritto amministrativo propriamente inteso affermando che il carattere pubblico dell’attività negoziale rileva solo sul fronte delle decisioni di spesa e di individuazione del contraente assunte in via unilaterale dall’amministrazione. Viceversa «dopo questo stadio, la valutazione dell’interesse pubblico e quindi la funzione amministrativa propriamente detta si può considerare esaurita e quell’atto, di fronte al venditore o al locatore, appare come ogni altro negozio di compravendita o locazione e conseguentemente di diritto privato». dell’attività amministrativa3 compiuta nella cd. ad evidenza pubblica, dunque non meritevole di particolare approfondimento scientifico. A ciò si associa un limitato interesse mostrato anche dalla legislazione: alla fase di esecuzione è stata tradizionalmente dedicata una disciplina assai esigua e per lo più relativa al settore dei lavori (il riferimento è alla l. 109/1994 e s.m.i.). Anche con l’entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici la situazione non è mutata: le norme inerenti la fase di esecuzione sono tuttora poche, e riguardano soprattutto il settore delle opere, ritenuto quello in cui le sopravvenienze rischiano di incidere maggiormente sul soddisfacimento dell’interesse pubblico implicato nella singola commessa. A dispetto di ciò, il fenomeno dello ius variandi nelle fattispecie ad evidenza pubblica è assai complesso ed eterogeneo. Esso si dipana lungo due direttrici alternative: quella della revisionabilità unilaterale, ossia imposta dal contraente pubblico, e quella della revisionabilità consensuale, caratterizzata dalla convergenza tra le volontà dei contraenti sulla modifica da apporre al contenuto negoziale. La modificabilità unilaterale ha destato maggiore interesse presso la dottrina tradizionale, la quale, influenzata dalla teorica francese in tema di mutabilité del contrat administratif4, ha professato l’esistenza di un principio d’immanente revisionabilità 3 Si veda, in proposito, l’insegnamento di ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇, Lo Stato e il codice civile, Firenze, 1882, 680, il quale, rifacendosi alle acquisizioni della dottrina francese in tema di contrats administratifs, giunge alla conclusione secondo cui «non è dunque e non può essere del tutto contrattuale lo stesso rapporto giuridico dell’impresario, avendola da fare con l’amministrazione, non meno come autorità, che come contraente. Donde interceda pur l’istrumento, i contratti dello Stato si preparano e concludono sempre e poi sempre per atto d’autorità». 4 I principali riferimenti sul tema sono a: JEZE, Théorie générale des contrats de l’Adimistration, in Rev. dr. pub., 1930, 130; ▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 ▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇, 291; PEQUINOT, Contribuition à la théorie gènèrale du contrat administratif, Montpellier, 1945, 364, in cui si legge che «est de reconnaitre que le contrat administratif ne lie pas l’administration de le meme maniére qu’un contrat ordinaire lie un particulier»; unilaterale del 10/06/2016contratto pubblico, quale conseguenza della supremazia di cui l’amministrazione risulterebbe depositaria anche quando agisce secondo moduli negoziali. Lo ius variandi, in quest’ottica, è stato quindi indagato attraverso la Giunta regionale dialettica potestà/soggezione. Assai più trascurata è stata la direttrice della RASmodificabilità consensuale, ha evidenziato la necessità della approvazione nella quale, i profili problematici non interessano i rapporti di forza tra i contraenti, bensì i rischi di elusione delle procedure pro-concorrenziali di selezione del Documento di Protezione Civilecontraente privato, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:calibrate su un oggetto negoziale diverso da quello in ipotesi risultante dalla rinegoziazione.

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Sources: Report

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività PromoTurismoFVG (di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 seguito anche l’Ente) è ente pubblico economico funzionale della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Regione Autonoma Friuli Venezia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ , costituito in attuazione alla L.R. n. 50 dd. 25.06.1993. L'Ente ha personalità giuridica, autonomia gestionale, patrimoniale, contabile e tecnica ed è sottoposto alla vigilanza della Regione; gestisce direttamente sei stazioni montane all’interno del territorio regionale: Piancavallo, in provincia di Pordenone; Forni di Sopra/Sauris, Sella Nevea, Tarvisio, Ravascletto/Zoncolan e Sappada in provincia di Udine; attraverso partecipazioni in diverse società è presente nella gestione di stabilimenti balneari di Grado e Lignano Sabbiadoro e di stabilimenti termali di Arta Terme, Grado e Monfalcone. In data 10 novembre 2018 la Regione Friuli Venezia Giulia, con l’assistenza del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), ha proposto all’ 47^Assemblea Generale dei Comitati Olimpici Europei (COE) - European Olympic Committees, la propria candidatura per l’organizzazione della 16° edizione invernale dello European Youth Olympic Festival (EYOF) - Festival Olimpico della Gioventù Europea. L’EYOF è un evento multisportivo con caratteristiche analoghe ai Giochi Olimpici che consente ai giovani atleti dei Comitati Olimpici Nazionali Europei di vivere un’esperienza sportiva e culturale unica e alla regione ospitante l’opportunità di presentarsi e promuoversi ai massimi livelli dello sport europeo. L’Assemblea Generale COE ha approvato il progetto di candidatura e assegnato alla Regione Friuli Venezia Giulia e ai suoi Comuni montani l’organizzazione della 16° edizione del Festival Olimpico della Gioventù Europea – EYOF Invernale 2023 e che il contratto di assegnazione dell’evento prevede la costituzione di un Comitato organizzatore. La Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 29, all’art. 13 comma 25 quater prevede, tra l’altro, che “Il Comitato organizzatore, per le attività da questo specificatamente richieste, può avvalersi delle strutture di PromoTurismoFVG”. Tenuto conto delle competenze sviluppate nell'attività già svolta da PromoTurismoFVG a supporto della Regione nella realizzazione di eventi quali EYOF2005 e EMG2011 e dei positivi risultati raggiunti, si ritiene che PromoTurismoFVG provveda alla gestione del personale necessario alla organizzazione e realizzazione dell’evento attraverso la messa a disposizione di personale a vario titolo in carico a PTFVG. Tra il Comitato e PromoTurismoFVG sussiste il comune interesse a sviluppare comuni progettualità volte da un lato a sfruttare la qualificata esperienza professionale di PromoTurismoFVG e, dall'altro, a valorizzare l'esperienza e la professionalità delle risorse umane interessate mediante l'accrescimento delle competenze lavorative sotto i profili tecnici, organizzativi e di sinergia tra i soggetti coinvolti. Per far fronte alle necessità di cui sopra PromoTurismoFVG provvederà, tra l’altro, ad assumere con contratto di lavoro a tempo determinato - con inquadramento CCNL per addetti impianti a fune - un contingente di personale dedicato esclusivamente alle necessità di EYOF2023 il quale, terminata la manifestazione e le relative procedure di chiusura, cesserà il proprio incarico. Per la figura professionale oggetto del presente ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e stante la possibilità che la prestazione lavorativa prosegua oltre il limite dei 24 mesi previsti dalle norme attualmente vigenti in tema di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttivalavoro a tempo determinato, per le c.dconsentire la chiusura delle attività del Comitato organizzatore, presumibilmente entro il 31.12.2023, PromoTurismoFVG ha perfezionato apposito accordo in sede sindacale che permetterà la stipula dei contratti di lavoro relativi alla realizzazione di EYOF2023 in deroga ai limiti temporali previsti dalla disciplina in materia di lavoro a tempo determinato, fino a un massimo di 43 mesi, senza che questo comporti il diritto alla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro stipulato. “grandi dighe" ricadenti nella fascia La decorrenza e la durata del rapporto di priorità 1 lavoro che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:sarà perfezionato in base alla presente selezione, dipenderà dalle necessità contingenti del Comitato Organizzatore EYOF2023, presso il quale il personale selezionato sarà distaccato.

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Sources: Employment Agreement

PREMESSA. Si ricorda Il MIUR, con la Direttiva del 27 dicembre 2012, ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’inclusione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), comprendente: ⮚ alunni disabili (certificati ai sensi della L. 104/1992); ⮚ alunni con disturbi evolutivi specifici tra cui: - alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (certificati ai sensidella L.170/2010) - alunni con deficit nell’area del linguaggio - alunni con deficit nelle abilità non verbali - altre problematiche severe - alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD) - alunni con funzionamento cognitivo limite ⮚ alunni con svantaggio socio-economico, linguistico e/o culturale, altro disagio - tra cui alunni stranieri non alfabetizzati La C.M. n. 8/2013 interviene per dare maggiori delucidazioni operative e la successiva Nota ministeriale n. 2563 del 22 novembre 2013 chiarisce in maniera inequivocabile che l’adozione del piano educativo individualizzato (PEI) o del piano didattico personalizzato (PDP) costituisce un diritto quando il Bisogno Educativo Speciale dell’alunno è certificato, rispettivamente, ai sensi della L. 104/92 o della L. 170/2010, mentre per gli altri BES il PDP rappresenta solo uno tra i tanti possibili “strumenti di flessibilità da impiegare nell’azione educativo- didattica”, informali o strutturati, a disposizione del Consiglio di classe per valorizzare e personalizzare gli apprendimenti di studenti in difficoltà “secondo i bisogni e la convenienza”, ribadendo quando sancito dall’art. 4 c. 2 del DPR 275/99: «Nell'esercizio dell'autonomia didattica le istituzioni scolastiche *… possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune e tra l'altro: l'attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel rispetto del principio generale dell'integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo…». Ciononostante, in considerazione di quanto stabilito dal Regolamento sull’Autonomia, dei principi contenuti nella L. 53/2003 e di quanto riportato nella Direttiva e nella C.M. suddette, oltre che nelle più recenti Note MIUR inerenti accoglienza e inclusione degli alunni stranieri, preme evidenziare che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Scuola, “Indirizzi operativi inerenti all’attività ovvero il Consiglio di protezione civile nell’ambito dei bacini classe, dopo aver rilevato l’esistenza di un Bisogno Educativo Speciale, anche non certificato ai sensi di una specifica legge, o dopo averne preso atto in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori seguito a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RASsegnalazione, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento comunque il compito di Protezione Civileprevedere strategie di intervento individualizzate e personalizzate (DPR 275/99), previsto nella sopra citata Direttivaformalizzate o meno in un PDP, per nei modi e nei tempi che ritiene più opportuni, motivando e verbalizzando le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia scelte operate in relazione ad elementi oggettivi e/o sulla base di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:ben fondate considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico.

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Sources: Protocollo Di Accoglienza Ed Inclusione

PREMESSA. Si ricorda Il Progetto NEXT TO ME: “Rete di vicinanze” che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività ha l’obiettivo di protezione civile nell’ambito qualificare il sistema dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento servizi socio assistenziali ed offrire agli Enti locali un sostegno organizzativo ed operativo per la definizione del “Documento sperimentazione di Protezione civile” modelli volti a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà dei cittadini di Paesi terzi appartenenti, in via prioritaria, a nuclei monoparentali con minori, o a nuclei familiari con la presenza di minori; Il Comune di Padova intende avviare una selezione comparativa per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighetitoli per l’individuazione di un Esperto Legale Indipendente. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi Convenzione di Sovvenzione sottoscritta il 20 febbraio 2020 tra il Comune di Padova e L’Autorità Responsabile del Fondo FAMI stabilisce infatti che il Documento Beneficiario “è tenuto a individuare ed acquisire un Esperto Legale indipendente. Il progetto NEXT TO ME“ Rete di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni vicinanze “ vede come capofila il Comune di attivazione delle fasi Padova e come soggetti Partner: i Comuni di allerta per le finalità Cadoneghe, Montegrotto, Abano Terme, Rubano, Piove di sicurezza Sacco, Noventa Padovana e Torreglia. Oltre ai Partner degli sbarramenti e Enti Locali, destinatari diretti del progetto, hanno aderito altri Enti che, in ragione di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolarespecifiche competenze, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo intercettano il medesimo target di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digabeneficiari: la Prefettura di Padova, il Documento L’Università degli Studi di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi Padova- Centro Interdipartimentale di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇Studi Regionali “▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995” e il CPIA-Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti; Il periodo di implementazione delle attività progettuali va dal 20/02/2020 al 31/12/2021 eventualmente prorogabile con provvedimento dell’Ente finanziatore. Il progetto, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e ammesso a finanziamento mediante Decreto di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ approvazione ha un budget totale approvato dal Ministero dell’Interno di Euro € 972.421,45 di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:€ 486.210,73 contributo comunitario e € 486.210,73 contributo pubblico nazionale.

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Sources: Incarico Professionale

PREMESSA. Si ricorda che Con deliberazione n. 63/8 del 15 dicembre 2015, la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto Giunta regionale ha adottato l’atto di indirizzo per l’elaborazione di un programma di integrazione della mobilità elettrica con le Smart City nel territorio della Sardegna attraverso le seguenti principali azioni: - Redazione del Piano di Azione regionale delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici; - Implementazione dell’infrastruttura regionale di ricarica elettrica; - Sviluppo di azioni per l’acquisto di veicoli elettrici a favore delle imprese e coordinamento delle Amministrazioni pubbliche. Con deliberazione della Giunta regionale n. 45/40 del 02 agosto 2016, è stato approvato in via definitiva il “Piano Energetico Ambientale Regionale della Sardegna. Verso un'economia condivisa dell'Energia” che, per il raggiungimento degli obiettivi energetici prevede, tra l’altro, azioni volte all’infrastrutturazione elettrica urbana ed extraurbana di tipo privato e collettivo, azioni di sviluppo della mobilità elettrica privata e pubblica attraverso la sostituzione di veicoli a motore con veicoli elettrici. Con deliberazione n. 51/16 del 17 novembre 2017, sono state approvate le linee guida per la definizione redazione del “Documento Piano d’azione regionale della mobilità elettrica e lo schema di Protezione civile” Accordo di Programma al fine di disciplinare l’attuazione di interventi che richiedono l’azione integrata e coordinata di Regione e Comuni. Le Amministrazioni pubbliche coinvolte sono state individuate sulla base delle aree territoriali prioritarie per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori lo sviluppo della mobilità elettrica (domanda di mobilità generata e attratta pari a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, circa il 75% degli spostamenti giornalieri dell’isola) identificate applicando gli indirizzi operativi che del PNire: − Città Metropolitana di Cagliari; − Rete Metropolitana del Nord Sardegna; − Comune di Olbia; − Comune di Nuoro; − Comune di Oristano. L’Accordo di Programma è stato sottoscritto da tutte le Parti il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti 9 febbraio 2018 e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇approvato con ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇. ▇▇ ▇▇ dicembre 1995del 19.02.2018 (Buras n. 11 del 1 marzo 2018). Sulla base della pianificazione coordinata delle Parti dell’Accordo è stato elaborato un piano della mobilità elettrica regionale, approvato con la delibera G.R. n. DSTN/2/22806; - i valori della/58/11 del 27 novembre 2018. Con la deliberazionela Giunta regionale, ha approvato la rimodulazione del programma di sviluppo della mobilità elettrica regionale prevedendo la stipula di un protocollo d’intesa per dare attuazione al piano regionale delle infrastrutture di ricarica, sulla base delle recenti normative comunitarie e portata/nazionali recepite nel Piano Nazionale integrato per l’energia e di «attenzione scarico diga» Qmin il clima (PNIEC), nonché sulla base dell’evoluzione del mercato e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione emergenti esigenze del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:territorio.

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Sources: Protocollo D’intesa

PREMESSA. Con delibera di GM n. 1882 del 23 Marzo 2006 sono state approvate le procedure “per l’istruttoria e approvazione delle attrezzature assoggettate ad uso pubblico e degli schemi di convenzione di cui agli art. 56 comma 3 e 17 comma 3 e 4 delle norme di attuazione della Variante al Prg –centro storico, zona orientale, nord occidentale”. L'area in oggetto ricade nel quartiere Soccavo, è individuata nella tav. 8-specificazioni-foglio 12 della Variante al Prg con il progressivo n.31 come attrezzatura di quartiere reperita ai sensi del Dm 1444/68 ed è destinata dallo strumento urbanistico a “spazi pubblici“, ovvero a “parco e per il gioco e lo sport” secondo la nomenclatura del decreto stesso. In data 15.6.2010 è stata trasmessa a questo Dipartimento con nota prot.n. 250/T in luogo di precedenti versioni progettuali, la proposta di intervento per una attrezzatura sportiva ad uso pubblico in strada Vicinale Palazziello nel quartiere Soccavo-ai sensi della delibera di Gm 1882/2006, costituita da un impianto sportivo destinato al nuoto con annessi servizi. Dal 26.11.2010 al 31.12.2010 i proponenti hanno consegnato integrazioni progettuali conseguenti a specifiche richieste avanzate dal servizio Edilizia Privata, dal servizio Progettazione, Realizzazione e Manutenzione Fognature e Impianti Idrici e dal servizio Traffico e Viabilità nel corso delle sedute di conferenza del 22.11.2010 e 1.12.2010. Prima di procedere all'istruttoria del progetto, è necessario evidenziare che sulla proposta di realizzazione di una piscina, sin dalla precedente versione progettuale, l'Amministrazione comunale si è più volte espressa, essendo emerso che l'area era stata interessata anche da un'altra iniziativa. -Con nota n.1221 del 29.04.10 l'Assessore alle politiche dello sport precisava che l'area in oggetto “è inclusa nella più ampia ed estesa area di costruzione di edilizia economica e popolare in Soccavo, alla via Palazziello, il cui progetto è stato già approvato dalla Giunta municipale” ; nel contempo invitava la VI Direzione Edilizia e Periferie a “valutare l'opportunità di adottare (….) le procedure al fine di rendere possibile una sottoposizione all'esame della Giunta Municipale della conseguente rideterminazione e rendere possibile l'attuazione della su citata iniziativa sportiva, nella IX Municipalità, dove allo stato non ci sono impianti natatori”. Nella stessa nota si faceva anche riferimento al fatto che “non risulterebbero ancora disponibili i finanziamenti per l'attuazione del progetto di costruzione di edilizia economica e popolare”. -Con nota prot.555-02/846 dell'11.5.2010 il Direttore Centrale della VI Direzione, con riferimento alla nota dell'Assessore allo sport, richiedeva a questo servizio informazioni sulla previsione di attrezzatura sportiva. -Con nota n.357/T del 2.8.2010 il servizio Pianificazione Urbanistica Generale rispondeva al Vicesindaco Assessore all'urbanistica, all'Assessore allo sport e al Direttore della VI Direzione Edilizia e Periferie, precisando che “la sovrapposizione delle due previsioni era stata segnalata proprio dal Dipartimento Urbanistica, essendo pervenuto al servizio SIT il riferimento al progetto di sostituzione dei prefabbricati per la registrazione nel cosiddetto SIRET(sistema di registrazione eventi sul territorio). La delibera n. 120 del 28 gennaio 2010, inizialmente non pervenuta al SIRET concerne il:”Protocollo di intesa Regione Campania/Comune di Napoli del 31-3-2006 “interventi di edilizia abitativa e sostitutiva degli alloggi realizzati dal Comune di Napoli”-con i fondi della L.25/80 e della L. 219/81 in prefabbricazione pesante” nei quartieri di Chiaiano, Pianura, Soccavo. Approvazione in linea tecnica del progetto definitivo relativo al completamento degli interventi di edilizia abitativa sostitutiva per complessivi n. 276 alloggi da realizzare tra via Palazziello e via Vicinale Paradiso nel quartiere Soccavo, dell'importo complessivo di E63.600,00.” Nella nota 357/2010 il servizio Pianificazione Urbanistica Generale faceva presente che il perimetro relativo a detto programma contempla l'utilizzo di aree che il Prg destina ad attrezzature da standard, come infatti avviene per la piscina in questione. Conseguentemente il programma di edilizia residenziale avrebbe configurato in detta area una variazione della disciplina urbanistica per la quale, si segnalava appunto nella nota, non risultava avviata procedura di variante né di accordo di programma. Si ricorda evidenziava inoltre che, per contro ”il progetto relativo alla piscina convenzionata è conforme alle previsioni di Prg che destina infatti il relativo lotto a spazi pubblici, ovvero a verde attrezzato per il gioco e lo sport, secondo il Dm 1444/68” Nella stessa nota il servizio Pianificazione Urbanistica Generale faceva presente che “non si può procedere all'approvazione della fattibilità dell'attrezzatura convenzionata, in pendenza di una decisione in ordine alla eventualità di perfezionare con una procedura di variante l'atto già intervenuto, ovvero di modificare la delibera stessa in funzione dell'originaria previsione del Prg”. Pertanto il servizio rimaneva in attesa di determinazioni a riguardo. -Con nota n. 2146/U del 19.8.2010 l'Assessore alle politiche dello sport ribadiva al Direttore Centrale VI Direzione di “valutare l'opportunità di adottare le opportune procedure al fine di rendere possibile l'attuazione della su citata iniziativa sportiva in una Municipalità, come quella IX, dove allo stato non ci sono impianti sportivi natatori a servizio della comunità”; -Con nota 555-02/1605 del 14.10.2010 il Direttore Centrale della VI Direzione precisava che :”con nota 555/03/1431 del 26.07.2010 è stato interessato il Dipartimento gabinetto-servizio documentazione e controllo strategico, per i contatti necessari finalizzati alla convocazione di conferenza di servizi, propedeutica alla stipulazione dell'Accordo di Programma” -Con nota congiunta n.2421 del 21.10.2010, l'Assessore all'edilizia, il Vicesindaco Assessore all'urbanistica e l'Assessore allo sport precisavano che :”sull'area destinata dal Prg ad attrezzature convenzionate ad uso pubblico è stata avviata una modifica della destinazione d'uso per realizzare edilizia residenziale pubblica connessa con il piano di edilizia sostitutiva dei prefabbricati pesanti. Questo programma, pur dotato di progettazione definitiva, non ha al momento alcuna copertura finanziaria né si prevede a breve tempo una dotazione di risorse”. Per questo motivo la nota, in considerazione del progetto per la realizzazione, da parte di privati di attrezzature sportive in regime di convenzione con il Comune, richiedeva al servizio Pianificazione Urbanistica Generale, di intesa con la VI Direzione Centrale, che coordina il citato programma degli alloggi di edilizia sostitutiva, di predisporre gli atti propedeutici all'annullamento e/o modifica delle decisioni in ordine al programma di edilizia sostitutiva. In conseguenza, il servizio Pianificazione Urbanistica Generale, fermo restando che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014eventuale revoca della delibera in ordine alla previsione del programma degli alloggi di edilizia residenziale sull'area in questione resta di competenza della VI Direzione, ha proceduto a convocare la Conferenza di servizi prevista dalla procedura per l'approvazione delle attrezzature convenzionate(procedura prevista dalla delibera 1882/2006). -Nella seduta della conferenza di servizi del 1.12.2010 la IX Municipalità ha trasmesso la nota n. 3909 con la quale esprime Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento preoccupazione per la definizione mancata costruzione dei nuovi alloggi”; -Con nota 2878 del “Documento 13.12.2010 e con nota 3278 del 14.12.2010 rispettivamente l'Assessore all'edilizia pubblica e privata e l'Assessore alle politiche dello sport confermavano l'intenzione di Protezione civile” dar corso alla realizzazione della piscina. Tutto ciò premesso, occorre qui ribadire che il servizio Pianificazione Urbanistica Generale procede, in sede di conferenza di servizi, all'istruttoria del progetto della piscina, fermo restando che la VI Direzione Edilizia e Periferie, all'uopo convocata nella conferenza di servizi fin dalla seduta del 22.11.2010, vorrà aggiornare la conferenza in ordine alle eventuali iniziative intercorse e in ordine ai provvedimenti da porre in atto, in capo alle competenze della medesima VI Direzione, propedeutici all'eventuale delibera di fattibilità dell'intervento convenzionato per la realizzazione della piscina oggetto della presente istruttoria. 1.Descrizione del progetto preliminare Il progetto prevede la realizzazione di un impianto sportivo ad uso pubblico su un’area a pianta rettangolare confinante con la strada Vicinale Palazziello nel quartiere Soccavo. Si evidenzia che l’area n.31 della tav.8 -Specificazioni- individua una superficie maggiore di quella oggetto dell'intervento. Questa infatti, interessando le particelle n.335, 336 e 337 del foglio 93 del NCT ammonta a circa 2250 mq e costituirebbe un’anticipazione dell’intero intervento previsto per l’area n.31. L’impianto sportivo è costituito da due blocchi. Il primo di questi, di due livelli, presenta al piano terra: l' accoglienza al pubblico, la segreteria e i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertantoservizi; al piano superiore: la zona ristoro, gli indirizzi operativi che uffici, i servizi e i depositi. Il secondo blocco, di un livello, è occupato interamente dalla vasca per il Documento nuoto, di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni 25,00 m x 16,50 m. Si accede alla struttura dalla strada Vicinale Palazziello con due varchi carrabili e uno pedonale centrale, una rampa porta ai locali tecnici di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleservizio, posti al livello interrato. In particolareIl progetto, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) ai grafici del 15.6.2010, è stato integrato e modificato in data 26.11.2010 con lo spostamento del piccolo corpo di fabbrica della circolare guardiania e relativa rampa, a seguito di rilievi dell'edilizia privata nel corso della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e conferenza di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:servizi.

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Sources: Conferenza Di Servizi

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, La Prefettura di Torino è risultata beneficiaria capofila del progetto finanziato con risorse provenienti dall’azione denominata Ares(2017)5085811 – 18/10/2017 Emergency funding to Italy under the Asylum Migration and Integration Fund (FAMI) con il progetto dal titolo Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi digheALFa – Accogliere le Fragilità”, costituisce atto numero: HOME/2018/AMIF/AG/EMAS/0081. In data 28/03/2019 la Commissione Europa ha sottoscritto il Grant Agreement (Accordo di indirizzo Sovvenzione) con la Prefettura in qualità di capofila e coordinamento mandataria di tutti i partner. In qualità di capofila (coordinator) del co-finanziamento accordato in ragione del Progetto indicato in oggetto, la Prefettura di Torino è tenuta a produrre all’Unione Europea, ai sensi dell'articolo I. 4. 1 della Convenzione di Sovvenzione (Grant Agreeement no. HOME/2018/AMIF/AG/EMAS/0081) un “Certificate on the Financial Statement and underlying accounts”, secondo quanto stabilito dalla convenzione nell’Annex VII e all’articolo II.23.2(d) (in allegato i documenti menzionati), trattasi di relazione indipendente prodotta da un Audit esterno. Allo scopo la Prefettura di Torino intende affidare n. 1 incarico di Audit Esterno ad un Auditor o Società di Auditing per la definizione verifica della legittimità e regolarità delle spese dichiarate e sostenute nell’ambito del Progetto Documento di Protezione civile” ALFa – Accogliere le Fragilità”, numero: HOME/2018/AMIF/AG/EMAS/0081, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’azione denominata Ares(2017)5085811 – 18/10/2017 Emergency funding to Italy under the Asylum Migration and Integration Fund (FAMI). L'appalto è finanziato con risorse provenienti dal ‘Emergency funding to Italy under the Asylum Migration and Integration Fund (FAMI)’ e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuada risorse interne del Ministero dell’Interno, pertantopari al 10%, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a vallequale cofinanziamento. In particolareparticolare oltre alla Prefettura di Torino, in qualità di capofila (‘the coordinator’), partecipano al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo progetto i seguenti soggetti in qualità di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguentipartner:

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Sources: Grant Agreement

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Nel presente capitolo vengono fornite le informazioni sulla situazione gestionale e finanziaria del Gruppo Ciccolella al 30 settembre 2007, al 30 giugno 2007 e agli esercizi chiusi al 31 dicembre 2006 e 2005. Le informazioni sulla situazione gestionale e finanziaria del Gruppo Ciccolella relative al periodo di nove mesi chiuso al 30 settembre 2007 sono tratte dal bilancio consolidato intermedio di Ciccolella per il periodo di nove mesi chiuso al 30 settembre 2007, non assoggettato a revisione contabile (Indirizzi operativi inerenti all’attività Unaudited”). Le informazioni sulla situazione gestionale e finanziaria del Gruppo Ciccolella relative al semestre chiuso al 30 giugno 2007 sono tratte dai dati consolidati pro forma di protezione civile nell’ambito dei bacini Ciccolella per il semestre chiuso al 30 giugno 2007 predisposti in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta conformità agli IFRS per le sole finalità di sicurezza degli sbarramenti inclusione nel Prospetto Informativo. I dati consolidati pro forma di Ciccolella per il semestre chiuso al 30 giugno 2007 sono stati predisposti al fine di dare effetto retroattivo all’operazione di Aumento di Capitale, con esclusione del diritto di opzione, da liberarsi mediante conferimento delle azioni rappresentative dell’intero capitale sociale di Ciccolella Holding, perfezionatasi l’8 agosto 2007 (l’”Operazione di Conferimento”). (Cfr. Sezione Prima, Capitolo XX, Paragrafo 20.2 per maggiori informazioni in merito alla predisposizione dei dati consolidati pro forma per il semestre chiuso al 30 giugno 2007). Le informazioni sulla situazione gestionale e finanziaria del Gruppo Ciccolella relative agli esercizi chiusi al 31 dicembre 2006 e 2005 sono tratte, rispettivamente, dai dati consolidati pro forma di gestione Ciccolella per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 e dal bilancio aggregato del rischio idraulico nei territori Gruppo Ciccolella al 31 dicembre 2005. I dati consolidati pro forma di Ciccolella per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 sono stati predisposti al fine di dare effetto retroattivo all’Operazione di Conferimento e alle acquisizioni delle società Zurel Group B.V. e sue controllate, GC Impianti S.p.A. e Floricola Ciccolella S.a.r.l., da parte di Ciccolella Holding S.p.A., avvenute nel corso del 2006 (Cfr. Sezione Prima, Capitolo XX, Paragrafo 20.4 per maggiori informazioni in merito alla predisposizione dei dati consolidati pro forma per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2006). Le acquisizioni delle società Zurel Group B.V. e sue controllate, GC Impianti S.p.A. e Floricola Ciccolella S.a.r.l. sono state oggetto di rettifiche pro-forma relativamente al conto economico dell’esercizio 2006, essendo dette acquisizioni avvenute nel corso dell’esercizio, mentre l’acquisizione di GC Service S.r.l. non è stata oggetto di rettifiche pro-forma in quanto l’acquisizione è avvenuta all’inizio del mese di gennaio 2006, e quindi i risultati economici della società sono stati riflessi nel conto economico consolidato del gruppo Ciccolella Holding a vallepartire dall’inizio dell’esercizio 2006. In particolareIl bilancio aggregato del Gruppo Ciccolella per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2005 è composto dal bilancio aggregato del Gruppo Ciccolella Holding al 31 dicembre 2005 e dal bilancio consolidato di Zurel al 31 dicembre 2005. Il bilancio aggregato del Gruppo Ciccolella Holding al 31 dicembre 2005 deriva dall’aggregazione del bilancio consolidato di Ciccolella Holding. e dei bilanci delle società GC Impianti e GC Service al 31 dicembre 2005, non ancora direttamente controllate da Ciccolella Holding al punto 2 31 dicembre 2005 ma “assoggettate a controllo comune” in quanto possedute dai membri della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della famiglia ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ (Cfr. Sezione Prima, Capitolo XX, Paragrafo 20.5 per maggiori informazioni in merito alla predisposizione del bilancio aggregato del Gruppo Ciccolella per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2005). Le informazioni finanziarie di seguito riportate devono essere lette congiuntamente ai Capitoli 3, 10 e 20 della Sezione Prima del Prospetto Informativo. Con riferimento a ciascun periodo, le informazioni numeriche inserite nel presente Capitolo ed i commenti ivi riportati hanno l’obiettivo di fornire una visione della situazione economica del Gruppo, delle relative variazioni intercorse da un periodo di riferimento all’altro, nonché degli eventi significativi che di volta in volta si sono verificati influenzando il risultato del periodo. Il Gruppo Ciccolella opera nei settori della produzione di rose e anthurium in Italia e della commercializzazione in tutta Europa di fiori recisi e piante in vaso, con particolare riferimento al mercato italiano. L’attività di produzione in Italia è attualmente svolta nei siti produttivi localizzati nei comuni di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi (tutti in provincia di Bari), storicamente appartenenti alle società semplici e alle ditte individuali dei membri della famiglia Ciccolella e conferiti il 19 settembre dell’esercizio 2006 nella controllata Floricola Ciccolella e nel sito di Melfi (in provincia di Potenza) di proprietà della controllata Polo Floricolo. Inoltre, tramite la controllata GC Partecipazioni, a fine 2006 è stata avviata la costruzione del nuovo sito di Candela (in provincia Foggia) per la produzione di rose ed anthurium. Il Gruppo intende altresì acquisire ulteriori aree da adibirsi alla produzione presso Simeri-Crichi dove, nei piani del Gruppo saranno costruiti nuovi impianti serricoli tramite la controllata ▇▇▇.▇▇▇. L’attività di commercializzazione è svolta tramite la controllata olandese di Ciccolella Holding, Zurel,e le sue controllate (insieme a ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. il grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Gruppo Zurel”).

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Sources: Prospetto Informativo

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014La Provincia di Bologna, nell’ambito della competenza attribuita dalla L.R. 20/2000 al proprio Piano Territoriale (PTCP), ha individuato, d’intesa con i Comuni interessati, i Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighepoli funzionali”, costituisce atto ossia gli ambiti specializzati che ospitano grandi funzioni metropolitane, connotate in particolare da elevata attrattività, alta specializzazione economica, culturale, sportiva ricreativa, della mobilità e della logistica, e costituenti punti di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti eccellenza e di gestione qualità del rischio idraulico nei territori a vallesistema insediativo metropolitano. In particolare• La rilevanza sovracomunale dei Poli Funzionali, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo la loro influenza sulla mobilità e sul contesto ambientale, fa attribuire dalla L.R. 20/2000, attraverso l’elaborazione di riduzione un “Accordo Territoriale” tra Provincia e gestione del rischio idraulico a valle della digaEnti Locali, il Documento compito di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi definire e concertare gli assetti territoriali conseguenti alle politiche di scarico alla quota di massimo invaso sviluppo e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia minimizzazione/mitigazione degli impatti ambientali ad essi riferiti. • L’Accordo Territoriale per il Polo funzionale “CAAB”, sottoscritto da Provincia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) Bologna e Comuni di cui al punto B) della circolare della Bologna, Castenaso e Granarolo dell’▇▇▇▇▇▇, è stato approvato dalla Provincia di Bologna con deliberazione 24 del 03.06.2008 e dal Comune di Bologna con deliberazione consiliare OdG n. 97 del 26 maggio 2008. • La Provincia ha adottato il 15 luglio 2009 con Delibera di Consiglio Provinciale n. 41 la variante al PTCP in materia di Insediamenti Commerciali denominata “Piano del Commercio Provincia- le” (POIC), che riconosce la possibilità di insediare nell’area EX Asam strutture di vendita ali- mentari e non, nei limiti delle grandi strutture di livello inferiore e/o aggregazioni di più esercizi commerciali nei limiti delle Aree Commerciali Integrate di livello inferiore alimentare e non ali- mentare. • Il Comune di Bologna nel proprio strumento urbanistico comunale (PSC) vigente ha compreso l’area ex ASAM nell’ambito in trasformazione specializzato n. 134 “ex ASAM”, disciplinato dall’art. 20 del Quadro normativo, i cui strumenti attuativi della trasformazione sono il Piano per gli insediamenti produttivi (PIP) ex art. 27 della L. 865/1971, avente valore di piano particolareggiato, approvato con O.d.G. n. 104 del 12 aprile 1996, esecutivo dal 19 giugno 1996, e sue varianti normative (O.d.G. n. 123 del 20 maggio 2002 e O.d.G. n. 190 del 17 ottobre 2005), la cui attuabilità è stata confermata per 10 anni (data di scadenza 19 giugno 2016) con deliberazione consiliare O.d.G. n. 247 del 12 dicembre 2005. • RUE e POC adottati confermano l’attuabilità delle previsioni per l’area in esame, già oggetto di specifico planivolumetrico, predisposto ai sensi degli artt. 1 e 5 delle NTA del PIP, approvato dalla Giunta con Progr. n. 253/2008 del 2 settembre 2008, la cui convenzione urbanistica è stata stipulata in data 17 settembre 2008, a ministero del notaio Dottor ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇, Rep.n.110049; • Che detta convenzione, stipulata successivamente all’adozione del POIC, condizionava l’efficacia delle previsioni commerciali alla sua definitiva approvazione; • • Preliminarmente all’approvazione da parte della Giunta di planivolumetrico attuativo del PIP e convenzione urbanistica il Comune di Bologna - Settore Ambiente e Verde urbano, U.I. Qualità ambientale - ha concluso con esito favorevole specifica procedura di verifica (screening) relati- va al progetto per il nuovo insediamento commerciale-logistico-direzionale localizzato in ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995▇▇▇▇▇▇ (▇▇▇▇▇▇▇). • Preso atto dei contenuti dell’Accordo Transattivo sottoscritto da Comune di Bologna e COGEI costruzioni s.p.a. (approvato con deliberazione di Giunta Progr. n. 6/2007 del 16 gennaio 2007) e dei rispettivi impegni assunti dalle parti, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e considerata inoltre l’avanzata fase di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ implementazio- ne del progetto dell’area commerciale oggetto del presente Accordo (presentazione richiesta autorizzazione commerciale), si considerano assolti gli adempimenti in ordine alla Perequazio- ne Territoriale di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva▇.▇▇ 14 dell’art. 9.5 del ▇▇▇▇.▇▇ Comune di Bologna Settore ambiente e verde urbano, funzionali agli ulteriori obblighi U.I. Qualità ambientale ha rilasciato parere favorevole a seguito della procedura di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con verifica (screening) relativa all’area Ex Asam – progetto per il nuovo insediamento commer- ciale-logistico-direzionale localizzato in ▇▇▇ ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:▇▇ ▇▇▇▇▇▇ (▇▇▇▇▇▇▇) •

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Sources: Territorial Agreement

PREMESSA. Si ricorda che Con la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014deliberazione n. 260/2012, “Indirizzi operativi inerenti all’attività approvata dalla Sezione regionale di protezione civile nell’ambito dei bacini Controllo per il Piemonte nell’adunanza del 12 giugno 2012, successiva all’accertamento - effettuato con Delibera n. 12/2012 della stessa Sezione - dell’inadempimento da parte del Comune di Alessandria dell’adozione delle necessarie misure correttive previste dall’art. 1, comma 168, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, veniva rilevato il perdurante inadempimento del Comune di Alessandria nell’adozione di misure correttive idonee a effettivamente risanare la propria situazione finanziaria gravemente deficitaria ed in cui siano presenti grandi dighe”tal modo invertire la tendenza al suo progressivo deterioramento. Conseguentemente, costituisce atto di indirizzo e coordinamento veniva dichiarata la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del TUEL per la definizione dichiarazione dello stato di dissesto finanziario. Quindi, con Deliberazione del 12 luglio 2012 il Consiglio Comunale di Alessandria, ai sensi dell’art. 246 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni, dichiarava il dissesto finanziario della Città di Alessandria conseguente all’accertamento della sussistenza delle condizioni previste dall’art. 244 del medesimo D. Lgs. n. 267/2000, effettuato con deliberazione n. 260/2012 in data 12 giugno 2012 della Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte della Corte dei Conti. Successivamente, con decreto del Presidente della Repubblica del 30 agosto 2012 veniva nominato l’Organismo straordinario di Liquidazione (di seguito OSL). Con deliberazione di Consiglio Comunale n. 112 del 19/12/2012 ad oggetto Documento Art. 259 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni: Approvazione dell’ipotesi di Protezione civilebilancio stabilmente riequilibrato 2012 e pluriennale 2012-2014 e relativi allegatiè stato approvato in sede di Consiglio comunale l’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato 2012, e trasmesso, in data 16/01/2013, ai competenti uffici del Ministero dell’Interno ai fini della relativa approvazione con decreto ministeriale. Il Ministero dell’Interno, a sua volta in data 13/02/2013, ha formulato i rilievi e le richieste istruttorie all’ipotesi di bilancio 2012, ai sensi dell’art. 261, c. 1 del TUEL. L’Ente nel corso dell’ampia istruttoria che è seguita ha fornito i chiarimenti richiesti e in data 15 ottobre 2013 ha definitivamente approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato dell’esercizio finanziario 2012 nonché con successivo atto n. 136 del 15 ottobre 2013, l’ipotesi di bilancio dell’esercizio finanziario 2013. Dette deliberazioni venivano integrate con le deliberazioni consiliari nn. 10 e 11 del 1° febbraio 2014. Con Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2014 sono state approvate, ai sensi del comma 1bis dell’art. 259 del TUEL, le ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti esercizi 2012 e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle2013. In particolaredata 17 ottobre 2016 l’Organismo Straordinario di Liquidazione ha approvato la ricognizione finale di riscossioni e pagamenti, al punto 2 dando atto della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo conclusione dello stato di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:dissesto.

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Sources: Piano Di Riequilibrio Finanziario Pluriennale

PREMESSA. Si ricorda La Commissione Europea ha riconosciuto allo Stato Italiano alcune priorità emergenziali nell’ambito dell’Azione denominata Ares(2017)5085811-18/10/2017 – Emergency funding to Italy under the Asylum Migration and Integration Fund (FAMI). La Direzione Generale Migrazione e Affari interni della Commissione europea ha adottato il programma annuale di lavoro per il 2019 relativo all’assistenza emergenziale nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione - FAMI 2014-2020, con decisione di esecuzione della Commissione C(2018) 8899 e ss.mm.ii. In tale ambito, la Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha trasmesso con e-mail prot. n. 35/2197 dell’1 luglio 2019 il Progetto SU.PR.EME – Sud protagonista nel superamento delle emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle cinque Regioni meno sviluppate alla Commissione Europea in qualità di lead applicant in partenariato con la Regione Puglia, la Regione Basilicata, la Regione Calabria, la Regione Campania, la Regione Sicilia, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e il Consorzio Nova, che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento hanno conferito apposito mandato alla Direzione Generale per la definizione presentazione della proposta progettuale e la firma del “Documento Grant Agreement. 3 La Commissione Europea, Direzione Generale Migrazione e Affari interni, con nota ARES (2019) 4873189 del 25 luglio 2019 ha comunicato l’approvazione del Progetto SU.PR.EME (Ref. 2019/HOME/AMIF/AG/EMAS/0086) per un importo di Protezione civile” € 30.237.546,36 di contributo europeo (Fondo AMIF) pari al 90% dell’importo complessivo del Progetto di € 33 557.713,33. A seguito dell’approvazione, il Ministero ha sottoscritto con la Commissione europea, in data 4 settembre 2019, il Grant Agreement 2019/HOME/AMIF/AG/EMAS/0086 per la realizzazione delle azioni previste nell’ambito del progetto SU.PR.EME. Il Progetto SU.PR.EME (Agreement Number: 2019/HOME/AMIF/AG/EMAS/0086), CUP: I21F19000020009, cofinanziato da Asylum Migration and Integration Fund (AMIF – Programma Annuale di Lavoro 2019 per l’assistenza emergenziale) – Fondo Asilo, Migrazione e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheIntegrazione (FAMI 2014-2020) ha una durata di 18 mesi e l’attività di progetto dovrà essere svolta nel periodo compreso dal 21 ottobre 2019 al 20 aprile 2021 in conformità con quanto indicato nel Grant Agreement sopra citato e successive comunicazioni dei Servizi competenti della Commissione. La Direttiva individuaRegione Puglia in data 3 ottobre 2019 ha sottoscritto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali apposita Convenzione per la realizzazione delle attività progettuali del Progetto SU.PR.EME a livello territoriale. Le risorse comunitarie assegnate alla Regione Puglia nell’ambito del suddetto progetto sono pari ad € 5.740.576,28 a valere sul Fondo AMIF, pertantooltre € 727.272,72 a titolo di co-finanziamento, gli indirizzi operativi per un finanziamento totale di progetto di € 6 467.849,00. Il Progetto SU.PR.EME si prefigge di partire dalla necessità di rispondere a una situazione emergenziale per definire un processo organico che abbia un impatto di breve, medio e lungo termine trasformandolo progressivamente da misura emergenziale a iniziativa di integrazione strutturata. Come previsto dal Grant Agreement (Annex I, Description of the Action, e Annex III, Budget form – Action grant – forecast budget calculation), alla Regione Puglia è, tra le altre, assegnata la gestione di: ▪ Sub-Action 2: Favorire il Documento superamento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione illegalità e l’emersione delle fasi situazioni di allerta grave sfruttamento lavorativo in agricoltura - Attività 2.3: Realizzazione di interventi di sensibilizzazione ed engagement del mondo datoriale e sindacale, finalizzati ad agevolare processi di emersione, regolarizzazione e sviluppo di legalità nel mercato del lavoro locale. ▪ Sub-Action 3: Interventi per l’integrazione sociale ed economica dei migranti, nonché di partecipazione attiva alla vita sociale delle comunità - Attività 3.3: Misure finalizzate a promuovere un qualificato engagement della società civile e della comunità territoriale, attraverso la creazione di occasioni di incontro, di socializzazione, conoscenza reciproca e coinvolgimento attivo. Il progetto SU.PR.EME si struttura quale Sistema interregionale, finalizzato a contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento, integrando e rafforzando le finalità diverse iniziative di sicurezza degli sbarramenti contrasto e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleprevenzione. In particolareL’iniziativa prevede un insieme coordinato di interventi di supporto all’integrazione (sociale, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digasanitaria, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmaxabitativa) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin politica attiva finalizzati a sostenere percorsi di accompagnamento all’autonomia dei destinatari, rimuovendo le situazioni emergenziali riscontrabili nei diversi territori. I servizi oggetto del presente appalto dovranno essere erogati in una logica di integrazione e delle soglie incrementali ΔQ complementarietà con la più articolata filiera di cui prestazioni ed interventi di contrasto al successivo punto 2.4 nella Direttivafenomeno dello sfruttamento lavorativo in agricoltura di Cittadini Extracomunitari regolarmente presenti in Italia previsti dal progetto SU.PR.EME. I servizi oggetto dell’affidamento risultano funzionali a: • realizzare interventi di sensibilizzazione ed engagement del mondo datoriale e sindacale, funzionali agli ulteriori obblighi finalizzati ad agevolare processi di comunicazione emersione, regolarizzazione e sviluppo di legalità nel mercato 4 del Gestorelavoro locale; • promuovere un qualificato engagement della società civile e della comunità territoriale, attraverso la creazione di occasioni di incontro, di socializzazione, conoscenza reciproca e coinvolgimento attivo. Si ricordaTanto premesso, inoltrecon la presente procedura si intendono affidare due lotti di servizi di informazione, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016sensibilizzazione e coinvolgimento attivo degli attori pubblici, la Giunta regionale sociali ed economici, nonché dell’intera della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento comunità territoriale sui temi dello sfruttamento lavorativo in agricoltura di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia cittadini di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Paesi Terzi regolarmente presenti in Italia.

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Sources: Appalto

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Le OO. SS. e le Associazioni degli Enti della Formazione Professionale, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento firmatari dl CCNL per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolareFormazione Professionale 2007-2010, al punto 2 fine di fronteggiare crisi momentanee, ovvero temporanee eccedenze di personale, comunque determinatesi individuano nel Contratto di Solidarietà Difensivo (CdS) un valido strumento di tutela, da adottarsi, a seguito del presente Accordo nazionale, con successivi accordi territoriali, fermo restando quanto previsto dal CCNL FP in materia di mobilità e tutela occupazionale (art. 34 e allegato n. 10) e dagli Accordi Nazionali, Regionali e Territoriali e dalle Contrattazioni di secondo livello di estensione ed applicazione delle tutele sociali al comparto della Direttiva Formazione Professionale, Il Contratto di Solidarietà difensivo è detto che ai fini dell’obiettivo applicabile esclusivamente a seguito del preventivo esame congiunto delle situazioni aziendali in atto (a livello regionale o provinciale) e dell’eventuale esito non positivo delle procedure di riduzione ricollocazione e gestione reinserimento, anche esterno al settore, del rischio idraulico a valle personale dipendente in esubero posto in mobilità contrattuale. Le parti infine, concordano di estendere le procedure e i contenuti della digapresente intesa anche agli Enti con meno di 15 dipendenti nel rispetto dei vincoli previsti dalla L. n. 863/84, in tal caso le riduzioni di orario, concordate in sede sindacale, richiedono il Documento consenso unanime di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi tutti i lavoratori. Il presente accordo, parte integrante del CCNL 2007 – 2010, si compone di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax4 parti, tra loro inscindibili: 1) di cui al punto BPremessa 2) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione Caratteristiche del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:CdS difensivo

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Sources: Contratto Di Solidarietà Difensivo

PREMESSA. Si ricorda Il presente elaborato rappresenta l’elenco dei prezzi unitari relativi al progetto di “Realizzazione nuova seggiovia ad ammorsamento automatico 6 posti “Gran sometta” – impianto di distacco artificiale”. Data la specificità degli interventi previsti dal progetto, solo poche delle voci presenti nell’elenco sono contemplate nel prezziario ufficiale della Regione Valle d’Aosta. Per quanto riguarda le lavorazioni e le forniture mancanti si è provveduto alla richiesta di offerte mirate agli operatori presenti sul mercato che offrono le soluzioni in progetto. In particolare è stata richiesta l’offerta per l’implementazione del sistema Gazex presente in zona di proprietà della Cervino Spa alla società MND ITALIA SRL. L’offerta è allegata in calce al presente documento. pag. 1 Num.Ord. TARIFFA D E S C R I Z I O N E D E L L' A R T I C O L O unità di misura P R E Z Z O UNITARIO Nr. 1 N00.E20.010 Nolo elicottero per il trasporto di materiale al gancio, compreso pilota, specialista e coadiutore, carburante ed ogni onere ed attrezzatura necessaria, per il tempo di effettivo impiego tipo Ecureuil AS350 B3 - portata circa 900 kg euro (ventiotto/90) min 28,90 Nr. 2 NP01-MND Implementazione di impianto di distacco artificiale costituito da: - fornitura e montaggio n. 3 Gazex 3.0 m3 inerziale; - fornitura e posa di canalizzazioni 500 m; - fornitura e installazione serbatoi propano. Sono inclusi: Installazione e rimozione cantiere, oneri sicurezza del cantiere, scavo per fonazioni incluse perforazioni, casseratura, armatura e getto plinti e montaggio esploditori. E' incluso l'adeguamento del deposito esistente e la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività posa in opera delle tubazioni di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo collegamento degli esploditori al deposito. Sono esclusi i trasporti mediante elicottero e coordinamento la fornitura del calcestruzzo necessario. euro (duecentoottantacinquemilatrecento/00) a corpo 285´300,00 Nr. 3 NP02 Sovrapprezzo per la definizione fornitura del “Documento calstruzzo in quota euro (centocinquanta/00) m3 150,00 Nr. 4 S08.C10.050 Calcestruzzo strutturale preconfezionato a prestazione garantita, classe di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuaesposizione XF3 in accordo alla norma UNI 11104 - classe di resistenza C 30/35 euro (centocinquantacinque/22) m3 155,22 Data, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere03/11/2020 Il Tecnico COMMITTENTE: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Cervino Spa Spettabile ▇▇▇▇▇▇▇ ▇.▇.▇. ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con (▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016) N° offerta: 3010MND20/546 Nel ringraziare per l’interesse accordatoci, con la presente trasmettiamo alla Vostra attenzione, come da accordi intercorsi, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione nostra offerta budgettaria relativa all’implementazione del Documento vostro impianto Gazex® del sito Gran Sommetta con l’aggiunta di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.dn.3 esploditori da 3m3 ad inerzia. Questo preventivo è da intendersi grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:massima” in quanto non è stato effettuato alcun sopralluogo tecnico.

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Sources: Project Agreement

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Il territorio della Città di Castel Volturno (CE) è stato caratterizzato negli ultimi decenni da fenomeni di criminalità diffusa. Al fine di contrastare le attività illecite rilevate sul territorio comunale occorre potenziare le attività di prevenzione della criminalità organizzata, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle controllo delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti attività criminose e di gestione prevenzione di reati ambientali quali il traffico e/o lo sversamento illecito dei rifiuti solidi speciali ed urbani e dei rifiuti liquidi industriali. Pertanto assume particolare importanza la capacità di videocontrollo dei luoghi a rischio e maggiormente sensibili, mediante lim’plementazione di sistemi evoluti di videosorveglianza ed analisi intelligente. Per tale motivo è intendimento delilm’pleAmmenmtarie nnr.i4s0 nturoviasizti idi ovidneoesorveglianza sui quali installare un totale di nr. 137 telecamere così suddivise: - Nr. 40 telecamere PTZ; - Nr. 15 telecamere fisse; - Nr. 82 telecamere di lettura targhe. Ai fini del rischio idraulico nei territori a vallepresente documento ogni intervallo temporale è da considerarsi espresso in giorni solari, salvo diversa indicazione. In particolareSi precisa che all’interno dReelalzionedToeccnicua m(pearangrtafoo Errodrei. L'origine riferimento non è stata trovata.) che sarà prodotto dalle imprese partecipanti al bando di gara dovranno essere specificate marca, modello e codice prodotto/part number, laddove previsto, per agg tutte le componenti oggetto di fornitura, al punto 2 della Direttiva è detto fine di consentire l’univ proposti. Si evidenzia, inoltre, che l’dieim tpermiinei g“odev“ed”o,v,rà“”devono” , o “d all’interno del stpa radeisndeicanretreequisidti oobcbliugamtoeri, nintmoe,rito ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della quali l’Offerente devepurntuiasle ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇.▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; in maniera Nell'ambito del presente Capitolato Tecnico vengono usati i seguenti acronimi: Direttore dell’Esecuzione del Con Tabella 1 ʹAcronimi Realizzazione del sistema di videosorveglianza nel comune di Castel Volturno - i valori della/e portata/Fornitura di telecamere di videosorveglianza e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di lettura targhe con SERVIZI SISTEMISTICI DI CONFIGURAZIONE ED INSTALLAZIONE Inoltre, nel seguito del documento si ricorrerà più volte ad alcuni termini cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguentiè da attribuirsi il seguente significato:

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Sources: Capitolato Tecnico

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività L’Azienda Ospedaliera di protezione civile nell’ambito dei bacini Rilevanza Nazionale Santobono - Pausilipon è costituita dal P.O. Santobono e dal P.O. Pausilipon. Sorti in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto origine come centri di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertantoprevenzione antitubercolare, gli indirizzi operativi che il Documento Ospedali Santobono e Pausilipon hanno fatto parte per molti decenni dello stesso Ente Ospedaliero Regionale Pediatrico, meglio conosciuto come "Ospedali Riuniti per Bambini di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni Napoli". Posti in due zone diverse della città, i due ospedali traggono la loro denominazione dalle aree sulle quali sorsero: "Santobono" dal nome della proprietà, in origine "Parco di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Villa ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ di Santobono" e "Pausilipon", dal nome della zona collinare di Posillipo, letteralmente tregua dal dolore. Il Complesso Ospedaliero Santobono - Pausilipon è diventato Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 dicembre 1995. Con il presente appalto questa AORN si pone l’obbiettivo di attuare importanti interventi di riqualificazione del Padiglione Santobono presso il Presidio Ospedaliero sito in via ▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995n. 6 a Napoli. Detti interventi sono finalizzati all’attuazione dei “Lavori di adeguamento sismico del Padiglione”, sono prevalentemente costituiti da interventi di consolidamento strutturale nel rispetto delle normative tecniche di settore e da interventi di interventi di “riparazione locale” finalizzati a risolvere le problematiche puntuali delle strutture esistenti. La strategia di intervento a livello globale, del presente appalto, prevede prevalentemente l’inserimento di strutture integrative (torri dissipative - setti in calcestruzzo armato e controventature in acciaio) volte ad incrementare la capacità di resistenza globale alle azioni sismiche del Padiglione Santobono. Al fine del successivo sviluppo delle attività progettuali del presente appalto integrato, in considerazione della importanza strategica della infrastruttura oggetto degli interventi necessari da realizzare, questa AORN ha predisposto un PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) afferente al PNC, per la linea d’intervento M6-C2 1.2 con Codice Unico di Progetto H65F22000450001 redatto secondo le “linee guida per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica da porre a base dell’affidamento di contratti pubblici di lavori del PNRR e del PNC” di cui all’art. 48, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. DSTN/2/22806; - 77, convertito nella legge 29 luglio 2021, n. 108. L’importo dei lavori, così come ridotto per effetto del ribasso di gara, si intende globale e comprensivo di tutte le lavorazioni ed i valori della/magisteri, di tutte le forniture e portata/le provviste e di «attenzione scarico diga» Qmin ogni altro onere necessario per dare le opere complete e delle soglie incrementali ΔQ funzionanti in ogni loro parte, compresi gli oneri da contratto e compreso tutto quanto specificato dal presente capitolato speciale d’appalto. Detto importo comprende anche l'esecuzione di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaquanto non espressamente indicato nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che ma necessario per la Regione Sardegna sono piena funzionalità ed agibilità delle opere secondo gli standard e le tredici seguenti:caratteristiche tipologiche e tecniche specifiche, nonché secondo la normativa vigente e secondo quanto sarà previsto dai livelli progettuali successivi da approvare e da quanto offerto in sede di gara.

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Sources: Capitolato Speciale d'Appalto

PREMESSA. Si ricorda che L’appalto specifico si inserisce nell’ambito del Sistema Dinamico di Acquisizione bandito da Intercent-ER nel febbraio 2017 avente ad oggetto la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014fornitura di beni farmaceutici (quali medicinali, “Indirizzi operativi inerenti all’attività vaccini, emoderivati, soluzioni infusionali, mezzi di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”contrasto, costituisce atto di indirizzo antisettici e coordinamento disinfettanti, preparati per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuanutrizione artificiale, pertantoradiofarmaci, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta ecc.) per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 Aziende Sanitarie della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Regione ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ -Romagna. Con nota assunta a protocollo IC.2019.43309 del 30/9/2019, il Servizio Assistenza Territoriale- Area Farmaco e Dispositivi Medici ha richiesto l’attivazione di una gara pubblica per l’acquisto di farmaci sostitutivi del Fattore VIII, in quanto il fattore VIII ricombinante di seconda generazione «Kogenate», aggiudicato nella gara in concorrenza Intercent-ER 2018 – 2020, con scadenza 31/11/2020, cesserà di essere commercializzato da Bayer il 31/12/2019 (per l'equivalente Helixate era già stata cessata commercializzazione da fine 2018). La Ditta Bayer ha comunicato la cessazione della commercializzazione del farmaco Kogenate in data 10/10/2019, registrata al prot. IC.2019.0045269 del 11/10/2019. Il Gruppo regionale multidisciplinare «Appropriatezza terapeutica in emofilia e malattie emorragiche congenite ed acquisite», costituito presso la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995-Romagna da specialisti in rappresentanza di tutti i centri Regionali autorizzati alla prescrizione dei farmaci in oggetto, n. DSTN/2/22806; - i valori della/ha inviato in data 24/10/2019- IC.2019.0047263 il documento «Appropriatezza terapeutica in emofilia e portata/malattie emorragiche congenite ed acquisite», individuando le specialità medicinali a base del fattore VIII ricombinate di terza generazione presenti sul mercato e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 da inserire nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione gara. Tale appalto specifico si inquadra nel seguente contesto normativo: • DPCM 24/12/2015 sugli acquisti (G.U. del Gestore. Si ricorda, inoltre9/02/2016), che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, fissa per alcune categorie di beni e servizi la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato soglia (importo massimo annuo a base d’asta) negoziabile autonomamente da parte delle singole amministrazioni e prevede per i farmaci la necessità della approvazione del Documento soglia di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.dMax € 40.000,00; • D. Lgs. 50/2016 e s.m.i. “grandi dighe" ricadenti nella fascia Codice dei contratti pubblici”. • Disciplina del sistema dinamico di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:acquisizione contenuta nell’art. 55 del D.Lgs 50/2016.

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Sources: Appalto Specifico

PREMESSA. Si ricorda che Il 16 gennaio 1998 è stato costituito con atto pubblico il Comitato Progetto Porta Palazzo fra la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Città di Torino, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino e Provincia, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, l’Ordine Mauriziano, la Piccola Casa della Divina Provvidenza – Cottolengo, la Comunità per il Servizio Missionario Giovani – Sermig, l’ASCOM, Confcommercio Torino, la Confesercenti di Torino e Provincia, la Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti Federazione Provinciale Torinese. Il Comitato Progetto Porta Palazzo ha, senza fini di lucro, lo scopo generale di contribuire alla riqualificazione socio–ambientale e alla rivitalizzazione socio–economico dell’area Torino – Porta Palazzo/Borgo Dora e, in particolare, di curare il coordinamento e la realizzazione, nei tempi e nei modi richiesti dall’Unione Europea, delle azioni e degli interventi sulla summenzionata area previsti dal progetto intitolato The GATE: living not leaving finanziato dalla Commissione Europea.‌ Con deliberazione del 13 febbraio 2002 il Consiglio Direttivo ha stabilito la proroga del Comitato fino al 31.12.2005, sancendo il passaggio del Comitato da PPU (Progetto Pilota Urbano) ad Agenzia di Sviluppo Locale, strumento dell’Amministrazione Pubblica per accompagnare i processi di trasformazione urbana in atto nel quartiere. Il Comitato è stato poi ulteriormente prorogato fino al 31.12.2011 con delibera del 12 luglio 2007. Il Progetto The Gate, intendendo proseguire il suo mandato, focalizza l’attenzione sul miglioramento delle condizioni abitative dell’area di Porta Palazzo e Borgo Dora e, attraverso il presente Bando, dà la possibilità di disporre di incentivi per riqualificare i condomini di Porta Palazzo e Borgo Dora soggetti a Piano di Recupero Obbligatorio secondo le indicazioni di seguito fornite. Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 49 (n. mecc. 2005 01970/009) del 23 marzo 2005 il Comune ha approvato i Piani di Recupero per l’area di Porta Palazzo. Con la medesima ha espresso l’intenzione di favorire l’intervento diretto dei privati proprietari nell’attuazione degli interventi, ricordando in particolare la volontà di intervenire per attenuare le situazioni di sfruttamento abitativo, di ridurre le azioni lucrative a danno delle fasce più marginali della popolazione e di valorizzare le situazioni ordinarie di uso diretto del proprietario o di regolari contratti di locazione. A tale scopo Indirizzi operativi inerenti all’attività si intende promuovere azioni di protezione civile nell’ambito dei bacini riqualificazione attraverso aiuti ed agevolazioni nel caso in cui le risorse proprie non siano presenti grandi dighe”sufficienti, costituisce atto proprio per contrastare processi di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento degrado che rischiano di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleessere dirompenti. In particolarenessun modo comunque, in questi casi, l’Amministrazione intende intervenire forzosamente, ma unicamente aiutare l’innesco di processi di qualificazione nelle forme e con le risorse che via via si renderanno disponibili”. Inoltre in risposta alle preoccupazioni espresse dai residenti (inquilini, proprietari), in particolare delle fasce sociali più deboli, relative al rischio che si verifichino espulsioni determinate dalla necessità di attuare i PdR, l’Amministrazione sempre nelle succitate deliberazioni afferma di essere “consapevole che per evitare tale situazione occorre individuare, oltre agli strumenti già operanti, tutte le misure in grado di salvaguardare l’attuale composizione sociale, instaurando con i condomini un dialogo permanente, e attivando un sistema di incentivi per l’attuazione degli interventi previsti. Il Piano di Recupero dovrà inserirsi in un sistema di azioni da attuarsi nel perimetro interessato e nelle aree limitrofe agli stabili individuati, al punto 2 fine di innescare azioni di rigenerazione urbana del territorio, con particolare riferimento alle attività commerciali, culturali e sociali”. Attraverso il presente Bando il Progetto The Gate, alla luce delle dichiarazioni della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo deliberazione di riduzione approvazione dei PdR e gestione nell’ottica di una rigenerazione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltreterritorio, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 si focalizza sul miglioramento delle condizioni abitative dell’area di Porta Palazzo e Borgo Dora, propone il progetto Ri-abitare i cui principali obiettivi sono: l’erogazione di contributi a fondo perduto e l’offerta, a titolo gratuito, di una ricca serie di servizi e consulenze specifiche per tutti i temi relativi all’abitare. I progetti e le relazioni finanziarie dei Piani di Recupero cui si fa riferimento sono parte integrante del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento presente bando. Qui di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, seguito si riportano nello specifico le modalità per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:l’accesso ai contributi previsti dal progetto Ri-abitare.

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Sources: Contributi a Fondo Perduto Per Interventi Di Riqualificazione Degli Edifici

PREMESSA. Si ricorda che Nell’ambito del territorio provinciale mantovano sono attive n.66 biblioteche coordinate da tre Sistemi Bibliotecari: il Sistema bibliotecario Grande Mantova, il Sistema bibliotecario Legenda e il Sistema bibliotecario Ovest Mantovano, ciascuno costituito su base territoriale e sorto per iniziativa della Provincia di Mantova e della Regione Lombardia. L’attività dei predetti Sistemi bibliotecari è definita dalla L.R. n. 81/1985 “Norme in materia di biblioteche e archivi storici di enti locali o di interesse locale” e dai piani pluriennali regionali e provinciali attuativi, e prevede la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014gestione in modo coordinato dei servizi bibliotecari di complessivi sessantasei Comuni, la definizione delle dinamiche e delle strategie di sviluppo e il coordinamento dei programmi delle biblioteche associate. Il coordinamento degli acquisti di materiale librario così come l’organizzazione e la gestione del prestito interbibliotecario rientrano tra i compiti specifici dei Sistemi Bibliotecari Locali secondo quanto previsto dall’art. 9 della L.R. n. 81/1985 Indirizzi operativi inerenti all’attività Norme in materia di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighebiblioteche e archivi storici di enti locali o di interesse locale”, costituisce atto nonché secondo quanto previsto specificatamente dalle convenzioni istitutive dei predetti Sistemi bibliotecari (deliberazioni della Giunta Regionale della Lombardia n. VII/ 7841 del 25 gennaio 2002 per il sistema denominato "Ovest Mantovano", n. IX / 3503 del 23 maggio 2012 per il sistema denominato "Grande Mantova" e n. IX/1389 del 02 marzo 2011 per il sistema denominato "Legenda"); I Sistemi bibliotecari hanno un centro amministrativo di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta riferimento per le finalità loro attività. Tale centro, denominato Centro Sistema, è così individuato: • Sistema Bibliotecario Grande Mantova - Comune di sicurezza degli sbarramenti e Mantova; • Sistema Bibliotecario Legenda - Consorzio Oltrepò Mantovano; • Sistema Bibliotecario Ovest Mantovano - Istituzione dei Servizi Culturali “Città di gestione del rischio idraulico nei territori a valleCastiglione delle Stiviere”. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, Ogni Sistema ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguentialtresì un Centro operativo così individuato:

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Sources: Capitolato d'Onere

PREMESSA. Si ricorda Nell’ambito dell’attuazione dell’intervento di Restauro delle opere artistiche del Padiglione Tavolara di Sassari, questo Servizio deve procedere al restauro di alcune opere d’arte contemporanee realizzate nel 1956 per l’Arch. ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇, progettista del Padiglione in argomento, che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, consistono in particolare nell’altorilievo Indirizzi operativi inerenti all’attività L’Artigianato Sardo” di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto G. Tilocca e nella “Fontana ceramica e fascia decorata nel perimetro del cortile” di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995. La prima, ubicata nel prospetto principale del Padiglione che si affaccia sui giardini pubblici e, più precisamente, nel pannello a tutta altezza prospiciente lo specchio d’acqua del laghetto, è formata da numerose figure in altorilievo (uomini, animali e oggetti) in terracotta smaltata che impreziosiscono la semplice argilla di base. La seconda opera, ubicata nel cortile interno del Padiglione, consiste in una fontana realizzata in terracotta policroma smaltata e nel relativo fregio in ceramica bianca che corre lungo tutta la parete della medesima corte. Per una descrizione più dettagliata si rimanda alle schede di catalogo allegate all’Avviso esplorativo approvato con Determinazione del Direttore del Servizio Beni Culturali e Sistema museale n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/1577 Prot. n. 26071 del 6.12.2017. L’intervento risulta finanziato all’interno dell’Accordo di Programma Quadro in materia di Sviluppo Locale (fondi nazionali provenienti dalle Delibere CIPE), con cui è stato, altresì, realizzato l’intervento infrastrutturale di restauro e di «attenzione scarico diga» Qmin recupero funzionale del Padiglione stesso. Il servizio tecnico in oggetto trova copertura finanziaria, a valere sui suddetti fondi CIPE, sull’UPB S03.01.004, capitolo SC03.0068 del Servizio Beni Culturali e Sistema museale della Direzione Generale dei Beni Culturali Informazione Spettacolo e Sport. Il Servizio Beni culturali e sistema museale, nell’ambito sul succitato accordo, dovendo procedere all’affidamento del servizio tecnico di progettazione, direzione dei lavori, misura e contabilità, certificato di regolare esecuzione ha preventivamente avviato un’indagine di mercato per manifestazione di interesse mediante pubblicazione di un Avviso esplorativo approvato con Determinazione del Direttore del Servizio Beni Culturali e Sistema museale n. 1577 Prot. n. 26071 del 6.12.2017 per l’individuazione di operatori economici in possesso dei requisiti necessari. A seguito delle soglie incrementali ΔQ risultanze della suddetta indagine di cui al successivo punto 2.4 mercato l’Amministrazione intende avviare la procedura ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b del D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii., da svolgersi sulla piattaforma telematica Sardegna CAT dell’Amministrazione regionale. Direzione Generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Servizio Beni Culturali e Sistema Museale L’operatore economico in indirizzo è invitato, fermi restando i requisiti di ammissibilità richiesti nella Direttivapresente lettera di invito - disciplinare, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che a presentare apposita offerta economica per la Regione Sardegna sono prestazione del servizio come meglio esplicitato al seguente art. 1. Resta chiarito e inteso che la presentazione dell’offerta comporta la piena e incondizionata accettazione di tutte le tredici seguenti:disposizioni, indicazioni e prescrizioni contenute nella presente lettera di invito e nei relativi allegati.

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Sources: Service Agreement

PREMESSA. Si ricorda che In base alle Linee guida nazionali di programmazione forestale (D.M. del 16 giugno 2005), per tutelare in modo efficace la biodiversità forestale occorre passare attraverso la salvaguardia dei popolamenti forestali autoctoni e la filiera di produzione vivaistica di postime di accertata origine evitando l’eventuale ulteriore inquinamento genetico come è implicita finalità del D.Lgs 386/03, ciò in base ai trattati e protocolli internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il D.Lgs. 10 novembre 2003, n. 386 "Attuazione della direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione" sostituisce la Legge 269 del 1973, "Disciplina della produzione e commercio di sementi e piante da rimboschimento". Il testo del nuovo decreto abroga del tutto la vecchia normativa 269 del 1973 e recepisce tutte le indicazioni della Direttiva P.C.M. 8 Luglio 20141999/105/CE del 22 dicembre 1999, “Indirizzi operativi inerenti all’attività articolando quindi in un unico testo normativo tutto quanto riguarda la regolamentazione della produzione di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto materiali di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento propagazione di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighepiante forestali. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Regione ▇▇▇▇▇▇-Romagna con la Legge Regionale n.10 del 6 luglio 2007 ha recepito il D.Lgs 386/03 e ha disciplinato gli ambiti di propria competenza con le seguenti finalità: - promuovere la tutela e la diffusione delle specie forestali autoctone e indigene del territorio regionale; - salvaguardare e tutelare la biodiversità vegetale e il patrimonio genetico forestale, con particolare riferimento agli ecotipi, del territorio regionale; - migliorare e controllare la qualità genetica del materiale di moltiplicazione utilizzato per scopi forestali; - favorire la produzione di piante forestali di qualità per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle politiche agroambientali regionali. Successivamente, con Determinazione n.5205 del 9 maggio 2008 - "Art.7 L.R. 10/2007 Approvazione registro regionale del materiale di base e ammissione degli stessi per la produzione di materiale forestale di moltiplicazione destinato alla forestazione.", ha provveduto ad istituire il Registro dei Materiali di Base della Regione ▇▇▇▇▇▇-Romagna istituito dall’art. 6 comma 1 della L.R. 6 luglio 2007, n. 10 dove vengono iscritti i boschi, gli arboreti da seme, le aree di raccolta e le singole piante, ritenuti idonei alla produzione di materiale forestale di moltiplicazione e che soddisfano i requisiti minimi previsti dal D.Lgs. 386/2003 per le diverse categorie (identificati alla fonte, selezionati, qualificati e controllati). Con lo stesso atto ha poi provveduto ad approvare, in via provvisoria, il Cartogramma delle Regioni e Sub Regioni di provenienza della Regione ▇▇▇▇▇▇-Romagna al quale si fa riferimento nell’individuazione del materiale di propagazione idoneo raccolto nei materiali di base ammessi all’iscrizione nel Registro Regionale. A seguito di accurata indagine e di stretta collaborazione con le aziende vivaistiche presenti sul territorio regionale, n.191 “unità di ammissioni” identificata da un numero progressivo unico di riferimento per le specie indicate e ricomprese nell’Allegato I al ▇.▇.▇386/03, dei relativi materiali di base ammessi come “identificati alla fonte” in quanto aventi i requisiti minimi previsti dalla normativa per tale categoria, e n. 3 boschi da seme di conifere (abete bianco e ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇), già iscritti nel Libro Nazionale dei Boschi da Seme (LNBS) ai numeri ▇▇-▇▇▇-▇▇▇ ai sensi della Legge 22 maggio 1973, n.269 abrogata dal D.Lgs 386/2003, quali “unità di ammissioni” identificati dai numeri progressivi unici di riferimento 192, 193 e 194 per le specie indicate e ricomprese nell’Allegato I al .▇▇▇▇.▇▇ ▇▇ dicembre 1995386/03, n. DSTN/2/22806; - dei relativi materiali di base ammessi come “selezionati” in quanto aventi i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttivarequisiti minimi previsti dalla normativa, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:tale categoria.

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Sources: Determinazione

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività Il comune di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, con Delibera CIPE n. 155 del 21.12.2000 ha ottenuto un finanziamento di € 5.346.361,82 per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e della viabilità di collegamento della zona industriale in contrada Cicerone. Le opere di urbanizzazione primaria zono state realizzate e collaudate mentre la viabilità di collegamento con la S. P. ▇▇▇▇▇▇▇ – Alberobello fu stralciata per intervenute difficoltà nella espropriazione delle aree. Detta viabilità avrebbe consentito al traffico da e per la ▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇; sopratutto quello dei mezzi pesanti. Di recente il Comune ha provveduto all'allargamento dei sottopassi ferroviari esistenti sulla S. P. n. 58 Martina – Alberobello, all'uscita del Centro Urbano e in prossimità dell'incrocio con la S. S. 172 ▇▇▇▇▇▇▇ – Locorotondo. Di conseguenza il traffico da e per la zona industriale e il traffico pesante proveniente dalla S. S. 172, penetra nel centro urbano da Via Alberobello e si immette sulla S. C. Martina – Mottola o sulla S. S. 581 per Massafra, mentre il traffico proveniente da ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇, ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇, percorre Viale della Stazione per immettersi poi sulle due strade citate: S. C. Martina – Mottola e S. S. 581 per Massafra. Ne consegue che i tratti urbani di Via Alberobello, Via Mottola e Via Massafra già interessati da un notevole traffico urbano sono anche interessati in maniera massiccia dal traffico, soprattutto dai mezzi pesanti da e per la zona industriale. Vi è quindi la necessità di effettuare i lavori di adeguamento sia della viabilità urbana citata (incrocio di tre strade) sia dei tratti interessati di Via Mottola, fino alla zona industriale e di Via Massafra per la parte di proprietà comunale. Per realizzare tali lavori è possibile utilizzare le economie rinvenenti dai collegamenti stradali già previsti e non realizzati ammontanti a € 1.200.038,63, come risulta dal Quadro Economico dello Stato Finale dell'appalto originario. Con determina n. 62 del 31 gennaio 2014 è stato conferito incarico allo scrivente per la redazione del Progetto Preliminare, Definitivo ed Esecutivo nonché il P.S.C. in fase di progettazione. Il Progetto Preliminare è stato approvato con ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ ▇.▇. ▇°▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇.▇▇▇▇▇▇.▇▇▇▇. Il progetto Definitivo, validato in data 12.maggio.2015, prot. 27816, è stato approvato con Delibera di G.C. n° 393 del 13.05.2015 – Reg. Generale n°1254. Sul progetto Definitivo sono stati acquisiti i seguenti pareri: • Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici • Commissione Comunale per il Paesaggio:Autorizzazione Paesaggistica • Autorità di Bacino di Puglia e Basilicata • Acquedotto Pugliese • Autorità ▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995Il Progetto Esecutivo è stato adeguato a quanto richiesto nei pareri sopra citati nonché a quanto richiesto dal Comune negli incontri effettuati, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e come di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestoreseguito meglio specificati. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, Tutto ciò non ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.dcomunque comportato modifiche sostanziali a quanto già contenuto nel Progetto Definitivo. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:Di conseguenza il quadro economico ha subito lievi modifiche.

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Sources: Project Description Document

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ (Youth Guarantee) è un’Iniziativa a favore dell’Occupazione Giovanile”, finalizzata alla lotta alla disoccupazione giovanile come previsto all’art. 16 del Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 19952013 pubblicato sulla GUE del 20 dicembre 2013, relativo al Fondo Sociale Europeo. L’iniziativa ha origine dalla Raccomandazione del Consiglio Europeo del 22 aprile 2013, pubblicata sulla GUE Serie C 120/2013 del 26 aprile 2013, che delinea lo schema di opportunità per i giovani e invita gli Stati Membri a garantire ai giovani con meno di 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra Misura di formazione entro un tempo limitato dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale. In risposta a tale iniziativa l’Italia - attraverso l’istituzione di una Struttura di Missione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, composta dai rappresentanti del Ministero e delle sue agenzie tecniche (INAPP, ex ISFOL; ANPAL Servizi, ex Italia Lavoro), del MIUR, del MISE, del MEF, del Dipartimento della Gioventù, dell'INPS, delle Regioni e Province Autonome, delle Province e dell’Unioncamere – il 23 dicembre 2013 ha predisposto e trasmesso alla Commissione Europea il “Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani”. Il “Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani” definisce le azioni comuni da intraprendere sul territorio italiano e stabilisce che la gestione della Garanzia venga realizzata mediante la definizione di un unico Programma Operativo Nazionale presso il Ministero del Lavoro che vede le Regioni come Organismi Intermedi (ossia gestori “delegati”). L'Accordo di Partenariato, trasmesso dal Governo nazionale alla Commissione europea in data 22 aprile 2014, individua il Programma Operativo Nazionale per l’attuazione dell’Iniziativa per l’Occupazione dei Giovani” (di seguito PON IOG) tra i Programmi Operativi Nazionali finanziati dal FSE. In data 17 aprile 2014 è stata stipulata la Convenzione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Autorità di Gestione del PON IOG) e Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna – Direzione Generale dell’Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, che individua quest’ultima come Organismo Intermedio del PON IOG ai sensi del comma 7 dell’art. 123 del Regolamento (UE) n. 1303/2013, con conseguente delega da parte del Ministero del Lavoro di tutte le funzioni di cui all’art. 125 del predetto Regolamento. Il PON IOG a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato adottato con Decisione della Commissione C(2014)4969 dell’11 luglio 2014. Dal 1° gennaio 2017 (nota ANPAL prot. n.1865 del 15 febbraio 2017) sono state trasferite ad ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, istituita con D. Lgs. 14 settembre 2015, n. DSTN/2/22806; - 150, art. 4) le funzioni e i valori della/e portata/compiti di Autorità di Gestione e di «attenzione scarico diga» Qmin Certificazione del PON IOG del ciclo di programmazione 2014-2020, così come il personale già assegnato alle Autorità di Gestione e Certificazione. L’art. 9, comma 1, alla lettera i), del D.lgs. n. 150 ha previsto che spettino all’ANPAL le competenze in materia di “gestione dei programmi operativi nazionali nelle materie di competenza, nonché di progetti cofinanziati dai Fondi comunitari”. L’art. 10 del DPCM 13 aprile 2016 ha ulteriormente specificato che le funzioni di Autorità di Gestione dei Programmi Operativi Nazionali nelle materie proprie dell’ANPAL siano attribuite alla Divisione III della medesima Agenzia, mentre alla Divisione VI spettino i compiti propri dell’Autorità di Certificazione. Con Decisione di esecuzione C(2017) 8927 del 18 dicembre 2017 che modifica la Decisione C(2014) 4969 dell’11 luglio 2014, successivamente, la Commissione Europea ha approvato per l’Italia la riprogrammazione delle soglie incrementali ΔQ risorse del PON IOG autorizzando la II Fase del Programma Garanzia Giovani. L’ANPAL, con proprio Decreto Direttoriale n. 24 del 23 gennaio 2019, che modifica il Decreto Direttoriale n. 22 del 17 gennaio 2018, ha definito la ripartizione delle risorse del PON IOG tra le Regioni/PA, assegnando alla Regione Sardegna € 44.008.195, di cui € 19.241.083,00 per l’Asse 1 destinati interamente ai NEET ed € 24.767.112,00 per l’Asse1 bis destinati a giovani fino a 35 anni anche non NEET. Per l’attuazione delle attività relative alla nuova fase (II Fase) del Programma Garanzia Giovani è stata sottoscritta una nuova Convenzione4 tra ANPAL (AdG del PON IOG) e la Regione Autonoma della Sardegna (OI). A seguito della conclusione, anche sotto il profilo finanziario della prima fase del Programma Garanzia Giovani in Sardegna, l’OI Regione Sardegna ha proceduto a effettuare una riprogrammazione delle risorse, approvata da ANPAL con nota prot. n.12957 del 23.12.2020, così come integrata con comunicazione acquisita agli atti con prot. n. 1416 del 13.01.2021. Il PAR Sardegna - II Fase rimodulato è stato successivamente approvato con DGR n. 14/36 del 16 aprile 2021 e con Determinazione del Direttore Generale del lavoro n. 2296 prot. n. 0050557 del 11 maggio 2021. In ragione dell’approvazione da parte della Commissione Europea della proposta di modifica del PON IOG avvenuta con Decisione di esecuzione C(2020) n. 9116 del 10.12.20205, con D.D. n. 199 del 07.05.2021, l’ANPAL ha successivamente assegnato alla Regione Sardegna ulteriori € 491.203,50 a incremento della dotazione dell’Asse 1, così come comunicato con nota prot. n. 0009998 del 14.05.2021. Le risorse aggiuntive saranno oggetto di successiva riprogrammazione e approvazione da parte dell’OI, nel rispetto della procedura di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivaparag. 21 “Procedura per la modifica dell’allocazione delle risorse finanziarie tra misure”. A oggi, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016pertanto, la Giunta regionale della RASdotazione finanziaria assegnata alla Regione Sardegna, ha evidenziato la necessità della approvazione ammonta complessivamente a € 92.193.094,78 (di cui € 40.731.641,63 relativa alla prima fase ormai conclusa e € 51.461.453,15 relativa alla seconda fase del Documento di Protezione CivileProgramma), previsto nella sopra citata Direttiva, per includendo anche le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:misure a gestione nazionale.

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Sources: Programma Operativo Nazionale

PREMESSA. Si ricorda che 1. In data 25 luglio 2003 la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Banca d’Italia ha inviato all’Autorità, ai fini dell’emanazione del parere di cui dall’articolo 20, comma 3, della legge n. 287/90, il testo degli schemi contrattuali uniformi predisposti dall’Associazione Bancaria Italiana (di seguito ABI) e da alcune associazioni di consumatori1, e denominati “Fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie (fideiussione omnibus)”, “Indirizzi operativi inerenti all’attività Condizioni generali per l’utilizzo della carta di protezione civile nell’ambito credito” e “Servizi di investimento – disposizioni comuni”. 2. Tali schemi negoziali sono stati trasmessi nella versione definitiva elaborata dall’ABI in data 11 luglio 2003, al fine di tenere conto delle modifiche suggerite dalla Banca d’Italia stessa, nei mesi di aprile e maggio 2003, per rimuovere alcune previsioni suscettibili di restringere la concorrenza nel settore dei bacini servizi bancari. Relativamente alla fideiussione omnibus, le modifiche riguardano: i) l’applicabilità dell’articolo 1948 c.c. (obbligazione del fideiussore del fideiussore) ai rapporti tra fideiussore e banca; ii) la limitazione della deroga all’articolo 1957 c.c. alla sola indicazione dei tempi per proporre le istanze nei confronti del debitore principale; iii) l’obbligo di rendere nota al fideiussore la risoluzione del contratto della banca con il debitore principale. 3. In data 8 novembre 2003, la Banca d’Italia, previo parere dell’Autorità reso in cui siano presenti grandi dighedata 22 agosto 2003 che rilevava possibili aspetti restrittivi della concorrenza e prospettava l’esigenza di avviare la procedura istruttoria, ha deliberato di avviare un’istruttoria relativa allo schema negoziale “Fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie (fideiussione omnibus)”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per che regola i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a vallerapporti banca-cliente2. 4. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016data 25 marzo 2005, la Giunta regionale della RAS, Banca d’Italia ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento chiesto all’Autorità di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:esprimere il proprio parere in merito a tale schema contrattuale.

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Sources: Condizioni Generali Di Contratto Per La Fideiussione a Garanzia Delle Operazioni Bancarie

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività L’Agenzia Spaziale Italiana (di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmaxseguito indicata ASI) di cui al punto B) della circolare della ▇ha indetto con ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995a contrarre del Direttore Generale n. 1021 del 09/11/2022 una procedura selettiva aperta con negoziazione, in seguito definita anche "procedura", esperita in attuazione del combinato disposto degli articoli 4, 158 e 180 del D. Lgs. n. DSTN/2/2280650/2016 e ss.mm.ii. (di seguito Codice dei Contratti o Codice) per l’affidamento dei contratti di Partenariato Pubblico- Privato PPP contrattuale aventi ad oggetto i servizi di ricerca e sviluppo denominati “Attività di ricerca e sviluppo tecnologico concernente la realizzazione della Space Factory del PNRR in attuazione del Piano Operativo del sub-investimento M1C2.I4.3 relativo a Space Factory – Programma Space Factory 4.0 del PNRR”, come di seguito distinti. Le attività di cui alla presente selezione sono poste in essere in esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Fondo Complementare (Missione 1 - Componente 2 - Investimento 4.3 SPACE FACTORY / Space Factory 4.0) secondo cui l’ASI agisce in qualità di soggetto attuatore individuato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la trasformazione digitale, in forza del DPCM dell’11 marzo 2022 e della conseguente Convenzione tra PCM/DTD ed ASI, che ne definisce la successiva implementazione attraverso piani operativi per ogni investimento, ed in particolare, nel caso della presente procedura per l’attività e la linea di attività sopramenzionata. L’ASI vuole procedere all’affidamento delle “Attività di ricerca e sviluppo tecnologico concernente la realizzazione della Space Factory del PNRR in attuazione del Piano Operativo del sub-investimento M1C2.I4.3 relativo a Space Factory – Programma Space Factory 4.0 del PNRR” , per una durata complessiva della prima fase di investimento stimata in quarantadue (42) mesi e comunque non oltre il 30 giugno 2026, specificando che in ogni caso la durata delle attività di investimento non potrà estendersi oltre Q2/2026, individuato come scadenza del progetto dal PNRR. Il progetto prevede un quadro economico complessivo dei servizi relativi alla fase di investimento pari a € 116.326.530,00 (centosedicimilionitrecentoventiseimilacinquecentotrenta/00 euro) di cui un importo massimo di spesa presunto, a carico di ASI a titolo di finanziamento del Partenariato pubblico privato è pari a € 57.000.000,00 (cinquantasettemilioni/00 euro) IVA imponibile ove applicabile ai sensi dell'art. 8 bis, lettera e), del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972 e successive modificazioni, corrispondente al 49% dell’importo complessivo del progetto. L’affidamento è suddiviso nei seguenti Lotti: • LOTTO 1 Filiera nazionale CIG: 946987326B; • LOTTO 2 Space factory CIG: 9469901984. Tali attività sono da intendersi per servizi di ricerca e sviluppo secondo le previsioni dell’art. 158 comma 1 del Codice dei Contratti e, in quanto tali, identificabili con il codice del Common Procurement Vocabulary (CPV) n. “73300000-5 - Progettazione e realizzazione di ricerca e sviluppo”. L’iniziativa è finalizzata alla realizzazione di facilities di produzione. I risultati dell’affidamento apparterranno, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al PPP contrattuale all’OE individuato e all’ASI sia in termini di proprietà intellettuale che di prodotto, la quale che non se ne riserverà l’uso esclusivo, ma li renderà disponibili alla comunità di riferimento. I risultati di tale investimento saranno fruibili dall’intera “supply chain” spaziale europea. Ad ASI dovrà essere riconosciuta, per la propria quota, una priorità di utilizzo per rendere più efficiente e cost effective lo sviluppo dei programmi nazionali. In relazione a quanto sopra il presente bando contiene le informazioni necessarie per partecipare alla procedura in oggetto e stabilisce i valori della/modi di presentazione dell'offerta da parte degli operatori economici in possesso dei requisiti minimi di partecipazione sotto elencati. Le offerte dovranno tener conto delle prescrizioni contrattuali indicate nello schema di Contratto allegato determinate anche dalla normativa cogente europea e portata/nazionale per l’attuazione degli interventi facenti parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Fondo Complementare. La presente procedura, in ossequio a quanto disposto dall’art. 58 del Codice, si svolge con modalità telematica, mediante la quale verranno gestite le fasi di presentazione dell’offerta e di «attenzione scarico diga» Qmin aggiudicazione oltre che gli scambi di informazioni e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttivacomunicazioni, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:come meglio specificato nel disciplinare telematico allegato.

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Sources: Partenariato Pubblico Privato

PREMESSA. Si ricorda La Legge Regionale 27 luglio 2016, n. 17 ha modificato l'assetto istituzionale del Servizio sanitario regionale della Sardegna, istituendo l'Azienda per la Tutela della Salute. L'ATS nasce dalla fusione per incorporazione delle sette ASL nell'azienda incorporante di Sassari. Ci sono una Azienda e otto aree socio-sanitarie, corrispondenti ai territori delle vecchie ASL. Ci sarà anche l’Area Metropolitana di Cagliari, contestualmente all'attuazione della riforma degli Enti Locali. Con ATS e ASSL, avremo i Distretti, che verranno definiti per numero e ambiti territoriali. L'ATS, sulla base degli atti di indirizzo deliberati dalla Giunta regionale e delle direttive dell'Assessorato competente in materia di sanità, svolge le funzioni di: ◼ programmazione aziendale e gestione complessiva dell'erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari; ◼ omogeneizzazione e armonizzazione dei processi gestionali nel territorio regionale in coordinamento con l'attività delle altre aziende sanitarie; ◼ accentramento, per quanto di competenza di tutte le aziende sanitarie della Sardegna, dei processi di aggregazione della domanda di beni e servizi e di approvvigionamento degli stessi; ◼ gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale e nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 10 del 2006 per quanto attiene le aziende ospedaliero-universitarie, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure concorsuali e selettive, del trattamento economico del personale, dei magazzini e della relativa logistica, delle reti informatiche e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle tecnologie sanitarie e della valutazione dell'impatto delle stesse; ◼ gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure di gara per la Direttiva P.C.M. progettazione, realizzazione, manutenzione, alienazione, concessione e locazione degli immobili costituenti patrimonio delle stesse; ◼ definizione degli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate e stipula dei contratti con quelle private e con i professionisti accreditati, ai sensi dell'articolo 8 Luglio 2014della legge regionale n. 10 del 2006, “Indirizzi operativi inerenti all’attività in coerenza con la programmazione territoriale di protezione civile cui all'articolo 4, comma 5, lettera a); ◼ accentramento delle procedure di organizzazione dei percorsi di formazione ECM. La Ats è impegnata in un profondo processo di riorganizzazione, razionalizzazione e centralizzazione: sono infatti in corso dei percorsi di riorganizzazione complessiva della Sanità regionale, di riorganizzazione e razionalizzazione dei presidi ospedalieri, di revisione dei processi di presa in carico dei pazienti, centralizzazione dei processi amministrativi e di acquisti e di quelli clinico-sanitari. Il tutto per raggiungere un importate R.T. I. Almaviva S.p.A/ Almawave S.r.l/ Indra Italia S.p.A/Pwc Public Sector S.r.l Sistema Pubblico di Connettività LOTTO 3 Progetto dei Fabbisogni SPCL3-ATS_XDS-ProgettoFabbisogni-1.1 obiettivo: rimettere il Paziente al centro dei processi assistenziali, di cura e prevenzione, con la certezza della sostenibilità finanziaria del sistema. In questa quadro ATS Sardegna intende valorizzare l’insieme dei Sistemi di Interoperabilità realizzati (e in fase di realizzazione) nel dominio della sanità regionale e quindi sul territorio della Regione Autonoma della Sardegna, intervenendo sull’orchestrazione e sulla cooperazione applicativa nell’ambito delle Cure Primarie e nella revisione e riorganizzazione del modello ospedale centrico, a favore dei bacini servizi territoriali. Il progetto si propone di realizzare un sistema di interoperabilità documentale – basato sul ESB della ATS Sardegna – con l’obiettivo di rendere disponibili ed indicizzati i documenti clinici che alimenteranno il CDR (Clinical Data Repository). Più in cui siano presenti grandi dighe”dettaglio il presente progetto si pone l’obiettivo di attuare e realizzare un sistema che renda disponibili tutti i documenti clinici accessibili dei Pazienti al sistema Cure Primarie, ossia la struttura di XDS Registry per ATS Sardegna che gestisce le funzionalità di indicizzazione dei documenti clinici e ricerca degli stessi; l’orchestratore del Sistema Cure Primarie interrogherà il XDS Registry di ATS affinché possa disporre dei documenti clinici; attraverso i Gateway XCA (non oggetto del presente intervento) che potranno essere realizzati successivamente, le ricerche di documenti clinici dei pazienti potranno essere estese anche alle AO/AOU e/o agli altri soggetti privati accreditati del SSR. Il Registry potrà essere integrato con la futura eventuale piattaforma regionale di gestione dei Consensi dei Cittadini; quest’ultima sarà a sua volta integrata con gli ulteriori applicativi che hanno necessità di interagire per la registrazione o il recupero dei documenti di consenso. In sostanza, il Registry, ogni qualvolta venga richiamato dall’Orchestratore o da altra applicazione, dovrà verificare la presenza del consenso riferito alla possibilità di fruizione del documento richiesto. Il presente documento costituisce il Progetto dei Fabbisogni per i servizi richiesti dall’Amministrazione ATS Sardegna, esso riporta la proposta tecnico ed economica da implementare presso l’Amministrazione sulla base delle richieste contenute nel Piano dei Fabbisogni secondo le modalità tecniche ed i listini previsti nel Contratto Quadro. Il presente progetto, versione 1.1, costituisce atto un aggiornamento della precedente versione per quanto il piano temporale di indirizzo erogazione dei servizi. Rimane immutata la descrizione delle attività e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:l’impegno economico.

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Sources: Project Agreement

PREMESSA. Si ricorda All’interno delle attività previste dall’accordo di collaborazione del Marzo 2014 tra l’Agenzia di Distretto Idrografico della Sardegna (ARDIS) e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) dell’Università di Cagliari per la predisposizione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), all’Art. 3 (Obiettivi e attività) è richiamata la necessità di esaminare l’effetto di laminazione delle piene ad opera degli invasi. Infatti, per quanto concerne gli “interventi non strutturali” del PGRA, demandati alle Regioni in coordinamento con il Dipartimento nazionale della protezione civile, (D.Lgs. n. 49/2010 - art. 7 comma 5), è previsto che si sviluppi una fase di analisi al fine di predisporre una “sintesi dei contenuti dei piani urgenti di emergenza predisposti ai sensi dell'articolo 67, comma 5, del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, nonché della normativa previgente e tengano conto degli aspetti relativi alle attività di ...” (punto c) “regolazione dei deflussi posta in essere anche attraverso i piani di laminazione”. Nella stesso accordo, tra ARDIS e DICAAR, è anche detto i che modelli di simulazione idraulica predisposti nell’ambito del Piano Stralcio delle Fasce Fluviali (PSFF)1 hanno già tenuto in considerazione l’effetto della laminazione effettuata dai bacini artificiali esistenti sui valori al colmo delle portate di piena per i diversi tempi di ritorno considerati. Pertanto, al fine di valutare nel PGRA gli interventi strutturali di protezione per le aree a rischio presenti nei tratti a valle dei bacini artificiali, sono state utilizzate dal DICAAR le portate al colmo laminate definite nell’ambito del PSFF. Tuttavia, nello stesso Accordo, è puntualizzato che, “qualora successivamente alla pianificazione già svolta siano intervenute o siano in progetto delle modifiche delle regole operative di gestione degli invasi, ai sensi dell’art. 7 comma 5 del D.Lgs. n. 49/2010, ovvero siano stati realizzati interventi strutturali nelle opere di sbarramento e/o di modifica delle opere di scarico”, dovranno essere aggiornate le valutazioni già condotte. Di seguito, nell’Accordo è puntualizzato che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, Indirizzi operativi inerenti all’attività fase di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo aggiornamento sarà realizzata sulla base delle indicazioni sulle modifiche delle regole gestionali e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori delle portate scaricate a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuadegli sbarramenti, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza saranno fornite da ARDIS e dagli Enti gestori degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleinvasi”. In particolaretempi più recenti, sulla base delle decisioni assunte dal Tavolo Tecnico sui Piani di Laminazione nelle riunioni del 26 Ottobre 2015 e del 10 Febbraio 2016, con nota dell’Agenzia in data 16 Febbraio 2016, il DICAAR è stato invitato a partecipare alle riunioni del Tavolo Tecnico al fine di offrire supporto tecnico-scientifico nella predisposizione dei Piani di Laminazione. D’altra parte, questa attività era già stata prevista nell’aggiornamento del Programma dell’accordo tra ARDIS e DICAR, del Novembre 2015, per il completamento della fase finale del PGRA. In questo documento, al punto 2 2, è infatti previsto che il DICAAR fornisca supporto scientifico al “Tavolo Tecnico con il compito di coordinare le attività di redazione dei piani di laminazione contenenti le azioni di regolazione dei deflussi dalle dighe nel corso di eventi di piena [...] predisposti dalla struttura della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo Regione responsabile del governo delle piene, con il concorso tecnico dei Centri Funzionali decentrati, dell'Autorità di riduzione bacino e gestione del rischio idraulico Registro italiano dighe, d'intesa con i gestori, sotto il coordinamento del Dipartimento della protezione civile, prefigurando diversi e possibili scenari d'evento per ciascuna diga e prevedendo le misure e le procedure da adottare tenendo in buon conto sia la mitigazione degli effetti a valle della digadell'invaso, il Documento sia la sicurezza delle opere, sia l'esigenza di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:utilizzazione dei volumi invasati”.

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Sources: Accordo Di Collaborazione

PREMESSA. Si ricorda che Come da richiesta del prof. Davide Travaglini approvata dal Consiglio di Dipartimento del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali del 16/12/2022 si rende necessario acquisire il servizio di cartografie da allegare ai Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT) relativi a cinque comprensori situati in Regione Toscana. Tale necessità di acquisizione scaturisce a seguito dell’assegnazione da parte della Regione Toscana all’Università degli Studi di Firenze – Centro di ricerca regionale sulle scienze forestali (CreSF), presso la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014sede del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, “Indirizzi operativi inerenti all’attività Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento uno specifico contributo per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolarerealizzazione dei nuovi PFIT finalizzati all’individuazione, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione mantenimento e alla valorizzazione delle risorse silvo-pastorali e al coordinamento delle attività necessarie alla loro tutela e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civileattiva, previsto nella dalla misura F.1.45 azione a) del Piano Regionale Agricolo Forestale (PRAF), approvato con Delib. C.R. 3/12 e secondo le modalità attuative stabilite con DGR 602/2022. Tale assegnazione è stata deliberata dalla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana con due successivi decreti (Numero adozione: 13285 - Data adozione: 05/07/2022 e numero adozione: 23760 - Data adozione: 1/12/2022, acquisiti rispettivamente dal DAGRI il primo con repertorio 2382/2022 Contratti – Convenzioni, Protocollo 145540/2022 del 11/07/2022 e il secondo con n. 3940/2022 Contratti – Convenzioni, Protocollo 271022/2022 del 24/11/2022. L’appalto ha come oggetto, in conformità alle sopra citata Direttivarichiamate determinazioni della Regione Toscana, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità i cinque comprensori che sono stati suddivisi in due lotti esecutivi, denominati Lotto esecutivo 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:e Lotto esecutivo 2.

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Sources: Service Agreement

PREMESSA. Si ricorda che Con la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014Decisione C(2015) 4926 del 14.7.2015 è stato approvato dalla Commissione Europea il POR Sardegna FESR nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione" per il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, “Indirizzi operativi inerenti all’attività presentato dalla Regione Sardegna nella sua versione definitiva il 6 luglio 2015. Il programma recepisce e fa proprie le indicazioni programmatiche contenute nei documenti comunitari e nazionali, e in particolare: le Raccomandazioni specifiche per Paese, il Position Paper dei Servizi della Commissione Europea e l’Accordo di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”Partenariato (AP) [adottato dalla CE con Decisione C(2014) 8021 final del 29.10.2014]. Alla luce delle sfide regionali e del più ampio scenario nazionale ed europeo, costituisce atto nella costruzione del POR la Regione ha adottato il principio della concentrazione, assumendo un numero limitato di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento Priorità di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuaIntervento, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti Obiettivi Specifici e di gestione Risultati Attesi e conferendo alle Azioni selezionate risorse adeguate a realizzare i target fissati, coniugando la concentrazione con la specializzazione delle diverse fonti finanziarie attivabili. Il primo degli Assi Prioritari del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva POR FESR Sardegna 2014–2020 è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenereseguente: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso Asse I - Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Innovazione (OT 1) Con la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, deliberazione n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione 57/11 del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/201625/11/2015, la Giunta Regionale ha individuato Sardegna Ricerche quale organismo intermedio del POR Sardegna FESR 2014-2020, conformemente a quanto disposto dall’art. 123, paragrafo 7, del Reg. (UE) n. 1303/2013, nell’attuazione delle azioni inerenti la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione. In attuazione della suddetta deliberazione, l'Autorità di Gestione del POR FESR Sardegna 2014-2020 ha definito, in data 31.03.2016, con apposito Accordo disciplinante la delega di funzioni dalla Autorità di Gestione del POR FESR SARDEGNA 2014-2020 alla Agenzia regionale Sardegna Ricerche, le condizioni generali di attuazione degli interventi da parte di Sardegna Ricerche, individuando le aree progettuali generali, le condizioni e le modalità di attuazione degli interventi delegati. L’Accordo comprende la realizzazione dell’azione 1.2.2, finalizzata a dare attuazione alle leve e traiettorie di sviluppo individuate dalla Smart Specialisation Strategy (S3) regionale attraverso la progettazione e implementazione di un progetto complesso per ciascuna delle aree di specializzazione della RAS, stessa S3. Nell’ambito della pianificazione e della realizzazione del progetto complesso Reti intelligenti per la gestione efficiente dell’energia Sardegna Ricerche ha evidenziato la necessità di integrare le competenze della approvazione Piattaforma Energie rinnovabili con quelle di un esperto sulle tematiche di riferimento del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata DirettivaLaboratorio Biocombustibili e biomasse, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia quali Sardegna Ricerche non dispone attualmente di priorità 1 che competenze adeguate; per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:l’individuazione di tale esperto è stato predisposto il presente avviso.

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Sources: Public Notice for Comparative Procedure for Titles

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, “Indirizzi operativi inerenti all’attività L’ex-ATO 5 (Agenzia di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e Ambito per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento servizi pubblici della Provincia di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica Bologna) assorbita da ATERSIR (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Agenzia Territoriale dell’▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995per i servizi idrici e rifiuti) ha sottoscritto con la società HERA S.p.A. una convenzione per l’affidamento del Servizio di Gestione Rifiuti Urbani e Assimilati (SGRUA). La convenzione stipulata il 20/12/2004, n. DSTN/2/22806aveva la durata di 10 anni con decorrenza dal 20/12/2001 e scadenza 19/12/2011, successivamente prorogata fino al 20/12/2014. Come disciplinato dalla Convenzione suddetta, nelle more delle procedure per l’affidamento della gestione del servizio rifiuti, che rientra tra le competenze di Atersir, per assicurare la regolare prosecuzione del servizio, il Gestore resta comunque obbligato a proseguire la gestione senza soluzione di continuità, in regime di proroga di fatto, fino alla decorrenza del nuovo affidamento e fino all’effettivo subentro del nuovo Gestore. La gestione dello SGRUA riguarda: - RACCOLTA RIFIUTI: servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati compresa la rimozione dei rifiuti abbandonati giacenti sulle strade e aree pubbliche e/o private ad uso pubblico; - i valori dellaSPAZZAMENTO STRADALE: servizio di spazzamento e lavaggio strade, piazze ed aree pubbliche; - ALTRI SERVIZI: servizi complementari di igiene ambientale (svuotamento cestini, raccolta foglie, idropulizia marciapiedi, lavaggio cassonetti); - SMALTIMENTO/TRATTAMENTO DEI RIFIUTI: operazioni di pre-trattamento e portataavvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti raccolti. Il presente documento costituisce la Relazione da allegare ai PEF, approvati da ATERSIR, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 158 del 27 Aprile 1999, ed illustra il modello gestionale ed organizzativo nonché gli attuali livelli di qualità del servizio e l’elenco degli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti. ARGOMENTI CORRELATI: Elenco Impianti di smaltimento (allegato al PEF 2018) Le eventuali proposte tecnico-economiche di modifica e/e o implementazione di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:nuovi servizi ambientali verranno illustrate in allegato.

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Sources: Piano Finanziario E Tariffe Tari 2018

PREMESSA. Il presente Documento Informativo illustra la fusione per incorporazione di Premafin, Unipol Assicurazioni ed eventualmente (come infra precisato) Milano Assicurazioni, in Fonsai, operazione che costituisce parte integrante di un più ampio progetto di integrazione tra il Gruppo Unipol ed il Gruppo Premafin/Fonsai avente l’obiettivo di salvaguardare la solvibilità attuale e futura di Premafin e Fondiaria-SAI e di creare, nel contempo, un operatore nazionale di primario rilievo nel settore assicurativo, in grado di competere efficacemente con i principali concorrenti nazionali ed europei e di generare valore per tutti gli azionisti delle società coinvolte (il “Progetto di Integrazione per Fusione”). Il Documento Informativo è stato predisposto ai sensi dell’art. 70, comma 6, nonché dell’Allegato 3B del Regolamento Emittenti, per fornire agli azionisti delle Società Partecipanti alla Fusione e al mercato un’ampia e dettagliata informativa in merito alla Fusione, essendo tale operazione “significativa” ai sensi delle norme richiamate. La struttura di controllo delle Società Partecipanti alla Fusione si articola come segue: − UGF, capogruppo del Gruppo Assicurativo Unipol, esercita attività di direzione e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del codice civile su tutte le Società Partecipanti alla Fusione e controlla direttamente Premafin e Unipol Assicurazioni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2359, comma 1, n. 1, del codice civile, nonché, indirettamente, Fonsai e Milano Assicurazioni; − Premafin controlla direttamente Fonsai ai sensi e per gli effetti dell’art. 2359, comma 1, n. 2, del codice civile; − Fonsai controlla direttamente Milano Assicurazioni ai sensi e per gli effetti dell’art. 2359, comma 1, n. 1, del codice civile. In data 20 dicembre 2012, come reso noto al mercato, i consigli di amministrazione delle Società Partecipanti alla Fusione hanno approvato il Progetto di Fusione ai sensi e per gli effetti dell’art. 2501-ter del codice civile, comprensivo dello statuto dell’Incorporante post Fusione ivi allegato, e le Relazioni illustrative sulla Fusione ai sensi e per gli effetti dell’art. 2501-quinquies del codice civile. Per quanto di propria competenza, il consiglio di amministrazione di UGF, in pari data, ha condiviso i termini economici della Fusione ed espresso il proprio parere favorevole sull’interesse di UGF e dei suoi azionisti all’attuazione dell’Operazione nonché sulla convenienza e correttezza sostanziale delle condizioni della medesima. I consigli di amministrazione di UGF, Fonsai, Premafin e Milano Assicurazioni, nei termini sopra indicati, hanno approvato la Fusione previo parere favorevole espresso dai rispettivi comitati di amministratori indipendenti, nominati ai sensi del Regolamento operazioni parti correlate. Inoltre, in data 27 dicembre 2012, UGF, ▇▇▇▇▇▇, Premafin e Milano Assicurazioni hanno pubblicato i rispettivi documenti informativi sulla Fusione, integrati con nota pubblicata in data 10 gennaio 2013, redatti ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del Regolamento operazioni con parti correlate, qualificandosi la Fusione medesima quale operazione di maggiore rilevanza con parti correlate ai sensi del Regolamento testé richiamato. Il Progetto di Fusione, le Relazioni illustrative sulla Fusione e i documenti informativi di cui al capoverso che precede sono disponibili sui siti internet delle predette società. Si ricorda rammenta che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014partecipazione di Milano Assicurazioni alla Fusione è subordinata all’approvazione dell’Assemblea Speciale di Milano Assicurazioni. Qualora l’Assemblea Speciale di Milano Assicurazioni non dovesse approvare la fusione di Milano Assicurazioni in Fonsai, “Indirizzi operativi inerenti all’attività si procederà in ogni caso alla fusione di protezione civile nell’ambito dei bacini Premafin e di Unipol Assicurazioni in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheFonsai. La Direttiva individuatempistica essenziale della Fusione è, pertantoin linea di principio e ferme restando le variazioni che si renderanno necessarie per esigenze societarie e/o regolamentari, gli indirizzi operativi la seguente: − in data 24 e 25 ottobre 2013, è convocata l’Assemblea Straordinaria, rispettivamente in prima e seconda convocazione, di ▇▇▇▇▇▇; − in data 25 e 26 ottobre 2013, è convocata l’Assemblea Straordinaria, rispettivamente in prima e seconda convocazione, di Milano Assicurazioni; − in data 25 ottobre 2013, è convocata l’Assemblea Straordinaria, in unica convocazione, di ▇▇▇▇▇▇▇▇; − in data 25 ottobre 2013, è convocata l’Assemblea Straordinaria di Unipol Assicurazioni; − in data 26, 28 e 29 ottobre 2013, è convocata l’Assemblea Speciale di Milano Assicurazioni, rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione; − a far data dall’iscrizione delle predette deliberazioni assembleari presso i registri delle imprese competenti, inizierà a decorrere il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 2503 del codice civile per l’opposizione dei creditori alla Fusione (salvo che consti il Documento consenso dei creditori delle Società Partecipanti alla Fusione anteriori all’iscrizione prevista nell’art. 2501-ter, comma 3, del codice civile, e/o il pagamento dei creditori che non abbiano prestato il loro consenso, e/o il deposito delle somme corrispondenti presso una banca); − stipula dell’atto di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valleFusione, indicativamente entro la fine dell’esercizio 2013. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digadata 9 ottobre 2013, il Documento Informativo è stato messo a disposizione del pubblico presso la sede sociale delle Società Partecipanti alla Fusione e pubblicato sul sito internet delle medesime Società Partecipanti alla Fusione e di Protezione civile deve contenereUGF, agli indirizzi qui di seguito riportati: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇▇-▇▇▇.▇▇, ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇.▇▇, ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇.▇▇, ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇.▇N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:e ▇▇▇.▇▇▇▇▇▇.▇▇.

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Sources: Fusione Per Incorporazione

PREMESSA. Si ricorda La Legge Regionale 27 luglio 2016, n. 17 ha modificato l'assetto istituzionale del Servizio sanitario regionale della Sardegna, istituendo l'Azienda per la Tutela della Salute. L'ATS nasce dalla fusione per incorporazione delle sette ASL nell'azienda incorporante di Sassari. Ci sono una Azienda e otto aree socio-sanitarie, corrispondenti ai territori delle vecchie ASL. Ci sarà anche l’Area Metropolitana di Cagliari, contestualmente all'attuazione della riforma degli Enti Locali. Con ATS e ASSL, avremo i Distretti, che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014verranno definiti per numero e ambiti territoriali. L'ATS, “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto sulla base degli atti di indirizzo deliberati dalla Giunta regionale e delle direttive dell'Assessorato competente in materia di sanità, svolge le funzioni di: programmazione aziendale e gestione complessiva dell'erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari; omogeneizzazione e armonizzazione dei processi gestionali nel territorio regionale in coordinamento con l'attività delle altre aziende sanitarie; accentramento, per quanto di competenza di tutte le aziende sanitarie della Sardegna, dei processi di aggregazione della domanda di beni e servizi e di approvvigionamento degli stessi; gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale e nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 10 del 2006 per quanto attiene le aziende ospedaliero-universitarie, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure concorsuali e selettive, del trattamento economico del personale, dei magazzini e della relativa logistica, delle reti informatiche e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle tecnologie sanitarie e della valutazione dell'impatto delle stesse; gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure di gara per la progettazione, realizzazione, manutenzione, alienazione, concessione e locazione degli immobili costituenti patrimonio delle stesse; definizione degli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate e stipula dei contratti con quelle private e con i professionisti accreditati, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 10 del “Documento 2006, in coerenza con la programmazione territoriale di Protezione civile” cui all'articolo 4, comma 5, lettera a); accentramento delle procedure di organizzazione dei percorsi di formazione ECM. La Ats è impegnata in un profondo processo di riorganizzazione, razionalizzazione e centralizzazione: sono infatti in corso dei percorsi di riorganizzazione complessiva della Sanità regionale, di riorganizzazione e razionalizzazione dei presidi ospedalieri, di revisione dei processi di presa in carico dei pazienti, centralizzazione dei processi amministrativi e di acquisti e di quelli clinico-sanitari. Il tutto per raggiungere un importate obiettivo: rimettere il Paziente al centro dei processi assistenziali, di cura e prevenzione, con la certezza della sostenibilità finanziaria del sistema. R.T. I. Almaviva S.p.A/ Almawave S.r.l/ Indra Italia S.p.A/Pwc Public Sector S.r.l. Sistema Pubblico di Connettività LOTTO 3 Progetto dei Fabbisogni SPCL3-ATS_ESB-ProgettoFabbisogni v1.4 In questo contesto l’innovazione digitale è una leva strategica per l’Ats, che sta affrontando un cambiamento epocale e una profonda trasformazione dei processi di erogazione dei propri servizi sanitari. Una trasformazione che parte dall’oggi, con il progressivo miglioramento del supporto alla gestione dei servizi al cittadino-paziente, e che contemporaneamente guarda già al futuro. Nell’ambito del Piano Sanitario Triennale 2018-2020 l’ATS ha posto un particolare focus sui seguenti obiettivi: - migliorare l’efficienza organizzativa dell’assistenza ospedaliera; - definire e governare le reti di cura, - migliorare la continuità delle cure tra ospedale e territorio; In tale ambito, che vede da un lato una profonda riorganizzazione dei diversi servizi attraverso modelli che privilegiano la cooperazione e la multidisciplinarietà e dall’altro la necessità di portare a fattor comune le singole esperienze di eccellenza presenti nelle ex ASL, nel documento ‘Pianificazione dei servizi ICT dell’Azienda di Tutela della Salute della Regione Autonoma della Sardegna per il triennio 2018-2020’ è stato previsto, tra gli altri, il progetto strategico ‘Modello di interoperabilità’. Questo progetto prevede in particolare tre moduli, logicamente e strutturalmente connessi: - Enterprise Service Bus – middleware - Integrazioni ASSL - Integrazioni ASSL – SISaR La presente proposta progettuale è finalizzata a rispondere alle esigenze espresse nel Piano dei Fabbisogni e in particolare ai primi due moduli succitati. Lo sviluppo e la gestione dei servizi di interoperabilità basati sulla infrastruttura immateriale dell’ESB Aziendale prescelto da ATS risulta essere abilitante per i provvedimenti che progetti di razionalizzazione dei sistemi informative sanitari aziendali, con particolare riferimento, ad esempio, al Sistema Informativo dei Laboratori e alla razionalizzazione dei processi di Prenotazione e Erogazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Il presente documento costituisce un aggiornamento del Progetto dei Fabbisogni 1.3 del 06/08/2020, il quale è parte integrante del Contratto Esecutivo CIG derivato 758704753F. Si ripercorre nel seguito le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheevoluzioni progettuali. La Direttiva individuaversione 1.1 del Progetto dei Fabbisogni conteneva unicamente la riallocazione dei termini temporali del contratto senza variazioni economiche, pertantoe tale versione del Progetto dei Fabbisogni è stata successivamente contrattualizzata con un Addendum al Contratto Esecutivo. A seguito delle note ATS, gli indirizzi operativi che nella quale si evidenzia il Documento fabbisogno di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione riallocazione dei termini temporali della scadenza del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso contratto in oggetto e la portata massima transitabile necessità di inserire nel progetto stesso alcune varianti, veniva emessa in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia data 03/04/2020 la versione 1.2 del Progetto dei Fabbisogni. R.T. I. Almaviva S.p.A/ Almawave S.r.l/ Indra Italia S.p.A/Pwc Public Sector S.r.l. Sistema Pubblico di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione Connettività LOTTO 3 Progetto dei Fabbisogni SPCL3-ATS_ESB-ProgettoFabbisogni v1.4 In tale versione 1.2 del Gestore. Si ricorda, inoltreProgetto dei Fabbisogni venivano definite le varianti introdotte rispetto alla versione 1.0, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 conteneva i dettagli progettuali, e veniva aggiornato il cronoprogramma delle attività, lasciando invariato l’impegno economico, in quanto le varianti previste si compensavano e non comportavano variazioni in aumento o diminuzione dell’importo economico previsto inizialmente. Il Progetto dei Fabbisogni v 1.2 non è stato oggetto di contratto e la ATS Sardegna ha espresso l’esigenza di una ulteriore variante in aumento, ovvero l’integrazione del 10/06/2016sistema regionale di diabetologia, e una variante in diminuzione, ovvero la Giunta regionale della RASinstallazione del Picasso Centrale, ha evidenziato eseguito direttamente da ATS per ragioni di urgenza. Nella versione 1.3 del Progetto dei Fabbisogni venivano definite le varianti introdotte rispetto alle versioni precedenti, veniva aggiornato il cronoprogramma delle attività e incrementato l’impegno finanziario. Il presente documento costituisce il Progetto dei Fabbisogni per i servizi richiesti dall’Amministrazione ATS Sardegna, esso riporta la necessità della approvazione del Documento di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per proposta tecnico ed economica da implementare presso l’Amministrazione sulla base delle richieste contenute nel Piano dei Fabbisogni secondo le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:modalità tecniche ed i listini previsti nel Contratto Quadro.

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Sources: Sistema Pubblico Di Connettività Lotto 3

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014L’Agenzia del Demanio, “Indirizzi operativi inerenti all’attività Direzione Regionale Veneto, al fine di protezione civile nell’ambito dei bacini garantire un adeguato sistema di gestione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili in uso alle Amministrazioni dello Stato di cui siano presenti grandi dighe”all’art. 12, costituisce atto comma 2, lettere a) e b), D.L. 98/2011, convertito con Legge 111/2011, così come modificato dalla Legge n.190/2014, nonché su quelli i cui interventi sono gestiti dall’Agenzia del Demanio, ex art. 12, comma 5, del precitato decreto, compresi nel territorio di indirizzo e coordinamento competenza (Regione Veneto), ha indetto in veste di Centrale di Committenza, una procedura aperta per l’affidamento di un Accordo Quadro per la definizione realizzazione di tutti gli interventi che si renderanno necessari, a decorrere dalla sottoscrizione dell’Accordo con validità biennale. Il presente Capitolato Speciale d’Appalto detta la disciplina relativa all’Accordo Quadro ed ai singoli contratti attuativi che potranno essere stipulati dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Veneto – Trentino Alto Adige – Friuli Venezia Giulia, dall’Agenzia del “Documento di Protezione civile” Demanio Direzione Regionale Veneto e dai Ministeri per i beni e per i provvedimenti le attività culturali e del Turismo e della Difesa, per gli interventi manutentivi da realizzare nel territorio della Regione Veneto - di seguito unitariamente individuate come “Stazione Appaltante” - per l’affidamento degli interventi e lavori di manutenzione individuati nell’Elenco annuale predisposto dall’Agenzia per attuare il Piano triennale di cui all’art. 12, comma 4, D.L. 98/2011, nonché degli interventi direttamente finanziati e gestiti dal Mibact e dal Ministero della Difesa sugli immobili agli stessi in uso, che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi digheStazioni Appaltanti potranno richiedere nell’arco temporale della durata dell’Accordo Quadro. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento Trattandosi tuttavia di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali ΔQ di cui al successivo punto 2.4 nella Direttiva, funzionali agli ulteriori obblighi di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016un documento meramente programmatico, la Giunta regionale previsione di un intervento nell’ambito dell’Elenco non implica automaticamente alcun vincolo di realizzazione e conseguentemente di affidamento agli operatori economici parti dell’Accordo Quadro. Ciò vale anche per gli interventi gestiti e finanziati dal Mibact e dal Ministero della RASDifesa sugli immobili agli stessi in uso, ha evidenziato la necessità della approvazione nonché per quelli ulteriormente gestiti dall’Agenzia del Documento Demanio ai sensi del comma 5 del menzionato art. 12, in quanto l’importo complessivamente posto a base di Protezione Civilegara è stato determinato in via del tutto presuntiva non essendo stati ancora puntualmente individuati gli interventi. I singoli contratti saranno affidati conformemente a quanto prescritto nel presente Capitolato e nel disciplinare di gara e dovranno essere eseguiti nel rispetto delle specifiche contenute nella Documentazione Tecnica relativa al singolo intervento e/o lavoro. Detta documentazione in funzione del livello di complessità dell’intervento e/o lavoro potrà essere costituita dal Progetto Esecutivo o, nei casi di semplice manutenzione ove non siano necessarie specifiche e/o dimensionamenti, dal semplice Computo Metrico corredato da una Relazione e da un Capitolato e da quanto previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.ddall’art. “grandi dighe105 del Regolamento 207/2010. PARTE "A" ricadenti nella fascia di priorità 1 che per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:- OGGETTO E DESIGNAZIONE DELLE OPERE - AMMONTARE DELL'ACCORDO QUADRO

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Sources: Capitolato Speciale d'Appalto

PREMESSA. Si ricorda che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014, La Carta dei Suoli del Lazio (finanziata con fondi CIPE nell’ambito del programma interregionale Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi digheAgricoltura- Qualità”, costituisce atto coordinato dal MiPAAF) è stata curata da ARSIAL, sulla scorta di indirizzo e coordinamento uno specifico mandato regionale, in collaborazione con il Centro Ricerche Agricoltura Ambiente del CREA, riferimento nazionale per la definizione tenuta della Banca Dati dei Suoli d’Italia e della relativa cartografia derivata anche di scala regionale. Il dato pedologico del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori Lazio in scala 1:250.000 concorre, in primo luogo, a valle delle grandi dighe. La Direttiva individuacompletare una rappresentazione nazionale, pertantonecessaria ad uniformare l’Italia agli altri paesi della UE e, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta in questo particolare momento storico, riveste, insieme alla relativa cartografia derivata, particolare importanza per le finalità scelte future di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a vallepianificazione territoriale, funzionali alla programmazione della politica agricola regionale. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della digaTuttavia, il Documento dettaglio richiesto dalla pianificazione territoriale delle aree rurali, oggi programmata nel Lazio con l’art. 52 della L.R. 38/1999 “Norme sul governo del territorio” che, con le modifiche del 2017, prevede sia adottato un Piano Agricolo Regionale con funzione prescrittiva e propositiva per la pianificazione comunale, che opera ad una scala di Protezione civile deve contenere: - gran lunga maggiore del dettaglio previsto dal Programma Agricoltura-Qualità dei primi anni 2000. Difatti, la caratterizzazione pedologica secondo maggiori scale di dettaglio (almeno 1:50.000 per le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile aree agricole), ha avuto, maggiore impulso proprio in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica quelle regioni dove il settore primario ha maggiore rilevanza (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ - Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, anche solo per parte del territorio regionale) ed è stata il presupposto per una migliore pianificazione delle aree agricole (Zone omogenee E) oltre che per una più efficace Programmazione di Sviluppo Rurale. Altro ambito in cui le conoscenze pedologiche sono indispensabili è la valutazione della vocazionalità dei suoli, che ha trovato ampie applicazioni nei più rinomati distretti per la produzione di vini di pregio, e nella costituzione dei disciplinari di produzione dei prodotti tipici: implementando la relazione tra parametri fisico- chimici e microbiologici, infatti, tutte le nuove strategie di gestione colturale si fondano sulla conoscenza dei caratteri di induttività/soppressività dei suoli agrari: sempre più, è proprio la pedologia ad ispirare le strategie di produzione. In tale prospettiva, una delle aree di dettaglio in scala 1:50.000 è stata finalizzata alla valutazione dell’attitudine alla viticoltura in un territorio ad elevata specializzazione viti-vinicola, quale i Castelli Romani; in realtà, i nuovi paradigmi di tecnica colturale implicano una generalizzata valutazione della vocazionalità territoriale, sia laddove si registri un processo di specializzazione produttiva e/o l’utilizzo di tecniche di coltivazione eco-compatibili, sia nell’ottica del recupero delle produzioni tradizionali. Il 17 Novembre 2021 la Commissione europea ha reso pubblica la strategia europea sul suolo al 2030 (EU Soil Strategy for 2030). La strategia sul suolo andrà a contribuire in modo significativo a diversi obiettivi del Green Deal ed è, per questo, ancorata sia alla strategia dell'UE sulla biodiversità che a quella finalizzata all’adattamento ai cambiamenti climatici. Il suolo ospita oltre il 25% di tutta la biodiversità terrestre ed è la base delle catene alimentari che nutrono l'umanità. I suoli “sani” sono anche il più grande bacino di carbonio terrestre del pianeta, regolano il ciclo dell’acqua e sono un alleato indispensabile per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Tuttavia è stato stimato che circa il 60-70% dei suoli nell'UE non sono sani. I suoli continuano ad essere soggetti a gravi processi di degrado, quali erosione, compattazione, diminuzione della materia organica, inquinamento, perdita di biodiversità, salinizzazione e impermeabilizzazione. Numerosi, non a caso, sono i riferimenti al suolo ed ai servizi ecosistemici riportati nel Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (Comitato Capitale Naturale, 2019, Terzo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia. Roma.) Inoltre, l’intensa e diffusa urbanizzazione è stata ed è il principale fattore di trasformazione del territorio che, ancorché variato nel tempo, ha determinato un progressivo consumo di suolo stimato al 2020 pari all’8,11% della superficie regionale, con un dato superiore alla media nazionale che si attesta al 7,11% di superfici a copertura artificiale. Il Lazio è la quinta regione per consumo di suolo nel 2020 con +431 ha (▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇ dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; - M. (a cura di), 2021. Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021. Report SNPA 22/21). Va aggiunto che, se l’urbanizzazione nel dopoguerra era concentrata intorno ai centri urbani in espansione e alle infrastrutture viarie, dagli anni ‘90, con la proliferazione di insediamenti abitativi diffusi (urban sprawl) ha determinato sia consumo di suolo che frammentazione del paesaggio rurale, diffondendosi in territori a maggior valenza agricola, prevalentemente di pianura e collina. A livello provinciale, Roma raggiunge il 13% e Latina sfiora il 10% di superficie artificiale, segue Frosinone con il 6,86%, Viterbo con quasi il 5% e ultima Rieti con oltre il 3%. Non dimentichiamo, inoltre l’abbandono dell’agricoltura che invece riguarda le nostre aree interne, con perdita delle nostre preziose identità rurali. I nostri paesaggi rurali sono frutto di una valutazione dei suoli fatta da agricoltori, allevatori e selvicoltori, questi hanno letto attitudini e limitazioni dei suoli ed hanno distribuito di conseguenza le loro attività. Il tragico evolversi della pandemia in atto ha dimostrato, la necessità strategica per il paese di quello che, non a caso, è definito settore primario. Conoscere i valori della/suoli al giusto livello di dettaglio per supportare le attività di pianificazione territoriale e portata/i procedimenti autorizzati delle trasformazioni d’uso, è la premessa per il governo dei fenomeni e per poter elaborare strategie finalizzate a nuovi scenari di «attenzione scarico diga» Qmin permanenza delle attività agricole. Pertanto, se da un lato il Ministero ha sostenuto con fondi finalizzati lo sviluppo di una rappresentazione dei suoli, coerente e delle soglie incrementali ΔQ georiferita (con ovvie implicazioni sul processo di digitalizzazione dell’informazione territoriale e sull’open data, su cui al successivo punto 2.4 nella Direttivala Regione ha opportunamente investito nell’ultimo decennio), funzionali agli ulteriori parallelamente, il programma nazionale contemplava una specifica azione di “Monitoraggio della direttiva Nitrati” che, nel Lazio, è stato opportunamente combinato alla Carta dei Suoli, finalizzandone alcune aree di dettaglio, come richiesto dal Programma, nelle due Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) già individuate sul territorio regionale. Tutto ciò ha evidenti ricadute, non solo sulla prioritaria tutela della salute pubblica, ma anche per garantire uno strumento di supporto alla corretta declinazione degli obblighi sulla condizionalità in agricoltura e, non ultimo, per implementare in maniera ottimale il Piano di comunicazione del Gestore. Si ricorda, inoltreSviluppo Rurale, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento reca misure volte a premiare l’esercizio di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia di priorità 1 che buone pratiche per la migliore gestione dei suoli e per la sostenibilità ambientale. La repentina evoluzione in atto, soprattutto in materia di Zone Vulnerabili ai Nitrati, evidenzia per il dato pedologico ad una maggiore scala di dettaglio è necessario ben oltre le aree storicamente individuate in ambito regionale. L’approfondimento della Carta dei Suoli del Lazio a scale di maggior dettaglio, iniziando dalle aree a prevalente uso agricolo rispetto agli ambiti rurali agro-silvo-pastorali meno intensivi, costituirà quindi un supporto conoscitivo indispensabile sia nella pianificazione agricola territoriale e, quindi, nella programmazione di sviluppo rurale, ma anche per la definizione di politiche ambientali che tutelino la presenza dell’uomo sul territorio. Infine, prevedere un piano di rilievo che completi la Banca Dati dei Suoli del Lazio e al tempo stesso permetta la costruzione di una rete di monitoraggio dei suoli, basata sulle tecnologie più innovative, potrebbe permettere la definizione di una reale strategia di azione regionale a protezione della risorsa suolo. Per queste ragioni la Carta dei Suoli del Lazio, oltre che valido strato informativo per completare il quadro delineato dalla Legge Regionale n. 40 del 9 ottobre 1996 che istituiva il Servizio Integrato Agrometeorologico della Regione Sardegna sono Lazio - SIARL e che, nell’ultima revisione del 2009, vi faceva confluire appunto la Carta Pedologica Regionale, è anche espressamente richiamata come base informativa necessaria per la redazione del Piano Agricolo Regionale (PAR), introdotto nella normativa regionale sul governo del territorio (LR n. 38/1999) con la riscrittura dell’articolo 52, operata con LR 7/2017 “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio”. Il legislatore introduce uno strumento organico di scala regionale quale presupposto della pianificazione territoriale, superando la previsione della carta agro-pedologica finora demandata alle amministrazioni comunali, inevitabilmente affetta, quando realizzata, da una lettura più frammentaria delle evoluzioni in atto sui territori. La Carta dei Suoli del Lazio alla scala di dettaglio 1:250.000, pertanto, oltre che un ausilio per una conoscenza condivisa del nostro territorio, è anche la matrice su cui strutturare le tredici seguenti:successive indagini di dettaglio e la Banca Dati dei Suoli del Lazio costituirà lo schema di raccolta dei dati di gli approfondimenti di indagini pedologiche analoghe che saranno effettuate sul territorio a partire dall’area costiera dove si fanno più intensi i conflitti di destinazione d’uso del suolo agricolo ancora oggi disponibile.

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Sources: Determination for the Authorization of a Public Tender

PREMESSA. Si ricorda Il Comune di Padova ha ravvisato la necessità, negli ultimi anni, di riqualificare alcune aree urbane collocate nel territorio che la Direttiva P.C.M. 8 Luglio 2014versano in stato di abbandono e degrado, “Indirizzi operativi inerenti all’attività fra le quali l’area delle mura di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”, costituisce atto di indirizzo e coordinamento per la definizione del “Documento di Protezione civile” e per i provvedimenti che le regioni devono adottare nei territori a valle delle grandi dighe. La Direttiva individua, pertanto, gli indirizzi operativi che il Documento di Protezione Civile deve contenere per stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico nei territori a valle. In particolare, al punto 2 della Direttiva è detto che ai fini dell’obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve contenere: - le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della San Benedetto-ex caserma ▇▇▇▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇. Tale area è divenuta proprietà dell’amministrazione a seguito di contratto rep. n. 80307 del 12/07/2021, stipulato con l’Agenzia del Demanio, con il quale veniva permutata l’area di via Anelli, allora di proprietà comunale e futura sede di realizzazione della nuova Questura di Padova, con quella dell’ex caserma ▇▇▇▇▇▇▇ ▇▇▇▇▇▇▇▇ dicembre 1995, precedentemente bene demaniale, ed oggetto dei due interventi descritti nel presente documento. Tali interventi figurano all’interno delle SISUS per l’area urbana di Padova, oggetto di approvazione mediante Decreto n. DSTN/2/22806; - i valori della187 del 04/12/2023. Il primo rientra in ambito PR FESR/FSE+ nella Priorità 2, Obiettivo specifico 2.7, Azione 2.7.1 “Infrastrutture verdi in area urbana” e portatasi concentra sul progetto “Riqualificazione verde del parco delle mura di San Benedetto”, che prevede la valorizzazione delle mura con la restituzione delle originarie aree di pertinenza del terrapieno e ricavo di un’ampia area a parco. Il secondo invece appartiene all’ambito PR FESR/FSE+ all’interno della Priorità 5, Obiettivo specifico 5.1, “Rigenerazione urbana e culturale” e concerne la “Riqualificazione urbanistica San Benedetto”, all’interno della quale sono previsti interventi di «attenzione scarico diga» Qmin riqualificazione/rigenerazione urbana a scopo fruitivo e culturale. Il presente Documento di Indirizzo alla Progettazione (di seguito DIP) viene redatto sulla base di quanto proposto nel DOCFAP “Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali” e delle soglie incrementali ΔQ considerazioni scaturite dalla sua analisi. All’interno di tale documento vengono individuati quattro ambiti di intervento: A _ Edifici ad uso civico e servizi B _ Parco delle Mura C _ Parco di San Benedetto - Piazza Savonarola - area a parco D_ Parcheggio boscato Il presente documento è finalizzato allo sviluppo progettuale specifico degli ambiti B e C, che saranno oggetto di finanziamento in ambito PR-FESR. La realizzazione del parcheggio boscato sarà invece oggetto di concessione ed il recupero degli edifici vincolati realizzato in futuro attraverso apposita procedura di selezione. ll DIP indica in rapporto alla dimensione, alla specifica tipologia e alla categoria dell’intervento da realizzare, secondo quanto stabilito dell’art.3 dell’All. 1.7 del nuovo Codice dei Contratti 36/2023, le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni livello della progettazione. Il presente DIP riporta le seguenti indicazioni: a) lo stato dei luoghi con le relative indicazioni di tipo catastale; b) gli obiettivi da perseguire attraverso la realizzazione dell’intervento, le funzioni che dovranno essere svolte, i fabbisogni e le esigenze da soddisfare e, ove pertinenti, i livelli di servizio da conseguire e i requisiti prestazionali di progetto da raggiungere; c) i requisiti tecnici che l’intervento deve soddisfare in relazione alla legislazione tecnica vigente e al soddisfacimento delle esigenze di cui alla lettera b); d) i livelli della progettazione da sviluppare e i relativi tempi di svolgimento, in rapporto alla specifica tipologia e alla dimensione dell’intervento; e) gli elaborati grafici e descrittivi da redigere; f) le eventuali raccomandazioni per la progettazione, anche in relazione alla pianificazione urbanistica, territoriale e paesaggistica vigente e alle valutazioni ambientali strategiche (VAS), ove pertinenti, procedure tecniche integrative o specifici standard tecnici che si intendano porre a base della progettazione dell’intervento; g) i limiti economici da rispettare e l’eventuale indicazione delle coperture finanziarie dell’opera; h) le indicazioni in ordine al successivo punto 2.4 nella Direttivasistema di realizzazione dell’intervento; i) l’indicazione della procedura di scelta del contraente; l) l’indicazione del criterio di aggiudicazione; m) la tipologia di contratto individuata per la realizzazione dell’intervento, e in particolare se il contratto sarà stipulato a corpo o a misura, o parte a corpo e parte a misura; n) le specifiche tecniche contenute nei criteri ambientali minimi (CAM), adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetici; o) la individuazione, laddove possibile e/o necessario, di lotti funzionali agli ulteriori obblighi e/o di comunicazione del Gestore. Si ricordalotti prestazionali, inoltre, che con ▇▇▇▇▇▇▇▇ N. 33/31 del 10/06/2016, la Giunta regionale della RAS, ha evidenziato la necessità della approvazione del Documento articolati in strutture analitiche di Protezione Civile, previsto nella sopra citata Direttiva, progetto; p) l’indicazione di massima dei tempi necessari per le c.d. “grandi dighe" ricadenti nella fascia varie fasi dell’intervento; q) l’importo di priorità 1 che massima stimato da porre a base di gara per la Regione Sardegna sono le tredici seguenti:prestazione da affidare.

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